Firmato stamani il protocollo d'intesa per il piano strategico dell'area metropolitana


E' stato solennemente firmato stamani in Palazzo Vecchio il protocollo d'intesa per il piano strategico dell'area metropolitana fiorentina "Firenze 2010": il documento in cui le forze istituzionali, economiche, culturali e sociali sottoscrivono le linee strategiche e i progetti per lo sviluppo e la trasformazione della città e del territorio. Ora per le 32 idee-progetto già definite da un lungo ed impegnativo lavoro comune, si tratterà di passare alla fase operativa: per questo saranno realizzati gli studi di fattibilità e verrà costituita una apposita associazione per la realizzazione dei progetti stessi. Stamani il protocollo è stato firmato da Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Comuni di Campi Bisenzio, Impruneta, Pontassieve e Scandicci, Camera di Commercio, Università degli Studi, Associazione degli Industriali, Impresainsieme (in rappresentanza di Confesercenti, CNA, API, Coldiretti), Artigianato Fiorentino-Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Lega delle Cooperative, CGIL, CISL, UIL, Associazione Ambiente Lavoro Toscana, Confederazione Italiana Agricoltori, Unione Provinciale degli Agricoltori, WWF: Il documento è stato sottoscritto anche dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini, che ha dato il suo sostegno al protocollo. "La firma di oggi chiude 22 mesi di lavoro ed è un momento molto importante non solo per il futuro di Firenze e dell'area fiorentina, ma per l'intera Toscana - ha detto il sindaco Leonardo Domenici - Si tratta comunque di una tappa: il nostro lavoro andrà avanti per raggiungere gli obiettivi comuni e condivisi che si siamo prefissi. Io sono sempre stato fiducioso che saremmo arrivati a questo momento, nonostante le caratteristiche di individualità della nostra città potessero far temere il contrario. Ho sempre pensato che, per arrivare a nuovi traguardi di sviluppo, non sia più sufficiente la funzione delle istituzioni pubbliche: ci vuole la condivisione di altri soggetti, imprenditoriali, culturali e sociali. Questa è la nostra scommessa". "Il piano strategico non è un patto corporativo - ha precisato il sindaco - né calato dall'alto; non scompare la dialettica, né abbiamo riscritto il nostro piano di governo. Il Comune ha svolto un ruolo di coordinamento, ma non ha svolto né avrà un ruolo egemone: siamo uno dei soggetti che vogliono realizzare lo sviluppo della nostra città". Il presidente Claudio Martini ha ribadito il ruolo di Firenze capitale della Toscana ed sottolineato il valore dell'iniziativa, "che vede partire intorno al Comune un meccanismo di mobilitazione particolarmente significativo, intorno a delle importanti linee di sviluppo". Ora dunque i 32 progetti già delineati dal piano, secondo le linee già discusse e presentate nei consigli comunali e negli organismi dirigenti delle associazioni firmatarie, si tratterà di definire le priorità e la fattibilità. Tra i primi progetti che potrebbero concretizzarsi, indicati anche dallo stesso sindaco, quello per il parco fluviale dell'Arno, (importante anche per la sua dimensione metropolitana), quello di e-governement (una vera e propria rivoluzione della burocrazia attaverso internet, con grande beneficio per i cittadini), i "rifornimenti intelligenti" per riorganizzare la distribuzione delle merci nel centro storico di Firenze.

In meno di un anno e mezzo il piano strategico fiorentino è passato dalla fase di elaborazione e analisi dei punti di forza e debolezza della città, a quella della definizione di un quadro organico di progetti e proposte per rispondere ai bisogni di sviluppo e trasformazione della città.

La nascita del comitato promotore
Il via alla progettazione strategica è stato dato nel dicembre 2000, con la nascita del comitato promotore per il piano strategico. Il comitato era allora composto dal sindaco di Firenze, Leonardo Domenici e dai massimi vertici di Camera di Commercio, Associazione degli Industriali, Cgil, Cisl e Uil, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Università. L'obiettivo del comitato era quello di definire un percorso di cooperazione volontaria per individuare insieme un percorso di sviluppo condiviso per Firenze. Il punto di partenza, invece, era la piena consapevolezza da parte di categorie economiche e sociali, Università, Comune e Camera di Commercio che solo avviando un percorso di attiva collaborazione sarebbe stato possibile facilitare e potenziare lo sviluppo di Firenze e dell'area.
Il comitato scientifico
Per realizzare un primo quadro di analisi delle potenzialità della città e dei limiti strutturali presenti, da cui far discendere le ipotesi strategico-progettuali, il comitato Promotore, nel febbraio 2001, ha affidato a un Comitato Scientifico (composto da Carlo Trigilia e Massimo Morisi del Dispo dell'Università di Firenze; Fabrizio Barca del ministero del Tesoro; Domenico Sorace del dipartimento di diritto pubblico dell'Università di Firenze; Paolo Galluzzi direttore del museo di storia della scienza; Piero Tani presidente dell'Irpet e Ives Meny dell'istituto universitario europeo) il compito di predisporre il rapporto sulla città e la sua area metropolitana.
Il rapporto sulla città e il forum della città metropolitana
Il 31 ottobre 2001 è stato presentato in Palazzo Vecchio, nel corso del Forum sella città metropolitana, il rapporto Progettare Firenze, che scatta una fotografia sulla città. Per affrontare i limiti e per valorizzare le potenzialità di Firenze il piano strategico individua alcuni assi di intervento: promuovere l'innovazione e la cultura, con una migliore integrazione tra le diverse risorse e funzioni; riequilibrare la localizzazione delle funzioni tra comune centrale e il resto dell'area fiorentina; organizzare più efficacemente la mobilità e l'accessibilità; migliorare la qualità urbana come risorsa per lo sviluppo. Il comitato promotore per il piano strategico, di cui inizialmente facevano parte il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, il rettore dell'Università, il presidente della Camera di Commercio, i rappresentati di Cgil, Cisl e Uil, Confesercenti, Confcomercio, Associazione industriali e Cna, si è ampliato e trasformato in comitato di coordinamento. Dopo Forum del 31 ottobre 2001 hanno aderito la Provincia di Firenze, i comuni di Scandicci, Pontassieve, Impruneta, Campi Bisenzio, la Sovrintendenza Beni Artistici, la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Impresainsieme (in rappresentanza di Confesercenti, CNA e Confapi), la Lega delle Cooperative, l'Artigianato Fiorentino, l'Unione degli Agricoltori, la Confcooperative, la Confederazione Italiana Agricoltori, due rappresentanze del coordinamento tra le associazioni ambientaliste, Ambiente Lavoro Toscana e WWF. Del comitato è entrata a far parte anche la Fondazione del Monte dei Paschi.
I gruppi di lavoro e la redazione dei progetti
Subito dopo il Forum la redazione del piano è entrata nella seconda fase, quella della individuazione e redazione dei progetti concreti. Nel febbraio 2002 sono stati creati tre gruppi di lavoro sui principali assi di trasformazione della città: Innovazione e Cultura, Funzioni e Territorio, Qualità Urbana. I tre gruppi erano guidati rispettivamente da Lucio Lussu, Mario Primicerio (sostituito poi da Maria Tinacci Mossello) e Massimo Livi Bacci, mentre il coordinamento scientifico del progetto complessivo è stato affidato a Carlo Trigilia. Insieme ai gruppi di lavoro è sorto l'ufficio del piano strategico, cuore dell'attività di redazione dei progetti. La fase di elaborazione dei progetti concreti è stata articolata, veloce e partecipata. Tutte le parti e i soggetti attivi della città vi hanno preso parte. Ogni gruppo ha operato in collaborazione con gli amministratori locali e con i rappresentati dei consigli comunali. E' stato individuato, per ogni gruppo, un "Comitato di Riferimento", di cui facevano parte le associazioni, le istituzioni, gli operatori economici, culturali e sociali interessati al tema. Ogni gruppo di lavoro si è poi suddiviso in gruppi di progetto, per rendere agile e concreta la fase di predisposizione dei progetti. Il lavoro dei Gruppi ha stimolato un'ampia partecipazione, con il coinvolgimento - in forme diverse e con varia intensità - di circa 170 soggetti pubblici e privati, rappresentanti degli interessi collettivi della realtà territoriale metropolitana. La partecipazione era volontaria, libera ed aperta non solo alle istituzioni pubbliche, ma anche a tutte le organizzazioni e associazioni private, con l'unico vincolo della rappresentanza di interessi di natura collettivi. La partecipazione di è sviluppata anche via internet, nel sito del piano, attraverso l'apertura di 9 forum tematici di dibattito.
La presentazione dei pre-progetti del piano strategico
Il 19 luglio 2002 il lavoro dei gruppi era terminato e il primo quadro di sintesi con tutte le bozze dei progetti elaborati è stato presentato al comitato di coordinamento. Nel complesso erano state elaborate 32 idee progetto e 7 raccomandazioni. Subito dopo la presentazione il piano è entrato nella sua fase finale di redazione. Il piano è stato discusso nei consigli comunali e in tutti gli organismi dirigenti delle associazioni partecipanti. Grazie a questo lavoro si è giunti alla redazione finale del piano strategico.

Un piano aperto
Tutto l'iter dell'elaborazione del piano è stato aperto e trasparente. Il rapporto prima, i pre-progetti poi sono stati tutti presentati pubblicamente e ogni cittadino poteva leggerli direttamente in Internet, nel sito del piano strategico (all'interno della rete civica del Comune). Sono stati aperti 9 forum di dibattito, una bacheca libera e nel diario del piano strategico (contenuto nel sito) era possibile essere aggiornati in tempo reale sul dibattito che si stava svolgendo nei gruppi di lavoro. A luglio è stata realizzata una newsletter in 180.000 copie, distribuita a tutti i fiorentini per informarli sull'attività del piano, mentre a luglio e settembre due trasmissioni televisive hanno fatto il punto sui principali progetti presentati. A settembre 2002 è stato avviato un tour di incontri e dibattiti nei quartieri, accompagnato da una mostra illustrativa del piano e da un primo video informativo, per far conoscere i temi e i contenuti del piano strategico.
1.Una biblioteca della città
L'intervento prevede la realizzazione di un polo documentario di servizio pubblico e di divulgazione culturale con la costruzione di un Centro di Servizi Documentari e Culturali, aperto a tutti i cittadini sul modello delle Biblioteche pubbliche di informazione francesi. La prima opportunità che si apre per la realizzazione della Biblioteca della città sono gli spazi che si sono liberati nell'ex convento delle Oblate. L'obiettivo è quello di realizzare un centro di formazione e alfabetizzazione informatica aperto a tutti senza la mediazione di complicati regolamenti e condizioni di accesso; un luogo "sempre aperto", centro di democrazia e di inclusione, che può avere un impatto capace di creare circuiti virtuosi nella fruizione e nella formazione permanente.

2. Città del restauro
Firenze è già oggi uno dei centri mondiali del restauro del patrimonio culturale. L'Opificio delle Pietre Dure, i laboratori attivi nelle Soprintendenze, nelle Biblioteche, negli Archivi e nelle istituzioni culturali della città, l'Università e il CNR sono le parti di un sistema attivo e innovativo. Queste esperienze legittimano Firenze ad avanzare la propria candidatura, a realizzare un progetto organico di ricerca e trasferimento sui saperi e sui mestieri del restauro che si configuri come una vera e propria Città del Restauro. Nella Città del Restauro dovranno svolgersi ricerca, sperimentazione, interventi ordinari e straordinari, definizione dei protocolli normativi per la conservazione e per il restauro, definizione dei profili professionali per le diverse figure di operatori del restauro, offerta di servizi formativi di altissima qualificazione.
3. Città degli studi
Il progetto prevede l'individuazione di spazi nell'area compresa tra Archivio di Stato, Biblioteca Nazionale Centrale e l'Arno per dare soddisfazione alle vitali esigenze della Biblioteca Nazionale Centrale e dell'Archivio di Stato, per consentire l'espansione delle attività e la creazione di centri di servizio per le istituzioni culturali della città e per insediarvi le funzioni di alta formazione e di ricerca dell'Università. L'obiettivo è quello di creare nell'area le infrastrutture ricettive, produttive e commerciali per la Città degli Studi (parcheggi, centri stampa e servizi multimediali, ristoranti e alberghi, librerie, spazi per mostre, convegni, congressi, concerti e attività culturali, botteghe di artigianato artistico per la legatoria e il restauro, gallerie d'arte, magazzini e depositi di libri e documenti archivistici, ecc.).

4. E-government
Il progetto prevede la realizzazione di un portale qualificato dalla "multicanalità" (sportello ad personam, posta, telefono, SMS, internet ecc.) e di un Centro Servizi che coordini e verifichi la coerenza fra il "front-office" al cittadino e alle imprese e il "back office" dei servizi strutturali e infrastrutturali. L'obiettivo del progetto è quello di stimolare il cambiamento delle amministrazioni; di integrare l'offerta frammentata tra più uffici pubblici; di utilizzare al meglio le risorse per l'innovazione.
5. Firenze Arte
Il riequilibrio tra consumo e produzione culturale rappresenta un obiettivo prioritario del Piano Strategico. Ciò significa una strategia organica di elaborazione culturale e di predisposizione di strumenti organizzativi adeguati. I progetti specifici sono:
5.1 Mostre di qualità. E' necessario individuare due tipi di contenitori: uno nel centro storico di dimensioni medio-grandi (Palazzo Strozzi, con integrazione Forte Belvedere) e uno nella prima cerchia della periferia che abbia più ampie dimensioni e sia facilmente raggiungibile dall'esterno e dall'interno della città (parte della Manifattura Tabacchi e, con eventuale funzione complementare ma non alternativa, perché troppo piccolo, Meccanotessile).
5.2 Centro d'Arte Contemporanea: localizzato negli spazi dell'ex Meccanotessile, sarà dedicato a esposizioni e creazioni di grande rilievo nei vari campi sopra richiamati, alla produzione nel campo della multimedialità e delle arti performative. L'aspetto conoscitivo e didattico costituisce un obiettivo primario della "missione culturale". Il centro avrà spazi d'arte o per l'arte (esposizione delle opere, spazi di produzione, singola e collettiva, spazi per la danza contemporanea, per la musica e per il teatro contemporaneo); spazi didattici e di incontro (saranno spazi per le scuole, per incontri specifici o per appuntamenti cadenzati con l'arte del Centro e con l'arte in genere); spazi complementari (commerciali - legati al mondo ed alla produzione artistica - e spazi ricettivi, di ristoro).
5.3 Festival d'autunno. Si tratta di un festival internazionale di teatro, musica e arti contemporanee. Una manifestazione di ampio respiro che costituisca un momento di scambio e di dialogo con le più rilevanti esperienze nel settore del teatro, della musica d'oggi, della danza, delle performing arts, con un'attenzione particolare ai rapporti con i molteplici linguaggi dell'arte contemporanea. La manifestazione dovrebbe aver luogo nel periodo autunnale compreso tra l'inizio del mese di novembre e metà dicembre, in un momento che registra abitualmente una flessione dei flussi turistici tradizionali.

6. Firenze internazionale. Agenzia di marketing territoriale
L'agenzia dovrà svolgere funzioni di intermediazione fra i soggetti economico-istituzionali presenti nel territorio metropolitano (imprese, istituzioni di ricerca e culturali) e soggetti esterni (italiani e stranieri), al fine di attrarre competenze professionali, imprese innovative e investimenti. L'Agenzia dovrà contribuire a creare una nuova immagine dell'area metropolitana attraverso attività di promozione; costituire identità di riferimento, visibilità e contatto dall'esterno per le politiche e le azioni di attrazione degli investimenti esteri; costituire il soggetto operativo dedicato all'attuazione di attività di marketing territoriale previste dal Piano Strategico.

7. Firenze scienza
Questo tema comprende quattro idee-progetto, concepite come iniziative non isolate, ma viceversa fortemente integrate, si propongono di procedere alla valorizzazione dello straordinario patrimonio tecnico-scientifico della città integrandolo in una efficiente rete di collaborazione, di tornare a dare visibilità ad antichi opifici dal valore simbolico per la città
7.1 Centro per i nuovi media. Il CNM sarà costituito da una serie di laboratori per la sperimentazione di nuove tecnologie applicate ai beni culturali e per lo sviluppo di progetti. I laboratori potranno operare su tre grandi temi: 1- LABORATORIO PER L'INTERAZIONE AVANZATA E LA COMUNICAZIONE, Interazione Uomo-Macchina e Realtà Virtuale; 2- LABORATORIO PER LA ELABORAZIONE DELLE IMMAGINI, Analisi di immagini e Digital Libraries; 3- LABORATORIO PER LE APPLICAZIONI E LA PRODUZIONE ARTISTICA, Web Design, Applicazioni Multimediali e Video Digitale; Arte Digitale. il CNM dovrà coordinarsi con l'Università, l'impresa, gli enti locali e gli operatori dei beni culturali.
7.2 L'istituto per le memorie digitali. IMED punta a sviluppare servizi di ricerca, di orientamento e di formazione destinate agli operatori dei beni culturali e ad elaborare e diffondere best practices per la conservazione delle memorie digitali. IMED opererà pertanto come il punto di riferimento per la riflessione, l'ottimizzazione delle procedure di utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (comprese le attività di formazione e di conservazione delle memorie digitali), come un'agenzia al servizio delle istituzioni dei Beni Culturali ai quali offre servizi e consulenze, svolgerà ricerche di mercato, compie azioni di monitoraggio, progetterà e attuerà attività di formazione ecc. L'istituto si articolerà nelle seguenti 4 aree operative: OSSERVATORIO; BIBLIOTECA / CENTRO DI DOCUMENTAZIONE (Centro per la raccolta e la conservazione delle memorie digitali); LABORATORIO (centro di analisi e sperimen-tazione in funzione delle esigenze dei soggetti operanti nell'ambito dei beni culturali); FORMAZIONE (l'Istituto progetterà e renderà disponibili iter formativi specifici destinati al personale dei suoi interlocutori privilegiati: istituti culturali, musei, enti pubblici e privati).
7.3 Valorizzazione dei musei scientifici. Gli obiettivi sono: riunificazione dei musei universitari; valorizzazione dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza, contestualmente alla sistemazione ai fini di ostensione pubblica delle collezioni della Fondazione Scienza e Tecnica; sostegno ai processi per la realizzazione concreta e tempestiva di nuovi importanti progetti di musei scientifici, attualmente in fase avanzata di sviluppo.
7.4 La città di Galileo. Gli obiettivi del progetto sono: il completamento del restauro della Villa Il Gioiello, monumento nazionale. La Villa sarà sede di incontri internazionali sui temi della ricerca attuale, della storia della scienza, di problemi etici che la scienza moderna pone. Sviluppo delle attività scientifiche e tecnologiche che si svolgono nel comprensorio Osservatorio-Università, all'interno del parco di Arcetri. Tale sviluppo dovrebbe portare alla creazione di un Centro di Eccellenza nel campo astronomico e spaziale. Valutazione della possibilità di localizzare in Arcetri, o alternativamente in un sito idoneo, un moderno museo scientifico interattivo (delle dimensioni di 3.000-4.000 m2), dedicato alla didattica e divulgazione della scienza contemporanea, con particolare riguardo alle scienze dell'Universo.
7.5 La via della lana: un ecomuseo alle Gualchiere di Remole. Percorso tematico attorno all'Arte della Lana, per tutto ciò che ha storicamente significato in termini di ricchezza e di potenza economica, per questa città e per l'intero distretto industriale. Tale percorso dovrebbe snodarsi attraverso i palazzi di maggior pregio architettonico edificati dalla corporazione dell'Arte della Lana, a partire dalla sede nel palazzo omonimo, attiguo a Orsammichele, per giungere al parco vero e proprio, da realizzarsi nell'eccezionale complesso architettonico delle Gualchiere di Remole, esempio di architettura fortificata sull'Arno, del XII secolo.
8. Made in Florence: produzione e lavoro di qualità.
L'intervento intende realizzare uno strumento di certificazione di qualità della produzione e insieme di qualità ambientale e del lavoro. La certificazione di qualità ambientale e del lavoro verrà riconosciuta sulla base delle procedure e degli standard internazionali più riconosciuti (ISO 14000 ed Europee EMAS per l'aspetto ambientale e SA 8000 per il lavoro). Sulla base di questa certificazione le imprese potranno valersi di un marchio di qualità che farà riferimento all'area fiorentina.

9. Il Museo della città.
Realizzazione del Museo della Città, dedicato alla storia della città di Firenze, attraverso la documentazione dei molteplici campi del sapere, del saper fare, dello sviluppo urbanistico e dell'organizzazione della vita civile, religiosa e sociale della comunità fiorentina.

10. Nuove reti.
Il progetto è indirizzato verso tre direttrici privilegiate: il sistema dell'artigianato di qualità; il sistema moda; il sistema della meccanica. L'obiettivo generale è quello di creare un sistema di "reti qualificate" attraverso una più efficace cooperazione tra piccole e medie imprese e tra queste e le aziende più grandi, con la collaborazione di centri di formazione e ricerca e dell'istruzione tecnica e professionale.

11. Rete dei musei metropolitani.
Gli obiettivi di questo progetto riguardano: 1.La realizzazione di un sistema integrato di prenotazione che avrebbe importanti funzioni di regolazione dei flussi turistici e ottimizzazione delle risorse. 2.la creazione di biglietti integrati e abbonamenti (carte-museo), studiate in forme differenziate per turisti e cittadini, con annesse facilitazioni relative a mostre, sconti negli shop dei musei, servizi con altre organizzazioni della cultura e del tempo libero, trasporti etc., pre-vendibili ed inseribili nei pacchetti delle agenzie di viaggio e dei tour operator: Firenze è una delle poche grandi città italiane che ne è ancora priva; 3.la promozione unitaria del sistema e delle iniziative dei musei aderenti, sulla base del coordinamento delle attività espositive e degli eventi in genere, a livello nazionale ed internazionale; 4.la realizzazione di un sito internet ("I musei della città") evoluto con funzioni di promozione e di vendita on line delle carte museo e degli altri servizi e prodotti della Rete e dei singoli musei

12. Sistema Moda.
Il piano strategico intende rafforzare questa vocazione produttiva cruciale dell'area metropolitana, sviluppando le relazioni di rete, rafforzando la circolazione dell'informazione e l'offerta di servizi. In particolare l'intervento intende sviluppare un sistema integrato di formazione a favore delle attività che gravitano nel settore della moda attraverso un centro di coordinamento fra strutture formative d'eccellenza. Il progetto dovrebbe inoltre essere strettamente collegato alla creazione di un Centro di ricerca applicata alla moda.

13. Turismo consapevole. Orientamento e regolazione dei flussi turistici
Realizzazione di un'agenzia/ufficio che funzioni come un centro di coordinamento per orientare i diversi tipi di turisti che intendono visitare Firenze. L'obiettivo è quello di contribuire a distribuire meglio nel tempo i flussi turistici e di favorire una più equilibrata funzione del patrimonio artistico, delle manifestazioni e degli eventi culturali e artistici dell'area metropolitana. L'agenzia dovrebbe anzitutto offrire un centro unificato di prenotazioni ("Prenota Firenze") e dovrebbe portare alla creazione di centri di informazione e prenotazione per i musei cittadini e/o mostre ed eventi dislocati nelle principali vie di accesso alla città.

14. Urban center
Il progetto riguarda la costruzione di un Urban Center come sede delle attività di coordinamento del Piano Strategico dell'area metropolitana fiorentina e di valutazione degli interventi, di discussione pubblica, di esposizione dei progetti e delle attività, di confronto con esperienze straniere e come sede dell'Agenzia di marketing territoriale e dell'Ufficio di comunicazione del piano. L'obiettivo prevalente dell'Urban Center è lo svolgimento di un'attività di servizio a favore degli attori mobilitati e/o mobilitabili nei processi decisionali dell'area metropolitana, così come il coinvolgimento allargato dei cittadini alle scelte, attraverso percorsi di programmazione partecipata.

15. Una casa per tutti
Le proposte sono mirate essenzialmente a rivitalizzare un mercato dell'affitto che, nella nostra città, tende progressivamente a rarefarsi e rischia di finire confinato in alcuni settori di "nicchia" che si rivolgono a segmenti di domanda facoltosa come i residenti esteri, gli studenti stranieri, quadri professionali.
15.1 Costruzione e gestione di nuove case in affitto. L'idea progetto prevede la costituzione di una "società di costruzione e gestione" di case in affitto a canone concordato per giovani coppie, studenti universitari, famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli, lavoratori obbligati a mobilità. La dimensione minima dell'intervento prevede l'offerta di 400 nuovi alloggi in affitto.
15.2 Agenzia per l'affitto. L'obiettivo è agevolare i rapporti tra domanda e offerta residenziale per stimolare la creazione di un mercato accessibile da parte di soggetti che hanno particolari difficoltà nel reperire abitazioni in locazione. L'agenzia svolgerà l'attività di intermediazione, istruendo le pratiche necessarie, offrendo servizi di assistenza e consulenza, e svolgendo altre attività opportune - in modo da sviluppare e potenziare l'esperienza già avviata di "Comune Garante". Tale struttura non detiene un proprio stock edilizio, ma opera come intermediario fra i proprietari di immobili disponibili per l'affitto e la domanda "debole"; - svolge un'attività di ricerca sul mercato per raccogliere il maggior numero di offerte presso associazioni di categoria della proprietà.

16. Mobilità metropolitana
A sostegno dell'obiettivo strategico di riduzione del traffico privato metropolitano, la proposta di breve periodo del piano si articola in due interventi strettamente legati tra loro, che prevedono la valorizzazione/integrazione immediata delle modalità di trasporto pubblico dell'area metropolitana e l'individuazione e l'attuazione di percorsi di "mobilità elementare" diffusi.
16.1 Integrazione della rete ferroviaria con il sistema di trasporto pubblico e privato. Risultati nel breve periodo: una più intensa utilizzazione delle coppie di binari esterni e passanti rispetto al centro storico; un potenziamento delle stazioni di Campo Marte e Castello ad ovest e Rifredi e Rovezzano ad est, oltre che della stazione Statuto, prossima all'area urbana centrale; una riorganizzazione delle linee urbane ATAF, tale da consentire un agevole trasporto treno+bus non solo a partire da SMN ma anche dalle altre stazioni; estensione del sistema di integrazione tariffaria provinciale "Pegaso"; un'espansione dell'uso del mezzo ferroviario per attraversare Firenze, oltre che per raggiungerla dall'esterno (oggi il mezzo ferroviario è usato soprattutto dai residenti di altri comuni); un incentivo al posteggio delle auto in luoghi lontani dall'area centrale. Nel medio periodo sarà possibile anche potenziare il numero di treni su SMN. Nel lungo periodo la ferrovia dovrà diventare l'asse portante della mobilità metropolitana.
16.2 Rete di "mobilità elementare". L'obiettivo è quello di creare un sistema integrato intermodale (in tutta l'area urbana fiorentina ad iniziare dalle parti urbane ad alta densità per svilupparsi nei nuclei urbani minori e in quelli sparsi) per ridurre l'uso del mezzo privato individuale e quindi realizzare lo shift modale verso i sistemi di mobilità pubblica ed alternativa. Il progetto comporta: lo sviluppo dei percorsi ciclabili per collegare il centro cittadino con la periferia e servire i nodi d'interscambio per raggiungere le principali destinazioni e funzioni del territorio. Alcune iniziative in tale direzione sono già state inserite nell'aggiornamento del P.U.T. 2002. Nel Centro Storico è prevista, a breve, la riattivazione del servizio di noleggio biciclette quale provvedimento collaterale degli interventi del Piano Motorini: tale servizio sarà successivamente esteso a tutta la città, in particolare presso i punti di attestazione e interscambio con il trasporto pubblico locale e con il treno. Nel dettaglio gli interventi in programma sono: realizzazione pista PRU S. Bartolo; pista Sorgane; pista Rifredi; pista Campo di Marte; pista Macinante; pista Porta Romana; attivazione del servizio di noleggio BiciInCentro; realizzazione di nuovi posti sosta per bici manutenzione delle piste esistenti.

17. Nuovi poli metropolitani.
Il Piano Strategico dell'Area Metropolitana Fiorentina propone politiche di sviluppo che si concretizzano nel ridisegno della localizzazione di funzioni economiche volte alla realizzazione di "nuovi poli metropolitani" in grado di generare tessuti connettivi (produttivi, residenziali e infrastrutturali) fra i centri dell'area metropolitana, compresa Firenze.
17.1 Area espositivo-congressuale della Fortezza da Basso. L'obiettivo è l'ampliamento e la riorganizzazione dell'intera area espositiva che si realizzerà con particolare riferimento: all'incremento e razionalizzazione degli spazi espositivi (disporre di 60.000 mq lordi); al restauro e messa a norma degli spazi esistenti; alla riqualificazione dei servizi alle fiere (parcheggi per gli operatori; aree dedicate allo scarico e al carico delle merci; stoccaggio dei materiali; coperture dei camminamenti esterni tra i padiglioni espositivi); al potenziamento delle strutture congressuali con la realizzazione di un nuovo centro nell'area dell'Ex Dogana con un Auditorium da 2.500 posti e la riconversione di Palazzo degli Affari (forse ad alberghi); l'accessibilità viaria.
17.2 Polo scientifico e tecnologico di Sesto Fiorentino. Il tema di fondo è la creazione di un ambiente favorevole alla circolazione delle conoscenze. Consente lo sfruttamento commerciale delle innovazioni attraverso l'avvio di iniziative imprenditoriali. Per realizzare questo obiettivo è necessario che il polo scientifico-tecnologico nel suo insieme funzioni come unico "incubatore di imprenditorialità". È necessario un progetto che indichi le potenzialità scientifico-tecnologiche da valorizzare, che disponga di adeguati finanziamenti, attirando investitori che sostengano la nascita di nuove imprese per convenienza finanziaria (venture capitalists), favorendo la localizzazione di unità produttive di imprese che intravedano prospettive di ricadute commerciali (nuovi brevetti).
17.3 Il nuovo centro civico di Scandicci. La progettazione del nuovo centro civico di Scandicci favorirà la localizzazione di funzioni terziarie, pubbliche e private, destinate all'industria, all'istruzione universitaria e alla formazione specialistica, e al tempo libero (attività culturali e ricreative, ricettività alberghiera, ristorazione di qualità, soprattutto rivolte ai giovani). Tali funzioni si integrano con gli obiettivi che la realizzazione del "Centro polifunzionale della pelletteria italiana" permetterà di attuare: una scuola per la formazione di figure professionali di alta qualificazione, collegata all'ENT-ART/Polimoda e all'Università; un museo mediatico della pelletteria; un centro di servizi reali per la pelletteria; una sede congressuale per incontri di operatori specializzati e convegni legati alla pelletteria e al made in Italy; una sede di iniziative culturali al servizio della città e dell'area metropolitana.
17.4 Pontassieve: riqualificazione dell'area ferroviaria. Formazione a Pontassieve di una nuova località centrale dell'area metropolitana, che da un lato è attrezzata per lo scambio intermodale tra mezzi di trasporto pubblico ferroviario e mezzi di trasporto su gomma e che dall'altro si qualifica come luogo di concentrazione di servizi della pubblica amministrazione e come centro di servizi per le imprese.

18. Progettare insieme
Il Piano Strategico propone che i processi di ristrutturazione della piazze fiorentine siano definiti anche con la partecipazione dei cittadini al percorso decisionale e progettuale. Il ruolo attivo dei cittadini può offrire un contributo essenziale ai processi di riqualificazione urbana e di miglioramento delle condizioni di vita. Firenze e la sua area metropolitana possono diventare un esempio di eccellenza, in Italia e non solo, per la sperimentazione di strumenti di governo efficaci rispetto alla costruzione di scelte condivise e soluzioni sostenibili ai problemi del territorio.
18.1 Cinque piazze per Firenze. Si tratta della riqualificazione urbanistica di Piazza Puccini, di Varlungo, Istria a Sorgane, P. Vettori, del Sodo.
18.2 Riqualificazione Piazza S. Maria Novella. La piazza versa in un degrado strutturale, ambientale e, conseguentemente, sociale le cui cause si possono succintamente e sommariamente individuare nel progressivo mutamento delle sue funzioni originarie e nella presenza della vicina stazione ferroviaria di cui essa costituisce la naturale cassa di espansione. 18.3 Valorizzazione dei centri storici minori. L'idea progetto si pone l'obiettivo di avviare esperienze di progettazione partecipata in una serie di interventi volti a recuperare le qualità ambientali, sociali ed economiche di alcuni dei centri storici minori presenti nel Comune di Firenze (San Bartolo a Cintoia, Ponte a Greve-San Lorenzo a Greve, Peretola-Petriolo, Quaracchi, e Brozzi) e dare vita a vere e proprie "corti urbane" non più attraversate dal traffico di scorrimento e intasate dalle auto in sosta ma con una viabilità di servizio alla residenza e al commercio. Si tratta di riportare alla luce gli antichi tessuti urbani con interventi ad hoc prevalentemente di riqualificazione dello spazio esterno (strade, parcheggi, verde ecc.), ma anche di rivitalizzazione economica e sociale e di rafforzamento di funzioni turistico-culturali.
18.4 Una sfida per la qualità urbana: le Piagge. La particolarità dell'intervento alle Piagge è un'esperienza interessante (reale e funzionate) di applicazione di pratiche di progettazione partecipata volte alla ricerca del consenso cittadino e alla costruzione di modelli di governo dal basso. La proposta che il Piano Strategico avanza è di mantenere in vita l'innovatività di tale sperimentazione come pratica abituale e continua di democrazia partecipativa: il laboratorio di quartiere che sulla base dell' esperienza e del successo acquisito possa continuare a operare direttamente sulle scelte del territorio.
19. Rifornimenti intelligenti. Organizzazione logistica della distribuzione delle merci nel centro storico di Firenze
L'obiettivo del progetto è quello di diminuire il numero dei mezzi merci circolanti nel centro storico ed ottimizzazione del carico dei veicoli; utilizzare una flotta con mezzi a minimo impatto ambientale per ridurre il livello di emissione di sostanze inquinanti; creare una flotta dedicata a questo sistema; migliorare la fruibilità e la qualità estetica del Centro Storico. Il progetto si dividerà in più fasi: una prima con la costituzione di un Comitato Promotore per la realizzazione di un primo progetto di massima del sistema distribuzione delle merci, con l'obiettivo di arrivare a un risparmio del 30% sui Km percorsi e conseguente riduzione del 16% dei tempi di presenza dei mezzi nella zona centrale di Firenze. Seconda tappa, la realizzazione di un soggetto gestore del transit point e il completamento del sistema fino ad un risparmio del 50% sui Km percorsi e del 20% sui tempi di percorrenza.
20. Ospedale e centro storico. Riqualificazione dell'area Santa Maria Nuova, San Marco, Santissima Annunziata.
Il fine di questa idea progetto è quello di coordinare gli interventi ed iniziative che coinvolgono: Ospedale, Cassa di Risparmio, Musei, Facoltà di lettere e di architettura. Un progetto che prevede anche la realizzazione di parcheggio sotterraneo ad uso dell'Ospedale e dell'Università; recuperare e pedonalizzazione di piazza Brunelleschi; definizione preliminare del "carico" di utenti sull'area e organizzazione di servizi comuni (trasporti, mensa ecc.). Ospedale: ristrutturazione con particolare attenzione a percorsi ed accessi e ai problemi del traffico e dei parcheggi. Cassa di Risparmio: modifiche di funzioni della sede e potenziamento di funzioni di rappresentanza e di visibilità delle collezioni. Musei: realizzazione di nuovi percorsi museali (Sant'Egidio; Museo di Santa Maria Nuova), accessibilità di musei esistenti (Innocenti) e organizzazione di percorsi e gestioni unificate. Università: ridefinizione degli istituti presenti nell'area, in relazione allo spostamento a Novoli delle Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche.
21. San Salvi.
L'intervento intende ricollegare l'area con il quartiere circostante ed anche con la parte di quartiere sviluppatasi oltre la ferrovia (via Aretina), realizzando un sottopassaggio; restaurare una serie di edifici collocandovi gli uffici direzionali della Azienda sanitaria; destinare una parte dell'edificato a residenze, anche per giovani (studenti universitari); realizzare una gestione integrata del parco razionalizzando accessi e parcheggi circostanti e potenziando le caratteristiche di "polmone verde" della zona; creare una gestione integrata dell'area che comprenda i diversi aspetti: parco, viabilità pedonale, illuminazione, gestione calore, portineria, sicurezza.

22. valorizzazione delle aree dismesse
Da tempo sono esaurite le riserve di spazio per un'ulteriore espansione verso l'esterno. La scelta di riutilizzo delle residue aree dismesse ha ancora maggior rilievo e centralità per il futuro di Firenze. Le funzioni sostitutive da privilegiare nel processo di riurbanizzazione sono: la residenza (in particolare abitazioni per gli studenti e per gli anziani), l'istruzione universitaria e la ricerca, le funzioni espositive e museali, le attività direzionali della sfera pubblica e privata, le attività ricreative, i servizi e le attrezzature di quartiere, il verde pubblico e gli spazi aperti.
22.1 Insediamenti universitari nell'area centrale. L'idea progetto prevede il riordino degli spazi d'insegnamento, di studio e di ricerca, al fine di ridurre gli spostamenti quotidiani degli studenti e di garantire una migliore qualità nell'offerta didattica. Il recupero di edifici dismessi in via di degrado e riqualificazione di spazi pubblici, con interventi orientati ad una maggiore integrazione degli insediamenti universitari con le altre istituzioni culturali (biblioteca nazionale, archivio di stato, musei, istituti di ricerca ecc.) e con le attività degli abitanti del quartiere (servizi comuni per studenti e abitanti, percorsi pedonali e ciclabili).
22.2 Polo multifunzionale di Novoli. Per rendere autosufficiente il Polo universitario si dovrà procedere alla realizzazione di interventi che avvicinino il più possibile la dotazione di strutture al fabbisogno della popolazione studentesca (circa 15.800 iscritti). Le iniziative ODL (Open & Distance Learning) che eventualmente saranno assunte dalle singole facoltà non potranno certo compensare la domanda di spazi. Si rendono necessari ulteriori investimenti per adeguare e ampliare gli spazi attuali per il diritto allo studio. Fra le priorità: strutture didattiche, di studio e residenziali per gli studenti, oltre a foresterie per i docenti e i ricercatori in visita. v 22.3 Artigianato di qualità e attività commerciali nell'Oltrarno. Il progetto per il mantenimento dell'artigianato di qualità e delle attività commerciali tradizionali nell'area centrale interessa tre aree contigue dell'Oltrarno. Il progetto si articola in due tipi di interventi: iniziative volte a migliorare la mobilità e le condizioni di vita urbana, iniziative per il recupero e riuso di aree. La riorganizzazione mobilità prevede: riorganizzazione del traffico e della sosta dei mezzi di trasporto privati; pedonalizzazione degli spazi pubblici delle piazze più importanti; completamento del camminamento sulle mura tra Porta Romana e piazza Tasso; miglioramento dell'illuminazione e dell'arredo urbano; servizio capillare di bus elettrici; interventi di ripavimentazione delle piazze e delle strade; rifacimenti e introduzioni di opere scultoree e di arredo artistico; ridisegno di Piazza Tasso per creare uno spazio proprio anche per le attività commerciali attualmente ospitate su camion. Gli interventi di recupero e di riuso coinvolgono l'ex Opera pia Leopoldine, il Conventino e l'area di proprietà della Brandini. Gli interventi di ristrutturazione puntano a riprodurre un tessuto misto di residenze, attività artigianali e servizi di quartiere (spazi per riunioni, laboratorio teatrale ecc.). Nel caso dell'area dell'ex gasometro, l'intervento di riuso dell'ex serbatoio del gas prevede la creazione di un nuovo spazio per il tempo libero (anfiteatro), espositivo, di laboratorio e di commercializzazione dei prodotti dell'artigianato. Per l'area dell'ex Campolmi le funzioni previste sono: una scuola di formazione professionale per l'artigianato, una sede per l'associazione degli artigiani (Cna), nuovi insediamenti artigianali, residenze, parcheggi, servizi di quartiere e spazi a verde pubblico.

23. L'Arno e la rete dei parchi metropolitani
Il progetto si caratterizza per essere 'azione più incisiva e performativa per ridisegnare il territorio metropolitano e riportarlo a condizioni di sostenibilità e di qualità urbana.
23.1 Il Parco fluviale metropolitano: da Pontassieve a Signa. Di rilievo cruciale per le sue elevate valenze simboliche è la sistemazione a parco delle rive dell'Arno (da Pontassieve a Signa), per la quale in alcune parti (relativamente alle aree continue) esistono già protocolli di intesa precedentemente firmati dalle amministrazioni interessate (ad esempio tra Bagno a Ripoli e Firenze e tra Scandicci e Firenze). L'asse dell'Arno potrebbe inoltre costituire la spina dorsale per collegamenti da realizzare con altri grandi parchi, ma anche per connettere tra loro micro-interventi di messa a rete degli spazi verdi e dei vuoti interstiziali periferici.
23.2 Il parco collinare. L'area di riferimento è l'arco di territorio compreso nella cosiddetta "città delle colline" (Bagno a Ripoli, Pontassieve e Fiesole), intorno a Impruneta ("Parco del Fiume Greve" dalle Cave Medicee di Tavarnuzze, attraverso la Certosa del Galluzzo fino all'innesto sull'Asse dell'Arno) e Scandicci (Poggio Valicaia), con sconfinamento su Sesto Fiorentino (Monte Morello), Pratolino, le ANPIL di Monte Ceceri, della Mensola, di Santa Brigida, la Fattucchia, l'Incontro, Poggio Firenze, e con possibili collegamenti verso il Mugello (Monte Giovi), i monti del Chianti, il Pratomagno e Vallombrosa. Il progetto è mirato a dare risposta alla domanda di verde e di paesaggio. A breve termine ci dovrebbe essere: la perimetrazione dell'area; la predisposizione di documentazione ed informazione, di base e periodica; una segnaletica sul posto; accessi attrezzati sulla viabilità principale, sulle fermate della ferrovia faentina, dell'ATAF, delle autolinee, con aree di sosta, parcheggio ed interscambio tra mezzo pubblico e privato, punti di informazione; percorsi, anche tematici, pedonali, per biciclette, a cavallo; aree attrezzate per la pratica sportiva individuale e per il tempo libero, per tutte le età; punti panoramici e di osservazione, campi solari ed aree di servizio per la didattica naturalistica ed il turismo scolastico; servizi di gestione per manutenzione, pulizia, sorveglianza, accoglienza e monitoraggio.
23.3 Il parco della piana. Oggi sono già presenti due Aree Naturali protette di Interesse Locale (ANPIL), quella di Stagni di Focognano (ha. 64), Comune di Campi Bisenzio e quella di Podere la Querciola (ha 50), Comune di Sesto Fiorentino. Sono attualmente previsti progetti riguardanti l'espansione delle due aree protette già istituite nelle zone umide contermini e l'ampliamento delle strutture di accoglienza e visita; tali progetti, insieme a quelli relativi alla rinaturalizzazione delle esistenti opere di bonifica idraulica, alla prevenzione ed al recupero dal degrado ambientale e paesaggistico, sono oggi suscettibili di cofinanziamento tramite i fondi strutturali comunitari FESR 2000 - 2006, ricadendo le aree interessate nei perimetri dell'obiettivo 2 e del "phasing out" del Regolamento Comunitario in questione.

24. Sanità metropolitana Centro Unico di Prenotazioni (CUP) per analisi e visite mediche.
Il Centro Unificato di Prenotazioni a livello metropolitano è l'estensione di un sistema già avviato a livello territoriale locale nella città di Firenze. Gli obiettivi sono: il miglioramento qualitativo dei servizi già in rete; l'incremento del numero di servizi in rete (dai servizi sanitari a quelli socio-assistenziali); l'allargamento territoriale (dalla città all'area vasta) e tematico del sistema (dai servizi alla persona alla telemedicina, teleconsulto, homecare, altro). Il CUP dovrebbe portare a un netto miglioramento del canale di comunicazione/interazione tra cittadino-utente e organizzazione socio-sanitaria in termini di qualità, efficienza e soddisfazione dell'utenza. Non solo. Potrebbe diventare anche uno strumento di analisi della domanda, dell'offerta e dei processi di produzione, oltre che del controllo di gestione, della qualità e della comunicazione interna ed esterna all'organizzazione sanitaria.
25. Emissioni zero: metanizzazione. Dal petrolio, al metano, all'idrogeno
Il sistema capace di produrre energia con impatto ambientale formalmente zero è quello delle celle a combustibile ad idrogeno che sembra rappresentare l'obiettivo da raggiungere relativamente al problema principale dell'inquinamento da traffico. Come stadio intermedio la metanizzazione, cioè la combustione diretta del metano ad alta temperatura, rappresenta un deciso passo avanti giacché riduce complessivamente le sostanze inquinanti emesse ad esclusione degli ossidi di azoto che sempre si formano nella combustione del metano ad elevata temperatura. La "metanizzazione" potrebbe intervenire sui seguenti settori. Edifici del Comune di Firenze e di altri Enti Pubblici e Grandi strutture (inclusi grandi condomini); edifici privati; interventi sull'inquinamento da traffico, con Metanizzazione estesa dei veicoli per le flotte e per il trasporto pesante (Ataf, Quadrifoglio, Merci, Taxi Flotte di servizio urbane e flotte di carrelli di movimentazione interna; estensione della utenza automobilistica diffusa (eventuale incremento delle stazioni di rifornimento stradali).

26. Firenze emissioni zero: solarizzazione.
Il progetto prevede l'installazione di sistemi combinati termici e fotovoltaici in edifici pubblici e società di servizi nonché in quartieri residenziali di nuova costruzione oppure da ristrutturare. È necessario che gli studi di fattibilità prevedano l'impatto sull'arredo urbano, tenendo anche conto delle tecniche della bioarchitettura. I benefici derivano dalla possibilità di produrre energia elettrica e calore usando, come fonte energetica, il sole anziché la combustione di combustibili di qualunque natura, ed in particolare dei fossili, con conseguente diminuzione dell'inquinamento atmosferico e della produzione di gas serra (anidride carbonica ed altri) nell'area urbana. Questo progetto trae sostegno dal cospicuo irraggiamento nel comprensorio fiorentino pari a circa 1500 KWh/m2 per anno. La realizzazione di questo programma comporterà benefici in ordine sia di qualità della vita che economico.

27. Farmaci veloci. Organizzazione di una rete di distribuzione di farmaci ed altri presidi sanitari nell'ambito dell'area fiorentina
L'obiettivo è quello di razionalizzare i "percorsi" della distribuzione farmaci, ottimizzare l'immagazzinamento in un unico punto, informatizzare i contatti fra le strutture eroganti i farmaci ed il magazzino, predisporre criteri e modalità di distribuzione che permettano di portare la fornitura nell'ambito del singolo reparto od ambulatorio, eliminando magazzini intermedi.
Il sistema dovrebbe comprendere anche le forniture a livello domiciliare quando il paziente è in assistenza domiciliare, e nelle strutture socio sanitarie (RSA ecc.).
28. Impresa infanzia. Sviluppare l'offerta concertata di nuovi spazi per gli asili-nido
Le opportunità di ampliamento della rete dei servizi vanno nella direzione di diversificare l'offerta, con la realizzazione di tipologie "innovative" e complementari agli asili nido "tradizionali", in modo da orientare la stessa domanda nella scelta di servizi rispondenti alle esigenze della famiglia, anche attraverso l'adozione di tariffe rapportate ai tempi di funzionamento dei diversi servizi. In particolare si intende intervenire con due diversi tipi di servizio.
28.1 Nidi d'area. Promuovere un'offerta di nuovi spazi e servizi di asili-nido, in particolare micro-nidi, che faciliti l'integrazione delle famiglie di lavoratori, rispondendo al bisogno esteso di strutture che facilitino la partecipazione della donna al mondo del lavoro, con un servizio offerto durante l'arco della giornata lavorativa "vicino" ad uno dei genitori.
28.2 Imprenditoria giovanile per gli asili nido. Il progetto intende ampliare l'offerta di servizi per la primissima infanzia, con particolare riferimento alla fascia di età 15 - 36 mesi. Il progetto assegna un ruolo promozionale alle amministrazioni comunali con l'apertura di uno "sportello dedicato" che accompagni gli operatori interessati (ed in possesso dei necessari requisiti professionali) nella fase di definizione, di decollo e successivamente di gestione del progetto sia sotto il profilo educativo che imprenditoriale, fungendo da fulcro rispetto agli altri uffici e agli altri soggetti istituzionali coinvolti. In particolare: piano di pubblicizzazione; supporto nel reperimento degli spazi; messa in rete dei nuovi nidi domiciliari.
29. Metropoli multietnica
Il flusso di immigrazione è assai diversificato nelle sue dinamiche. È alimentato in parte dall'industria, in parte dalle richieste familiari di assistenza agli anziani e di aiuto domestico, ma anche dal turismo e dall'imprenditoria etnica stessa, in parte infine dalla città in quanto tale. L'allargamento della precarietà, la mobilità crescente, la crescita rapida della popolazione di nuovi abitanti, rende oggi ancor più necessario di moltiplicare gli sforzi per integrare la logica dell'assistenzialismo in una politica di sostegno alla crescita delle capacità autonome di integrazione.
29.1 Apprendimento continuo per l'inclusione sociale. Un progetto integrato di sviluppo delle "competenze di base" destinato a favorire l'inclusione. Il programma considera: le caratteristiche della popolazione di nuovi abitanti, molto diversificata anche sotto il profilo della formazione acquisita nel paese di origine; la priorità del problema dell'alfabetizzazione-rialfabetizzazione; la richiesta crescente proveniente dal mondo delle imprese della costruzione di procedure di "formazione integrata" che sappiano associare forme di socializzazione e di introduzione ad un mestiere; la logica di accompagnamento dei singoli nell'inserimento nella comunità; la necessità di preservare i legami con le culture di origine; l'opzione strategica che individua la scuola (elementare e media in particolare) come luogo insostituibile per garantire la riconoscibilità degli interventi educativi e come motore principale di socializzazione delle famiglie di nuovi abitanti.
29.2 Formazione-accreditamento. Si tratta di un progetto di sviluppo dell'attività di avviamento-accreditamento, nella logica della "formazione integrata" per aree professionali di tradizionale o potenziale attrattiva per i nuovi abitanti. Accanto alle attività per badanti e piccoli imprenditori, ci saranno quelle per sviluppare occupazione infermiere, capo cantiere, mediatore-interprete ecc.
29.3 il villaggio multietnico. Il villaggio è anzitutto un luogo di incontro, aggregazione e socializzazione degli immigrati delle diverse etnie, facilitando il contatto tra chi è appena arrivato nell'area fiorentina e chi vi risiede da più tempo. Esso intende promuovere sia l'incontro e il dialogo tra le diverse etnie, sia i contatti e le occasioni di scambio con la popolazione dell'area fiorentina, e anche con i numerosi visitatori. In particolare nel Villaggio si svolgerebbero quattro tipi di attività: culturale (esposizioni, rappresentazioni teatrali, musicali, ecc.); formativa-didattica (corsi di lingue, cucina multietnica, teatro, informatica, ecc.); ludico-ricreativa (sport, ludoteca, sala di lettura, ecc.);commerciale (bar, ristorante, negozi multietnici, centro benessere, agenzia viaggi).
30. Nuda proprietà: dagli anziani ai giovani. E' un progetto che ha un duplice fine: mantenere la residenza in centro; agevolare le giovani coppie nella ricerca della casa attraverso un meccanismo virtuoso di azione intergenerazionale. Si tratta di creare un circuito di abitazioni, sottratto alla libera contrattazione di mercato, la cui nuda proprietà transiterebbe dagli attuali proprietari anziani a potenziali acquirenti prioritariamente costituiti da coppie giovani. La gestione dell'operazione richiede un soggetto ad hoc, sullo stile di una fondazione e la combinazione di una pluralità di fonti di finanziamento sia di natura pubblica che privata.

31. Scuole in rete.
Il progetto intende sviluppare il sostegno in rete per la qualità dei servizi delle scuole. Si tratta di realizzare un servizio - relativamente alla fascia dell'obbligo formativo - che garantisca: informazioni e documentazioni di e per laboratori e iniziative didattiche; banche dati orientate alla didattica, relativamente a risorse, esperienze, materiali, procedure; servizi di integrazione per l'educazione: a partire dal servizio bibliotecario, con l'integrazione tra biblioteche civiche e biblioteche scolastiche; servizi di supporto alla gestione degli archivi scolastici: passaggio dall'archivio di deposito all'archivio storico, gestione corretta della selezione e scarto, gestione delle banche dati di cui sopra in forma diacronica, gli archivi storici delle scuole.
32. Una città a misura di anziano.
la strategia di intervento proposta dal piano strategico punta a migliorare il sistema complessivo di aiuto, sostegno e intervento verso gli anziani e le loro famiglie. Al primo posto c'è l'arricchimento qualitativo e quantitativo del servizio di assistenza domiciliare; la messa a regime della assistenza domiciliare integrata attraverso un rafforzamento della assistenza infermieristica ed un effettivo e continuativo raccordo tra le due componenti. L'introduzione sperimentale di un programma di "assegni di cura" dovrà, invece, essere varato insieme al progetto di formazione rivolto alle immigrate extra-comunitarie e teso a riqualificare il mercato dell'assistenza privata. Altro tema è quello dell'avvio di un servizio di ricoveri temporanei durante tutto l'arco dell'anno. Dovrà essere estesa la rete dei centri diurni ai quartieri non coperti da tale servizio e potenziato il numero dei posti disponibili, con particolare attenzione ai casi di demenza senile e ai malati di Alzheimer. L'avvio di un piano di investimenti è il sesto punto di questa strategia. La priorità sarà la realizzazione di nuclei di miniappartamenti destinati ad anziani autosufficenti con servizi integrativi di sostegno minimi, quali quelli di portierato sociale. La promozione capillare di "abitare insieme", che coniuga le esigenze alloggiative degli studenti universitari fuori sede, con il bisogno di compagnia e le necessità pratiche degli anziani che vivono soli. Infine, la realizzazione di una campagna di comunicazione di carattere capillare che punti a rafforzare ed estendere la fascia di persone coinvolte in iniziative volontarie di solidarietà in modo da poter concretamente ampliare la rete di sostegno alle molteplici esigenze degli anziani, con particolare riferimento a quei bisogni "leggeri" che hanno e sempre più avranno difficoltà ad essere presi in carico dai servizi istituzionali.

Redazione Nove da Firenze