Rubrica — In cucina

Taste e Fuori di Taste: ecco tutto quello che non potete perdervi

Tutte le indicazioni utili, le novità, gli appuntamenti e le eccellenze in mostra alla Stazione Leopolda


Taste è il salone dedicato alle eccellenze del gusto e del food lifestyle, giunto alla sua XIV edizione, si terrà alla Stazione Leopolda dal 9 all'11 marzo.
 La rivoluzione del pane sarà protagonista a Taste che dedicherà a questo alimento, tra i più antichi e universali, laboratori, talk e percorsi didattici.
Taste è il salotto italiano del mangiare bene e stare bene, dove si danno appuntamento i migliori operatori internazionali dell'alta gastronomia, ma anche il sempre più vasto e appassionato pubblico dei foodies.

 Fuori di Taste è un ricco calendario di eventi a tema che si svolgono invece nella città.

Come arrivare alla Stazione Leopolda in viale Fratelli Rosselli, 5 a Firenze. 

In auto:
 L'autostrada del Sole (A1) collega Firenze con Bologna e Milano a nord e con Roma e Napoli a sud. L'autostrada Firenze Mare (A11) la collega con Lucca e con la costa tirrenica lungo la direttrice Genova-Livorno (A12). Si consiglia l’uscita Firenze Ovest, proseguire verso il centro città in direzione Porta al Prato. Si prosegue dall’uscita lungo viale Guidoni, via Forlanini, viale Redi, viale Belfiore, viale Fratelli Rosselli. Parcheggio a pagamento adiacente Stazione Leopolda.

In treno: La stazione principale è Santa Maria Novella, situata in pieno centro e a 1 chilometro dalla Stazione Leopolda. Si consiglia di raggiungere la sede espositiva utilizzando la Tramvia linea 1, scendendo alla prima fermata “Porta al Prato-Leopolda”. Pitti Immagine offre uno speciale sconto sulle tariffe base sulle tratte A/R per Firenze: Roma, Milano, Bologna -30%; Torino, Napoli, Venezia, Verona: -20%. L'offerta è valida nelle seguenti date: 08 - 12 marzo 2019. Per ottenere questa speciale scontistica i buyer dovranno contattare l'agenzia UniversalTurismo.

In aereo: Aeroporto di Firenze "Amerigo Vespucci" e Tramvia T2 - Dista circa 4 chilometri dal centro della città e offre collegamenti aerei con le principali città europee oltre che coincidenze con gli aeroporti di Roma e Milano da cui è facile la connessione con tutte le destinazioni internazionali.

Orario di mostra: 9 e 10 Marzo dalle 9.30 alle 19.30 - 11 Marzo dalle 9.30 alle 16.30
INGRESSO RISERVATO per operatori del settore orari dedicati!
sabato: dalle 9.30 alle 14.30. Dalle 14.30 la fiera apre anche al pubblico generico domenica: dalle 9.30 alle 14.30. Dalle 14.30 la fiera apre anche al pubblico generico lunedi: ingresso anche per il pubblico generico dalle 9.30 alle 16.30.
Per il Pubblico Generico: sabato: dalle 14.30 alle 19.30 domenica: dalle 14:30 alle 19:30 lunedì: dalle 9:30 alle 16:30.


A Taste 2019 trend e novità seguono temi inaspettati e stimolanti. I prodotti ittici, per esempio, si presentano in tutta la loro autenticità, ma in veste originale e rivoluzionaria. Dai salumi di mare, ricchi di Omega 3, ai marinati della tradizione. Dalle trote dolomitiche al baccalà delle Lofoten, passando per i pregiati esempi di biodiversità mediterranea: buzzonaglia, palamita, murici, telline. Lavorazione e conservazione, infine, chiamano in causa l'eccellenza: aceto trentino, olio extra vergine d'oliva, sale marino raccolto a mano, tartufo. Tra i brand: Marinati di Comacchio, Testa Conserve,Salumeria di Mare, Acquapazza Gourmet, Calvisius CaviarReserva, Manaide.

Un profumo di pagine appena sfornate invaderà la Stazione Leopolda. Tutto merito di Letture al forno, il bookshop di Guido Tommasi Editore, che il designer Marco Marzini ha immaginato come un enorme forno da cucina. La casa editrice, specializzata in racconti, saggi e manuali di cucina, porterà a Taste 2019 un'ampia selezione di libri di food writer internazionali, e non mancherà di allinearsi al tema di questa edizione: il pane. Ci saranno ricettari, manuali pratici, storie di grandi chef, e di uomini e donne che con passione celebrano l’arte bianca nel lavoro quotidiano.

Non solo enoteche, trattorie e ristoranti stellati. La coinvolgente energia di FuoriDiTaste entra anche in luoghi insoliti, spazi multifunzionali, botteghe, bar. Come la Pasticceria Serafini, che venerdì 8 ospita l'evento C'era una volta pane e cioccolato: abbinamenti dolci e salati con prodotti Maglio - Cioccolato Italiano dal 1875. Sabato 9, l'antica gastronomia Procacci condividerà con il popolo di Taste Upstream e l'aperitivo Giusti: panini con salmone e Negroni. Domenica, tappa allo S.Forno, bakery di nuova generazione che diventa Il posto dei lamponi, con composte, zuccheri e cristalli, sale e tisane del Lamponi dei Monti Cimini®.


Alcuni appuntamenti e novità:

Pecorino dalle sfumature blu, birra dai toni smeraldo, spaghetti verdi e cioccolato color salvia: alla prossima edizione di Taste il superfood incontra la tradizione, con la presentazione in anteprima dei prodotti alimentari arricchiti dall’alga spirulina made in Tuscany dell’azienda Severino Becagli.

Severino Becagli è l’unico produttore in Italia in grado di assicurare spirulina fresca su ordinazione, ma realizza e commercializza l’alga anche in versione essiccata e come base di speciali granulati. A partire dai primi di marzo nello shop online sarà inoltre possibile riempire il carrello come in gastronomia, assicurandosi prodotti freschi e tipici della tradizione toscana, ma con una marcia in più. Dal formaggio alla birra artigianale, dalla pasta alla tavoletta di cioccolato bianco, fino a una particolare e gustosa salsa vegan, gli alimenti del marchio Severino Becagli sono prodotti in collaborazione con aziende toscane selezionate per l’attenzione all’intera filiera e al principio del km zero. Definita dalla FAO l’alimento del futuro, la spirulina è una microalga dal caratteristico colore blu-verde, antica quanto il mondo (è uno dei più antichi abitanti del pianeta), ha tre volte l’apporto proteico della carne di manzo e una elevata concentrazione di nutrienti e antiossidanti, tra cui vitamine, omega 6, omega 3, minerali. Appena 6 grammi di Spirulina contengono lo stesso quantitativo di vitamina A di 20 mele, la stessa B2 di 300 acini d’uva, il ferro di 200gr di spinaci e il beta carotene di 135gr di carote fresche. L’alta digeribilità e la rapida assimilazione ne hanno fatto un alimento fondamentale per molte popolazioni in Africa, Medio Oriente e America fin dall’antichità. In Occidente ad aprire la strada all’alga blu-verde è stata l’industria degli integratori. Grazie alla sua versatilità – fresca, secca, in grani - la spirulina è oggi uno degli ingredienti più ricercati in cucina, a partire dalla rinnovata attenzione degli chef stellati.
L’impianto di coltivazione dell’alga spirulina made in Tuscany si trova in Maremma, in una storica tenuta, tramandata di generazione in generazione: qui, nel cuore della Tenuta San Lorenzo, la famiglia Becagli ha deciso di mettere il know how di un secolo di attività agricola al servizio di una produzione innovativa. Accanto a un casolare risalente ai primi del ‘900, immerso in 450 ettari di campagna in provincia di Grosseto, è sorto un impianto ad alta tecnologia, costantemente monitorato e orgogliosamente ecocompatibile. La spirulina cresce in vasche aperte – “raceway ponds” – appositamente progettate, all’interno di serre automatizzate che consentono la perfetta regolazione di temperatura, areazione ed esposizione alla luce del sole, eliminando ogni rischio di contaminazione del prodotto. La raccolta avviene attraverso un complesso sistema di macchinari sviluppati appositamente per non compromettere la microalga e consentirne il trasferimento all’interno dell’edificio annesso, dove avviene la lavorazione in ambienti sterili.
Qualità, innovazione e rispetto per l’ambiente guidano l’azienda nella ricerca quotidiana di un prodotto che rispetta tutti i più alti standard ed è certificato biologico e kosher: può essere consumato davvero da chiunque, senza alcuna controindicazione. Il metodo utilizzato dalla Severino Becagli permette inoltre di ottenere un’alga caratterizzata da una più elevata concentrazione di nutrienti, grazie a un processo di coltivazione e lavorazione esclusivo.
La spirulina fresca, che presenta più elementi nutrizionali, ha la consistenza di un paté di colore verde intenso e un sapore molto delicato. L’alga viva viene espressamente raccolta su richiesta, confezionata in pacco sigillato e spedita immediatamente a destinazione in un imballo che garantisce una temperatura costante. Nella versione essiccata si presenta di colore verde scuro con riflessi blu e ha un sapore più deciso: può essere consumata in aggiunta a insalate, yogurt, come condimento su carne o pesce, ma anche aggiunta alla salsa di pomodoro o mescolata con acqua e olio per ottenere un condimento sano ed energetico. E’ un alimento talmente duttile che può essere utilizzato in molti modi diversi in cucina.
In occasione di Taste la versatilità della spirulina sarà affidata alla creatività dello chef Rocco De Santis, per una speciale cena all’Osteria Pagliazza, ristorante situato all’interno della torre bizantina dell’Hotel Brunelleschi. L’evento, in programma sabato 9 marzo, è inserito nel calendario Fuori di Taste e segnerà l’introduzione della spirulina nella carta del ristorante.

Un distillato totalmente made in Tuscany si fa ambasciatore della Tuscan Way of Life, con le prime esperienze full immersion dedicate al gin Peter in Florence, nell’Eco Resort Podere Castellare, casolare originario del XIII secolo completamente ristrutturato, sede dell’unica distilleria in Italia esclusivamente dedicata al gin. I percorsi saranno sperimentabili in preview alla Stazione Leopolda, in occasione della prossima edizione di Taste.
Peter in Florence sarà inoltre protagonista del calendario Fuori di Taste, sabato 9 marzo in chiave streetfood, con l’aperitivo “Gin & Porchetta, Coppia Perfetta”, dalle ore 19 in accoppiata con i salumi Mannori (S.Forno, via S. Monaca 3r), e in versione deluxe domenica 10 marzo, in accompagnamento alle ricette elaborate da Edoardo Tilli, chef del Podere Belvedere (Plaza Hotel Lucchesi, lungarno della Zecca Vecchia, 38).
Tra le “experience” presentate in anteprima a Taste: visite guidate alla distilleria, con nozioni sul metodo per produrre il gin e fine tasting (livello basic e versione “master”), botanical tour “sul campo” nel senso letterale del termine, per riconoscere le erbe aromatiche che crescono attorno a Podere Castellare e vengono usate nel processo di distillazione, full immersion di una giornata con pranzo o cena di degustazione in abbinamento a cocktail a base di Peter in Florence, fino alla formula “Weekend Tonic”, con aperitivo con vista sulla vallata, pernottamento, late check out e massaggio rigenerante agli oli essenziali delle erbe aromatiche.

Alla Stazione Leopolda sarà possibile fare un tour virtuale della distilleria, grazie al visore 3D appositamente sviluppato, oltre a partecipare a degustazioni bendate guidate direttamente dal master distiller Stefano Cicalese, per imparare a distinguere le 14 botaniche che conferiscono al Gin Peter in Florence il caratteristico aroma e la finezza che lo contraddistingue.
La zona dove Peter in Florence viene prodotto vanta una lunga tradizione nella coltivazione delle botaniche e della produzione del gin: primi tra tutti a cimentarsi in questa specialità furono i monaci della vicina Abbazia di Vallombrosa (sorta nel 1036). Dal 1400 fino alla soppressione napoleonica i monaci coltivarono erbe mediche e botaniche; a Vallombrosa ancora oggi utilizzano le stesse ricette del 1400 e il processo di macerazione con le bacche di ginepro in infusione. Nel corso del tempo anche Podere Castellare si è trasformato, diventando prima un’azienda agricola da 35 ettari e un eco resort poi, attorno al quale si coltivano ancora oggi iris e ginepro. Nella vecchia cantina dove si produceva il vino, adesso si trova il laboratorio di produzione del gin.
Peter in Florence mette al centro l’iris, icona della città, di cui vengono usati non solo la radice, come da tradizione, ma anche i petali. E’ un gin classico, in osservanza alle regole del London Dry Gin, ma innovativo, anche per l’uso delle varie botaniche. Quattordici in tutto quelle che lo compongono, quasi tutte locali: oltre al ginepro e all’iris, la scorza di bergamotto fresca, quella di limone essiccata, il coriandolo, le bacche di rosa, i fiori di lavanda e di rosmarino freschi. Tutti provenienti da micro-produttori locali specializzati e bio. A cui si aggiungono: la radice di angelica dalla Francia, la corteccia di cassia dalla Cina, il cardamomo dal Marocco, le mandorle amare dalla Spagna e i grani del Paradiso dall’Africa Occidentale.
Fondamentale l’acqua, che viene raccolta dal pozzo di Podere Castellare, analizzata in laboratorio e trattata con l’osmosi inversa, raggiungendo i più elevati standard qualitativi internazionali previsti dall’industria beverage.

La ricetta prevede la combinazione di infusione liquida e infusione a vapore. La “vapour infusion” fu introdotta da Thomas Dakin utilizzando un alambicco Carterhead, il cui progetto è stato reinterpretato per Peter in Florence utilizzando le migliori tecnologie disponibili, come la fluidodinamica numerica, ma mantenendone il design che lo contraddistingue da quasi 200 anni. Lo speciale alambicco, realizzato in esclusiva da Green Engineering, è una versione ridotta dello storico Carterhead utilizzato per la produzione di alcuni tra i migliori gin al mondo. Il design mantiene quello originale del 1831, ma le caratteristiche tecnologiche lo rendono all’avanguardia, unico in Italia, permettendo di controllare con un altissimo grado di precisione tutti i parametri fondamentali della distillazione, quali grado alcolico, densità e temperatura, garantendo una elevata qualità. Si tratta anche del primo alambicco in Italia che utilizza l’infusione a vapore, permettendo una estrazione più delicata e naturale di oli essenziali e aromi.

Enocordial, Elisir di China, Amaro delle Alpi, Grappa: nomi evocativi per chi ha passato qualche tempo sotto le Armi o ha avuto un parente o un amico di famiglia così generoso da condividere i liquori in dotazione alle Forze Armate. Oggi gli stessi liquori, nella ricetta originale dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, diventano gradevole ripieno di aromatici cioccolatini. E’ una delle novità che saranno presentate in anteprima a Taste (Stazione Leopolda – stand D/109, 9-11 marzo) da F%nderia del Cacao, azienda tutta toscana nota per i suoi prodotti “organic gourmet”.

I cioccolatini ripieni di liquore, si vanno ad aggiungere alla linea Cioccolato Militare, prodotta e commercializzata da F%nderia del Cacao grazie a un incarico esclusivo del 2018 ricevuto da Difesa Servizi e Agenzia Industrie Difesa. Il Cioccolato Militare è un fondente al 70%, avvolto nel packaging originale dell’Esercito Italiano e già presente sugli scaffali e sul web in diversi formati: il “cubo” da 50g, 100g e 200g e la tavoletta da 25g. Completano la linea i cioccolatini da 5g ciascuno, disponibili anche in uno speciale astuccio “in latta”, come una volta, una crema spalmabile, in tubetto di alluminio, pensato per l’uso sportivo e la cioccolata in tazza in vasetto di latta.

Il Cioccolato Militare fa parte della razione giornaliera fin dal 1937 ed è tuttora utilizzato – anche nelle missioni nello spazio - in quanto gustoso, energetico e facilmente trasportabile. Oggi le vendite dei prodotti con questo brand contribuiscono a finanziare lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, impegnato nella produzione di farmaci “orfani” sui quali l’industria privata non investe per scarsi margini di profitto.

Tra le novità presentate a Taste da F%nderia del Cacao anche la prima tavoletta aromatizzata al tabacco, prodotta con cacao monorigine con l’aggiunta di aroma naturale di tabacco Kentucky da coltivazioni biologiche. L’idea è nata da una sfida tra amici, Marco Parascenzo, esperto e apprezzato conoscitore di tabacco, e Maurizio Baschi, Presidente di F%nderia del Cacao. Ci sono voluti numerosi test per individuare il cacao più idoneo a sposare il tabacco, a partire dall’intuizione iniziale e soprattutto per garantire l’assenza di nicotina. Entrano inoltre a far parte della linea gourmet la tavoletta e la crema spalmabile al gusto di Dulce de Leche. Un altro fortunato sposalizio sulla cui durata F%nderia del Cacao ha deciso di scommettere, così come la cioccolata in tazza in quattro versioni (intensa, amabile, alla cannella, alle spezie), le fave di cacao dell’Ecuador tostate e ricoperte di cioccolato fondente e l’infuso di cascara di cacao

Sabato 9 e domenica 10 marzo, Pasquale Polito uno dei fondatori di Forno Brisa interverrà in più appuntamenti con il resto del gruppo che, guidato da Laura Lazzaroni, racconterà l’evoluzione e la rivoluzione di questo settore. Per tutto il weekend, laboratori e dimostrazioni sui pani della contaminazione presso l'area "Forno Taste".

Durante il salone dedicato alle eccellenze del gusto e del food lifestyle, La Perla di Torino presenterà la sua collezione di tartufi e in particolare i nuovi nati Latte Senza Latte, Triple Chocolate e Moka. Presso lo stand sarà possibile scoprire e degustare i vari prodotti della maison torinese.

Testa Conserve e Ciccio Sultano presentano la nuova linea di conserve di tonno rosso e pesce azzurro (sgombro, sugarello, alici): una collaborazione nata per rispetto del mare, della cucina e dei consumatori.
La Famiglia Testa, originaria di Ognina, mitico approdo di Ulisse, pesca dal 1800 e lavora in proprio il pesce. Ciccio Sultano, 2 stelle Michelin, ha aperto il suo ristorante nel 2000. Si sono incontrati grazie al tonno rosso e al pesce azzurro dei mari siciliani. Testa Conserve è storia, innovazione, rispetto delle regole come per le quote ICCAT che hanno salvato il tonno rosso dall’estinzione. La qualità si dimostra nei fatti, controllando l’intera filiera, dalla cattura del pesce, al controllo della catena del freddo, dalla trasformazione nello stabilimento di Portopalo di Capo Passero al processo di conservazione e distribuzione.
Conservazione ispirata alla tradizione e nobilitata dall’uso di olio extravergine d’oliva e olio di girasole bio spremuto a freddo. In questo modo, l’olio dei barattoli non si butta, ma si può utilizzare nella preparazione delle salse o per condire. I prodotti Testa Conserve raccontano anni di lavoro, di sfide, un amore vero per il mare, per la grande cucina come per quella quotidiana.

Fonte Plose anche quest’anno ha accolto con piacere l’invito di Pitti Taste a partecipare in qualità di sponsor tecnico d’eccellenza, mettendo a disposizione dei visitatori la sua Acqua Plose, per le sue caratteristiche ideale per accompagnare le esclusive specialità enogastronomiche accuratamente selezionate da Pitti Taste.
Una collaborazione che cresce portando alcune novità nel segno di una maggiore attenzione alle persone, ma anche alla sostenibilità: oltre ad offrire Acqua Plose airelatori, giornalisti, ospiti ed espositori nel corso delle presentazioni e altri appuntamenti in programma, Pitti Taste in questa edizione inaugura la presenza di due postazioni ad hoc dedicate al consumo di Acqua Plose, perché nell’ambito di una degustazione di cibi e vini di eccellenza è importante associare anche un’acqua di altrettanta qualità, leggera e dal gusto morbido, per esaltare i sapori senza coprirli.
I visitatori che si recheranno presso la postazione “Aqua Plose” potranno beneficiare di un’acqua sana, imbottigliata rigorosamente in vetro e servita in bicchieri di materiale compostabile. Pitti Taste ha inoltre accolto la proposta di sostenere la buona pratica del vetro a rendere, condividendo con Fonte Plose l’impegno a favore dell’ambiente.
A Taste Fonte Plose porta inoltre la nuova etichetta di Acqua Plose Gourmet, dedicata alla ristorazione. Le cime del Monte Plose ispirano il nuovo design dell'etichetta della linea che si amplia anche nei formati disponibili introducendo la bottiglia da mezzo litro, ideale in pausa pranzo e per chi mangia solo, puntando a diventare un plus per ristoratori e gestori di locali, incentivando così anche la buona abitudine della raccolta del vetro.

Fuori di Taste

L’Accademia dei Georgofili partecipa con Anci Toscana a “Fuori di Taste”. “IdentiTaste” è il nome dell’incontro che si terrà lunedì 11 marzo all’Altana di Palazzo Strozzi, dalle 9 alle 13: si parlerà di territori e prodotti tipici, sulla scia della fortunata iniziativa organizzata da Anci con l’Accademia dei Georgofili.

I prodotti tipici raccontano molto di noi e della nostra identità. Sono parte della storia e della memoria collettiva di un territorio e della sua cultura, e sempre di più rappresentano una grande opportunità di sviluppo sostenibile, in particolare in una regione ricca di tradizione e qualità come la Toscana. Per questo, Anci Toscana e Accademia dei Georgofili negli ultimi due anni hanno organizzato “I territori toscani e i loro prodotti”, inedita forma per far incontrare istituzioni e operatori e per cercare strade comuni di collaborazione e di intesa, tutelando e promuovendo l’economia locale e il turismo.
Una formula vincente che in occasione di Taste torna e si arricchisce, superando i consueti confini regionali con relatori nazionali e internazionali, accademici e rappresentanti istituzionali, in un confronto con i territori protagonisti del progetto sulla valorizzazione del territorio rispetto alle produzioni locali.
"Il progetto sui territori e i prodotti della Toscana è stato pensato con Anci Toscana ed ha avuto un successo sempre più crescente perché la Toscana è ricchissima di biodiversità e prodotti tipici di grande qualità da valorizzare” ha dichiarato il Presidente dei Georgofili, Prof. Massimo Vincenzini – “Credo però che abbiamo raggiunto un piccolo passo in più, ovvero che questi incontri non si sono limitati ad essere una vetrina ma sono stati una vera e propria occasione di confronto tra produttori e amministratori di territori diversi che devono affrontare gli stessi problemi, così che l'Accademia dei Georgofili è diventata un luogo di condivisione e di dibattito per la crescita della collettività, così come è sempre stata fin dalla sua nascita, nel 1753."
Il programma di IdentiTaste, dopo i saluti del direttore di Anci Toscana Simone Gheri e del presidente Accademia dei Georgofili Massimo Vincenzini, prevede tra gli altri gli interventi dei rappresentati della Fao e del Ministero delle Politiche agricole, oltre a quelli dell’assessore regionale Marco Remaschi e del responsabile del progetto AnciToscana sulla valorizzazione dei prodotti tipici Vittorio Gabbanini. Parteciperanno anche i sindaci e gli amministratori di tutti i territori coinvolti fino ad oggi negli incontri all’Accademia dei Georgofili: Garfagnana e Mediavalle del Serchio; Casentino; Amiata; Chianti; Maremma; Mugello e Alto Mugello; Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve; Alta Val di Cecina e Costa degli Etruschi; Valdichiana; Pistoia, Piana Pistoiese, Valdinievole e Montagna Pistoiese; Valdarno Superiore e Pratomagno; Area pratese e Val di Bisenzio; Valdarno Inferiore; Versilia; Empolese Valdelsa; Maremma Sud; Valtiberina; Val d’Orcia e Area Fiorentina. Coordinerà i lavori Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita.

 Un aperitivo all’insegna del binomio gin e formaggio: è Gin & Cheese l’evento di sabato 9 marzo alle ore 19 da Ditta Artigianale Oltrarno, caffetteria, cocktail bar e diretto da Francesco Sanapo, a due passi da Ponte Vecchio(via dello Sprone 3/5r), inserito tra gli eventi di Fuori di Taste. Durante la serata, organizzata in collaborazione con Firenze Made in Tuscany, i bartender Ginevra Gabrielli e Simone Zaccheddu creeranno cocktail ad hoc con i gin Peter in Florence e S.S. 24, oltre a proporre un gin aromatizzato alla mela e pera Ditta Artigianale homemade, il tutto da abbinare ai formaggi della Fattoria il Palagiaccio.
Tre i formaggi della storica fattoria di Scarperia che saranno abbinati ad altrettanti cocktail, due a base di gin e un analcolico. IlBlu Mugello, erborinato di latte vaccino a pasta tenera e cremificata, sarà accostato al “Peter on holiday” cocktail a base di gin Peter in Florence, con tonic cortese, peel di limone e guarnizione di rosmarino affumicato; il formaggio al ginepro, realizzato proprio in occasione dell’evento, sarà accompagnato al drink “Conte nel Chianti” a base di gin S.S. 24 mixato con Campari, Vermouth, vino Chianti Classico e guarnizione di salvia, infine con il formaggio Gran Mugello, stagionato in grotta dai 12 ai 24 mesi, sarà possibile bere l’analcolico “Fuorigradi” realizzato con schrub di liquirizia e mela, succo di mela e di lime, oleo saccarum, egg white, top con ginger ale o soda, a gusto del cliente, e guarnizione con mela essiccata.
Oltre alla degustazione dei formaggi e dei cocktail ci sarà un buffet dove sarà possibile assaggiare altre preparazioni a base di formaggio. Nella piazzetta dello Sprone sarà inoltre possibile scoprire la nuova Mazda 3 che resterà esposta durante tutta la serata.
Costo degustazione cocktail e formaggio €10

Incontri di gusto sulla CRESSta dell’onda al Cordon Bleu di Firenze. La Scuola di Arte Culinaria ospita un Fuori di Tasted’eccezione, sabato 9 marzo (orario dalle 18.30 alle 20.30, costo: 10 euro, prenotazione obbligatoria al numero 055 2345468). Protagonisti di una lezione-aperitivo unica nel suo genere i micro ortaggi dell’azienda Koppert Cress e la cucina della chef Deborah Corsi del ristorante “La perla del mare” di San Vincenzo (Livorno). In degustazione finger food di pesce e i “cress” dell’azienda olandese. Sarà servito in abbinamento il Vermentino Phylika 2018 della Tenuta Poggio Rosso. Le eccellenze della Costa Toscana incontrano quindi il micro-mondo di sapori, profumi e colori firmato Koppert Cress.
Una lezione aperitivo dove tradizione e innovazione dell’arte culinaria si fondono. Koppert Cress porta anni di esperienza e sperimentazione proponendo micro ortaggi in grado di avere ognuno uno specifico effetto sui sensi: dal sapore al profumo e all’aspetto. La cucina di Deborah Corsi (JRE-Jeunes Restaurateurs d’Europe) riflette le sue grandi passioni: il mare e la pittura. Si ispira alla tradizione culinaria della sua terra che reinterpreta in chiave contemporanea con un tocco creativo. L’incontro tra i due mondi avviene al Cordon Bleu di Firenze. La scuola di Cristina Blasi e Gabriella Mari, che di Cordon Bleu sono l’anima da trentatré anni, segue la costante evoluzione dell’arte di cucinare e propone corsi e lezioni rivolte a professionisti e amatori per apprendere le nuove tecniche. Non vengono trascurati gli aspetti legati a storia cultura e tradizione della gastronomia per offrire un quadro il più ampio possibile dell’arte culinaria.

Domenica 10 marzo, all'interno del calendario di Fuori di Taste, si terrà al ristorante Konnubio a Firenze, nelle affascinanti cantine da poco ristrutturate, la presentazione di un libro molto speciale, Il cibo Ideale, che accende i riflettori su un tema delicato: l'importanza di una sana alimentazione per i malati oncologici. Il libro è parte della tesi di laurea sull’alimentazione nei pazienti in chemioterapia che Francesca Pirozzi, scomparsa a 24 anni per un linfoma, stava scrivendo dal suo letto di ospedale.

Il padre, Marco Pirozzi, ha voluto proseguire il lavoro di sua figlia pubblicando quelle ricerche universitarie e arricchendo il testo grazie al contributo di importanti firme: il professore Giorgio Calabrese, Docente di Dietetica e Nutrizione Umana, il dottore Luca Imperatori, Dirigente Medico U.O.C. Oncologia Medica, la chef Nadia Santini del Ristorante Dal Pescatore, lo chef Mauro Uliassi del Ristorante Uliassi, lo chef Massimiliano Alajmo del Ristorante Le Calandre, lo chef Riccardo Camaninidel Ristorante Lido 84, lo chef Pietro Leemann del Ristorante Joia e lo chef Paolo Simioni del Forte Village Resort.

È nato così un libro che cerca di dare risposte a domande cruciali: Che cosa vuol dire mangiare sano oggi? Che cosa sappiamo veramente del cibo? E il continuo lavoro di ricerca degli chef aiuta a migliorare la qualità delle materie prime?

Interverranno alla presentazione Leonardo Romanelli, in veste di moderatore, che da molti anni lavora per promuovere e diffondere la cultura enogastronomica italiana, e non solo, Marco Pirozzi e lo chef stellato Massimo AlajmoIl ricavato della vendita del libro, che sarà possibile acquistare anche in occasione della presentazione, sta finanziando i ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino che hanno identificato e sviluppato una classe di composti caratterizzati dalla capacità d’indurre una spiccata attività biologica nei confronti delle cellule tumorali.
Dalle ore 19.30 fino alle ore 22.00, sempre nella cantine di Konnubio, si terrà un gustoso aperitivo a cura della chef Beatrice Segoni abbinato ai vini dell'azienda agraria dell'Università degli Studi di Firenze, Villa Montepaldi, produttrice di Chianti Classico Docg.

Costo dell'aperitivo comprensivo di degustazione vini: 15 euro a persona

Il Cibo ideale” non è un libro di cucina, una guida al mangiare sano, una raccolta di ricette o forse è tutto questo. Nato dall’idea di completare il lavoro di Francesca che dal suo letto di ospedale stava scrivendo la tesi sull’alimentazione nei pazienti in chemioterapia, si è via via arricchito di spunti e contributi “utili” a tutti nell’approccio quotidiano con il cibo.
Forse non esiste un “mangiare ideale”, un cibo che nel bene o nel male influisca sul nostro vivere. Tutto può far male e allo stesso tempo bene. Sono la qualità dei prodotti, le modalità di preparazione, la quantità di quello che mangiamo che, uniti al nostro stile di vita ed a dove viviamo, possono determinare o meno l’insorgere di malattie. Il cambiamento del modo di mangiare continua a mutare le nostre abitudini, la nostra cucina ed il nostro modo di fare la spesa. Sugli scaffali dei supermercati un prodotto per essere “buono” deve per forza essere senza qualcosa, indirizzando il consumatore verso una totale confusione. La grande industria e la globalizzazione, se da una parte hanno portato un più facile accesso ai prodotti, dall’altra hanno standardizzato palato e scelte. Esperti, nutrizionisti e chef raccontano, ognuno dal proprio punto di vista professionale, come e cosa mangiare per lasciare al cibo quel ruolo fondamentale per la vita di tutti.
Cosa vuol dire mangiare sano oggi? L’alimentazione è ancora solo nutrimento?
Quanto i programmi televisivi stanno alzando il livello di conoscenza sul cibo?
Da cosa dipenderà la ristorazione del futuro? Il continuo lavoro di ricerca degli chef aiuta anche a migliorare la qualità delle materie prime? Quale stile alimentare è meglio seguire durante la chemioterapia?

Redazione Nove da Firenze