Pisa, 2 febbraio 2026 - “Gli anni passano, ma il caro energia continua a pesare come un macigno sui conti delle imprese e in particolar modo su quelle del Terziario, che pagano praticamente il triplo rispetto ai nostri vicini europei: un gap inaccettabile che penalizza interi settori e svantaggia i nostri imprenditori”. Esprime tutta la sua preoccupazione il presidente di Confcommercio Pisa Stefano Maestri Accesi in seguito al rapporto dell'Osservatorio Confcommercio sull'impatto dei prezzi dell'energia.
“In media, nel 2025, la bolletta elettrica delle imprese del terziario risulta più alta del 28,8% rispetto al 2019, considerato l’ultimo anno “normale” prima della pandemia e delle successive turbolenze dei mercati energetici, mentre l'aumento per il gas arriva addirittura al 70,4%. Un'impennata che, sommando i costi della bolletta elettrica con quella del gas dell’ultimo trimestre 2025, vede tra i settori più penalizzati gli alberghi di medie dimensioni con 9.117 euro di spesa media mensile, i negozi di grandi dimensioni (5.979 euro), gli hotel di piccole dimensioni (5.263 euro), i negozi alimentari (2.334 euro), i ristoranti (2.083 euro), i bar (1.009 euro), i negozi non alimentari (855 euro)”
“Un quadro che dimostra come il caro energia rappresenti ancora un freno alla competitività delle imprese e che ci lascia ancor più sbigottiti nel confronto con gli altri Paesi europei. Nel 2025 il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia all’ingrosso è maggiore del 79,6% rispetto alla Francia, del 78,7% rispetto alla Spagna e del 27% rispetto alla Germania, mentre tra il 2019 e il 2025 l’energia elettrica in Italia è aumentata del 122%, quasi il doppio rispetto alla Francia (+64%) e tre volte e mezzo rispetto alla Spagna (+36%)”.
“Dal 2022 la tempesta del caro-energia non accenna a placarsi e i costi così elevati continuano a compromettere l'attività e la competitività delle oltre 40 mila imprese della nostra provincia” - afferma il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli - “Per provare a invertire la rotta serve necessariamente un intervento strutturale. Confcommercio ha inviato una lettera al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per sollecitare l’adozione di strumenti strutturali a tutela delle imprese, in particolare delle piccole e medie, dove si sottolinea la necessità di rendere permanenti gli interventi sugli oneri di sistema e di avviare una riforma del mercato elettrico, che consenta il disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas e che possa garantire alle pmi prezzi più stabili e sostenibili”.