Coldiretti: indagine sull’imprenditoria femminile a Lucca


L’agricoltura in Provincia di Lucca parla sempre più donna. Sono 1129 le imprese agricole, agriturismo compresi, gestiti da donne. Pari al 38% delle imprese agricole totali iscritte alla Camera di Commercio di Lucca che sono, al 2007, 2983. Un rapporto più alto rispetto a quello regionale che, secondo dati Unioncamere, è 1 su 4, in linea, quindi, con il dato-valore nazionale. In lucchesia questo rapporto è più alto: 1 su 3. E diventa ancora più alto se parliamo di agriturismo: su 179 strutture 95 sono dirette da donne. Ovvero 1 su 2. Ed anche in questo caso il rapporto è migliore ancora del dato nazionale che attesta il “fenomeno” a 1 su 3.
Alla Versilia spetta la leadership per la più alta concentrazione di agricoltura femminile con oltre 400 aziende (443 per la precisione), dato a cui da un contributo importante il florovivaismo, seguita dalla Piana di Lucca con 357 aziende, Garfagnana con 233 e Media Valle con 96 unità. Il Comune con più aziende rosa è Camaiore con 196 realtà, seguito da Lucca con 126 imprese. Fanalino di coda per Villa Basilica con 2 aziende. L’indagine, condotta da Coldiretti Lucca su dati fine 2006, dimostra come il fenomeno della femminilizzazione, in questi anni, stia sempre più assumendo un ruolo di primaria importanza, con una crescita costante, soprattutto, nel mondo degli agriturismo, Ma come si spiega questo fenomeno? “La progressiva femminilizzazione dell'agricoltura – spiega il fenomeno Dina Pierotti, Presidente Provinciale Coldiretti - è senza dubbio anche il risultato della forte innovazione che ha caratterizzato il settore con l'ampliamento delle attività ad esso connesse come la trasformazione dei prodotti, le fattorie didattiche e i servizi alle persone dove le donne hanno un ruolo significativo. Attività come l’agriturismo e lo stesso florovivaismo, settori molto forti in lucchesia, sono i naturali sfoghi della creatività femminile anche se c’è molto ancora da fare per garantire alla donna maggiore spirito di iniziativa”. Nonostante il buon rapporto donna-impresa in lucchesia mancano – secondo la Pierotti – “strumenti per aiutare le donne a dedicarsi completamente alla loro voglia di fare impresa”. “Percentualmente sono tante come dimostrano i nostri dati e ricoprono anche ruoli di prestigio nella nostra organizzazione. Oltre a me il vice presidente di Coldiretti, il Presidente di Terranostra, e il Delegato Donne Impresa sono donne. Ma siamo donne poco tutelate. Il nostro diritto alla maternità è messo in discussione da condizioni d’accesso al congedo parentale svantaggiose. Le donne – spiega - sono frenate perché, a differenza degli uomini, hanno una famiglia da accudire, figli, e spesso anziani per casa a cui devono garantire assistenza. Sono molte le donne inespresse che restano tra le mura domestiche perché mancano strutture adeguate per garantirgli di poter dedicarsi ad un lavoro. Mi riferisco ad asili o a servizi ad hoc di baby-sitter dedicati alle donne imprenditrici. Il rapporto potrebbe essere molto più alto, e non solo a Lucca. In tutta Italia. Risultato: fanno meno figli ed hanno più difficoltà a conciliare la vita lavorativa con quella famigliare”. Sono tante le storie di donne che si potrebbe raccontare da quella del verde ornamentale di Elena Giannini a Massarosa, all’attività di vendita diretta di ortaggi di Maria Pia Baldi e Luciana Dalle Mura a Capezzano Pianore, passando per la passione per le viti (e il vino) di Francesca Orlandi a Seravezza, al miele di Angela Pieroni e al latte venduto nel distributore automatico di Gallicano rifornito anche da Ivonne Pellegrini, professione allevatrice. Tante le donne a capo di agriturismo che hanno dato quel “tocco di femminilità” all’attività grazie a quella loro capacità di “poggiare un attrezzo e prenderne un altro – come sottolinea Francesca Buonagurelli, Presidente Provinciale di Terranostra, l’associazione degli agriturismi interna a Coldiretti. Storie di imprenditrici capaci di essere, allo stesso tempo, manager, agricoltori, hostess, centraliniste, esperte di marketing e di ospitalità. Storie come quella di Daniela Strigoli dell’agriturismo “Il Ruscello” a Bagni di Lucca, Michela Pierantoni del “Chioi” a Barga, Rosa Colla del “Pradaccio di Sopra” a Pieve Fosciana, alle sorelle Lucia e Angela Giovanetti del “Bracciacorti” fino a Fortunata Spader delle “Poiane” a Stazzema e Anita Bimbi a San Romamo.
“Le donne sono multifunzionali e versatili – spiega la Presidente Provinciale di Terranostra – sono capaci di fare 14 lavori insieme. Non solo solo coltivatrici ma sono, all’occorrenza, anche idraulici e ristoratori nelle strutture autorizzate. L’agriturismo è, senza dubbio, la più adatta alle donne per esprimersi e dare il meglio di se. La ragione scentifica è che la donna è multifunzionale”.
Vediamo nel dettaglio, comune per comune, la concentrazione dell’imprenditoria femmiline. Piana di Lucca (357): Altopascio 46, Capannori 100, Lucca 126, Montecarlo 40, Pescaglia 24, Porcari 19, Villa Basilica 2. Media Valle (96): Bagni di Lucca 18, Barga 33, Borgo a Mozzano 23, Coreglia 18, Fabbriche di Vallico 4. Garfagnana (233): Camporgiano 13, Careggine 3, Castelnuovo Garfagnana 21, Castiglione di Garfagnana 24, Fosciandora 10, Gallicano 14, Giuncugnano 19, Minucciano 21, Molazzana 11, Piazza al Serchio 17, Pieve Fosciana 25, San Romano 13, Sillano 11, Vagli Sotto 3, Vergemoli 3, Villa Collemandina 25. Versilia (443): Camaiore 198, Forte dei Marmi 5, Massarosa 71, Pietrasanta 44, Seravezza 18, Stazzema 11, Viareggio 96.
Andrea Berti

Redazione Nove da Firenze