Treno della Memoria: ad Auschwitz gli studenti toscani depongono una corona in memoria delle vittime

Grieco: "Ragazzi, il testimone adesso passa a voi". Venerdì 27 gennaio Wlodek Goldkorn a Leggere per non dimenticare, la mostra “Sterminio in Europa” e “I giovani intervistano la storia”. Dante e Primo Levi a confronto, al Museo ebraico domenica 29 gennaio


Una leggera nevischiata ha accompagnato a tratti la visita odierna dei protagonisti del Treno della Memoria al principale campo di sterminio nazista. 560 ragazze e ragazzi delle scuole toscane hanno visto così con i propri occhi dove può arrivare la violenza dell'essere umano se rivolta contro altri esseri umani.

Prima la visita al campo di sterminio di Auschwitz. Poi il corteo silenzioso, fino al Muro della Morte, per deporre una corona. E' stata scandita da questi due momenti la terza tappa del Treno della Memoria che sta portando oltre 500 studenti della Toscana a conoscere i luoghi dell'orrore nazista.

Nella seconda parte della visita gli studenti si sono riuniti dietro al gonfalone toscano e hanno marciato silenziosamente verso il muro della morte usato dai nazisti per le fucilazioni, proprio accanto al blocco 21 che ha ospitato per anni il Memoriale italiano che presto sarà esposto a Firenze. Con loro la vicesindaca e assessora all'educazione Cristina Giachi, la vicepresidente della Toscana Monica Barni, l'assessore regionale all'istruzione Cristina Grieco, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e Ugo Caffaz, anima e cuore din questa iniziativa.

Se ieri pomeriggio nel Teatro Kijov di Cracovia hanno potuto sentire la voce dei deportati sopravvissuti, oggi sono entrati nei blocchi in mattoni rossi dove si è consumato lo sterminio di oltre un milione di persone durante l'ultima Guerra mondiale. Hanno sentito il freddo entrare nelle loro ossa e si sono trovati davanti a cataste di oggetti appartenuti alle vittime. Hanno pianto davanti ai capelli, agli occhiali, alle spazzole, alle valige di chi non è più uscito da quel cancello, simbolo della Shoah. Hanno visto il buco nero dei forni crematori e hanno volto lo sguardo verso i camini che hanno sparso le ceneri nelle campagne d'Europa. Nella seconda parte della visita gli studenti si sono riuniti dietro ai gonfaloni di Firenze e Toscana e hanno marciato silenziosamente verso il Muro della Morte usato dai nazisti per le fucilazioni, proprio accanto al blocco 21 che ha ospitato per anni il Memoriale italiano che presto sarà esposto a Firenze. 

«Ho salutato i ragazzi per conto degli enti locali presenti - ha spiegato la vicesindaca Giachi - e ringraziato i testimoni perché con generosità condividono la loro memoria, accettando ogni volta di rinnovare il loro dolore. Noi abbiamo il compito di imparare a ricordare, per portare con loro il peso della storia. Il grande insegnamento che ci trasmettono e che loro incarnano è che il male accade, viene fatto dagli uomini, ma può non essere la parola decisiva. I testimoni sono la vita che ha vinto. Noi che, citando Primo Levi, viviamo sicuri nelle nostre tiepide case, possiamo, invece di sentirci solo in colpa, scegliere ogni giorno per fare sì che la vita, e non il male, abbia l'ultima parola».

Confessa di essere partita da Firenze senza un discorso preparato. L'assessora all'istruzione, Cristina Grieco, ha lasciato che fosse il viaggio con i ragazzi a darle le parole da pronunciare di fronte al Muro della morte, nel campo di sterminio di Auschwitz. Le ha trovate insieme ad un'immagine, quella di due giovani che si tengono per mano. "Quando rientrerete da questo viaggio - ha detto Grieco agli oltre cinquecento giovani durante la cerimonia che ha concluso la visita al lager - ognuno di noi dovrà confrontarsi con quello che ha visto, che ha sentito, che ha letto, ognuno di voi dovrà farlo, tenendo idealmente per mano quel bambino o giovane il cui nome ha pronunciato ieri e ognuno dovrà cercare di vivere 'andando oltre'. Quindi voglio ringraziare le persone speciali che in questi giorni hanno raccontato la loro storia di sopravvissuti e che in questo luogo vi passano il testimone, perché voi stessi diventiate testimoni a vostra volta. Una sorta di "staffetta" proprio nei luoghi simbolo dell'orrore e dell'assurda violenza". Cristina Grieco, cita poi Primo Levi, la cui opera offre strumenti preziosi per affrontare un mondo in cui si affacciano minacce di razzismo e intolleranza. "Quando l'intolleranza verso "l'altro" e "il diverso" si trasforma in disegno politico, allora il pericolo è dietro l'angolo e non bisogna abbassare la guardia" sosteneva lo scrittore. E allora ricordare e comprendere - riflette l'assessora - non vuol dire cristallizzare fatti e avvenimenti in mere nozioni, ma fornire alla società contemporanea, e ancor più agli adulti di domani, gli strumenti per ripensare a quanto è successo". Per sostenere la forza delle parole Grieco evoca due figure a lei care, Frida Misul, reduce della Shoa italiana, di Livorno, autrice nel 1946 di una delle prime memorie di deportati dal campo di concentramento di Auschwitz e don Roberto Angeli, che si rese attivo della Resistenza livornese. "Se una persona nella cui sincerità avessi nutrito la più assoluta fiducia mi avesse descritto gli orrori che sono passati davanti ai miei occhi - scriveva Misul - nei tristi campi nazisti della morte, io avrei stentato a credere al suo racconto tanto questo avrebbe potuto considerarsi irreale ed ancora oggi mi domando, con stupore tanto grande quanto sincero, come la mia mente non si sia smarrita in tanto orrore, e come il mio corpo, fragile corpo di donna, non sia stato spezzato sotto il peso di tanti sacrifici che gli vennero imposti e dei disagi che dovette forzatamente affrontare. Mi auguro che specialmente i giovani, leggendo queste mie righe, sentano la responsabilità di vigilare ed impedire in ogni modo che certi errori ed orrori siano più ripetuti. È necessario ricordare e capire ciò che accadde molti anni fa, affinché nessun popolo sia più condannato a vivere una simile tragedia". "Io spero che questo libretto – e qui Grieco ha citato don Angeli - aiuti i giovani a meditare sui valori profondi della loro vita a considerare come anche solo da un atteggiamento di indifferenza o di assenteismo possono derivare catastrofi inenarrabili. La libertà, la giustizia, la pace esigono un impegno continuo, un sacrificio da cui nessuna generazione può essere esentata". "Memoria come strumento critico - ha concluso quindi Cristina Grieco - come coscienza partecipata e condivisa, necessaria per disinnescare la violenza. E' questo il senso del giorno della memoria e dell'impegno della Regione nel coinvolgere le scuole in un percorso educativo e formativo che va oltre un giorno di commemorazione".

"Il treno che ci porta a Auschwitz -ha scritto la consigliera metropolitana Francesca Paolieri- non deve essere solo un esercizio di memoria, ma il punto di partenza affidato a ciascuno per raccontare e tramandare al prossimo quello che è stato e vivere ogni giorno in modo che non accada più". "Il nostro Mediterraneo è ormai una grande fossa comune. Non possiamo continuare a vivere sicuri nelle nostre tiepide case facendo finta di nulla. Il Giorno della Memoria deve accompagnare le nostre riflessioni e i nostri comportamenti ogni momento della nostra vita. Se, come diceva Primo Levi 'comprendere è impossibile, conoscere è necessario', e per questo organizziamo il Treno della Memoria ormai da 15 anni": sono le parole di Ugo Caffaz che da sempre ha animato questo pellegrinaggio della memoria.

L'intervento finale è stato del giovane Bernard Dika, rappresentante del Parlamento degli studenti della Toscana. Ha strappato gli applausi dei suoi coetanei quando ha ricordato quanto sia necessario prendere il testimone dei sopravvissuti è di come non sia "più tollerabile sentire politici e semplici cittadini affermare "American first" o "Prima gli italiani"."

Per celebrare, guardando al futuro, la Giornata della Memoria 2017, sarà allestita nei locali della BiblioteCaNova la mostra “Sterminio in Europa” a cura di ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati), con l’inaugurazione fissata alle ore 9.30 cui parteciperanno Silvano Priori (Istituto Storico della Resistenza in Toscana), Sara Burberi (ANED) e Mirko Dormentoni, presidente del Quartiere 4. “E’ importante ricordare ancora oggi quel che accadde il 27 gennaio 1945 – spiega il presidente del quartiere 4 Mirko Dormentoni – e lo facciamo in due momenti diversi non con delle semplici celebrazioni ma on il protagonismo dei ragazzi delle scuole, con la volontà di rinnovare la memoria, attraverso immagini e competenti contributi, per stimolare la tragedia ma anche il valore di quei fatti, avendo anche l’ambizione di trovarne nell’oggi”.
Alle ore 17.00, invece, si terrà l’incontro “I giovani intervistano la Storia”: i ragazzi della Scuola media inferiore Pirandello intervistano la scrittrice di “Memorie di un tempo di guerra” (Florence Art Edizioni, 2016), Anna Macchioni, con proiezioni da Diodi, documentario sulla Resistenza, alla presenza di Fulvia Alidori, autrice di “Cento colpi e le sbucciature” e musiche dal vivo realizzate dal gruppo “X All” formato da ragazzi della scuola Pirandello.
La mostra “Sterminio in Europa” sarà visitabile fino all’11 febbraio. Visite guidate per le scuole secondarie di primo e secondo grado saranno possibili su prenotazione, anche telefonica, allo 055710834 – BiblioteCaNova Isolotto, nel periodo di esposizione.

Letture, commenti e riflessioni in occasione del Giorno della Memoria, domenica 29 gennaio alle 11 il Museo ebraico di Firenze e la Sinagoga promuovono l’iniziativa Il canto e la memoria: Dante e Primo Levi a confrontoIl ventiseiesimo canto dell'Inferno, nel quale Dante incontra Ulisse, è considerato uno dei passi più belli di tutta la Divina Commedia, proprio il ricordo di quei versi è per Primo Levi uno strumento di salvezza nell'inferno dei lager. Ecco che la memoria, oltre a diventare strumento di resistenza passiva, diventa anche dovere morale. L’attività ha un costo di 7 euro, è consigliata la prenotazione al numero 055/2346654 o sinagoga.firenze@coopculture.it.

La Sinagoga è aperta da domenica a giovedì dalle 10 alle 17,30 e il venerdì dalle 10 alle 15, la biglietteria chiude 45 minuti prima; il sabato e in occasione delle festività ebraiche è chiusa ai visitatori ed è aperta esclusivamente per le funzioni religiose.

L’Amministrazione Comunale di Rufina e Gli “Amici di Contea” con la collaborazione di ANED Associazione Nazionale ex-deportati nei campi nazisti sezione di Firenze organizzano “Una Ricetta per la Memoria”. L’iniziativa si svolgerà giovedì 26 gennaio alle 21 nella Sala Consiliare del Comune di Rufina. L’incontro, aperto a tutta la cittadinanza e particolarmente rivolto ai giovani, sarà un’occasione per narrare quello che è accaduto all’interno dei campi di sterminio che ha portato alla morte di migliaia di ebrei, ma anche di numerosi perseguitati politici italiani ed europei. L’intento della serata è quello di conservare il ricordo di questo oscuro periodo storico che ha coinvolto l’Italia e l’Europa. Il tema dell’incontro è quanto mai attuale se si pensa alle tante situazioni di discriminazione che tutt’oggi si verificano: sulla paura, l’odio, l’emarginazione del diverso, che stanno culminando nella costruzione di nuovi muri.

Il viaggio della memoria in compagnia dei bambini nelle piazze di Greve in Chianti e nelle sue frazioni. E’ un canto corale, all’aperto, quello che la comunità chiantigiana celebrerà in occasione del Giorno della Memoria. Contemporaneamente a Greve, Strada, Panzano e San Polo gli studenti delle scuole dell’Infanzia e primarie del territorio intoneranno melodie e canti ispirati al tema della memoria. Il Comune di Greve, in collaborazione con l’Istituto comprensivo, ha organizzato una giornata ricca di eventi in programma venerdì 27 gennaio. Alle ore 10.30 le letture si alterneranno ai canti nelle piazze delle frazioni e nel pomeriggio alle ore 18 la Biblioteca comunale Carlo e Massimo Baldini ospiterà la performance teatrale “La speranza tradita” per la regia di Dimitri Frosali, prodotto dall’associazione Laboratorio Amaltea. Il testo è tratto da “La speranza tradita”, antologia della deportazione politica in Toscana edito da Pacini. Lo spettacolo, il primo di una nutrita serie inseriti nel cartellone culturale della biblioteca comunale, vede l’interpretazione di Jacopo Biagioni, Viviana Ferruzzi, Samuel Osman, Antonio Timpano e Michela Stellabotte. La messa in scena sviluppa il tema della memoria attraverso le voci di coloro che hanno vissuto in primo piano una delle più grandi ferite del Novecento italiano: la deportazione verso i campi di concentramento avvenuta nel ’44. Un evento unico, una drammaturgia a quadri, un viaggio tragico in quell'inferno della storia contemporanea. Ingresso libero.

Al Teatro Giotto di Borgo San Lorenzo lo spettacolo Cadono i petali, realizzato dall’Associazione Lo Scrittoio e promosso dal Comune. Poesia, musica e danza si intrecceranno sotto la regia di Maria Amore e Giulia Finocchi, con le coreografie di Caterina Pini e Gianluca Grossi.

A Siena al Teatro dei Rozzi, in piazza Indipendenza, che, a partire dalle ore 21.15, metterà in scena l’ultima replica dello spettacolo ‘Una giornata particolare’, ideato da Ettore Scola e Ruggero Maccari. Protagonisti del palco del Rozzi sono Valeria Solarino e Giulio Scarpati, che racconteranno, sullo sfondo della città eterna, un incontro davvero ‘particolare’ e inaspettato. L’ingresso è a pagamento. Per maggiori informazioni chiamare il numero 0577 292141 o scrivere a cultura_teatro@comune.siena.it.

Doppio appuntamento alla Sinagoga di Siena in occasione della Giornata della Memoria domenica 29 gennaio. L’arte osteggiata durante il Nazismo diventa protagonista per un giorno anche in Sinagoga grazie all’adesione al progetto "La Shoah dell'Arte" dell'associazione Ecad (impegnata da anni in attività di ricerca, approfondimento e divulgazione della memoria), patrocinato anche dal Presidente della Repubblica. La manifestazione si tiene in contemporanea in musei, gallerie e teatri d’Italia, pubblici e privati, e consente alle opere d’arte di diventare veicolo efficace per testimoniare la tragedia dell’Olocausto. Alle 11 la presentazione del quadro di Paola Levi Montalcini Spazi concentrati o diffusi, morsura su lastra di rame nichelata su plastica e legno. A seguire un focus di approfondimento sul percorso e la produzione artistica della pittrice, sorella del Premio Nobel Rita Levi Montalcini, con proiezioni di immagini, cataloghi e letture. Costo attività 5 euro, è consigliata la prenotazione. Le attività proseguono nel pomeriggio dove alle 16 è in programma la lettura animata per i più piccoli del volume La città che sussurrò di Jennifer Elvegre (Giuntina, 2015). L’appuntamento è pensato per bambini dai 6 ai 12 anni e vuole porre l'accento sui temi della resistenza, sull’aiuto reciproco e dell'agire comune. Protagonista del libro è la piccola Anett che scopre casualmente, nascosta nello scantinato della sua abitazione, una famiglia di ebrei che aspetta l’occasione propizia di poter lasciare la città per sfuggire alle persecuzioni. Annett farà amicizia con il piccolo Carl, riuscendo a vincere paura e diffidenza, e riuscirà perfino a salvare il nuovo amico. L’attività è gratuita, la prenotazione è obbligatoria. Le iniziative sono promosse a cura di CoopCulture, per prenotazioni chiamare il numero 0577/271345 o scrivere a sinagoga.siena@coopculture.it.

Giovedì 26 gennaio (ore 21.30) concerto a Livorno al Nuovo Teatro delle Commedie. Intitolato “Ricercare” il concerto sarà eseguito dall’ensemble “ La Fabbrica del Nulla” con Massimo Buffetti al piano, Stefano Agostini ai flauti, Carlo Failli clarinetti e Luca Guidi alle chitarre. La musica ha subito talvolta utilizzi spregiudicati durante il periodo della Shoah nei campi di sterminio, spesso relegata al servizio di chi voleva servirsene per mascherare momenti di atrocità imminenti. La musica è stata compagna per coloro che costretti a subire condizioni di vita disumane, ne hanno tratto conforto, trovandovi rifugio. L’ensemble “La Fabbrica del Nulla” si è formato sulla scia del CD omonimo di recente pubblicazione, edito da Rai Traid con vari brani utilizzati in numerose trasmissioni televisive e produzioni della RAI: la storia siamo noi, Geo &Geo, Uno mattina, La vita in diretta, Ballarò, ecc. film, trailer, documentari presentati al Festival Cinema Biennale Architettura di Venezia. Il concerto è promosso della Comunità Ebraica in collaborazione con il Comune di Livorno. Giovedì 26 gennaio ( ore 10), nella sala conferenze dell'ISTORECO (Complesso della Gherardesca, via G. Galilei 40) , incontro con le classi terze della scuola media Borsi e proiezione del film Monsieur Batignole di Gérard Jugnot. Introduce e coordina il prof. Marco Manfredi. Venerdì le celebrazioni inizieranno alle ore 9 al Cimitero Ebraico (via Don Aldo Mei) con la deposizione della corona e omaggio alle vittime della Shoa (l’iniziativa è promossa dal Comune di Livorno). Alle ore 10.30 si aprirà la cerimonia in Prefettura che prevede i saluti istituzionali del Presidente della Comunità Ebraica di Livorno Vittorio Mosseri , del sindaco Filippo Nogarin e della PrefettoAnna Maria Manzone. A seguire il coro della Comunità Ebraica, la proiezione del documentario “Le leggi razziali e gli Ebrei”, esibizione degli studenti del Liceo Musicale ISIS “Niccolini Palli”, lettura di brani e riflessioni degli studenti della scuola secondaria di primo grado “ G.Borsi”, testimonianza della sig.ra Daniela Sarfatti, consegna della “Medaglia della Liberazione” al sig. Santo Santino. Sempre venerdì (ore 15.30) si inaugura un nuovo spazio museale nel matroneo del Museo Ebraico “Yeshiva Marini” (via Micali,21). Destinato ad ospitare mostre temporanee, il nuovo spazio ospiterà per il Giorno della Memoria 2017 “La stanza della memoria” dedicata a Frida Misul, promossa dalla Comunità Ebraica in collaborazione con la coop. Amaranta Service. Sarà esposto “Il mio diario” ed altri oggetti donati dal figlio Roberto Rugiadi. Frida Misul, deportata ad Auschwitz, fu liberata a Teresienstadt dalle truppe sovietiche il 9 Maggio 1945; inizierà già durante il viaggio di ritorno a scrivere il suo diario nell’urgenza di testimoniare la barbarie nazista. In mostra saranno esposti anche un brandello di tessuto della divisa del campo con il suo numero di matricola, la fascia del ghetto con la stella di David che gli ebrei dovevano tenere al braccio, documenti anagrafici familiari ove è specificata l’appartenenza alla “razza Ebraica”, foto di Frida prima e dopo l’internamento nei campi. La mostra sarà aperta anche il 29 gennaio alle ore 16 e il 5 febbraio alle 16.00. Successivamente, le scuole potranno visitarla contattando Amaranta service: amarantaservice@tiscali.it o telefonando al 3208887044. Alle ore 21 di venerdì 27 gennaio alla Goldonetta sarà proiettato il film “Lo Stato contro Fritz Bauer” (Germania 2015). Regia Lars Kraume con Burghart Klaußner, Ronald Zehrfeld. Nel giorno dedicato alla memoria dell’Olocausto una rispettosa e riflessiva attenzione si sposta sulla pellicola tedesca Lo stato contro Fritz Bauer, incentrata sulla figura del procuratore generale di origine ebrea Fritz Bauer, che sta cercando di portare in tribunale gli autori dei crimini di guerra perpetrati durante il Terzo Reich. Quando il procuratore viene a sapere che Adolf Eichmann, un ex tenente colonnello delle SS che si è reso responsabile della deportazione di massa degli ebrei si nasconde a Buenos Aires, la sua azione giudiziaria si rivela impossibilitata da uno Stato che è fermamente determinato a censurare il suo terribile passato. Diffidando del sistema giudiziario tedesco, Bauer contatta il Mossad, il servizio segreto israeliano, commettendo così alto tradimento. Ma a spingerlo non è un desiderio di vendetta, bensì la sua sincera preoccupazione per il futuro della Germania. (Info:0586.204205/23 ). Martedì 31 gennaio dalle ore 9 alle 12.15 presso l’Auditorium “Pamela Ognissanti” del centro Servizi Area Nord del Comune di Livorno si terrà un incontro con gli studenti a commemorazione dei caduti della barbarie nazista. L’iniziativa è promossa da ANED, ANPI, ANPPIA, ANEI di Livorno con il patrocinio del Comune di Livorno. Sempre martedì 31 gennaio, alle ore 16, nella sala conferenze dell'ISTORECO (complesso della Gherardesca ,via Galilei,40) è previsto l’incontro con Camilla Brunelli e Elisabetta Ruffini sul tema: La deportazione politica. Introduce e coordina Carla Roncaglia.

Una programmazione speciale per ricordare l'olocausto e celebrare la Giornata della Memoria nelle sale cinematografiche della Versilia storica: ecco che Apuania Cineservice ha pensato ad una serie di proiezioni esclusive, tra documentario e finzione, dal 26 Gennaio al 2 Febbraio, con un occhio di riguardo per gli educatori. A partire dalla storia vera di Fanny Ben-Ami, l'on the road per tutta la famiglia Il viaggio di Fanny, che sarà presentato Giovedì 26 Gennaio alle 18:30 e replicato Venerdì 27 alle 21:15 al Cinema Scuderie di Seravezza.LA TRAMA: Seconda guerra mondiale. La dodicenne Fanny è una ragazzina coraggiosa che, nascosta in una casa lontano dai suoi genitori, si prende cura delle sue due sorelline. Dovendo fuggire precipitosamente per non essere catturata dai nazisti, si mette a capo di un gruppo di otto bambini e si imbarca in un pericoloso viaggio attraverso la Francia occupata per raggiungere il confine con la Svizzera. Tra paure, risate e incontri inaspettati, il piccolo gruppo imparerà a essere indipendente e scoprirà l'importanza della solidarietà e dell'amicizia. Alle Scuderie Giovedì 26 alle 21:15, Venerdì 27 e Sabato 28 alle 18:30 arriva Austerlitz, presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia: il documentario del regista ucraino Sergei Losnitza è un interessante viaggio nella memoria e una critica alla fruizione digitale e social dell'orrore. Il titolo del film si riferisce al romanzo omonimo scritto da Winfried Sebald e dedicato alla memoria dell'Olocausto: attraverso la visita al museo di Sachsenhausen, allestito dentro un campo di concentramento, il regista si chiede perché sempre più persone visitino questi inquientanti luoghi della memoria.
A conclusione di questa programmazione speciale ecco arrivare Giovedì 2 Febbraio alle 21:15 al Cinema Comunale di Pietrasanta il film drammatico La verità negata interpretato dal Premio Oscar Rachel Weisz e da Tom Wilkinson (Sogni e delitti, Shakespeare in love) eTimothy Spall (Turner, Harry Potter, Segreti e bugie): ispirato a una vicenda realmente accaduta e al best-seller scritto da Deborah E. Lipstadt, racconta la battaglia legale dell'autrice contro David Irving che la accusò di diffamazione quando lei lo definì un negazionista dell'Olocausto; la Lipstadt e la sua squadra legale furono costretti a provare che l'Olocausto era realmente accaduto e che Irving aveva manipolato i dati per far scomparire la Storia.

Redazione Nove da Firenze