Vino, i segnali di rilancio cominciano dal Vermentino

Iniziato a Alberese il simposio internazionale sul vitigno mediterraneo. Crescono le produzioni, si studiano nuovi percorsi di valorizzazione .


Il rilancio del vino parte da uno dei più apprezzati tra i bianchi mediterranei, il Vermentino.
Negli ultimi anni questo vitigno autoctono, che in Italia è diffuso soprattutto in Sardegna, Toscana e Liguria, sta gradualmente aumentando i suoi favori tra il pubblico in parallelo a una costante crescita delle sue produzioni. Un successo di nicchia, certo, ma che, proprio per questo merita di essere sostenuto: si inserisce in questa prospettiva il simposio internazionale sul Vermentino che si è aperto oggi a Alberese presso l'azienda agricola regionale.

Organizzato dall'Arsia (Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione in campo agricolo) il simposio vede presenti, per la prima volta, autorevoli enologi e tecnici provenienti dall'Italia e dalla Francia, principali Paesi produttori, ma anche dall'Australia e dalla California, oltre a rappresentanze di viticoltori e delle istituzioni delle principali regioni produttrici.

"Dopo aver studiato e valorizzato il vitigno delle colline, il Sangiovese, cui abbiamo dedicato ben tre simposi, ora tocca al vitigno della costa, il Vermentino. Grazie a una partecipazione scientifica di elevatissima qualità - sottolinea Maria Grazia Mammuccini, direttore Arsia - vogliamo innanzitutto approfondire dal punto di vista scientifico le tematiche viticole ed enologiche del Vermentino; in particolare ci interessa focalizzare lo stato delle tecniche di coltivazione e di trasformazione attualmente adottate e mettere insieme tutte le informazioni sulle potenzialità offerte dalla ricerca per verificare i margini di miglioramento possibili sul piano qualitativo. Inoltre vogliamo favorire anche una maggiore azione divulgativa: questo vino può infatti allargare i suoi spazi sul mercati".

Stamani, dopo i saluti delle autorità, sono cominciati i lavori che si sono concentrati da un parte sulle caratteristiche del vitigno, con attenzione agli aspetti agronomici e ambientali della coltivazione e dall'altra sulle tecnologie enologiche utilizzabili per le produzioni. I temi scientifici saranno al centro anche della seconda giornata nella quale uno spazio sarà dedicato anche agli aspetti di marketing e di comunicazione del prodotto.

Il simposio si concluderà nel pomeriggio di domani con una degustazione di vini a base di Vermentino guidata dal sommelier Andrea Gori, vicecampione europeo di Sommelier Wsa.

Le caratteristiche del Vermentino
Il Vermentino è un vitigno autoctono italiano la cui principale caratteristica, la maturazione tardiva, lo rende idoneo alle aree costiere. La conferma si trae dalla centenaria storia di coltivazione del Vermentino nelle isole (Sardegna e Corsica) e nei vigneti litoranei della Liguria, della Toscana e del Midi francese. Fa eccezione il Roero, in Piemonte, dove i vini da Vermentino, localmente denominato favorita, si differenziano sensorialmente da quelli ottenuti in zone costiere.
I vini a base di Vermentino sono generalmente dei bianchi secchi, ma delicatamente morbidi di colore giallo paglierino: si abbinano magistralmente con antipasti di mare e piatti di pesce. In Toscana le più conosciute Doc a base di Vermentino sono quelle del Candia dei colli Apuani, il Bolgheri bianco e le Doc della provincia di Grosseto.

Le aree di diffusione
E' un vitigno che “sente il mare”: così sottolineano gli studiosi per definire le arre dove si è diffuso il Vermentino. In Italia le sua culle sono la Sardegna e le coste della Toscana e la Liguria, in Francia la Corsica e la Provenza. A parte eccezioni per ora piuttosto rare (per esempio alcune aree del Piemonte) quasi sempre il vitigno predilige una vista sul Mediterraneo. In Italia si stima che siano circa 4.500 gli ettari coltivati a Vermentino, di questi oltre il 50% si trovano in Sardegna, il resto diviso equamente tra Toscana e Liguria (ciascuna con poco meno di 900 ettari di produzione), con piccole percentuali per le altre regioni.

Sono 20 le doc e una docg in cui il Vermentino è prodotto: ben 10 in Toscana, 2 in Sardegna, 1 in Liguria, Piemonte e Umbria, una interregionale (Colli di Luni) e la Docg Vermentino di Gallura. La Sardegna è la terra d'elezione per questo vitigno, coltivato in 2.416 ettari soprattutto nelle province di Olbia-Tempio e Sassari.
In Francia la presenza del Vermentino si è sviluppata nel corso dei secoli in Corsica e in Provenza sino alla Valle del Rodano meridionale e al Languedoc-Roussillon.
La superficie a Vermentino raggiunge i 1.800 ettari nella valle del Rodano-Provenza, e gli 800 ettari nel Languedoc-Roussillon; se a questi si aggiungono i 1.000 ettari della Corsica si raggi unge una estensione complessiva di 3.600 ettari.

Il Vermentino in Toscana
Questo vitigno sta gradualmente acquisendo una posizione di rilievo nella produzione toscana: attualmente viene coltivato in 854 ettari di terreni e si posiziona al secondo posto tra i vitigni bianchi coltivati in Toscana dopo il trebbiano caratterizzando tradizionalmente le due Doc della Provincia di Massa Carrara, Candia dei colli Apuani e Colli di Luni. Un notevole incremento è stato registrato recentemente (duecento ettari di terreni in più solo negli ultimi due anni) soprattutto nella fascia costiera centro meridionale della regione: infatti le maggior estensioni di Vermentino si trovano attualmente in provincia di Grosseto e di Livorno.

"Il Vermentino? Uno dei bianchi di maggior qualità"
"Il vermentino? E’ uno dei vitigni bianchi di maggior qualità e con maggiori potenzialità di crescita e di affermazione sul piano internazionale". Così Mario Fregoni, presidente onorario dell’Oiv (Organizzazione internazionale della vite e del vino, istituzione mondiale di cui fanno parte 44 Paesi), sintetizza presente e futuro del vitigno della costa nella relazione che ha costituito l’evento centrale della prima giornata del simposio internazionale del vermentino, organizzato ad Alberese, presso l’azienda regionale, da Arsia, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione in campo agricolo e forestale.

Nel suo intervento Fregoni, autentica autorità del panorama vitivinicolo, ha definito il vermentino come “Il Sauvignon italiano” : "E’ un vitigno – ha detto - con un profilo sensoriale caratteristico e con caratteristiche qualitative di grande rilievo". Fregoni ha anche indicato le aree dove potrebbe ancora svilupparsi il vermentino: "Quelle della costa, vicino al mare, perché il vermentino deve vedere, deve sentire il mare".

In Italia si producono attualmente 350.000 ettolitri di vermentino, in 4.500 ettari di terreni. Più della metà della produzione si concentra in Sardegna, ma anche la Toscana ha una produzione significativa: 854 ettari distribuiti nelle province costiere, da Massa Carrara a Grosseto, passando per Livorno. Una produzione, questa che, secondo il presidente onorario dell’Oiv, non può che crescere: "Nel panorama dei vitigni bianchi italiani, molti dei quali hanno limitate possibilità qualitative, il vermentino ha invece le caratteristiche giuste per crescere ancora". Ma c’è anche, sottolinea Fregoni, una caratteristica morfologica del vermentino che lo proietta decisamente verso il futuro: "E’ un vitigno capace di affrontare i mutamenti climatici perché ha caratteristiche che lo mettono in grado di sopportare eventuali periodi siccitosi e eccessi termici".
"Non c’è dubbio - conclude Fregoni - per me ha grandi prospettive".

di Massimo Orlandi

La foto è tratta dall'album di rogersmj su Flickr.

Redazione Nove da Firenze