​Allerta alimentare su gnocchi di patate per contaminazione

Scatta il ritiro degli gnocchi italiani "Mamma Gina". Lo segnala l'Ufficio federale della sicurezza alimentare tedesco


Il comunicato diffuso dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare tedesco è molto chiaro e non lascia spazio a dubbi. In due tipi di gnocchi prima del consumo sono state trovate tracce di Bacillus cereus.

Tutti i lotti in commercio possono essere contaminati microbiologicamente e per questo motivo il produttore ha ritirato dai tutti i punti vendita i prodotti interessati ancora esposti sugli scaffali. I supermercati a loro volta dovrebbero avere sbandierato un cartello per avvisare i clienti. 

Più in dettaglio, si tratta degli gnocchi di patate italiane dei marchi "Gut & Günstig" e "Mamma Gina" con date di scadenza dal 15 ottobre al 3 dicembre 2014, prodotti per Edeka

. Queste confezioni di gnocchi erano in vendita presso alcune filiali nelle città Baden-Württemberg, Baviera, Berlino, Brandeburgo, Amburgo, Assia, Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Niedersachsen, Nordrhein-Westfalen, Rheinland-Pfalz, Saarland, Sassonia, Sassonia-Anhalt, Schleswig-Holstein, Turingia. Il Bacillus cereus è un batterio patogeno che produce tossine responsabili di intossicazioni alimentari. Recentemente sono stati sviluppati nuovi e più efficienti metodi per rilevare la presenza di ceppi patogeni.

Il Bacillus cereus è comunemente presente nel suolo e nella polvere. Esso contamina frequentemente alimenti a base di riso, e occasionalmente pasta, carne e vegetali, prodotti lattiero-caseari, minestre, salse, dolciumi che non sono stati raffreddati rapidamente ed efficacemente dopo la cottura e/o adeguatamente conservati.B. cereus è comune negli alimenti, dove forma spore resistenti alla maggior parte dei processi di risanamento, e dove è in grado di moltiplicarsi durante la conservazione. Tuttavia, esistono diversi ceppi di B. cereus: alcuni sono innocui, altri responsabili di intossicazioni alimentari anche fatali. Attualmente non sono disponibili metodi in grado di distinguere tra ceppi virulenti e non-virulenti. La disponibilità di metodi per la identificazione di tossine emetiche (responsabili soprattutto di vomito) e di enterotossine (che causano intossicazioni diarroiche, con sintomi quali diarrea e dolori addominali) aiuterà coloro che si occupano di gestione della sicurezza, nelle aziende e nei settori di salute pubblica, per determinare il pericolo di B. cereus negli alimenti e, di conseguenza, per ridurre il problema delle intossicazioni alimentari. Bacillus cereus è causa di due tipi di intossicazioni alimentari: una, ad effetto emetico (vomito), dovuta all'ingestione di una tossina a basso peso molecolare presente nell'alimento. L'altra di tipo diarroico è dovuta all'ingestione di cellule/spore batteriche capaci di produrre enterotossine, proteine a alto peso molecolare, nell'intestino tenue.

I sintomi provocati dall'intossicazione diarroica mimano gli stessi provocati dall'intossicazione da Clostridium perfringens. La sindrome si manifesta con diarrea acquosa, forti crampi addominali e talvolta sotto forma di nausea e vomito. Il periodo di incubazione varia tra le 6 e le 15 ore dopo il consumo degli alimenti contaminati, I sintomi persistono per 20-24 ore. La tossina emetizzante, caratterizzata da nausea e vomito, differisce dalla diarroica perché provoca una sindrome molto più acuta con un periodo di incubazione non superiore alle 6 ore dal momento di ingestione del cibo. Occasionalmente si possono manifestare crampi addominali e diarrea. La durata dei sintomi e comunque generalmente inferiore alle 24 ore.

La sintomatologia e peraltro molto simile a quella dall'intossicazione da Staphylococcus aureus. Alcuni ceppi di B. subtilis e di B. licheniformis isolati da agnello e da pollo sono stati riscontrati positivi nella formazione di tossine termo stabili simili alla tossina emetica prodotta da B. cereus.

Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” rilanciando l'allerta riportata dal portale del governo tedesco su Lebensmittelwarnung.de, invita i consumatori ad "Astenersi dall’acquisto del lotto degli gnocchi interessato invitando chi lo ha già effettuato a non utilizzare il prodotto e a riconsegnarlo al punto vendita, per il rimborso o la sostituzione.
Per evitare futuri problemi, aziende ed autorità non possono dare per scontato che i prodotti alimentari siano tutti e sempre sicuri; servono verifiche sul campo approfondite, sui processi e sui controlli, in laboratorio e a tavolino. Sono episodi del tutto evitabili, se si procede nella maniera giusta. L’altra cosa da ribadire è che gli gnocchi non coinvolti si possono mangiare con serenità".

L'azienda Domaine du Pic ha annunciato il ritiro di una partita di uova dei suoi marchi Oro giallo, uovo Dordogne e Domaine du Pic, venduti nelle regioni della Corrèze, Dordogne, Charente e Lot.
La società è preoccupata per la presenza di salmonelle, batteri che possono causare infezioni potenzialmente gravi nei giovanissimi e nei soggetti più deboli. Le uova commercializzate in scatole da 6, 10, 12, 24, 30, o addirittura in massa, la cui scadenza è fissata entro il 14/11/2014, riportano il codice DCA02. I prodotti sono stati venduti "nei supermercati o negozi di alimentari, come i macellai"
"Si raccomanda alle persone che detengono prodotti appartenenti al lotto sopra descritto di non consumare e distruggerle, o di chiederne il rimborsare", consiglia la società in un comunicato.

"Le intossicazioni alimentari causate da salmonella risultano da disturbi gastrointestinali spesso accompagnati da febbre entro 48 ore dopo il consumo di prodotti contaminati. I sintomi possono essere aggravati nei bambini piccoli, pazienti immunocompromessi e anziani ", dice la nota. "Le persone che hanno consumato le uova in questione e che presentano questi sintomi dovrebbero consultare il proprio medico e richiamare l'attenzione di consumatori".
L'allerta in questione, sottolinea Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti" risulta pubblicata sul sito istituzionale del governo francese che si occupa di allerte alimentari http://prodotto//alimentation.gouv.fr/alerte. "La nostra associazione, quindi, dato anche il risalto che ha avuto questa notizia al di là delle Alpi, ritiene utile informare anche i nostri connazionali che si trovano in Francia e che non potrebbero essere messi a conoscenza in virtù della circostanza che l'allerta è indicata in lingua francese".

Redazione Nove da Firenze