Rubrica — Agroalimentare

​Fabrizio Filippi è il nuovo leader di Coldiretti Toscana

E’ stato eletto oggi a Firenze successore di Tulio Marcelli che ha guidato per dodici anni, dal 2006, la maggiore organizzazione agricola regionale


 A scegliere all’unanimità Filippi l’assemblea regionale con la partecipazione dei delegati provenienti da tutta la Toscana. Fabrizio Filippi è imprenditore agricolo con azienda ad indirizzo cerealicolo-olivicolo e faunistico a Santa Luce. Già presidente del Consorzio per la Tutela dell’Olio Toscano Igp, il più importante consorzio di produttori italiano e presidente di Coldiretti Pisa. Figlio d’arte perché suo padre, il Cavalier Pier Luigi, di recente scomparso, è stato presidente di Coldiretti Toscana a cavallo tra gli anni ’80 e ‘90. Eletto anche il consiglio direttivo della principale organizzazione agricola formato da Lidia Castellucci ed Enrico Lelli di Arezzo, Roberto Nocentini di Firenze, Andrea Landini di Prato, Simone Ferri Graziani e Guido Allori di Livorno, Andrea Elmi ed Elena Giannini di Lucca, Francesca Ferrari e Gianni Lorenzo di Massa Carrara, Tiziano Busti di Pisa, Fabrizio Tesi e Paolo Giorgi di Pistoia ai quali si aggiungono Francesca Lombardi per Giovani Impresa, Monica Merotto per Donne Impresa e Sergio Ballini per i Coldiretti Pensionati.

Filippi porta in dote esperienza e grandi competenze avendo vissuto in prima persona il percorso di crescita di Coldiretti e delle aziende agricole che hanno saputo conquistarsi un ruolo strategico nel paese, sia sul piano economico che sociale: “attraverso il progetto di Campagna Amica, che è oggi la più importante rete di vendita diretta d’Europa – spiega Filippi fresco di nomina – abbiamo dato la possibilità alle piccole e medie aziende agricole di conquistarsi uno spazio di assoluta dignità sul piano economico, strutturando anche una rete di scambi culturali con i cittadini. Abbiamo creato l’opportunità di una rete organizzata, con regole, trasparenza e veridicità; abbiamo stimolato la creazione di imprese, l’occupazione e come diretta conseguenza cambiato l’immagine della professione di agricoltore. Oggi parliamo di imprenditori agricoli: Coldiretti è stata determinante per la rivoluzione, anche culturale, del settore e per l’avvicinamento di molti giovani. Il ricambio generazione è molto forte, più forte rispetto a tutti gli altri settori. I nostri mercati sono un punto di riferimento per migliaia di consumatori ogni giorno e questo grazie alle aziende che hanno sposato una filosofia di prossimità: i nostri prodotti sono al 100% locali, sono freschi e hanno una tracciabilità. Ma non solo, perché Campagna Amica ha rappresentato anche il grimaldello per forzare le resistenze di un’industria che ha realizzato con noi l’accorciamento e la distintività di filiere che interessano le commodities, a partire da quelle del grano e della carne”.

Fabrizio Filippi assume la presidenza di una Coldiretti Toscana i cui numeri parlano da soli: 40.000 imprese agricole associate, 9 federazioni provinciali ed interprovinciali, 50 uffici di zona; sportelli sull’intero territorio regionale con 250 operatori dei quali 100 dedicati al Centro di Assistenza Agricola, con oltre 26.000 fascicoli riconosciuti; il patronato Epaca patrocina circa 45.000 pratiche annue ed il CAF assiste oltre 50 mila imprese e cittadini per pratiche fiscali; l’agenzia formativa svolge attività per oltre 6000 utenti all’anno; la rete di Mercati settimanali di Campagna Amica ha ormai raggiunto quota 70 ed oltre 1000 fattorie e agriturismi associati. A ciò si aggiungono società di scopo come Agrozotecnica Toscana, CreditagrItalia e Coldiretti Impresa Pesca.

Filippi ha ben chiaro quelle che sono le priorità per questa galassia: “c’è ancora molto da fare. Ma sono due i punti che sono diventati emergenza: danni da predatori ed ungulati e burocrazia. Dobbiamo riportare in equilibrio la presenza della fauna selvatica che oggi è l’artefice della perdita di competitività delle aziende e di milioni di euro di danni ogni anno il cui risarcimento è infinitesimale rispetto a quello che subiscono. Cinghiali, caprioli, nutrie e lupi scoraggiano l’attività agricola ed indeboliscono la presenza delle aziende soprattutto nelle zone più svantaggiate dove fare agricoltura è ancora più complicato. Ecco – spiega – dobbiamo avere il coraggio di invertire la tendenza e rendere la compatibilità sostenibile per entrambi. Oggi non è così: oggi i cinghiali sono una calamità”. L’altro grande tema lamentato a più riprese è quello del rapporto con gli enti locali: “vivono a velocità diverse ma gli obiettivi sono, o dovrebbero essere, gli stessi: creare lavoro, investimenti, migliorare la manutenzione del territorio, favorire il turismo e così via. Il rapporto è sbilanciato. C’è poca sensibilità, poca elasticità e poca praticità elementi che invece sono essenziali per chi fa impresa. Ogni anno le imprese spendono 100 giorni l’anno per adempiere ai diversi obblighi: quasi un terzo. Non stiamo parlando di imprese strutturate con uffici e professioni interni ma di imprese familiari con uno-due addetti. Il peso della burocrazia uccide l’agricoltura e questa è un’altra leva che va a discapito della competitività”. Tra i punti fermi del mandato le battaglie per la trasparenza e la tracciabilità: “grazie a Coldiretti oggi molti prodotti agroalimentari hanno una tracciabilità in etichetta che garantisce la nostra filiera e le nostre imprese agricole. Penso alla pasta sulle cui condizioni è ora obbligatorio indicare la provenienza del grano, un settore strategico per la nostra provincia. Ed ancora il latte con i derivati, formaggi, riso, carni di maiale. Noi vogliamo la trasparenza per tutti i prodotti che finiscono sulle nostre tavole a tutela e difesa del nostro Made in Italy. Coldiretti è riuscita, spesso in solitudine, a dare risposte al mondo agricolo ed alle legittime istanze dei cittadini”.



CHI E’ FABRIZIO FILIPPI

Fabrizio Filippi ha 54 anni, è nato a Livorno, ma vive a Pastina, è sposato e padre di due figli. Dal 2004 è presidente di Coldiretti di Pisa, la più grande associazione agricola del territorio. In questo senso è figlio d’arte: il padre, Cav. Pierluigi, di recente scomparso, è stato presidente della Coldiretti provinciale dal 1976 al 2001, nonché presidente per molti anni di Coldiretti Toscana. Conseguita la maturità scientifica, Filippi si è dedicato, con il fratello Francesco, all'agricoltura. Insieme gestiscono l’azienda agricola Le Selve a Pastina, 100 ettari di terreno dove si coltivano cereali e foraggio, si pratica attività agrituristico-venatoria e dove si produce olio extravergine di oliva "I campacci". Fabrizio Filippi è cultore oltre che produttore di grani antichi. Dal 2006 è Presidente del Consorzio dell'Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP.

Redazione Nove da Firenze