Slow food: una vetrina delle eccellenze toscane lo scorso fine settimana alle Terme di Chianciano

Redazione Nove da Firenze
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21 gennaio 2008 17:58
Slow food: una vetrina delle eccellenze toscane lo scorso fine settimana alle Terme di Chianciano

CHIANCIANO- Ha avuto luogo nel fine settimana trascorso a Chianciano Terme la prima assemblea del Parlamento di Terra Madre Toscana, rete permanente, promossa da Fondazione Slow Food per la Biodiversità, che riunisce associazioni, enti locali della formazione, produttori, commercianti e ristoratori impegnati ad affermare la qualità alimentare sulla base dei principi di responsabilità e giustizia.
La due giornate di sabato e domenica hanno funzionato anche come vetrina per alcune produzioni alimentari della nostra regione.
I partecipanti agli eventi della due giorni hanno potuto degustare, ad esempio, i pecorini pientini stagionati un anno, tra cui spiccava per il gusto deciso e il sentore di tarassaco il pecorino biologico a late crudo del podere Il Casale.

Ma non meno eccellenti sono risultati quelli fermentati negli ziri di terracotta, con foglie di noce, o nelle vinacce d'uva del Vino Nobile di Montepulciano dell'azienda Cugusi.
Tra gli antipasti spiccava per originalità e sapiente conservazione della cultura di nicchia il salame di agnello pomarancino, presentato dall'Associazione provinciale Allevatori di Pisa, servito con uno splendido pane toscano, fragrante, profumato e ben cotto dal Panificio Cherubini di Chianciano Terme.
Ottimo anche l'olio extravergine d'oliva Terre di Siena DOP dell'azienda agricola Fontanelle, fruttato con note d'amaro e piccante e aroma di mandorle, che ben si accostava alla zuppa di trippa e ceci preparata sabato sera dall'osteria Da Gagliardo di Sarteano.

Come terza portata della cena di degustazione è stata servita una “tegamata di maiale” preparata con tocchetti di carne e frattaglie, alloro e semi di finocchio dall'osteria Il Carroccio di Siena: piatto povero contadino che riporta la memoria a tradizioni veraci, espressione della cultura popolare del territorio, una versione toscana del Soffritto napoletano, zuppa piccante di frattaglie, preparate esclusivamente nei mesi di ottobre-novembre, periodo in cui un tempo si macellavano i maiali.
Miriam Curatolo

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