Michelangelo, Firenze celebra nuovamente i funerali dopo 450 anni

​Un progetto a cura di Sergio Risaliti e Umberto Montano


Il 14 luglio 1564 si celebravano nella Basilica di San Lorenzo a Firenze le esequie funerali di Michelangelo, morto quasi novantenne nella sua casa romana di via Macel de’ Corvi il 18 febbraio di quello stesso anno.

La celebrazione e gli apparati furono organizzati dall’Accademia delle Arti del Disegno, di cui il Buonarroti era primo accademico – “principe” – e insuperabile riferimento artistico. Momento cruciale dell’evento fu la recita dell’Orazione Funerale scritta e recitata da Benedetto Varchi. Quattro mesi prima tra il 7 e il 10 marzo, la salma dell’artista era stata trasportata in una cassa incerata a Firenze dal vetturino Simone da Berna, che abitualmente recava a Michelangelo i doni del nipote. Nelle Memorie fiorentine si legge: “X di Marzo 1564, venerdì a ore 20 arrivò in Firenze il cadavere di Michelagniolo Buonarroti, trafugato di Roma da Lionardo, suo nipote in una balla di mercanzia. Fu ritrovato incorrotto in una cassa di legname soppannata di piombo ed era vestito con un robone di damasco nero e cogli stivali e gli sproni in gamba, ed in capo un cappello di seta all’antica col pelo lungo di felpa nera. Fu portato a dirittura nella Compagnia dell’Assunta dietro S.Pier Maggiore. XII Marzo fu portato a S.ta Croce”.
Vasari scrive che il duca Cosimo aveva deciso di far rientrare il corpo del defunto in patria dove onorarlo con “ogni sorte di pompa”. Si decise allora di trasportarlo “ad uso di mercanzia… in una balla segretamente”. La decisione di portare la salma a Firenze fu presa anche per rispettare la volontà dell’artefice che avrebbe desiderato essere sepolto in patria. La segretezza fu opportuna per evitare batatglie legali con Roma e con la Chiesa. La salma di Michelangelo venne, così, accolta dall’Accademia delle Arti del Disegno al gran completo. All’apertura della cassa assistettero tra gli altri Giorgio Vasari, Bartolomeo Ammannati, Agnolo Bronzino e Benvenuto Cellini.

Il 14 luglio la Basilica, come narra il Vasari, fu decorata con mortori, simboli e allegorie apologetiche o malinconiche, tra esaltazione della fiorentinità del genio, quella dell’Accademia delle Arti del Disegno e dei Medici, assieme a una devota e pia glorificazione delle virtù morali e cristiane dell’uomo Buonarroti. Il quartiere di San Lorenzo e la piazza del Mercato ottocentesco, il sagrato della Basilica saranno teatro a cielo aperto di una serie di eventi colti e popolari assieme organizzati per ricordare Michelangelo, la sua vita e la sua opera, il trafugamento della salma “ad uso di mercanzia” e la celebrazione funerale dell’artista, avvenuta 450 anni orsono proprio nella Basilica cara ai Medici, laddove Michelangelo ha consegnato alla storia alcuni dei suoi massimi capolavori architettonici e scultorei (Sagrestia Nuova, Recetto e Biblioteca Laurenziana, Tribuna delle Reliquie).

Letture e proiezioni sulla facciata e sul sagrato della Basilica, faranno da spettacolare cornice ad una serie di performance di piazza e di strada che animeranno il quartiere di San Lorenzo e le vie di accesso a questo cuore popolare della città, di cui anche il Mercato rappresenta l’anima culturale e lo spazio pubblico di aggregazione sociale. Scartata la retorica ‘pomposa’ dei secoli passati, evitati gli apparati funerei, l’esequie si trasformano in un omaggio alla poesia del genio, alla sua inarrivabile espressione artistica; sono l’occasione per intrecciare tra loro gli aspetti più quotidiani della vita, la cultura materiale, con le forme artistiche di oggi e quelle di ieri. Prendendo spunto dai termini usati da Giorgio Vasari per descrivere la modalità con cui venne scelto di trafugare la salma dell’artista – “ fu ad uso di mercanzia mandato in una balla segretamente”- si è scelta una dimensione poetica ‘povera’ per onorare e celebrare la dimensione più nobile e metafisica dell’opera del genio quadrupilce ( pittore-scultore-architetto e poeta), il quale veniva percepito già nel Cinquecento quale essere superiore”. “Michel più che mortal Angel divino”, come ebbe a scrivere l’Ariosto.

Durante la NOTTE DI MICHELANGELO verranno effettuate proiezioni video sulla facciata della Basilica, un progetto multimediale a cura di Vincenzo Capalbo e Artmedia Studio. L’intero ciclo della vita e delle opere del Buonarroti appariranno in forma spettacolare su quella facciata che per molti anni impegnò l’artista fiorentino in un progetto rimasto solo sulla carta e senza esito alcuno. Il progetto visivo vuole essere un modo coinvolgente di narrare per immagini la biografia del genio, per avvicinare il grande pubblico alla ‘interiorizzazione’ delle sublimi fantasie artistiche di Michelangelo. Momento cruciale sarà le lettura di stralci dell’Orazione Funerale di Benedetto Varchi, con Maurizio Lombardi che nelle vesti del grande letterato cinquecentesco farà rivivere parole ed emozioni del 14 luglio 1564.
Per celebrare il connubio tra arte e vita, tra cultura materiale e espressioni dello spirito, saranno lette sul sagrato rime e lettere del Buonarroti, in un confronto vertiginoso tra alti concetti e terrene preoccupazioni. Parteciperanno alla lettura pubblica: Cristina Acidini, Riccardo Bruscagli, Francesca Campana, Marco Casamonti, Andrea Di Bari, Eugenio Giani, Umberto Montano, Adolfo Natalini, Sergio Risaliti e Daniela Tamborino.La notte di Michelangelo sarà anche notte di musica. Sempre sul sagrato si terrà un concerto per pianoforte e mezzosoprano; protagonisti assoluti saranno Riccardo Sandiford e Anastasia Boldyreva, con un programma intitolato Nel silenzio della notte misteriosa, da loro immaginato come corollario alla rievocazione delle esequie michelangiolesche, al contesto ( Sagrestia Nuova), al tema suggestivo delle Notte, a quello cristiano del trapasso su cui si concentrò Michelangiolo negli ultimi anni della sua lunga carriera. Il sagrato di San Lorenzo ospiterà in via del tutto eccezionale una copia in marmo 1:1 della Pietà vaticana di Michelangelo. Il manufatto, elaborato dai maestri scalpellini degli Studi d’Arte Cave Michelangelo, sarà finito e lucidato in diretta ai piedi della facciata della Basilica: un’azione di alto artigianato artistico, utile a far comprendere il processo esecutivo sul marmo e l’approccio ai materiali di antica tradizione. Al contempo sulla facciata saranno proiettate immagini di disegni di blocchi schizzati dal Buonarroti e alcune delle sue sculture in cui si fa evidente la dialettica tra parti finite del marmo e altre lasciate scabre, il così detto “non finito Michelangiolesco”. Il titolo della performance “lieva oggi questo e spiana qui, pulisci qua” è un celebre ammonimento di Michelangelo Buonarroti rivolto a uno dei suoi assistenti durante la prima sbozzatura del blocco.
Tra le cronache musicali immortali, che il pianista e compositore ungherese Franz Liszt ha consegnato alla storia della letteratura pianistica, non poteva mancare un’opera dedicata a Michelangelo Buonarroti. Negli Années de Pelerinage (Deuxième Année), raccolta di brani interamente ispirati ai viaggi in Italia, Liszt, oltre a soffermare la sua penna musicale sulle bellezze italiche, sulle opere di Raffaello, sulle letture dantesche e di Petrarca -del quale musica ben tre sonetti-, rimane colpito profondamente dalla Sagrestia Nuova e nella fattispecie dalla scultura che ritrae Lorenzo de’ Medici Duca di Urbino, detto il “pensieroso”, nonché dalla quartina michelangiolesca, originariamente riferita alla scultura La Notte, posta sul sepolcro di Giuliano de’ Medici Duca di Nemours. Nasce così Il Pensieroso, breve brano a carattere di marcia funebre.

Dopo quasi 150 anni, ad un anno dalla sua morte (1975), il compositore russo Dmitrji Šostakovič, oramai fortemente malato, si immerge nella lettura dei componimenti poetici di Michelangelo (tradotti in russo) e seleziona 11 liriche dando così vita alla Suite Michelangelo op. 145. Il nono “Lied”-La Notte - è un esempio sconvolgente di come la modernità del linguaggio musicale di Sostakovic possa compenetrarsi perfettamente alle rime cinquecentesche del Buonarroti, svelando profonde analogie con il grande artista italiano: la stessa capacità di rivolgersi al mondo interiore dell’uomo confrontandolo e proiettandolo nell’universale. Come scrisse Šostakovič: “Non sta a me giudicare il risultato. Per quanto mi sembra, l’essenziale è venuto fuori. E l’essenziale nelle rime mi è sembrato quanto segue: la Saggezza, l’Amore, la Creazione, la Morte, l’Immortalità”. 4Nell’occasione sarà evocato il trafugamento della salma e l’arrivo in Firenze, il legame tra Santa Croce dove le spoglie furono portate e poi tumulate, e San Lorenzo dove l’artista fiorentino venne onorato gloriosamente il 14 luglio di 450 anni fa. Con una vera e propria performance urbana, Giancarlo Cauteruccio, regista, artista multimediale, attore tra i più celebri del panorama italiano, si sposterà da Piazza Santa Croce ( dove alle 18 verrà celebrata una Santa Messa per Michelangelo Buonarroti) alla Piazza del Mercato di San Lorenzo, dove le “mercanzie” saranno scaricate: tra i sacchi di ceci e “pisegli”, e i fiaschi di trebbiano e mercanzie citate nelle lettere del Buonarroti), troveranno posto anches acchi e caratelli ricolmi di pere, come quelle che il Buonarroti donò al Papa nel 1548: “Io ebbi il caratello delle pere che furono ottantasei; manda’ne trentatre al Papa: parvo’gli belle e èbele molto care. Del caratello del cacio, la Dogana dice che quel vetturale è un tristo, e che in dogana non le portò; in modo che, com’io posso sapere che e’ sia a Roma, io gli farò quello che merita, non per conto del cacio, ma per insegniarli far poca stima degli uomini...”

Durante il tragitto, percorso su un carro trainato da una coppia di buoi, Giancarlo Cauteruccio leggerà al pubblico stralci dalla Vita di Michelangelo scritta da Ascanio Condivi. Un viaggio in compagnia del genio, la cui memorabile carriera e vicenda umana rivivrà attraverso la voce dell’attore e regista fiorentino e le parole del biografo michelangiolesco. Il maestro orafo Penko ha realizzato per l’occasione una riproduzione celebrativa del Fiorino, limitata e contrassegnata con l’immagine della Basilica di San Lorenzo e con il titolo dell’evento: Ad uso di mercanzia Michelangelo trafugato. Piazza del Mercato e il Mercato stesso parteciperanno all’evento animandosi e accogliendo i figuranti del Calcio Storico Fiorentino che raggiungeranno il quartiere da Piazza Unità d’Italia, Via Sant’Antonino e via Rosina.
Cibi e sapori del cinquecento saranno evocati in uno scenario arricchito dalla presenza degli sbandieratori e dalle madonne fiorentine in gran parata, addobbi floreali e altri apparati decorativi arricchiranno fastosamente lo scenario urbano.

Redazione Nove da Firenze