Coldiretti Firenze Prato: la vendita diretta è legata all'imprenditoria femminile

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
27 marzo 2008 23:11
Coldiretti Firenze Prato: la vendita diretta è legata all'imprenditoria femminile

La vendita diretta nella Provincia di Firenze e Prato è…donna. Al gentil sesso spetta il primato delle realtà imprenditoriali-agricole che utilizzando il meccanismo della vendita diretta per arrivare al consumatore senza passaggi di mano e con risparmi a volte anche notevoli grazie al rapporto qualità-prezzo. L’indagine, condotta da Coldiretti Firenze-Prato (www.firenze-prato.coldiretti.it) tra le proprie imprese, ha evidenziato come delle 286 aziende agricole (compresi gli agriturismo), icona della “filiera corta” censite dall’organizzazione presenti sul territorio, 96 siano gestite direttamente da donne ed in 44 casi siano “comprimarie” del marito o del compagno, mamme e sorelle, partecipando fattivamente ed attivamente alla produzione e commercializzazione dei prodotti orto-frutticoli, ma anche olio e vino, erbe e miele, confetture e tipicità locali, che dal campo finiscono direttamente sulla tavola.

In totale le aziende gestite da donne sono 140. Una percentuale destinata a crescere nei prossimi anni a riprova di un settore in evoluzione (in Toscana sono quasi 96 mila le imprese in rosa rappresentanti il 23% di quelle esistenti) che grazie al concetto di multifunzionalità ha allargato notevolmente il range di azioni possibili per il sistema agricoltura come la manutenzione e la tutela dei boschi e del paesaggio o lo stesso agriturismo che resta probabilmente il contenitore più scelto dalle imprenditrici.

Attualmente in Toscana l’incideza nella filiera agroalimentare “rosa” è del 30,5%, quasi 3 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale (28,2%) con punte elevate nella Lucchesia dove il 38% delle imprese in agricoltura è donna; indice che sale, sempre a Lucca, al 50% nel settore agrituristico. L’altro dato sintomatico della voglia di impresa da parte del mondo delle donne è dato dalle domande, 936, presentate alla Regione Toscana nell’ambito del Psr, il Piano di Sviluppo Rurale, per l’insediamento di nuove aziende.

Pari al 35% delle 2700 domande complessive (dati Regione Toscana). Tanti esempi. Da San Casciano al Valdarno, dal Mugello a Greve in Chianti fino al pratese e zona Firenze, gli esempi, alcuni dei delle vere e proprie sfide a favore e per il consumatore finale, mettono in rilievo la capacità di innovazione delle donne e del fenomeno crescende della femminilizzazione. In centro a Firenze non si può non conoscere l’azienda agricola di Manuela Magherini, in via A. Gentileschi, habitue del mercato di Sant’Ambrogio e realtà storica che porta dentro la città lo spirito e i sapori dell’antica fattoria, tra ricette segrete, ortaggi e frutti di stagione tipici del fiorentino.

Assieme a Manuela, la figlia Valentina che ha ereditato la passione per la cucina e per il pomodoro costoluto fiorentino. Nel Mugello, zona Scarperia, l’azienda Bacciotti di Sandra e Roberto Mongili in Via Campagna 27 a Sant’Agata. Due fratelli che si sono specializzati nel formaggio di pecora. Formaggio di qualità s’intende che producono in azienda ogni lunedì, mercoledì e venerdì e vendono, oltre che tra le mura della fattoria, anche attraverso uno dei sistemi più antichi, oggi scomparsi: il porta a porta.

Non ci sono condizioni meteo che tengano o ingorghi del traffico snervanti: il giovedì lo dedicano ai loro clienti di Firenze e dintorni. Hanno 400 pecore di razza sarda “alimentate” con foraggio biologico, prodotto autonomamente. E’ questo il segreto del loro successo. A Greve in Chianti, proprio nel territorio di Lamole, Anna Maria Socci con il marito Giuliano, titolari dell’azienda Le Masse di Lamole producono Chianti Classico e Igt Alta Valle di Greve con il metodo tradizionale della coltivazione delle viti.

Il loro motto è: “Il nostro vino nasce dalla vigna”. Tra le famiglie storiche del Chianti con radici in vigna già a partire dal 1880 producono e vendono anche olio extra vergine di oliva.

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