Rubrica — In cucina

Vinitaly: le eccellenze enogastronomiche toscane insieme

Dal 9 al 12 aprile il Brunello di Montalcino, il Consorzio del Vino Nobile, il Consorzio Vini Cortona, la Vernaccia di San Gimignano, ma anche il Pecorino Toscano DOP e la Finocchiona IGP


Il Vinitaly rappresenta un importante appuntamento per presentare al pubblico di operatori nazionali e internazionali, alla stampa di settore, al pubblico di consumatori appassionati di vino, le nuove annate.

Secondo una ricerca commissionata da Frescobaldi a Nomisma Wine Monitor, i rosé nel 2005 rappresentavano l’8,7% della produzione mondiale di vini fermi. Nel 2015 la percentuale è salita al 9,6%. Tra i principali produttori figura la Francia (31% della produzione mondiale), la Spagna (20%), gli Usa (15%) e l’Italia (9%). Quanto ai consumi, sul totale dei vini fermi siamo passati dal 9% del 2005 all’11% del 2016. Il 34% dei consumatori è francese. Seguono Usa (14%), Germania (8%), Regno Unito (6%) e Italia (4%). Usa e Regno Unito primeggiano sul podio degli importatori, con rispettivamente il 20% e il 18% sul totale del valore mondiale dell’import di rosé nel 2015. Il valore dell’import mondiale si colloca a 1,8 miliardi di euro, per 8,8 milioni di ettolitri. Cosa decreta il successo di questi vini? Innanzitutto, il mutamento di percezione da parte dei consumatori. Secondo la ricerca Wine Monitor, nell’ultimo anno il 70% degli italiani ha avuto almeno una occasione di consumo di vino rosé (fermo o sparkling), ma la quota cresce se si considerano solo i consumatori della fascia d’età 30-44 anni (la quota di user arriva al 72%, contro il 67% di chi ha un’età compresa tra i 45 e i 55 anni). Il rosè si beve soprattutto fuori casa, in wine bar, ristoranti o altri locali e la percentuale di chi lo beve away from home cresce tra i millennials. I più giovani, infatti, preferiscono consumarlo durante l’aperitivo, ordinandolo al calice piuttosto che in bottiglia. Lo beve per piacere e non è tenuto a conoscerne le caratteristiche per poterlo apprezzare. Il rosé è infatti meno complesso di un rosso o un bianco, è legato ai concetti di semplicità ed è così diventato simbolo di uno stile di vino. Lo studio di Wine Monitor ha infatti messo in luce come i rosè in particolare vengano associati a divertimento/convivialità (17%) a pari merito con l’eleganza (17%), tradizione (12%), relax (11%) in un orizzonte sempre più unisex e meno targato femminile rispetto al passato (donne 73%, uomini 67%). Anche l’intensità del colore rosa gioca un ruolo primario nella percezione del consumatore: i nuovi rosè fermi italiani (con colori più chiari e bottiglie più elaborate ed eleganti) sono associati, rispetto ai tradizionali rosè, ad una qualità superiore (lo pensa il 25% di chi consuma vino, e il 31% tra i millennials). I rosè più chiari attirano la curiosità di otto consumatori su dieci, interessati a sperimentare questa nuova categoria di vini rosè italiani che rimanda alla tradizione provenzale. Altro elemento è la progressiva destagionalizzazione dei consumi: Il momento dell’anno ideale per apprezzare un buon vino rosè è l’estate (per il 32% degli user), ma più di un consumatore su 3 lo ritiene un vino adatto a qualsiasi stagione. Si scelgono soprattutto sulla base del passaparola (25%), a seguire sulla base del territorio di provenienza (18%). Per l’82% è importante che sia italiano. Per il 25% i nuovi vini rosè “chiari” hanno una qualità superiore rispetto ai precedenti.

Sono 441 i vini che hanno ottenuto un punteggio di almeno 90 e che per questo sono stati inseriti nella guida 5Star Wines the Book 2017, la prima guida mai realizzata da una fiera internazionale del vino. E tra essi c’è anche Il Brunello Sassocheto 2012 - Il Grappolo che si conferma per il secondo anno consecutivo tra i vini premiati dal prestigioso Premio Internazionale promosso dal Vinitaly, la più importante manifestazione italiana dedicata al mondo vino giunta alla sua 51esima edizione. Un riconoscimento che vede il Brunello Sassocheto (annata 2012) anche quest’anno premiato da una giuria formata da oltre 70 esperti provenienti da tutto il mondo che hanno assegnato 91 punti alla selezione nata dal progetto di qualità voluto dalla proprietà e curato nei minimi dettagli dall’enologo Carlo Travagli. Una conferma che è motivo di profonda soddisfazione e orgoglio per l’azienda vinicola di Montalcino di proprietà della famiglia Giovannelli, imprenditori tessili pratesi, soprattutto perchè il Brunello Sassocheto 2012 ha superato una durissima selezione - tre giorni di valutazione alla cieca degli 2.153 vini delle 578 aziende provenienti da Italia, Francia, Sudafrica, Ungheria, Slovenia, Croazia, Messico, Romania, Ucraina, Hong Kong, Turchia, Canada e Cina, sottoposti al giudizio delle commissioni di valutazione composta da esperti di altissimo valore internazionale e di specifica conoscenza geografica (Master of Wine, Master of Sommelier, Sommelier, esperti wine writer, blogger, giornalisti ecc.), condotte da Ian D’Agata, direttore scientifico di Vinitaly International Academy insieme agli altri quattro General Chairman di 5 Star Wines-The Book: Bernard Burthschy capo redattore Figaro Vin, Robert Joseph di Meininger’s, Paolo Basso migliore sommelier del mondo 2013, e Pedro Ballesteros Torres MW. Raffinato, complesso e dal gusto sanguigno Il Brunello Sassocheto DOCG 2012 è l’eccellenza della produzione di Brunello dell’azienda. Un vino dalla forte identità. Schietto e genuino, strutturato e complesso ma, al tempo stesso, vivace e godibile al palato, invitante al naso con le sue piacevoli note olfattive e una buona persistenza aromatica. Un vino che nasce nel cuore della Tenuta, dalla sua vigna più antica: il Piano Nero (chiamata così dai contadini della zona) situata a 300 metri di altitudine e caratterizzata da una perfetta esposizione a sud, e deve il suo nome proprio a questo terreno ricco di scheletro e di “sasso” oltre che al suo carattere “cheto”, equilibrato ma deciso. Prodotto esclusivamente con uve Sangiovese, viene vinificato in vasca aperta con fermentazione a temperatura controllata e macerazioni prolungate, matura in botti di rovere francese e di slavonia per oltre 24 mesi, invecchiando affina in bottiglia le proprie caratteristiche per circa un anno, prima di essere messo in commercio.

A Verona il Consorzio del Vino Nobile presenta la “E(co)Bike”, una bici dal design unico, realizzata da artigiani su pezzi singoli, che potrà essere “pedalata” allo stand dai visitatori che con un minuto di attività e una foto ricordo potranno dire di aver contribuito al progetto di sostenibilità ambientale che porterà entro il 2018 la Docg toscana a essere tra le prime con la certificazione Zero CO2. Ogni anno arrivano a Montepulciano migliaia di enoturisti. Come sarebbe arrivare in cantina potendo godere di un viaggio “sostenibile”? E’ da questa riflessione che il Consorzio del Vino Nobile, in collaborazione con Urban Bikery di Montepulciano, start up del settore, ha pensato di studiare un progetto di sensibilizzazione per i winelovers e non solo a partire proprio dalla vivibilità del territorio. All’interno dello stand del Consorzio sarà presente quindi una bici di design che potrà essere “pedalata” sul posto dai visitatori per un minuto. In cambio i “wine lovers” otterranno un voucher per un calice di Nobile presso l’Enoliteca consortile e un buono per una “gita” in bici.

CARPINETO, dopo l'anteprima a OPERA WINE con il Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2010 per due anni di seguito unico Nobile tra le top 100 al mondo di Wine Spectator, e unico Nobile di Montepulciano tra i vini di OPERA WINE, inFiera è nel pad. 7 stand E7 - E8, nel grande spazio del Consorzio Grandi Vini d'Italia Group, GVIG, di cui fa parte da 30 anni insieme ad altri 6 top brand del vino italiano, tutte aziende, così come Carpineto, rimaste negli anni delle famiglie che le hanno fondate.

Il Consorzio della Denominazione San Gimignano condivide gli oltre 200 metri quadri di superficie dello stand C14 situato nel Pad. 9 con 13 aziende associate, che qui hanno il loro spazio privato: Casa alle Vacche, Cesani, Fugnano e Bombereto, Guidi, La Lastra, Il Lebbio, Mormoraia, Poderi Paradiso, Poggio Alloro, San Quirico, Signano, Teruzzi & Puthod, Tollena. Al banco di degustazione del Consorzio saranno in degustazioni i vini di tutte le aziende del territorio. Gli occhi sono puntati in particolare sulla Vernaccia di San Gimignano 2016 che ha confermato nei primi appuntamenti dell'anno, Anteprima 2017 e Prowein, le ottime aspettative della vendemmia, tra le più belle degli ultimi anni, che ha prodotto vini profumati, equilibrati e con una bella acidità e struttura. Ma anche sulla Vernaccia di San Gimignano Riserva 2015, vendemmia che ha dato grandi soddisfazioni nel corso del 2016 per i vini d'annata e che per le caratteristiche della denominazione, un vino bianco adatto all'invecchiamento e longevo, ha le carte in regola per imporsi come un vino di grande qualità. Per un focus sulla Vernaccia di San Gimignano, le sue caratteristiche di vino bianco longevo e il territorio di produzione, il Consorzio della Denominazione San Gimignano ha organizzato lunedi 10 Aprile alle ore 11 nella sala A del Pad.10, al primo piano, una degustazione aperta di dodici etichette condotta dalla giornalista Kerin O'Keefe, la responsabile Italia della rivista Wine Enthusiast che ha selezionato i vini, e dalla Presidente del Consorzio Letizia Cesani.

Un salotto racconterà il “Cortona Wine Style”, si racconteranno le aziende della denominazione, alcune in forma diretta, altre al banco di degustazione consortile che raccoglierà oltre la metà delle aziende della denominazione. Un momento di promozione non solo per la Cortona Doc, ma anche per tutto il territorio di produzione che da qualche anno sta puntando proprio sulla promozione integrata dei principali assetti culturali. «Il Consorzio quest’anno sta proseguendo un importante processo di cambiamento a livello di comunicazione e promozione – spiega il Presidente del Consorzio, Marco Giannoni – stiamo cercando di lanciare dei messaggi che vadano oltre all’eccellenza del nostro prodotto, ma che portino in giro il suo valore aggiunto rappresentato dal territorio d’origine e dalle sue eccellenze, non per ultima la Chianina che proprio nei giorni scorsi è stata celebrata insieme al nostro Syrah».

Il Pecorino Toscano DOP e la Finocchiona IGP rinnovano la presenza al Vinitaly. Le due eccellenze dell’enogastronomia toscana saranno ospiti del Consorzio Chianti Classico insieme ad altri Consorzi di tutela, dal vino all’olio, dal formaggio ai salumi, rafforzando la sinergia avviata da tempo per promuovere in maniera sempre più forte il patrimonio agroalimentare toscano. A rappresentare i Consorzi di tutela del Pecorino Toscano DOP e della Finocchiona IGP saranno i rispettivi direttori, Francesco Seghi e Andrea Righini.

Redazione Nove da Firenze