Pasqua a Firenze tra Dante, David, Uffizi ed Inferno

Per il capoluogo toscano grande interesse alle visite suggestive sulle orme di Dante, dopo le riprese del film che uscirà in autunno


I dati record registrati nel 2015 hanno confermato la Pasqua come occasione per una gita culturale a Firenze. Tra i pacchetti più apprezzati dagli stranieri che invaderanno le stradine del centro storico, la visita dei luoghi insoliti, appena riaperti al pubblico, oppure i percorsi che rievocano avventure leggendarie. E' questo l'anno di Inferno, ad esempio, dopo le riprese che hanno visto Ron Howard e Tom Hanks impegnati sul set cresce infatti l'attesa per il film ambientato nella città di Dante Alighieri che uscirà in autunno.
"Seguendo i passi del professor Robert Langdon, il pubblico potrà conoscerne la storia rivivendo le ambientazioni e le scene e del romanzo. Le sale pubbliche – ma anche gli ambienti più segreti – diventano teatro di ricerche, inseguimenti e colpi di scena centrati su un’opera precisa" rende noto lo staff del Mus.e Firenze che ha organizzato per l'occasione visite speciali.

Nel giorno di Pasquetta del 2015 sono stati 4.248 i visitatori in più rispetto al 2014, con un incremento pari al 20,17%. Da sabato 4 a lunedì 6 aprile, i musei dell’ex-Polo Museale Fiorentino hanno richiamato 91.108 visitatori, ovvero 19.559 in più rispetto al 2014.
La Galleria degli Uffizi è stata meta di 6.542 visitatori, la Galleria dell’Accademia ha richiamato 4.242 visitatori, entrambe 1000 presenze in più solo per Pasquetta. Nel Giardino di Boboli, al Museo degli Argenti e del Costume 7.193 visitatori, quasi 2000 presenze in più per merito del bel tempo. Segno positivo anche al Museo di San Marco, Orsanmichele e cenacoli di Sant’Apollonia e di Ognissanti, oltre alle ville medicee della Petraia e di Poggio a Caiano.
Anche nei Musei civici oltre 25mila visitatori. Nel solo giorno di Pasqua 2015 il Museo Novecento è stato visitato da oltre 1200 persone e il Museo di Palazzo Vecchio con la Torre di Arnolfo, gli scavi archeologici e le Sale monumentali da oltre 10mila.

L’Opera di Santa Maria del Fiore, che si occupa del Grande Museo del Duomo: la Cattedrale di Santa Maria del Fiore con la Cupola del Brunelleschi e la Cripta di Santa Reparata, il Battistero di San Giovanni, il Campanile di Giotto e il Museo dell'Opera rende noto che effettuerà l'orario così come riportato sul portale ufficiale.
Le visite guidate proposte sono presenti online, tra i tour definiti esclusivi la visita panoramica sulle Terrazze esterne del Duomo, "ad oltre trenta metri di altezza dove, immersi nella splendida cornice di Firenze, si possono ammirare da un punto di vista esclusivo tutti i monumenti della città e soprattutto soffermarsi a godere della presenza ravvicinata della Cupola. La passeggiata, che gira intorno alla Cattedrale, consente di apprezzare i parati più nascosi della decorazione marmorea in una suggestiva cornice inviolata dagli anni".

"Perché non approfittare della domenica di Pasqua per andare alla scoperta dei luoghi Aperti per voi?" questo l'invito del Touring Club Italiano per visitare quei monumenti e istituzioni che il Touring Club contribuisce a rendere accessibili grazie all'opera dei volontari per il patrimonio culturale, molti sono anche a ingresso gratuito. L'elenco è online. Tra le mete suggerite c'è Firenze dove lo Scoppio del Carro si attesta tra le manifestazioni più caratteristiche d'Italia.

Per quanto riguarda le aperture pasquali le direzioni delle Gallerie degli Uffizi e Galleria dell’Accademia comunicano che domenica 27 marzo i musei osserveranno il normale orario d’apertura dei giorni festivi.
Per il giorno di Pasquetta, grazie all’accordo raggiunto tra la Direzione delle Gallerie degli Uffizi e le rappresentanze sindacali, saranno aperti straordinariamente la Galleria degli Uffizi dalle 8.15 alle 18.50; il Giardino di Boboli, il Museo degli Argenti e la Galleria del Costume dalle 8.15 alle 18.30. Per tutti questi musei è possibile prenotare le visite di entrambe i giorni chiamando il numero 055-294883.

Nel 2016 il Museo Nazionale del Bargello e il Museo delle Cappelle Medicee fino al 10 aprile osserveranno l’orario 8.15-17 (chiusura biglietterie alle ore 16.20); entrambi i musei saranno aperti anche i giorni di Pasqua e Pasquetta con gli stessi orari, mentre resteranno chiusi solo lunedì 4 aprile. Il Museo di Palazzo Davanzati sarà chiuso il giorno di Pasqua, mentre a Pasquetta resterà aperto dalle 8.15 alle 13.50.
Orsanmichele sarà visitabile il giorno di Pasquetta con il consueto orario 10-17. È sempre possibile prenotare le visite nei musei del Bargello, delle Cappelle Medicee e di Palazzo Davanzati chiamando il numero 055-294883.

Museo di San Marco
PASQUA 8,15-17,00 PASQUETTA 8,15 – 13,50 (apertura straordinaria con possibilità di visita della Sala Greca)
Museo Archeologico Nazionale
PASQUA 8,30-14,00 PASQUETTA 8,30-14,00
Villa medicea della Petraia
PASQUA 8,15-18,30 PASQUETTA 8,15-18,30
Cenacolo di Andrea del Sarto a San Salvi
PASQUA 8,15-13,50 PASQUETTA 8,15-13,50 (apertura straordinaria)
Chiostro dello Scalzo
PASQUA 8,15-13,50 PASQUETTA 8,15-13,50
Cenacolo di Sant'Apollonia
PASQUA 8,15-13,50 PASQUETTA CHIUSO
Giardino della Villa il Ventaglio
PASQUA 8,15-18,30 PASQUETTA CHIUSO

Aperture straordinarie dei musei civici fiorentini per Pasqua e Pasquetta. Palazzo Vecchio sarà visitabile entrambi i giorni e proprio in occasione delle festività pasquali, dal 25 marzo prossimo, anticiperà l’inizio dell’apertura straordinaria fino alle 23. Anche il Museo Novecento e Santa Maria Novella saranno aperti a Pasqua e per il lunedì dell’Angelo, mentre il museo Stefano Bardini, la Cappella Brancacci, la Fondazione Salvatore Romano e il Museo del Bigallo saranno aperti a Pasquetta ma non a Pasqua.

Da giovedì 24 a martedì 29 marzo, l’Associazione Mus.e propone un carnet di visite guidate e laboratori per famiglie, adulti e bambini. Il programma vedrà coinvolti Palazzo Vecchio, Santa Maria Novella e il Museo Novecento e ogni giorno sarà possibile scegliere tra un’ampia offerta di attività.
Il costo è di €2,00 per i residenti nella Città Metropolitana di Firenze, altrimenti il costo è di €4,00. Per informazioni e prenotazioni: Tel. +39 055 2768224 – +39 055 2768558 da lunedì a sabato 9.30-13.00 e 14.00 -17.00, domenica e festivi 9.30-12.30 info@muse.comune.fi.it

Percorsi Segreti - La proposta consente di visitare alcuni ambienti particolarmente preziosi: fra questi la scala realizzata per volere di Gualtieri di Brienne e ricavata nello spessore della muraglia; lo Studiolo di Francesco I de’Medici, raffinatissimo scrigno “di cose rare et pretiose”, e lo Scrittoio del padre Cosimo I (più conosciuto come Tesoretto); infine l’imponente struttura a capriate che sorregge il soffitto a cassettoni del Salone dei Cinquecento. H10.00, 11,30, 14.30, 16.00
Visita a Palazzo - Palazzo Vecchio è il cuore di Firenze, simbolo della storia della città. Una storia che comincia nel 1299, quando nasce per ospitare i governanti della Firenze medievale, e che conosce un’età dell’oro nel momento in cui la famiglia Medici vi porta la propria residenza trasformandolo in una vera Reggia. La visita permette di comprendere come architetture, arti minori, sculture e dipinti concorrano alla creazione di un unicum ricco e complesso che si è trasformato, stratificato e rinnovato nel corso dei secoli. H10.30, 12.00, 14.00, 15.30
A corte con donna Isabella - La dama favorita della Duchessa Eleonora di Toledo, la spagnola Isabel de Reinoso, accompagna gli ospiti tra i fastosi ambienti della nuova Reggia medicea. Le sue parole rievocano le feste e i grandiosi eventi che avevano luogo nella Sala grande; i servigi offerti agli ospiti illustri che transitavano a corte; le abitudini quotidiane di una “famiglia” tanto importante. H 15.00
Guidati da Giorgio Vasari - Nel 1555 Giorgio Vasari, pittore, architetto e scrittore aretino – autore de Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti – diventa il responsabile del cantiere di Palazzo Vecchio e compie un immenso lavoro per trasformare l’edificio in una sontuosa reggia rinascimentale. Nel dialogo con il pubblico Giorgio Vasari illustra le linee di politica culturale del Duca Cosimo I de’ Medici, committente assoluto degli interventi, e la perizia della fabbrica medicea nel realizzare, in tempi record, la nuova residenza ducale. H 15.00
La Reggia Medicea - Le sale di Palazzo Vecchio raccontano ancora oggi in modo evidente le trasformazioni occorse nel Cinquecento, quando Cosimo I de’ Medici vi trasferì la sua residenza incaricando dei lavori prima Giovanni Battista del Tasso e poi Giorgio Vasari. Accanto alle funzioni governative il palazzo assunse così anche il ruolo di Reggia Ducale, ospitando non solo la famiglia ducale ma tutta la corte. Il percorso consente di visitare i principali ambienti del Palazzo con un’attenzione particolare non solo ai fasti e alle bellezze dell’età medicea ma anche agli aspetti di vita quotidiana, rievocando le consuetudini, gli avvenimenti e le curiosità che animarono tanto le sale pubbliche quanto le stanze private. H11.00, 12.00
La favola della tartaruga con la vela - Il duca Cosimo aveva, fra le sue imprese, una particolare predilezione per la tartaruga con la vela, che è infatti onnipresente nelle sale del suo Palazzo. E proprio una piccola tartaruga racconta ai bambini un’antica storia che parla di bambini e di tartarughe, di velocità e di lentezza, di prudenza e di saggezza. Al termine della storia i bambini si cimenteranno in una “caccia alla tartaruga con la vela” negli ambienti di Palazzo Vecchio. H 10.00, 16.30
Per fare una città ci vuole un fiore - Firenze deve il suo nome all’origine che avrebbe avuto la colonia romana di Florentia, fondata su una vivace distesa fiorita lungo il fiume Arno. Non è facile stabilire se si tratti di verità storica o mitica, così come non è facile definire quale sia il fiore che simboleggia la città dalla sua nascita: un giglio, un iris, un giaggiolo? Il racconto si svolge tra i fi ori per portare i bambini a riappropriarsi del simbolo della città, molto visto ma poco osservato, e comprendere come Firenze sia proprio come un fiore, da custodire e da tenere con cura. H 10.00, 16.30
Vita di Corte - Oggi Palazzo Vecchio è un museo, ma nel Cinquecento era la residenza del duca Cosimo I de Medici, di sua moglie Eleonora de Toledo e dei loro undici figli. Attraversando le sale del museo i visitatori potranno non solo ammirare lo splendore della reggia ma anche immaginare i sontuosi banchetti nella Sala Grande e i terrazzi fioriti come giardini. Infine sarà possibile indossare mantelli e zimarrine, scarpe e cappelli cinquecenteschi oppure dilettarsi con alcuni giochi da principini. H11.30, 15.00
I luoghi di “Inferno” - “Palazzo Vecchio assomiglia a una gigantesca torre degli scacchi. Con la sua solida facciata squadrata e gli spalti merlati, l’edificio è situato a guardia dell’angolo sudorientale di piazza della Signoria.” Così scrive Dan Brown nel suo ultimo best-seller, Inferno, ambientato a Firenze e in larga parte in Palazzo Vecchio. Così, seguendo i passi del professor Robert Langdon, il pubblico potrà conoscerne la storia rivivendo le ambientazioni e le scene e del romanzo. Le sale pubbliche – ma anche gli ambienti più segreti – diventano teatro di ricerche, inseguimenti e colpi di scena centrati su un’opera precisa: “Eccoci arrivati, finalmente… Si era aspettata di trovarsi davanti le sembianze di Dante defunto, invece tutto ciò che vide fu il rivestimento di raso rosso della teca e il sostegno a cui di solito era appesa la maschera mortuaria.” H16.30
Squisita scoperta - “Piglia caccao torrefatto, e ripulito e stritolato grossamente; gelsomini freschi sufficienti da mescolar con detto caccao, facendo strato sopra strato in una scatola o altro arnese, e si lasciano stare 24 ore…Poi piglia zucchero bianco buono asciutto libbre 8. Vaniglie perfette once 3. Cannella fina perfetta once 6. Ambra grigia scrupoli 2 e secondo l’arte si fa il cioccolatte…”. Così si preparava a Firenze una cioccolata al profumo di gelsomino – ricetta naturalmente al tempo segreta – graditissima al Granduca Cosimo III de’ Medici e a tutta la corte: il cioccolato aveva fatto il suo ufficiale ingresso nel Granducato di Toscana. Nel dialogo fra Corte medicea e Nuovo Mondo, l’attività segue la storia e i gusti del cioccolato dall’antica preparazione azteca alla cioccolata in tazza calda e dolce del Settecento, per giungere alle straripanti vie del cioccolato nel mondo contemporaneo. E chiudere, naturalmente, in dolcezza. H 16.00
In bottega: dipingere in fresco - “Di tutti gli altri modi che i pittori faccino, il dipingere in muro è il più maestrevole e bello”. Così Giorgio Vasari presenta la tecnica dell’affresco, considerata fra le più difficili poiché non consente ripensamenti e richiede una perfetta conoscenza dei materiali e dei pigmenti. L’atelier consente di cimentarsi con le diverse fasi di esecuzione di un piccolo affresco, che al termine dell’attività i partecipanti potranno portare via con sé. H11.30
Visita al complesso di Santa Maria Novella - La visita accompagna il pubblico alla comprensione di uno straordinario documento della storia dell’ordine domenicano ma anche di un fondamentale capitolo della città di Firenze. In questo senso un’attenzione particolare sarà dedicata alla storia dell’ordine, i cui caratteri teologici soggiaciono a tutte le vicende architettoniche e artistiche del convento, ma anche alla partecipazione attiva della cittadinanza, che da sempre ha supportato la vita del complesso grazie a lasciti, committenze e patronati, coinvolgendo di volta in volta i maggiori artisti del Medio Evo e del Rinascimento: fra questi Giotto, Masaccio, Filippo Brunelleschi, Paolo Uccello, Domenico Ghirlandaio, Filippino Lippi. H 10.30, 12.00
Visita al Museo Novecento - La visita consente di ripercorrere a ritroso il XX secolo individuando i movimenti, le poetiche e gli artisti che ne hanno segnato i decenni, con un taglio fortemente interdisciplinare e un’attenzione specifica all’Italia e a Firenze. A partire dalla Biennale di Venezia del 1988, intesa come primo riconoscimento dei giovani fiorentini De Lorenzo, Guaita e Catelani, il percorso ripropone le tensioni e gli ideali degli anni Settanta e Sessanta – con grandi opere quali la Superarchitettura di Archizoom e Adolfo Natalini o il Plurimo di Emilio Vedova – per poi addentrarsi negli anni centrali del Novecento, riccamente rappresentati grazie alle donazioni di importanti artisti e collezionisti: fra questi Alberto Della Ragione, all’interno della cui collezione spiccano capolavori di De Chirico, Sironi, Casorati, Depero, Morandi, Martini. Nell’intreccio fra pittura, scultura, musica, poesia, moda, cinema e teatro il percorso porta il pubblico fino all’alba del secolo, animata dalle prime pulsioni delle avanguardie internazionali. H 15.00, 16.30

Redazione Nove da Firenze