Giorno della Memoria 2020: le iniziative in Toscana

Gli eventi per le scuole e per tutta la cittadinanza già a partire da lunedì 20 gennaio. Testimonianze, teatro, concerti e proiezioni perché la storia non sia mai dimenticata. Un ciclo di incontri all'Università di Firenze contro razzismo e discriminazione. A Prato il 23 gennaio al Museo del Tessuto Tatiana Bucci, superstite di Auschwitz. A Livorno la corsa Run for Mem


Lunedì 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, istituito con la legge del 20 luglio 2000 dal Parlamento Italiano che ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio giornata di commemorazione delle vittime dell'Olocausto durante la Seconda guerra mondiale. Ogni anno una giornata dedicata alla data del 1945 in cui furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz rivelando al mondo l'orrore umano del genocidio nazista. Furono milioni gli uomini, le donne ed i bambini perseguitati con le leggi razziali e poi strappati alla loro vita e deportati nei lager da dove, in pochi riuscirono a tornare. Con le loro testimonianze hanno raccontato quell’agghiacciante pagina della nostra storia che non deve e non può essere dimenticata. Ecco perché I’Onu scelse questa data per commemorare le vittime del nazismo, dell'Olocausto e per onorare coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati.

Lunedì prossimo 20 gennaio il Presidente del Consiglio comunale Milani aprirà l’incontro organizzato dall’Associazione Italia-Israele di Firenze nel quadro delle iniziative per il Giorno della Memoria, dedicato alla presentazione del libro di Emanuele Calò “Gite ad Auschwitz”. L’incontro si terrà nella Sala Firenze Capitale in Palazzo Vecchio e vedrà anche la presenza del Presidente della Comunità ebraica di Firenze David Liscia.

Tra gli altri appuntamenti fiorentini lunedì 20 gennaio Valeria Galimi parlerà di “Razzismo di ieri e razzismi di oggi”, e mercoledì 22 gennaio Micaela Frulli e Luca Bravi terranno un incontro su “Genocidio e diritti umani tra passato e presente” (entrambe le iniziative si svolgeranno alle ore 15 nell’Edificio D4- aula 112, via delle Pandette, 35). Chiuderà il percorso l’incontro con il consigliere per le politiche della Memoria della Regione Toscana Ugo Caffaz martedì 4 febbraio dal titolo “Una riflessione condivisa dopo il giorno della Memoria” (ore 15- Edificio D6 – aula convegni 018, via delle Pandette, 9). Il percorso “A futura memoria” è realizzato grazie all’omonimo Laboratorio permanente dell’Ateneo, rivolto agli studenti sui temi della memoria, dei diritti umani e del contrasto a razzismo e discriminazione e coordinato da Micaela Frulli e Luca Bravi, in collaborazione con Ugo Caffaz.

E' una giornata densa di appuntamenti quella che il Comune di San Casciano ha organizzato per ricordare le vittime dell'olocausto. Tre gli eventi che lunedì 27 gennaio dalle ore 11 alle ore 17, offriranno l'occasione di rievocare l'orribile bilancio di morte, seminato dal genocidio della seconda guerra mondiale, 15 milioni di vittime di cui circa 6000 appartenenti al popolo ebraico. La voce viva di chi ha subito, sofferto, di chi è stato coinvolto direttamente o indirettamente negli avvenimenti della tragedia, inviterà i cittadini ad interrogarsi ancora sul perché della Shoah e della persecuzione che la Germania nazista mise in atto ormai quasi 80 anni fa. L'amministrazione comunale ha scelto di ascoltare e trasmettere alcune delle pagine più buie della nostra storia attraverso il valore della testimonianza.

“Avremo l'onore di celebrare la nostra Giornata della Memoria al fianco di due novantenni Renata Meyer e Gigliola Sacerdoti Mariani, - annuncia l'assessore alla Cultura Maura Masini – ex insegnanti di origine ebraica, che sono riuscite a sottrarsi alle drammatiche vicende di persecuzione e deportazione, all'incubo dell'Olocausto che ha segregato e ucciso nei campi di sterminio milioni di persone ritenute inferiori per le loro origini etniche, i loro orientamenti sessuali, la loro fede. Mai stancarsi di fare domande, mai smettere di conoscere la storia, che seppur lontana, deve essere compresa e approfondita per evitare che gli errori commessi si ripetano”.

Il Comune di San Casciano aprirà la ricorrenza nazionale con un evento teatrale che ripercorre la storia della famiglia Modigliani, ideato e curato dall'attrice e regista Tiziana Giuliani e interpretato dal Teatro dei Passi Arca Azzurra Formazione con l'accompagnamento musicale di Filippo Burchietti e la consulenza storica dell'associazione Sgabuzzini storici e dell'Istituto Storico della Resistenza in Toscana. Lo spettacolo, che sarà messo in scena alle ore 11 sul palcoscenico del Teatro Niccolini, narrati anche attraverso le immagini tratte dall'archivio del gruppo culturale La Porticciola, è rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado. Le celebrazioni proseguono nel pomeriggio (partenza ore 16.30 da via Machiavelli) con il corteo istituzionale che dal palazzo comunale sfilerà per le vie del centro storico per raggiungere via Roma al numero civico 34 dove sono situate le pietre d'inciampo, incardinate nel selciato stradale, per ricordare e onorare la memoria di Giacomo Modigliani e Paolo Sternfeld, membri di due famiglie ebraiche residenti a San Casciano negli anni '43-44, deportati e vittime dell'Olocausto.

“In questa occasione scopriremo la targa commemorativa dedicata alle vittime della famiglia Modigliani - aggiunge l'assessore Masini - e accompagneremo l'evento perché la forza del ricordo abbia un'eco particolare tra le vie del centro con un intervento di musica classica eseguita dal vivo”. Si esibiranno Giancarlo Nunziata al clarinetto, Gabriele Cocchi al violoncello, Selenia Benzi al flauto. La giornata, alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, si concluderà alle ore 17 con la presentazione di un libro e alcune letture a cura di Renata Meyer e Gigliola Sacerdoti Mariani. Nei nuovi locali della biblioteca comunale Valeria Galimi, scrittrice e docente di Storia contemporanea all'Università di Firenze, presenterà il proprio libro “Sotto gli occhi di tutti. La società italiana e le persecuzioni contro gli ebrei" insieme al sindaco Roberto Ciappi, al presidente del Consiglio comunale Francesco Volpe e all'assessore alla cultura Maura Masini. L'iniziativa prevede gli interventi e le letture di Renata Mayer, tratte dal libro “Dieci marchi e un biglietto del treno. Diario di un bimbo in fuga dall'olocausto” e Gigliola Sacerdoti Mariani che citerà il volume “Testi e pre-testi della Giornata della Memoria della cultura ebraica”.

“È necessario che il ricordo che unisce il mondo il 27 gennaio si estenda tutto l'arco dell'anno - conclude il sindaco Roberto Ciappi - soggetti istituzionali, realtà del tessuto associativo e comunità civica hanno il dovere e la responsabilità di elaborare, riflettere, studiare gli avvenimenti del passato con l'obiettivo di trasmetterne gli insegnamenti alle nuove generazioni. Approfondire in particolare le vicende italiane e il rapporto tra il fascismo e gli ebrei deve diventare uno strumento educativo, un veicolo teso a promuovere e diffondere i valori della pace, del rispetto delle diversità e della dignità degli individui. L'espressione antisemitica che sfocia nel razzismo e nella xenofobia non appartiene solo alla storia. È qualcosa che viviamo ogni giorno nella realtà della non accettazione, della paura, dell'odio, della discriminazione rispetto a ciò che appare diverso da noi. Dobbiamo far capire ai nostri giovani che il ricordo delle vittime tocca tutti da vicino, compresi loro, in ogni momento della nostra vita e che l'indifferenza, quella zona grigia in cui tendiamo a nasconderci per non vedere chi viene emarginato, è il nostro peggior nemico da cui difenderci con la cultura della memoria e il valore della cooperazione, rispettosa e solidale”.

Empoli come sempre e come sta nel suo DNA antifascista, celebra il ‘Giorno della Memoria 2020’ con una serie di iniziative, patrocinate dal Comune di Empoli, realizzate nell’ambito del progetto ‘Investire in democrazia’, dedicate alle scuole secondarie di primo e secondo grado e a tutta la cittadinanza. «Il programma della giornata della memoria di quest'anno è molto ampio e completo. Tiene conto di tutti gli aspetti della deportazione: di quella ebraica, di quella dei rom Sinti, di quella omosessuale, di quella politica e approfondirà anche il tema della deportazione femminile – ha sottolineato il presidente del Consiglio Comunale di Empoli Alessio Mantellassi, delegato alla cultura della memoria - . Abbiamo voluto pensare eventi che parlassero alle scuole ma anche eventi che fossero rivolti a tutta la cittadinanza in modo da creare una proposta completa e rivolta a tutti. Parleremo di memoria usando il teatro, la musica, i libri, le conferenze. Ci tengo a ringraziare Aned, Spi, Auser, il centro giovani di Avane, gli scout, Giallo Mare Minimal Teatro, la nostra biblioteca comunale e il Centro Busoni che hanno contribuito e collaborato a far sì che il programma sia così vario e ricco di iniziative».

A Prato martedì 21 alla Sala Banti di Montemurlo e giovedì 23 gennaio alla Biblioteca Lazzerini sarà inaugurata (ore 10.30) la mostra "Facciamo Pace", con disegni dei bambini di tutto il mondo, proveniente da Matera. La mostra, visitabile fino al 16 febbraio, si arricchirà dei disegni dei bambini pratesi e sarà esposta poi a Sant'Anna di Stazzema il 12 agosto. Sempre giovedì 23 gennaio al Museo del Tessuto alle 16.30 si terrà il Consiglio comunale straordinario congiunto dei Comuni di Prato e Montemurlo sul tema della Giornata della Memoria. Parteciperà anche Tatiana Bucci, una delle tre sorelline su cui il dottor Mengele fece i suoi esperimenti genetici ad Auschwitz scambiandole per gemelle.

«Questa è la 20^ Giornata della Memoria dopo la sua istituzione nel 2001 da parte del presidente della Repubblica Ciampi - ha detto il presidente del Consiglio pratese Alberti - Al Museo del Tessuto, luogo di memoria per noi a causa degli arresti che qui vennero fatti il 7 marzo 1944, già nel 2006 la Regione Toscana organizzò un Consiglio regionale straordinario. Ricordare è un valore ancora più importante oggi, non solo per chi ha vissuto la tragedia della deportazione, ma anche perchè in Italia e in Europa sono tornati a riemergere rigurgiti di razzismo e intolleranza». «Si tratta di un'iniziativa in cui crediamo molto soprattutto per il valore educativo che la memoria ha - ha aggiunto la presidente del Consiglio di Montemurlo Palanghi - E' aperta a tutta la cittadinanza». «Il nostro non è solo un Museo, ma anche un centro di ricerca - ha affermato la presidente Aurora Castellani - per questo ogni anno arricchiamo il programma con eventi e temi legati alla contemporaneità, in modo da realizzare anche un percorso sulla pace come valore da custodire».

Il programma prosegue poi domenica 26 gennaio e domenica 2 febbraio alle 10.30 con le Visite guidate e monologo teatrale alle ex fabbriche Lucchesi e Campolmi, le "fabbriche di memoria" dove vennero in gran parte fatti i 133 arresti di operai pratesi deportati nei campi di lavoro nazisti, a cura di ArteMia e Spazio Teatrale. Allincontro, in collaborazione con il Museo di Figline, la Biblioteca Lazzerini e AnedDomenica 26 gennaio alle 15 la Marcia della Pace per le vie del centro storico, "E' la città giusta. Democrazia e Memoria", a cura del Coordinamento cittadino per la pace. Lunedì 27 gennaio, giorno dell'anniversario, al Mandela Forum di Firenze dalle 9.30 alle 13 il Meeting "Vite spezzate. Guerre, deportazioni, stermini", promosso dalla Regione Toscana in collaborazione con il MUseo della DEportazione di Figline. Parteciperanno 7 mila studenti da tutta la Toscana, di cui 380 da Prato, per incontrare testimoni di guerre, persecuzione razzista, esilio, Shoah e deportazione. Condurrà Adam Smulevich. A Prato alle 10 la tradizionale deposizione della Corona d'alloro al Monumento ai Caduti in piazza Santa Maraia delle Carceri e alle 18.30 da piazza del Duomo "Luci sulla memoria", la camminata per le vie di Prato in cui sono state poste le Pietre d'Inciampo, dedicate alle vittime della deportazione nei luoghi dell'arresto o in cui vissero. Infine il 13 febbraio alla Lazzerini alle 17.30 la presentazione del volume " Criminali nel campo di concentramento di Bolzano", di Costantino Sante, alla presenza dell'autore. Parteciperanno il prof. Filippo Focardi dell'Università di Padova, il presidente di Aned nazionale Dario Venegoni, il presidente dell'Istituto Toscano della Resisenza Giuseppe Matulli, l'assessore alla Cultura Simone Mangani e Camilla Brunelli, direttrice della Fondazione Musro della Deportazione di Figline.

Il Comune e la Prefettura di Pisa, in collaborazione con Questura di Pisa, Provincia di Pisa, Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, Ufficio scolastico regionale, Comunità Ebraica di Pisa, Cise (Centro interdipartimentale di studi ebraici), Anpi sezione di Pisa, Cineclub Arsenale e Coop Culture organizzano un intenso programma di iniziative che partiranno da lunedì 20 gennaio e si concluderanno giovedì 30 gennaio.

Nell’ambito delle iniziative organizzate per il Giorno della Memoria 2020, si correrà a Livorno la quarta edizione della Run for Mem, “la corsa per la memoria”, organizzata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con la Comunità Ebraica di Livorno ed il Comune di Livorno. Una manifestazione aperta alla cittadinanza all’insegna dello sport, che nasce con l’intento di ricordare i drammatici eventi della Shoah.

“In tanti finora hanno pensato che Amedeo Modigliani fosse un “livornese per sbaglio”, nato qui, ma diventato genio grazie a Parigi. Così come si è sempre poco riflettuto sul fatto che fosse ebreo. In realtà Modigliani era un livornese e un livornese ebreo “quintessenziale”. Diventato quello che è diventato anche grazie alla sua formazione di ebreo nella comunità ebraica livornese e più in generale nella comunità di Livorno, che ha una storia unica e particolare, un passato di città moderna, cosmopolita, crocevia di genti e culture diverse ”. Ed è per questo che, ha spiegato in una conferenza stampa l'assessore alla Cultura Simone Lenzi, per coronare un lavoro partito con la mostra al Museo della Città “Modigliani e l'avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre” (in corso fino al 16 febbraio), il Comune di Livorno organizza un convegno internazionale dal titolo emblematico:Modigliani ebreo livornese. Storia familiare e formazione di un genio”. A 100 anni dalla scomparsa di Modigliani, il 22 e 23 gennaio prossimi si riuniranno a Livorno, al Museo provinciale di Storia Naturale (via Roma, 234), studiosi e ricercatori di prestigiose università e istituti di ricerca d'Italia, Francia, Israele ed USA. I nomi sono quelli di Ariel Toaff, Dora Liscia, Marc Restellini, Asher Salah, David Meghnagi, Furio Aharon Biagini, Clémence Boulouque, con contributi del genealogista livornese Matteo Giunti, del collezionista di foto dell'800 livornese Mario di Chiara, della docente del liceo classico Maria Antonietta Monaco che ha ritrovato le pagelle scolastiche di Amedeo Modigliani. Previsto anche un intervento musicale di Giada Liscia Garrison e Roberto Sbolci. Ideato dall'assessore Lenzi insieme a Marc Restellini, il convegno ha la cura scientifica di Paolo Edoardo (Pardo) Fornaciari, docente all'UNI.Salento ma soprattutto grande conoscitore e appassionato di bagitto, il dialetto giudeo-italiano utilizzato dagli Ebrei in Italia e in Toscana in senso lato e in senso stretto dalla comunità di Livorno. “Non solo vogliamo che la città di Livorno si riappacifichi con questa figura straordinaria, cosa non avvenuta nel 1984 per il centenario della nascita – ha aggiunto Lenzi - ma desideriamo rovesciare un paradigma. E' evidente che la scelta di Modigliani di partire per la Ville Lumiere sia stata fondamentale, era la città dove “le cose succedevano”. Però è stato a Livorno, dove è cresciuto in una famiglia ebrea colta e cosmopolita, che ha sviluppato delle conoscenze e competenze che, unite ovviamente al suo personale talento, gli hanno consentito di “sfondare a Parigi”, di diventare il genio Modì”. Estremizzando, come ha detto Pardo Fornaciari, “vogliamo anche riflettere sul fatto che non fu solo Parigi a influenzare Modigliani, chiediamoci al contrario quanto Modigliani, con la sua visione del mondo costruita a Livorno, abbia contribuito alla formazione di altri artisti di Montparnasse (in primis il suo amico Soutine) che, non dimentichiamolo, erano tutti ebrei. Se non fosse andato a Parigi quell'ebreo livornese, gli altri artisti di Montparnasse sarebbero diventati quelli che sono diventati?”.

Redazione Nove da Firenze