Giorno della Memoria, la Toscana non dimentica gli orrori del nazifascismo

ph Antonio Patruno

Rappresentanti delle istituzioni sia civili che militari hanno partecipato stamani alla cerimonia al Binario 16 della Stazione S. M. Novella, da dove nel 1943 partirono verso Auschwitz 300 ebrei prigionieri. Nardella ai 7mila giovani del Meeting degli Studenti toscani: "Senza memoria collettiva non c'è futuro". Grande partecipazione a Livorno e Pisa


Il sindaco di Firenze Dario Nardella con Gonfalone, Vigili urbani e Chiarine, la Regione Toscana con il Gonfalone, la Comunità ebraica di Firenze, altre Comunità e Associazioni e numerosi rappresentanti delle istituzioni sia civili che militari hanno partecipato stamani verso le 11,30 alla cerimonia del Giorno della Memoria alla Stazione S. M. Novella. Da qui, dal Binario 16, partirono, il 9 novembre 1943, i convogli con i prigionieri ebrei: quasi 300 diretti ad Auschwitz.

Lo stesso sindaco Nardella, come riporta l'Agenzia Dire, in precedenza aveva preso parte al Meeting degli Studenti. "Mettete davanti a casa" o "sulla porta la scritta 'qui c'è un antifascista', come ha fatto il mio amico e collega sindaco di Milano", Beppe Sala, oppure "'qui c'è amore, qui c'è libertà, qui vive una persona che non vuol dimenticare', in risposta a quella vergognosa scritta apposta davanti alla casa del figlio di un ex deportato, a Mondovì. Anche queste sono risposte efficaci, simboli, che ci servono ad avere una memoria collettiva, a coltivarla", perché "senza non c'è futuro". Nardella ha aperto così, con questo invito il "Meeting degli studenti toscani", organizzato nel 'Giorno della Memoria' dalla Regione Toscana al Mandela Forum di Firenze, raggiunto da 7.000 giovani. "In Toscana, in Italia e in tutta Europa i casi di violenza a sfondo xenofobo, con minacce legate a forme di discriminazione e razzismo, stanno aumentando in modo preoccupante e i testimoni stanno facendo di tutto, a cominciare da quel simbolo, Liliana Segre", che per "30 anni ha ricordato quel dolore". Per questo "ora sta a noi, a chi ascolta, a chi deve ricordare, fare qualcosa di concreto", aggiunge. Perché "se non ci fosse stata la memoria, non avremmo potuto rispondere a tanti casi di violenze e di razzismo: penso ai cori, alle magliette che inneggiano ad Aushwitz nelle marce in Germania o in altri Paese, alle scritte contro i gay. Tutte queste forme di violenza e discriminazione possono essere combattute grazie alla memoria". Quello organizzato al Mandela, "incontrare i giovani", è quindi "fondamentale. Pensiamo poi ai viaggi che organizziamo nei campi di concentramento, anche quello è un antidoto. E bisogna essere perseveranti, goccia dopo goccia, passo dopo passo", visto che "soltanto mantenendo la memoria e compiendo questi atti forti con i giovani possiamo cambiare quello che avviene".

PREFETTURA. Numerosi studenti di alcune scuole fiorentine hanno assistito alla cerimonia, che si è svolta oggi a Palazzo Medici Riccardi, per celebrare il "Giorno della Memoria 2020". Ragazze e ragazzi dell'Istituto "Cellini", del liceo scientifico "Castelnuovo" e del liceo musicale dell'Istituto superiore "Alberti Dante". La loro partecipazione è stata fortemente voluta dal prefetto Laura Lega perché " la memoria, mantenuta costantemente viva, alimenti nelle giovani generazioni un modo nuovo di essere cittadini attivi, responsabili, attenti all'altro e al vivere civile della propria comunità ", come ha sottolineato lo stesso prefetto nell'aprire la cerimonia, alla quale ha partecipato anche il vice sindaco Cristina Giachi.

"Mai come quest'anno la Giornata della Memoria assume un significato drammaticamente attuale, ha esordito Lega , dopo gli episodi di razzismo e antisemitismo accaduti nelle settimane scorse. Sembrano tornare vivi tra noi quegli incubi che credevamo espunti dalla nostra società, dalla nostra cultura e dalla nostra sensibilità. E' compito di tutta la comunità fermarsi a riflettere per rafforzare quel sistema valoriale improntato alla solidarietà e all'uguaglianza su cui si fonda la nostra Carta costituzionale. Solo un pensiero critico, che sia effettivamente vigile, capace di ragionare può portare a scegliere in modo consapevole tra il bene e il male, a non sottovalutare le azioni che ledono l'ordine pubblico, a non sovvertire le regole del vivere civile. Altrimenti, ha proseguito il prefetto , si rompe quel patto di civiltà che deve legare saldamente i cittadini perché siamo tutti una grande famiglia. Grazie alla memoria, che getta un ponte tra ieri e oggi e che è sempre più preziosa man mano che i testimoni diretti di un tempo vengono a mancare, possiamo fare quel salto di qualità per garantire una comunità sempre più coesa e solidale".

Dopo l'intervento del prefetto, sono seguiti quelli del rettore dell'Università degli Studi di Firenze, Luigi Dei, e del rabbino capo della Comunità Ebraica fiorentina Gadi Piperno. Ha preso, poi, la parola Dimitri D'Andrea, ordinario di Filosofia Politica all'Università degli Studi di Firenze che ha tenuto una relazione sul tema "Shoah, indifferenza e responsabilità individuale".
Si è passati quindi alla consegna delle medaglie d'onore che, in occasione del Giorno della Memoria, il Presidente della Repubblica concede agli ex internati nei campi di prigionia nazisti durante il secondo conflitto mondiale. Quest'anno gli insigniti della provincia di Firenze sono stati quattro. Tre medaglie sono andate alla memoria di Carmelo Gerace, Alviero Giachi e Armando Natali e sono state ritirate dai loro familiari.
La quarta medaglia è stata attribuita a Sergio Erci, classe 1922, che ha raccontato la sua esperienza di deportato. Con parole semplici ed adamantine, Erci ha saputo raggiungere il cuore dei presenti che gli hanno tributato un lungo applauso.

ATENEO FIORENTINO. “E’ un momento molto delicato, con tanti rischi che quanto è stato dichiarato morto e sepolto dal giudizio della storia possa in altre forme e contesti rinverdirsi. L’errore più grave che potremmo fare è quello di sottovalutare o di ricondurre tutto alla libertà di pensiero od opinione”. Lo ha detto il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, che ha aperto questa mattina la celebrazione del Giorno della memoria deponendo una corona d’alloro presso la lapide che ricorda gli universitari allontanati a seguito delle leggi razziali. “L’Università vigilerà severamente contro ogni deriva per l’affermazione dei diritti della nostra Carta Europea di cui celebriamo quest’anno il ventennale: dignità, solidarietà, giustizia, cittadinanza, uguaglianza e libertà”. Il rettore ha fatto poi riferimento alla necessità di sviluppare spirito critico e capacità di giudizio ragionato: “La demonizzazione, il dileggio, la presa di giro veicolati sui social non ottengono alcunché, dobbiamo mettercelo bene in testa. Abbiamo bisogno di tempo, di un lungo e paziente percorso di recupero di valori e rigenerazione di nuovi ideali che sappiano essere attrattivi e che ci proiettino nel futuro guardando al passato non in modo retorico”.

“L’Università – ha aggiunto Luigi Dei - è pronta a questa opera resistente di ricostruzione di valori; se invece facessimo come coloro che non si opposero e così facendo permisero, o comunque non lottarono, perché non accadesse, l’allontanamento delle nostre colleghe e dei nostri colleghi, delle studentesse e degli studenti dagli atenei, ci renderemmo complici delle possibili ignominie future”.

La cerimonia è proseguita con una performance teatrale su Primo Levi, a cura del Laboratorio teatrale dell'Istituto d’istruzione superiore Ferraris-Brunelleschi di Empoli e con un intervento musicale dei musicisti e dei coristi dell’Ateneo.

Proseguono le iniziative UNIFI

Le iniziative dell’Ateneo per il Giorno della Memoria proseguono nei prossimi giorni: domani, martedì 28 gennaio, è in programma “Distilla veleno una fede feroce. Shoà e letteratura” incontro curato da Ida Zatelli, docente di Lingua e letteratura ebraica (ore 15.30 Biblioteca Umanistica - Sala Comparetti, Piazza Brunelleschi, 3-4).

Martedì 4 febbraio l’incontro “Una riflessione condivisa dopo il Giorno della Memoria” con Ugo Caffaz, consigliere per le politiche della Memoria della Regione Toscana (ore 15 - Campus delle Scienze sociali - Edificio D6 – aula convegni 018, via delle Pandette, 9) conclude il ciclo di incontriA futura memoria”, occasioni di approfondimento contro ogni forma di razzismo e discriminazione, promossi dall’Ateneo con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze.

Mercoledì 5 febbraio(ore 21- Teatro Niccolini, via Ricasoli, 3) è in programma il concerto "Temuto come grido, atteso come canto" del musicista e poeta Michele Gazich, accompagnato da Marco Lamberti. Il programma include brani dal suo ultimo ciclo di canzoni che racconta la deportazione degli ebrei, avvenuta nel 1944 dall'isola-manicomio di San Servolo a Venezia.

RIGNANO SULL'ARNO. Protagonisti gli studenti rignanesi nell'odierna giornata dedicata alla commemorazione delle vittime dell'Olocausto.
Il primo appuntamento delle manifestazioni previste dall'Amministrazione Comunale di Rignano sull'Arno è stato di fronte al plesso scolastico del Capoluogo, alle 9:30, per la posa della “Pietra d’Inciampo” dedicata al giovane migrante anonimo annegato nel Mediterraneo con solo la pagella cucita in tasca. "Entrando nella nostra scuola primaria di Via della Pieve, da oggi, le ragazze, i ragazzi e gli insegnanti dovranno fare attenzione a non inciampare in una piccola lastra a ricordo di un giovane anonimo studente - nato in Mali - annegato nelle acque del Mediterraneo a 14 anni, il 18 aprile 2015, in uno dei più spaventosi naufragi avvenuti nel mar Mediterraneo dalla seconda guerra mondiale a oggi", ha dichiarato il Sindaco Daniele Lorenzini. "Abbiamo scelto, non a caso, la "Giornata della Memoria" per condividere con i nostri ragazzi l'emozione e i sentimenti di vicinanza per una tragedia che in questi anni sta coinvolgendo la nostra società, ricordando simbolicamente una giovane vita che aveva desiderato portare con sé, nella lunga traversata del deserto e del mare, la propria pagella affinché potesse fargli da lasciapassare per proseguire gli studi in Europa."

Una folla commossa e numerosa è stata presente successivamente come di consueto, al Cimitero della Badiuzza, con gli studenti delle classi seconde della scuola secondaria inferiore "G. Papini" di Rignano che hanno letto i loro pensieri e lavori dedicati alla Giornata della Memoria. E' stata la prima commemorazione dell’eccidio della famiglia Einstein dopo la scomparsa di Lorenza Mazzetti che è stata ivi sepolta nelle scorse settimane.

LA PROPOSTA DI COCOLLINI (LEGA). “Oggi celebriamo il giorno della Memoria, per ricordare le vittime della Shoah e riflettere quindi sulle terribile tragedie provocate dall’Antisemitismo. Antisemitismo – sottolinea il vice presidente del Consiglio comunale Emanuele Cocollini – che non è cessato con la caduta del nazismo e la liberazione dei superstiti dai campi di sterminio, ma ha continuato ad esistere mutando forme ed espressioni. Tant’è che ancora oggi, nella nostra libera e democratica Europa, movimenti neonazisti da un lato e radicalismo islamista dall’altro lato, alimentano sentimenti antisemiti. Basti pensare a quello che succede bella vicina Francia, dove un crescente numero di ebrei francesi sono costretti, a causa della minaccia e della violenza di fanatici islamisti, a lasciare la madre patria per rifugiarsi in Israele. Israele che, dal 1948, per gli ebrei di tutto il mondo, è - per dirla con Giovanni Spadolini - uno “Stato rifugio”. Uno stato dove peraltro i valori della liberaldemocrazia e del socialismo riformista di matrice europea hanno trovato piena e concreta attuazione. E noi, che ci opponiamo ad ogni risorgente antisemitismo e che ci ispiriamo ai principi di libertà e democrazia, abbiamo il dovere di difendere Israele dalle minacce di distruzione quotidianamente rivolte da potenze e organizzazioni terroristiche islamiste. Così come abbiamo il dovere di proteggere Israele dalla colpevole indifferenza dell’opinione pubblica occidentale, che piange i morti della Shoah ma non versa una lacrima per i tanti civili israeliani che muoiono a causa di attentati o per colpa di razzi lanciati dalla Striscia di Gaza.

Sì, perché oggi l’antisemitismo presenta sopratutto il volto dell’antisionismo. Per cui – continua il consigliere della Lega Salvini Firenze, vice presidente del Consiglio comunale Emanuele Cocollini – non è possibile combattere l’antisemitismo se non si combatte l’antisionismo. Affermare il diritto d’Israele ad esistere, e di riconoscere allo Stato di Israele il diritto di poter scegliere la propria capitale è oggi il modo migliore per dire no ad ogni forma di antisemitismo. Ed è anche il modo migliore per onorare la memoria delle vittime della Shoah. Per questo ho presentato, a nome del gruppo della Lega, un ordine del giorno teso a favorire il riconoscimento di Gerusalemme come Capitale di Israele. Gerusalemme, non più Tel Aviv. Gerusalemme dove ha sede lo Yad Vashem, il Memoriale della Shoah!”.

CITTA' METROPOLITANA DI FIRENZE. La Città Metropolitana di Firenze ha partecipato con i suoi consiglieri alle cerimonie del Giorno della Memoria. Stamani il consigliere Filippo La Grassa è intervenuto alla cerimonia in Palazzo Medici Riccardi organizzata dal prefetto Laura Lega, con gli studenti delle ultime classi di alcune scuole superiori di Firenze. Il consigliere Lorenzo Zambini ha rappresentato la Metrocittà alla cerimonia al binario 16 della stazione di Santa Maria Novella, da cui partì il convoglio che deportò gli ebrei di Firenze verso i lager. Nel pomeriggio di oggi, lunedì 27 gennaio, alle ore 14.45, nella Galleria delle Carrozze, il consigliere delegato Francesco Casini presiederà la cerimonia promossa con Aned presso la targa che riporta i nomi di tutti i deportati fiorentini.

Quest'anno, la Città Metropolitana di Firenze ha deciso di destinare nuove risorse per far crescere il numero dei ragazzi e ragazze coinvolti nel Viaggio della Memoria e che saranno 95 e non più 45, "per 14 scuole fiorentine - sottolinea Benedetta Albanese, consigliera delegata della Città Metropolitana - ognuna delle quali potrà far partecipare 6-7 studenti. Ciò sarà possibile grazie ad un aumento dello stanziamento di bilancio allo scopo dedicato, che sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio Metropolitano, nella prossima seduta del 29 gennaio. Non si può accettare alcun rigurgito di antisemitismo né chi lo accetta stando in silenzio".

LIVORNO. La pioggia ha accompagnato la cerimonia di deposizione della corona e l'omaggio alle vittime della Shoah al cimitero ebraico di Livorno, come se il cielo si unisse al ricordo, con lacrime tristi. Alla presenza del sindaco Luca Salvetti, del Presidente della comunità ebraica livornese Vittorio Mosseri, del Vescovo Simone Giusti e delle autorità civili e militari cittadine, si è letta una preghiera e accesa una candela per i defunti. Il rabbino ha ricordato le condizioni di vita degli ebrei nei campi di concentramento e l'immenso odio di cui è stato vittima il popolo ebraico. Le celebrazioni per il giorno della memoria sono proseguite nella sala cerimonie della Prefettura. Nel grande salone, ad attendere gli ospiti, gli studenti della terze classi della scuola media secondaria di primo grado “Giovanni Bartolena”, che hanno letto riflessioni sulla shoah e si sono esibiti in una rassegna musicale. E' stato il Prefetto il primo a parlare rivolgendosi al pubblico e ai giovani presenti nel salone. Ha citato gli articoli della Costituzione, il 2, il 3 e il 4 che ricordano: la garanzia dei diritti inviolabili dell'uomo, la pari dignità sociale e davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza e religione e la libertà di tutte le confessioni religiose. Ha inoltre ricordato i Giusti tre le Nazioni italiani. Il termine Giusto tra le Nazioniè stato utilizzato per indicare i non ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista.

Il Sindaco Salvetti rivolgendosi ai giovani studenti ha ricordato il “bene che alcune persone, livornesi, hanno saputo donare, nonostante l'odio e il razzismo fossero parte integrante della società. Ricordo il poliziotto Mario Canessa, Medaglia d'Oro al Valor Civile e Giusto tra le Nazioni di servizio al confine con la Valtellina, che con coraggio e sprezzo del pericolo ha accompagnato clandestinamente in Svizzera e messo in salvo centinaia di persone, fra le quali moltissimi ebrei mettendoli al sicuro dal rischio di finire in lager nazisti o campi di sterminio come Auschwitz.” e ancora “Ricordo anche l'avvocato livornese Giovanni Gelati che ha salvato la vita a Piera e Arnoldo Rossi, figli del suo amico ebreo Cesarino. Per questo è stato dichiarato, insieme alla moglia Lydia Cardon, Giusto tra le Nazioni.”

Non sono mancate parole per Frida Misul “sopravvissuta allo sterminio e una tra le prime deportate a riportare in un memoriale le atrocità dei campi di concentramento” ha proseguito il Sindaco e per “Isacco Bayona, ultimo testimone diretto labronico della Shoah, sopravissuto al campo di sterminio di Auschwitz e nel 2010 decorato con la medaglia d’oro conferita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel giorno della memoria, per la sua attività di testimonianza”. Il Sindaco ha parlato anche delle pietre di inciampo collocate nei marciapiedi della città e ha messo in guardia i giovani dai nuovi mezzi di comunicazione, “che non sono da demonizzare “ ha detto “ma da osservare con attenzione, perchè possono trasformarsi in mezzi di predicazione di odio e di intolleranza”.Dopo il Sindaco ha preso la parola il presidente della comunità ebraica livornese Vittorio Mosseri che ha evidenziato il temibile riaffiorare in Europa e negli Stati Uniti, dell'antisemitismo e la necessità di non sottovalutare l'odio diffuso e dilagante. Se questo non accadesse, ha proseguito Mosseri, sarebbe una sconfitta per i milioni di persone perbene e per tutti coloro che credono nei valori democratici. Ha terminato la serie di interventi il professor Claudio Vercelli, docente di storia contemporanea presso l'Università Cattolica di Milano.

Sempre a Livorno oggi lunedì 27 gennaio 2020 iniziative nella scuola Carducci e martedì 28 gennaio corteo che accompagnerà l'allestimento di nuove pietre d'inciampo per ricordare volti e storie dei deportati ebrei di Livorno. Quindi un nuovo incontro mercoledì 29 gennaio. La Comunità di Sant'Egidio promuove alcune iniziative per il Giorno della Memoria lunedì, martedì e mercoledì a Livorno: tre giorni di incontri e testimonianze, promosse dalla Comunità di Sant’Egidio, nelle scuole primarie e secondarie di I grado: “La memoria – spiegano i promotori - ci è stata trasmessa perché fossimo liberi per sempre da odio e disprezzo: razzismo e antisemitismo hanno fatto già troppo male e dobbiamo allontanarli da noi. Si può costruire un mondo diverso, cominciando da noi stessi, sull'esempio dei 'giusti', cioè quelli che hanno colto l'appuntamento con la storia e hanno preso le parti di chi era indifeso”. Le “stolpersteine”, le “pietre d'inciampo” davanti alle abitazioni da cui furono portati via gli ebrei della città, sono il segno visibile di questa memoria che non rinuncia a costruire.
Quest’anno saranno impiantate nelle strade livornesi sei pietre di inciampo, di cui quattro in via Strozzi e due in via del mare: le prime sono dedicate a Rosa Adut, Abramo Levi e ai loro due figli Mario Mosè e Selma (Nissim il terzo figlio fu ricordato già nel 2017); le altre due sono dedicate a Piera Galletti e a sua figlia Lia Genazzani. Le sei nuove “stolpersteine” vanno ad aggiungersi alle altre 17 impiantate in questi anni.
Alla luce di questi nomi e delle loro storie vanno letti gli incontri delle tre giornate promosse da Sant'Egidio e dalla Comunità Ebraica di Livorno, in collaborazione con il Comune di Livorno, la Diocesi, la Regione Toscana e l’Istituto Storico della Resistenza: lunedì 27 gennaio, alle 10, nelle Scuole Carducci, con Anna e Laura Galletti, nipoti di Piera e cugine di Lia Genazzani.
Martedì 28 gennaio, alle 10, nell'Auditorium di Villa Letizia, in via dei Pensieri 56, incontro con le scuole della zona sud della città con Laura Galletti, mentre alla stessa ora nel Salone Montedoro in via Montedoro 13, interviene Grazia Levi Coen parlando agli allievi delle scuole del centro. Alle 11.30 cortei silenziosi attraberseranno le vie della città per raggiungere alle ore 12 via del Mare 2, dove saranno omaggiate con le “pietre d'inciampo” Piera Galletti e Lia Genazzani, quindi via Strozzi 9, dove le “stolpersteine” ricorderanno Rosa Adut, Abramo, Selma e Mario Moisè Levi.
Mercoledì 29 gennaio, alle ore 10, nell'auditorium "Pamela Ognissanti", in via Piero Gobetti 11, l'incontro 'Chi salva una vita, salva il mondo intero', con le scuole della zona Nord e gli interventi di Edi Bueno, anziana livornese, scampata alla deportazione, e Pierluigi Frisini, figlio di Lida Basso, insignita dell’alta onoreficenza di giusta tra le nazioni per aver salvato un numeroso gruppo di ebrei francesi che si erano rifugiati nelle campagne pistoiesi.
Le stolpersteine possono ricordare persone scomparse nei lager e nella persecuzione ma anche persone sopravvissute alla Shoah. Esse sono poste davanti alle case abitate dalle persone ricordate prima della deportazione, oppure presso la loro ultima residenza nota.
Attualmente sono 17 le pietre di inciampo installate a Livorno: le prime quattro sono state impiantate nel 2013 e dedicate a due bambine ebree Franca Baruch e Perla Beniacar, un ragazzo, Enrico Menasci, e suo padre Raffaello. Altre due sono state impiantate nel 2014 e dedicate a Isacco Bayona e Frida Misul, testimoni dell'orrore della Shoah per almeno due generazioni di studenti livornesi. Le stolpersteine del 2015 sono state dedicate a Dina e Dino Bueno, quelle del 2017 a Ivo Rabà e Nissim Levi, nel 2018 a Matilde Beniacar, ultima sopravvissuta livornese ai campi di sterminio.

PISA. La Commemorazione del Giorno della Memoria si è aperta con la deposizione presso la Questura di una corona di alloro alla targa di Angelo Fiore, Giusto tra le Nazioni e già Questore di Pisa.

Tra le numerose iniziative organizzate dalla Prefettura in collaborazione con il Comune di Pisa, Università degli Studi di Pisa, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, Ufficio X Ambito Territoriale di Pisa, particolarmente suggestivo l’incontro alla Stazione Leopolda alla presenza di numerosi studenti e docenti, dove dopo gli interventi delle Autorità presenti sono stati eseguiti dal Duo Adar, “Canti e Melodie” della tradizione ebraica.

Nell’occasione il Prefetto Castaldo, ha evidenziato che “mantenere viva la memoria condivisa su una delle pagine più tristi e mostruose dell’umanità, la Shoa, rappresenta non solo un monito ineludibile ma anche un momento di crescita individuale e di coesione civile”.

Il Giorno della Memoria non è soltanto una ricorrenza, in cui si medita sopra una delle più grandi tragedie della storia, ma è un invito costante all’impegno e alla vigilanza per contrastare chi alimenta l’odio e la discriminazione.

La giornata è proseguita presso la Scuola Superiore Sant’Anna con “Vite Sospese” esperienza virtuale sugli avvenimenti che, nel 1938, strapparono a vita, carriera, studi migliaia di ebrei italiani e stranieri.

Lunedì 30 gennaio 2020 le celebrazioni culmineranno presso l’aula magna del Dipartimento di Filologia Letteratura e Linguistica con una lectio magistralis organizzata dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea dal titolo “Donne, Shoah, Resistenza”

Le celebrazioni sono già iniziate lunedì 20 gennaio presso il Palazzo dei Congressi dove circa 1000 studenti delle scuole superiori hanno potuto incontrare Tatiana Bucci, superstite della Shoah.

Il Comune ringrazia per la collaborazione ed il palinsesto ricco di eventi la Questura di Pisa, il Comune e la Provincia di Pisa, il Direttore Scolastico Provinciale, l’Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant’Anna, la Scuola Normale Superiore i seguenti enti, associazioni e studenti: ANED sez. di Pisa, ANPI Comitato Prov.le di Pisa, Cise Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici, Comunità Ebraica di Pisa. Un particolare ringraziamento agli studenti e al corpo docente delle scuole per la calorosa partecipazione.

COLLE VAL D'ELSA. Nell'ambito delle iniziative promosse dall'Amministrazione Comunale per la Giornata della Memoria il Comune di Colle di Val d’Elsa ha accolto la famiglia Grünwald per ricordare la generosità di alcuni cittadini colligiani che con il proprio coraggio hanno permesso loro di poter essere ancora tra noi. Un racconto di altruismo, giustizia e coraggio accaduto nel nostro territorio durante la persecuzione nazifascista. È la storia che è stata raccontata alla Scuola Primaria “Cuore Immacolato di Maria, Ancelle” di Colle, in occasione del Giorno della Memoria, alla presenza dell’Amministrazione Comunale, del Presidente dell’Associazione Auser “Dirio Ciani” Paolo Ciani, dell’ANPI, di Sara Grünwald e di suo cugino Marcello Di Segni, discendenti di una famiglia ebrea di cinque persone che trovarono rifugio e salvezza prima a Colle, presso le Ancelle, poi nella Fattoria di Sensano ed infine in un piccolo borgo del Comune Casolese, Gallena. Con loro le promotrici e sostenitrici dell’evento, la docente Anna Guerranti, figlia del Dirigente Scolastico colligiano Ilio Guerranti, suo fratello Luca, dirigente del Liceo Volta e Sandra Calamassi figlia di Santina ed Egidio, anch’essi coraggiosi protagonisti di questa storia. “La nostra famiglia- racconta Marcello Di Segni ai presenti- era composta dalla mia bisnonna, che aveva allora ottant’anni, dai miei nonni e dai nostri genitori. A novembre di quell’anno vennero a sapere che i tedeschi stavano cercando tutti gli ebrei per poi portarli nei campi di concentramento. Mia madre conosceva una fattoria a Sensano, vicino a Colle di Val d’Elsa, dove era stata per dare delle lezioni al figlio dei proprietari. Pensò di andare lì, nella speranza che qualcuno li avrebbe ospitati ed aiutati- Ad aprire i cancelli del luogo nella notte furono Santina e suo marito Egidio, i fattori, genitori di Sandra Calamassi. Protagonisti fondamentali furono anche Ilio Guerranti, Don Ostelio Pacini, direttore del seminario e la madre superiora, Suor Isabella, che accolse le donne nel convento delle Ancelle e il vescovo di Colle. Purtroppo allora ci fu anche una “spiata”- prosegue Di Segni - allora i nostri familiari fuggirono a Gallena, nel Comune di Casole d’Elsa, dove rimasero nascosti. Tutte queste persone, da Suor Isabella, che prima nascose e poi aiutò con il suo coraggioso silenzio i nostri cari, a Ilio Guerranti, a Don Ostelio Pacini hanno fatto in modo, con la loro scelta di stare dalla parte del bene, che oggi siamo qui.

La nostra storia sarebbe potuta finire in maniera totalmente differente”.

“Ci auguriamo che non si verifichino più tempi così bui come quelli di ottant’anni fa, ma, in forma diversa potrebbero ripresentarsi. Fin da piccola sono cresciuta sentendo parlare da mio padre di due figure molto importanti- ha detto Sara Grünwald -io le ho conosciute, Ilio Guerranti e Don Ostelio Pacini. Mio padre ha mantenuto con loro un rapporto costante, finché ha potuto. Nel ‘94, per onorarli entrambi, fece piantare due alberi nella Foresta della Pace a Gerusalemme”.

“L'olocausto di milioni di ebrei e l'eliminazione di tutti coloro che venivano considerati "diversi", omosessuali, disabili, zingari è stata tra le pagine più buie della storia- ha ribadito l’Assessora alle Politiche Sociali Enza Errico - ed è fondamentale ricordare, per il ruolo che deve avere la memoria: diventare un impegno rivolto al presente e al futuro. Mantenere viva la memoria rappresenta il miglior modo per far sì che non si ripetano le tragedie che hanno segnato la storia della nostra città, dell'Europa e del Mondo”.

SAN GIMIGNANO. Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche sono entrate nel campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau, nel sud della Polonia, liberando i superstiti e mostrando al mondo la sistematicità del genocidio messo in atto dai nazifascisti con la “soluzione finale”. A 75 anni di distanza da quella data, anche nella scuola media sangimignanese si è celebrato il Giorno della Memoria. Come primo incontro del protocollo di intesa “Attività di tutela e valorizzazione del patrimonio storico, politico e culturale dell'antifascismo e della Resistenza”, firmato nel 2011 dalla sezione locale dell'Anpi, dall'istituto scolastico “Folgòre da San Gimignano” e dall'Amministrazione comunale, i ragazzi delle classi terze della scuola media del capoluogo hanno potuto ascoltare il racconto del proprio lavoro da parte del fotografo Alessio Duranti. Introdotto dalle parole della professoressa Cecilia Bassi, del sindaco Andrea Marrucci, del dirigente scolastico Luca Guerranti, che ha narrato la storia familiare del padre Ilio che, nel 1944, ha contribuito a salvare una famiglia di ebrei, i Grünwald, dal segretario dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia Simone Tabani e dell'assessore alla Cultura della Memoria, Daniela Morbis, Duranti ha presentato ai giovani studenti, prima, le foto dell'”Auschwitz Album”, la collezione di circa 200 immagini scattate proprio nel campo di Auschwitz, nel 1944, dai militari delle SS, fu ritrovata, casualmente, da Lili “Lilly” Jacob, un'ebrea ungherese, al tempo diciottenne, deportata prima ad Auschwitz e poi nel campo di concentramento di Mittelbau-Dora: proprio in questo lager, nel centro della Germania, Jacob ha trovato l'unica documentazione fotografica esistente dell'arrivo dei treni dei deportati ad Auschwitz. Quindi, il fotografo di Asciano ha mostrato alcune delle immagini che ha scattato in occasione della visita al campo di Auschwitz e delle varie manifestazioni resistenziali e antifasciste che ha iniziato a seguire negli ultimi 10 anni. La mattinata si è conclusa con una serie di interessanti domande che i ragazzi hanno rivolto a Duranti per approfondire quanto appena ascoltato.

Redazione Nove da Firenze