Rubrica — Mostre

Richiudono i musei, ma continuano le attività on line

Il nuovo decreto stabilisce la sospensione di mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura. Arturo Galansino, Direttore Generale Fondazione Palazzo Strozzi: “In questa nuova emergenza si coniuga la dimensione fisica dell’arte con quella digitale adeguandosi all’oggi ma con lo sguardo rivolto al futuro”. Sergio Risaliti: “Il museo Novecento chiude ma non si ferma. Continueremo a lavorare per accogliere i visitatori sul nostro sito e sui social in attesa di poter inaugurare la grande mostra di Henry Moore”. Conclusa la campagna di digitalizzazione delle opere della collezione della Galleria dell’Accademia


Firenze, 4 novembre 2020 - Era nell’aria a qualche giorno. Oggi è arrivata la conferma. Il decreto firmato il 3 novembre dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, fra le tante misure adottare, stabilisce anche la chiusura di mostre, musei e istituti culturali in genere.

Nel difficile momento che stiamo attraversando e a fronte delle nuove misure restrittive, la Città Metropolitana, il Comune di Firenze e MUS.E a partire da novembre 2020 presentano un programma digitale di proposte interattive a distanza nei musei fiorentini (Museo di Palazzo Vecchio, Museo Stefano Bardini, Museo di Santa Maria Novella, Cappella Brancacci, Museo di Palazzo Medici Riccardi, Museo Novecento, MAD – Murate Art District, centro storico Patrimonio Mondiale) dedicato alle scuole e definito insiemeall’Ufficio Chiavi della Città del Comune di Firenze,con il sostegno di GIOTTO - love brand di F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini, Mukki, Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, Unicoop Firenze e Tenderly – brand di Lucart Spa. Alla sfida, già in atto ormai da molti mesi, che ha visto i musei costretti a rivoluzionare senza sosta la loro proposta culturale nel tentativo di offrire, grazie al supporto del digitale, il proprio sostegno alla società, i musei fiorentini rispondono ora con un’offerta educativa digitale ampia, elaborata a seguito di un’indagine preliminare compiuta grazie alla collaborazione di dirigenti scolastici e insegnanti. A loro è stato sottoposto un questionario online che ha consentito di modellare un programma aderente ai loro bisogni, cercando di tenere conto dei complicati contesti in cui ci troviamo a vivere in questo periodo.

"In una fase di seria e lunga emergenza sanitaria - osserva Letizia Perini, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alla Cultura - dobbiamo studiare e offrire un'offerta formativa diversificata, utilizzando tutti i mezzi a disposizione. L'arte ci viene in aiuto, diventando anche veicolo di informazioni storiche da assimilare in modo nuovo. La cultura è l'immensa risorsa che abbiamo per dissipare paure e non rinunciare a imparare".

“Pur nelle limitazioni necessarie al contenimento della pandemia - dichiarano l'assessore alla cultura Tommaso Sacchi e l'assessora all'educazione Sara Funaro - il Comune di Firenze non arretra nella sua attenzione e vicinanza al mondo delle scuole. Impossibilitati a svolgere le visite e le attività educative in presenza nei nostri musei, allora saranno i nostri educatori e mediatori a raggiungere i ragazzi attraverso internet, svelando nelle loro case le meraviglie nascoste nei nostri spazi culturali cittadini, in attesa di poterli accogliere di nuovo dal vivo".

“In questo difficile anno scolastico, continuamente messo a repentaglio, MUS.E si pone al fianco delle amministrazioni cittadine per offrire il proprio sostegno alle classi: un ventaglio di proposte per un’evasione immaginaria che, pur stando in aula, consentirà agli allievi e agli insegnanti di passeggiare fra le meraviglie della città e di farne tesoro per il proprio percorso didattico e formativo - dichiara Valentina Zucchi, responsabile della mediazione culturale di MUS.E. - Questo in nome di una sempre crescente integrazione fra libro di testo e materia viva, fonte diretta per un apprendimento multidisciplinare che non interessa solo la storia e l’arte ma anche la letteratura, le lingue straniere, l’educazione civica e più in generale la forma mentis di ogni bambino o ragazzo.”

Il programma si articola in quattro diversi settori ordinando le proposte a seconda del grado di istruzione: Il museo racconta, per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo della scuola primaria; Storie e invenzioni, per il secondo ciclo della scuola primaria; Dentro l’opera, per la scuola secondaria di primo grado, e Focus, per la scuola secondaria di secondo grado. I più piccoli potranno essere guidati alla scoperta delle origini e dei segreti della città e dei suoi luoghi grazie a storie che si ispirano a opere o dettagli caratteristici dei musei fiorentini, come Per fare una città ci vuole un fiore, che prende spunto dai gigli che decorano le sale di Palazzo Vecchio per il racconto sul fiore simbolo della città. Le proposte interattive pensate per gli studenti della scuola primaria e secondaria permetteranno di esplorare da vicino le opere d’arte conservate nei musei cittadini dando quasi l’impressione di potervisi immergere, come Seguendo la cavalcata dei Magi o Meraviglie del Rinascimento, dedicate rispettivamente al celebre ciclo di affreschi realizzato da Benozzo Gozzoli in Palazzo Medici Riccardi e a quello che decora la Cappella Brancacci, opera di Masaccio e Masolino da Panicale. Le classi potranno passeggiare idealmente nel centro storico di Firenze (Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO) leggendo le tracce del tempo se sceglieranno i percorsi dal titolo Alla scoperta della Firenze romana – medievale – medicea; e avranno persino l’opportunità di dialogare con personaggi del passato come l’artista Giorgio Vasari o la Duchessa Eleonora di Toledo, che per il tempo di un’ora faranno un salto nel futuro, piombando nella nostra epoca. Alcuni dei percorsi proposti a distanza, su richiesta delle classi, potranno essere svolti direttamente in aula. Fra le attività in sede si segnala Outdoor, grazie a cui le opere d’arte del Museo Novecento approdano a scuola, con tanto di trasporto specializzato, per offrire un incontro ravvicinato e unico con l’opera d’arte. Le attività digitali, aperte a tutte le classi del territorio fiorentino e nazionale, sono fruibili gratuitamente sia a scuola, tramite LIM o video proiezione, oltre che su piattaforma del museo, sia a casa, tramite i dispositivi individuali; hanno una durata di 50’ e si svolgono in dialogo diretto con i mediatori MUS.E. I posti sono limitati, è pertanto obbligatorio prenotarsi scrivendo a didattica@muse.comune.fi.it o telefonando al numero 055 2616788. Qualora si scelga di utilizzare la piattaforma del museo, all’atto della prenotazione saranno fornite tutte le indicazioni tecniche per il collegamento. In linea con un principio di multidisciplinarietà e con l’innovativo metodo CLIL (Content and Language Integrated Learning), le attività saranno eventualmente fruibili anche in lingua straniera (inglese, francese, spagnolo, tedesco), condotte da mediatori madrelingua.

“La cultura è un bene primario per lo sviluppo individuale ed economico del nostro Paese e la nuova misura assunta dal Governo” dichiara Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi “tocca un settore che, più di ogni altro, ha saputo adottare misure efficaci e responsabili nel contrasto alla diffusione epidemica da Covid-19.Durante la mostra Tomás Saraceno. Aria, conclusasi domenica con un totale di oltre 60.000 visitatori, Palazzo Strozzi si è adeguato alle direttive rivedendo le modalità di fruizione degli spazi, la segnaletica e il sistema di prenotazione online, consentendo una gestione fluida degli accessi ed evitando assembramenti e ogni rischio. Siamo tuttavia consci che questa ulteriore chiusura si impone come inevitabile per contrastare la nuova ondata del virus ed è necessario unire le forze e rispettare le indicazioni governative per uscire il prima possibile da questa emergenza. Oggi Palazzo Strozzi si impegna a portare avanti la sua programmazione sulla base di queste nuove restrizioni, elaborando una nuova tipologia di progetto, adatto a questo difficile momento e in grado di coniugare la dimensione fisica con quella digitale: We Rise by Lifting Others, un progetto site-specific, dell’artista Marinella Senatore, per il nostro Cortile (3 dicembre 2020 -7 febbraio 2021). Costituito da una grande installazione ispirata alle luminarie della tradizione popolare dell’Italia meridionale e un programma digitale di attività e laboratori online,il progetto propone una riflessione sull’idea di comunità, vicinanza e relazione in un’epoca in cui il concetto di distanziamento sociale sta condizionando sempre di più le nostre vite. Un’occasione per riappropriarsi di un senso di unione, vicinanza e incontro in un momento in cui questi concetti sono messi in crisi, adeguandosi all’oggi ma con lo sguardo rivolto al futuro”.

I musei chiudono ma non si fermano”, ha detto Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento di Firenze, in seguito all’approvazione del nuovo dpcm che prevede la chiusura dei musei italiani a partire dal 5 novembre e fino al 3 dicembre 2020. “Le porte del museo saranno chiuse al pubblico, in linea con le disposizioni del dpcm, ma l’attività all’interno continuerà ad andare avanti. I temi delle mostre in corso potranno essere approfonditi dal pubblico sul sito e sui canali social del museo, come è già avvenuto durante il lockdown, e continueremo a proporre iniziative per coinvolgere i visitatori che non potranno farci visita fisicamente. Nei mesi scorsi siamo stati attivi su molti fronti e abbiamo in mente nuove iniziative che anticiperemo al pubblico proprio in questo periodo: rinforzeremo i progetti di valorizzazione sul sito e sui social ripartendo dal ciclo Made in Italy e proponendo altre novità”. Il 13 novembre – aggiunge Risaliti - avremmo dovuto inaugurare la grande mostra dedicata a Henry Moore a cinquanta anni dalla personale che lo vide protagonista al Forte Belvedere. Avevamo già tutto pronto, in nome dell’ottimismo e dell’operosità che sono due delle cifre del Museo Novecento. Abbiamo creduto fino all’ultimo di poter “regalare” ai nostri visitatori, fiorentini e non solo, questa esposizione, frutto di due anni di lavoro e della collaborazione con la Henry Moore Foundation. Questo stop non ci demoralizza, siamo consapevoli della necessità di una battuta d’arresto in questa situazione critica. La mostra vedrà la luce appena sarà possibile e allora sarà ancora più bello accogliere i nostri visitatori e condividere con loro il risultato del nostro lavoro e le opere di questo artista, tra i più grandi del Novecento”. 

Anche al Museo Marino Marini di Firenze, la Rassegna Frammenti Fiabeschi che sta facendo registrare un grande successo di pubblico e di critica, e il sold out a ogni spettacolo, sarà sospesa in attesa di nuove disposizioni.

Le opere della Galleria dell’Accademia di Firenze saranno visibili da oggi come non le avete mai viste! Si è appena conclusa la campagna di acquisizione fotografica ad altissima risoluzione dei capolavori conservati nel museo grazie alla quale ogni singolo particolare potrà essere ingrandito a dismisura e rivelare dettagli inimmaginabili e invisibili a occhio nudo. Un complesso e sofisticato lavoro iniziato in fase sperimentale nell’agosto 2019 con il trittico della Pentecoste di Andrea Orcagna, all’epoca in restauro, e che ha permesso, oggi, di digitalizzare oltre 75 tra dipinti, come le pale di altare di Pietro Perugino, Bronzino e Allori, fondi oro, strumenti musicali, statue in gesso, e, non ultimo, il modello in terra cruda del Ratto della Sabina del Giambologna. Il team di Haltadefinizione, a cui è stato affidato il progetto e che ha recentemente siglato un accordo con il Mibact per la valorizzazione e promozione delle collezioni statali, si è servito delle tecnologie sviluppate in collaborazione con il partner Memooria, studiando ogni setup fotografico in modo da superare le diverse criticità materiche e logistiche con risultati ottimali, riuscendo ad acquisire ogni tipo di superficie ad ogni altezza a prescindere dall’ambiente, dalla luce e dal materiale. Accorti processi di sviluppo hanno inoltre permesso di elaborare immagini ad altissima fedeltà e risoluzione. La tecnologia Gigapixel è totalmente non invasiva, ogni aspetto della ripresa è studiato affinchè non vi siano interazioni e conseguenti rischi per l’opera d’arte oggetto della ripresa. È un’innovativa tecnica fotografica che consente di ottenere immagini dotate di definizione, qualità e dettaglio non raggiungibili con altre modalità di acquisizione. Si basa sulla costruzione di un mosaico composto dall’unione di più macrofotografie dei dettagli di un unico soggetto. Centinaia, a volte migliaia di scatti fotografici con un alto livello di ingrandimento, “cuciti” insieme attraverso un processo chiamato stitching. Il risultato finale è l’immagine di un’opera composta da miliardi di pixel, che consente di ingrandire ogni singolo dettaglio decine di volte mantenendo una definizione altissima. Il lavoro, in tutte le sue varie fasi, si è svolto sempre sotto l’attenta supervisione del personale del museo e con il continuo confronto con i tecnici incaricati soprattutto sulla logistica, spesso complessa, si pensi ad esempio ai gruppi scultorei nella Gipsoteca o agli importanti capolavori conservati entro climaframe, e sempre avendo come esigenza primaria il rispetto e la salvaguardia delle opere d’arte. Elemento di spicco tra le opere digitalizzate è stato il modello in terra cruda del Ratto della Sabina del Giambologna, una scultura notevole non solo per il suo valore artistico ma anche per la sua imponenza: l’opera misura oltre 4 metri, è posizionata su un piedistallo e complessivamente nel punto più alto supera i 6 metri. Sono state scattate in tutto oltre 59700 immagini, per un totale di oltre 18000 GB di dati. Tra le superfici lavorate digitalizzate durante la campagna, che siano queste dipinte o scolpite, è possibile calcolare orientativamente 310 metri quadri.

Quindi dal 5 novembre il MMAB, che ricordiamo ospita sia il Museo della Ceramica, che la biblioteca torna ad essere chiuso. Al momento, a meno che non arrivino diverse indicazioni, è sospeso anche il prestito bibliotecario. Ovviamente a coloro che hanno libri in prestito la scadenza viene prorogata fino a quando la biblioteca non riaprirà e non si devono preoccupare di restituirli.  Le attività culturali, però, non si fermano e a breve saranno comunicate nuove iniziative di animazione on line. La chiusura interesserà, oltre al MMAB anche il Museo Archeologico e le aree archeologiche aperte al pubblico.

Anche il Siena Awards 2020 chiude temporaneamente le proprie mostre ai visitatori. Le nuove norme rendono, infatti, impossibile tenere aperte le esposizioni fotografiche allestite in diverse location della città, finora visitate con ingressi contingentati e nel rispetto delle norme anti contagio. Attraverso la App Siena Awards, disponibile sia per IOS che per Android, è possibile visitare l’esposizione “Non potevamo immaginare l’inimmaginabile” dedicata al lockdown dei mesi scorsi, con immagini e video ripresi dall’alto realizzati dai fotografi partecipanti ai premi del Siena Awards in città di tutto il mondo vuote a causa della pandemia. Chi ha acquistato il biglietto nei giorni scorsi potrà completare le visite alle mostre quando le esposizioni potranno tornare ad aprire al pubblico.

Redazione Nove da Firenze