Giornata del Papa: 70 mila telefonate alle famiglie fiorentine

Il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale dal 9 al 13 novembre alla Fortezza da Basso. Questa mattina a palazzo Panciatichi religioni a confronto sulla sfida radicale di Francesco I. Firmato il protocollo d’intesa per la realizzazione della Scuola per l’educazione al dialogo interreligioso e interculturale. Domani il Museo di Palazzo Vecchio aperto dalle 9 alle 23


Dopo Roma (1976), Loreto (1985), Palermo (1995) e Verona (2006), è la volta di Firenze. Sul tema In Gesù Cristo il nuovo umanesimo, si svolgerà alla Fortezza da Basso il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale. Il pontefice è atteso a Firenze il 10 novembre. Il Convegno affronterà il trapasso culturale e sociale che caratterizza il nostro tempo e che incide sempre più nella mentalità e nel costume delle persone, sradicando a volte principi e valori fondamentali per l’esistenza personale, familiare e sociale. A testimonianza del valore ecumenico dell’evento esteso anche ad altre religioni, il programma di giovedì 12 novembre prevede, dopo la preghiera presieduta da S.E. mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, due riflessioni spirituali affidate a Gheorghi Blatinski, arciprete della Chiesa Ortodossa russa di Firenze e a Letizia Tomassone, pastore della Chiesa Valdese di Firenze. A seguire i saluti di Joseph Levi, rabbino capo della Comunità Ebraica di Firenze, e di Izzedin Elzir, Imam di Firenze e presidente dell’UCOII (Unione Comunità Islamiche d’Italia). Il Convegno si concluderà con la sintesi dei lavori delle cinque vie affidate a don Duilio Albarello (uscire), Flavia Marcacci (annunciare), Adriano Fabris (abitare), suor Pina Del Core fma (educare), Fr. Goffredo Boselli (trasfigurare). Le conclusioni sono affidate al presidente della Cei, il card. Angelo Bagnasco.

Quasi 70mila famiglie sono state raggiunte dall’alert system attivato per dare tutte le informazioni necessarie per la giornata fiorentina del Papa del 10 novembre prossimo. L’obiettivo è quello di informare su quali strade ci saranno divieti di sosta e di transito, indicare ai cittadini i parcheggi straordinari per la sosta individuati dal Comune, ed aggiornare sulle modifiche alla viabilità previste per la visita di Papa Francesco. In particolare, i messaggi hanno raggiunto il 52,79% delle famiglie, il 53,88% delle aziende e il 64,51% dei cellulari degli utenti che si sono registrati da web e che hanno scaricato l’app. In questo momento sono partite le chiamate mirate per le nove aeree di sosta con disposizioni straordinarie di cambi di sosta e viabilità. Per riascoltare il messaggio si può chiamare lo 055 3913800.

Un luogo di alta formazione culturale e professionale che promuoverà occasioni di studio e d’incontro per giovani dirigenti culturali e politici di tutto il mondo, soprattutto coloro che provengono da zone di conflitto. È la Scuola fiorentina per l’educazione al dialogo interreligioso e interculturale che fonda le sue radici nel forum Unity in diversity. Stamani è stato firmato lo schema del protocollo d’intesa tra i capi delle comunità cattolica, ebraica e islamica per la realizzazione dell’istituto da parte del sindaco Dario Nardella, del cardinale arcivescovo Giuseppe Betori, del rabbino Joseph Levi e da Musa Mohammad, delegato dall’imam Izzedin Elzir. La Scuola fiorentina per l’educazione al dialogo interreligioso avrà come scopo fondamentale “lo studio e la promozione del dialogo tra culture”, la “comprensione e l’interazione positiva e cooperativa fra persone appartenenti a differenti tradizioni religiose” e il “conseguente rispetto e valorizzazione interculturale”. L’istruzione, la conoscenza e “la condivisione delle ricchezze etiche, religiose e identitarie, custodite in ogni cultura del mondo saranno i valori e le leve attraverso le quali la Scuola si farà portavoce di concetti inalienabili” di crescita e sviluppo umano come la coesione, la pace, lo scambio, il dialogo sociale. Contro “ogni stereotipo culturale e intolleranza etnica e religiosa”.
“Il progetto di realizzare in città questa Scuola conferma e promuove il ruolo di Firenze come città simbolo della cultura e della crescita umanistica” ha detto il sindaco Dario Nardella. “L’amministrazione comunale intende favorire lo sviluppo sul proprio territorio di azioni utili all’integrazione delle varie realtà culturali presenti nella città e alla realizzazione dei diritti reali di cittadinanza di tutte le comunità - ha aggiunto Nardella -, contribuendo all’eliminazione degli ostacoli che si frappongono alla loro integrazione sociale e culturale, anche attraverso lo studio e la promozione del dialogo tra culture, la comprensione e l'interazione positiva e cooperativa fra persone appartenenti a differenti tradizioni religiose, ed il conseguente rispetto e valorizzazione interculturale”.
“La firma di questo progetto, che vorrà comunicare pace e istruzione, è un’occasione che ci permette di far conoscere il lavoro che stiamo facendo giorno per giorno - ha detto il rabbino Joseph Levi -. A Firenze il dialogo tra le nostre comunità va avanti da tempo ma adesso, con la firma di questo protocollo, vogliamo fare un passo in avanti proponendo canali di educazione e formazione per il dialogo interreligioso a tutti, compresi i rappresentanti delle istituzioni pubbliche. La lotta per il dialogo e la pace deve passare attraverso la conoscenza e l’educazione, dinamiche sociali positive e la formazione psicologica e sociologica e attraverso valori di umanità, di democrazia, di ascolto dell’altro”.
“È un atto importante che dobbiamo all’intuizione e alla volontà del rabbino Levi che ha voluto far fare un passo ulteriore alla collaborazione tra le religioni che ha una lunga storia in questa città - ha affermato il cardinale Giuseppe Betori -. Le religioni non possono fare molto dal punto di vista politico per la pace ma possono, e debbono, fare molto dal punto di vista della formazione e dell’educazione. Perché senza formazione ed educazione non ci saranno né trattati né iniziative che potranno rendere stabile la pace nel mondo. Perché quest’ultima nasce dalle menti e dai cuori delle persone e solo cuori formati potranno diffondere pace nel mondo. Abbiamo aderito con molto piacere a questa iniziativa e alla quale contribuiremo con tutte le nostre possibilità e forze”.
“Ringraziamo il sindaco per Unity in diversity - ha detto Musa Mohammad - un convegno ricco che porta avanti il dialogo per la pace”.
La Scuola, si legge nel protocollo d’intesa, “offrirà ai giovani che la frequenteranno gli strumenti e la metodologia per poter diffondere, nei paesi di origine e a livello internazionale, il patrimonio di conoscenze e di cultura interreligiosa e interculturale acquisite durante la frequentazione dei corsi e la permanenza nella scuola fiorentina”. In base al protocollo sottoscritto nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, il Comune e i capi delle comunità religiose cattolica, ebraica e islamica “si impegnano a proseguire il percorso di collaborazione già iniziato, seguendo un iter condiviso e sviluppando la progettualità” con “un gruppo di lavoro comune”.

Rappresentanti delle maggiori religioni del mondo riuniti a confronto a palazzo Panciatichi, sede del Consiglio regionale della Toscana, a Firenze per dialogare con la lettera enciclica di Papa Francesco, Laudato si’. L’amore per la natura come risposta radicale per contrastare “i crimini contro la natura”, una ecologia integrale che passa attraverso “tenerezza, compassione e preoccupazione per gli esseri umani”, senza le quali non ci può essere un “autentico sentimento di intima unione con gli altri esseri della natura”. Di qui, l’idea dell’incontro di questa mattina, realizzato in collaborazione dalla consigliera Ilaria Bugetti, già sindaco di Cantagallo (Prato) e oggi membro dell’Assemblea legislativa toscana in questa decima legislatura, e la comunità religiosa dei “Ricostruttori”, che ripropone i valori del primo cristianesimo in pieno spirito ecumenico. Svamini Hamsananda Giri (Unione Induista Italiana), Losan Gompo Longo (Unione Buddista Italiana), Beniamino Santarlasci (Comunità Ebraica Fiorentina), Guidalberto Bormolini (sacerdote e monaco cristiano), Hamdan Al-Zeqri (Comunità islamica di Firenze) si sono seduti questa mattina allo stesso tavolo. “È la prima volta che un incontro di questo tipo avviene in una sede istituzionale”, ha dichiarato Ilaria Bugetti in apertura dei lavori. Quella che ci ha lanciato Papa Francesco è una sfida universale, che riguarda tutti e ciascuno deve raccogliere, a qualunque religione appartenga”. Quello che inizia oggi, prosegue la consigliera “è un cammino che dovremo proseguire, perché senza dialogo e confronto non si costruiscono percorsi di pace”. Questo tocca anche alle istituzioni, che “hanno un grande compito, garantire la libertà a chiunque professi la propria religione”. A conclusione dell’incontro, “Un amore cosmico – i più bei versi d’amore per la natura tratti dalle grandi religioni”, performance dell’attrice teatrale Elisabetta Salvatori, accompagnata dal violino di Matteo Ceramelli. Una mattinata di dialogo fatta di alti pensieri, letture, poesie. “Una bella occasione colta a due giorni dalla visita di Papa Francesco a Firenze, che arriva a 29 anni da quando papa Giovanni Paolo II venne anch’egli ad incontrare i fiorentini”, ha osservato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, giunto a portare i saluti dell’Assemblea toscana. “Questo incontro riprende lo spirito della Toscana e di Firenze, che nel suo messaggio più alto, attraverso l’arte del Rinascimento, ha saputo cogliere il senso del rapporto dell’uomo con la natura”, ha proseguito Giani, che ha fatto riferimento al Concilio di Firenze, quando “dal febbraio al luglio del 1439 partì da qui un messaggio ecumenico, di ricerca di convergenze e, possibilmente, di unità”.

In occasione del V Convegno ecclesiale nazionale, domani il Museo di Palazzo Vecchio sarà aperto dalle 9 alle 23, anziché fino alle 19 come previsto dall’orario invernale in vigore da ottobre a marzo

Redazione Nove da Firenze