Vivo d'Orcia: castagne, funghi e treno Natura
Festa della castagna a Monticello Amiata e festa d’autunno ad Abbadia San Salvatore


Questo weekend e il prossimo, festa del fungo e della castagna a Vivo d'Orcia. Fra le tante attrazioni, il palio del segone nelle contea, meraviglioso luogo del tardo medioevo ancor oggi proprietà di quei conti Cervini a cui il papa lo donò nel sedicesimo secolo, ai piedi di un castello a metà tra la fortezza e la villa di campagna alla cui costruzione si dice abbiano collaborato, insieme al committente papa Marcello Cervini amante di architettura, Vignola e Sangallo il Giovane. I vecchi boscaioli si sfidano a chi taglia le sezioni più sottili da tronchi di alberi: uno a un capo, l'altro all'altro del segone, rappresentano le due contrade in cui è diviso il paese, Ceselle e Pian delle Mura. Con i residui dei tronchi vengono preparate all'istante sei sedie e sei scodelle nelle quali viene versata la polenta di farina di castagne caldissima. E mentre gli uomini segano e preparano la polenta (lavoro anche questo tradizionalmente maschile, visto che per rigirare la farina di castagne occorrono muscoli da boscaiolo), le donne preparano pranzi prelibati che possono essere prenotati per tutti i giorni, di solito fino a esaurimento dei funghi (cosa che non manca di succedere l'ultima domenica). Le massaie vivaiole sono tra le più grandi cuoche dell'Amiata. Per la festa d'autunno si danno da fare con un menu solo a base di funghi e di castagne. Grande protagonista il porcino, ma non solo. Per solito il menu prevede crostini con i funghi, zuppa di funghi, polenta di funghi, penne alla vivaiola, funghi indorati e fritti, funghi arrosto, castagnaccio, monte bianco, crostata con marmellata di marroni, avvolto con marmellata di marroni e brigia (castagne arrosto), suggiolo (castagne lessate con la buccia) e monda (castagne sbucciate lessate con finocchio e sale). D'altro canto, un proverbio locale legato alle castagne non manca di ricordare che esse sono "Tre per lappa: una per il padrone e due di chi le chiappa". I porcini, si diceva, sono la base di tutti i piatti. Solo la zuppa di funghi segue il principio di tutte le zuppe e pertanto accoglie i funghi più diversi, dalle cosiddette bigiarelle o rosselle, ai giallarini (galletti), alla bubbola, detta anche pamparice. Il sugo della polenta viene invece preparato con porcini trifolati e insaporiti con salvia, aglio e mentuccia. Le penne alla vivaiola mescolano zucchini tagliati sottilissimi con funghi trifolati e poca salsiccia, mentre nei funghi arrosto si aggiunge anche salvia, aglio, pepe e zenzero. L'olio è rigorosamente extravergine di oliva di produzione locale. Chi volesse poi alternare al pranzo delle massaie una cena diversa, non può perdersi a Vivo d'Orcia uno dei ristoranti più buoni dell'Amiata: l'Osteria del Castagno, con piatti tipicissimi della cucina casalinga (spettacolari i tortelli al ragù e la scottiglia), i vini migliori d'Italia, l'acqua delle sorgenti del Vivo, il pane cotto a legna nel vicinissimo forno e il proprietario, Rossano Rossi, uno dei personaggi più simpatici e curiosi dell'Amiata.
Il 12, per l'occasione, partirà da Siena un Treno Natura alle 8.30. Il rientro è previsto per le 18.35 via Buonconvento e Asciano (19.15). Arrivo alla stazione di Monte Amiata alle 9.30 e trasferimento in pullman a Vivo d'Orcia. Passeggiata attraverso castagneti, torrenti e vecchie carbonaie con vista di varie specie di funghi. Arrivo al castello medievale degli antichi mestieri. Pranzo alle 13 a base di funghi porcini e con intrattenimenti musicali. Partenza da Vivo d'Orcia alle 16 per la stazione Monte Amiata.
Il prossimo è il weekend in cui partono tutte le feste d’autunno. Non fa eccezione lo straordinario paesino di Monticello Amiata, nel comune di Cinigiano, territorio dalla lunga e importante storia. Si ricorderà infatti che Monticello era il nome della tenuta del presidente Jefferson in Virginia: nome che il secondo presidente degli Stati Uniti aveva rubato proprio dal nostro paesino, dopo una visita sull’Amiata – luogo di delizie e di perfetto funzionamento nel settore agricolo già nel ‘700.
Ebbene a Monticello il comune di Cinigiano, la comunità montana, la strada della castagna e la strada del vino patrocinano la XXII° festa della castagna, che comincia domani 10 ottobre con un torneo di briscola per proseguire nei prossimi giorni con l’apertura delle cantine, le mostre di artigianato locale, la tavola rotonda sui piccoli comuni, gli stand gastronomici, i gruppi musicali, le cene a tema, il raduno di auto d’epoca e la tombola.
Per informazioni e prenotazioni, 0564.992975; 349.5709528.
E dopo Vivo d’Orcia e Monticello Amiata, non poteva mancare Abbadia San Salvatore – dove la festa avrà luogo il 10, 11 e 12, nonché il 17, 18 e 19 ottobre, con un programma mai così ricco e pieno di sorprese.
Si inaugura domani alle 15.30 il ciclo pittorico di Renato Guerrini in Santa Croce (quadri rappresentanti la carità cristiana) alla presenza del critico Gilberto Madioni; quindi si aprono gli stand alle 18: i funghi porcini del Monte Amiata, le castagne, i dolci tipici, il formaggio, l’olio, il vino e mille altre golosità. Caldarroste per le vie del Centro Storico.

Redazione Nove da Firenze