Rubrica — La tavola toscana

Torna Calici di stelle

Dal 6 al 14 agosto decine di eventi in tutta la Toscana. Attesi oltre un milione di enoturisti in 140 Comuni. A Carmignano e si festeggiano i 300 anni del vino del Granduca. Streetfood greco e golosità dell’Osteria delle Crete alla Fattoria del Colle


Cibo di strada e vino di qualità? Una strana coppia possibile. E’ la scommessa che il Movimento Turismo del Vino Toscana lancia insieme all’Associazione nazionale Streetfood (l’unica in Italia a certificare la qualità di questi cibi della tradizione) per la serata clou dell’evento più atteso dell’anno: Calici di Stelle. E non è finita. Per quest’anno l’evento, promosso in tutta Italia da Città del Vino e Movimento Turismo Vino, per tutta la settimana dal 6 al 14 agosto vede in Toscana la partecipazione di oltre venti aziende appartenenti al Movimento che proporranno iniziative dal tramonto in poi per avvicinare, far conoscere e far divertire le migliaia di visitatori che in quei giorni approfitteranno dell’ormai tradizionale evento dell’estate. E’ l’evento nato oltre dieci anni fa per promuovere il vino italiano durante il periodo estivo. Il 10 agosto di ogni anno, la notte di San Lorenzo, nelle piazze e nelle cantine italiane gli enoappassionati sono protagonisti del brindisi più atteso dell'estate. Movimento Turismo del Vino e Città del Vino, l'associazione dei comuni vitivinicoli d'Italia, si uniscono per dare vita ad un evento che si sviluppa con una miriade di appuntamenti, dalla Val d'Aosta alla Sicilia. Vino e offerta culturale, insieme alla magia dei territori sotto le stelle, sono l'abbinamento vincente della manifestazione, in una formula che unisce la filosofia del buon bere a eventi, spettacoli, design e arte.

Cibo di strada con Calici di Stelle

 Come detto sarà il momento di punta di tutta la settimana dei festeggiamenti. Un abbinamento insolito pensato dal Movimento Turismo del Vino Toscana per questa edizione che nella sola giornata del 10 agosto vedrà alcune delle cantine aderenti all’iniziativa ospitare un cibo di strada abbinato ai propri vini. Così capiterà di assaggiare l’Orcia Doc o il Brunello di Montalcino abbinati al cibo di strada greco, o il Vino Nobile di Montepulciano alla paella e alle tapas spagnole, o il Chianti alla trippa e al lampredotto, passando poi per i grandi rossi toscani abbinati agli hamburger di Chianina. Un ricco programma realizzato con la collaborazione dell’Associazione nazionale Streetfood, che da dieci anni riunisce in Italia i migliori produttori internazionali di cibo di strada.

I programmi

Dal 6 al 14 agosto la festa di Calici di Stelle toccherà le terre del vino toscano. Dal Brunello al Nobile, passando per Chianti, Val d’Orcia e arrivando fino alla Maremma e alle coste nord della Toscana. Le tante aziende che organizzeranno inoltre, nel periodo dal 6 al 14 agosto, numerose iniziative, dalla musica all’arte, passando per lo spettacolo, con degustazioni particolari che avranno come filo conduttore il cielo stellato della Toscana.

Calici di Stelle a Carmignano

Avrà un sapore particolare “Calici di Stelle” a Carmignano quest'anno. Saranno anzitutto quattro giorni anziché tre, il 6-7 e poi ancora il 9 e 10 agosto: un giorno in più delle ultime edizioni dal 2013, il doppio degli anni precedenti, quattro volte la festa che in Rocca e sulle colline medicee la Pro Loco, assieme al Comune che concede gratuitamente lo spazio, ha iniziato ad organizzare nel 1999 e che animava allora la sola notte di San Lorenzo. Ma la kermesse negli incantevoli e freschi giardini di olivi dell'antico castello che domina dall'alto il capoluogo, con una vista mozzafiato su tutta la piana tra Firenze, Prato e Pistoia, non si è solo allungata. Il sapore particolare arriva da una ricorrenza speciale. Il primo bando fu pubblicato il 18 luglio e il secondo il 24 settembre, giorno scelto per spegnere le trecento candeline del Carmignano. Fu di fatto la prima Doc al mondo, prima ancora che le Doc e Docg esistessero: un primato condiviso con Chianti, Pomino e Val d'Arno di Sopra, che è poi il Rufina. Le origini e le mille curiosità del vino delle colline medicee, tra storie tramandate, aneddoti e fonti di archivio, sono state raccontate due anni fa in un libro, “Il Carmignano. Il vino del granduca che varcò l'oceano”, pubblicato dal Comune e curato dal giornalista Walter Fortini. Lo si potrà acquistare anche durante la festa. Per questa edizione di “Calici di stelle”, grazie al gruppo fotografico Photolovers, ci si potrà così fare uno scatto ricordo con granduca e consorte, interpretati da due attori. La ricorrenza sarà ulteriormente sottolineata dalle magliette blu indossate dai volontari della Pro Loco in servizio, con un'immagine creata per l'occasione. Magliette bianche e nere si potranno naturalmente anche acquistare: in due versioni, maschile e femminile. C'è pure una pagina facebook speciale per i trecento anni del vino e gli eventi in programma. Per il resto gli ingredienti saranno quelle soliti. Il che non vuol dire ripetersi con stanchezza: tutt'altro, perché ogni edizione riserva sempre qualche sorpresa. La festa nasce per enonauti e curiosi del buon bere. Ma in diciassette anni è diventata un appuntamento un po' per tutti: per appassionati e neofiti, per chi sa e chi vuol sapere, per le famiglie anche o per chi semplicemente vuol cercare un po' di fresco alla calura estiva, ascoltare buona musica, assaporare qualche manicaretto o un fresco gelato e godersi un panorama incantato. Altrimenti non si spiegherebbero i numeri: più di 4500 in tre sere nel 2014, record imbattuto per via del maltempo che ha costretto l'anno scorso a cancellare l'ultima serata. Si arrampicano fino in cima alla Rocca, a piedi o col bus navetta dopo aver parcheggiato l'auto in paese, i carmignanesi e i turisti, anche stranieri, che soggiornano sulle colline medicee, i pratesi e i fiorentini. A volte c'è chi arriva da più lontano, dalla costa. Dalle 20 a mezzanotte passata saranno anche quest'anno quattro notti - sabato e domenica e poi ancora martedì e mercoledì – per gli amanti del vino, con produttori e sommellier in grado di saziare ogni curiosità sui blasonati Doc, Docg e supertuscans carmignanesi. Sono attese una dozzina di fattorie, praticamente quasi tutti i produttori di Poggio e Carmignano. Saranno quattro notti per i romantici con il naso all'insù, che potranno cercare in cielo il guizzo di una stella cadente o imparare di più sull'universo in compagnia degli astrofili del gruppo “Margherita Hack” di Firenze, in Rocca di nuovo con i loro telescopi. Saranno quattro notti di musica dal vivo, protagonisti ancora jazz e swing (ma anche il soul e atmosfere anni Sessanta) e ospiti, nell'ordine Massimiliano Calderai e il suo quartetto con “Frame”, il trio di Elisa Mini in “High Times, Hard Times”, Kabasoul e “Quei bravi ragazzi”. Saranno quattro notti durante le quali degustare prodotti tipici e piatti preparati dai ristoratori del posto e da artigiani del gusto, tra stuzzichini, pizza e formaggi, salumi, gelati e piatti caldi, scoprire il progetto di biodistretto del Montalbano o lasciare una firma per salvare la millenaria abbazia di San Giusto spersa nei boschi di Pietramarina. Si potrà anche ammirare la mostra di fotografia di Manrico Finotto “Abacrasta non c'è” oppure far divertire i bambini partecipando a laboratori ed animazioni. Una festa dunque per tutti, enonauti e famiglie. In fondo si pagano solo 2 euro per entrare: i bambini fino a dodici anni neppure quello. Si paga se si vuol mangiare o bere, scambiando gli euro in 'grappoli' di carta, ma non è obbligatorio. Serve un calice (da acquistare sul posto), ma si può portare da casa. I bicchieri di quest’anno avranno però una serigrafia speciale per i 300 anni: i collezionisti non possono mancarli. Non si paga per i concerti e le animazioni e neppure per la navetta per salire in Rocca: perché arrampicarsi fino in vetta alla collina su cui domina quel che resta del castello può essere una passeggiata piacevole, ma magari c'è anche chi non se la sente.

L’evento fu ideato da Donatella Cinelli Colombini nel 1997, la figlia Violante Gardini, recentemente riconfermata alla carica di Presidente Toscana del Movimento Turismo del Vino, lo ripropone ogni anno rinnovato e con un tocco di originalità. Grazie alla collaborazione di quest’anno con l’associazione Streetfood la Fattoria del Colle ospiterà il produttore di cibo di strada Erion della Taverna Greca di Arezzo che sarà alla Fattoria già dalla mattina proponendo per tutta la giornata i piatti tipici della cucina greca come le Pita Gyros e il Souvlaki . Chi vorrà potrà anche prenotare un pranzo greco. Alle 20.00 ad Erion si uniranno Roberta Archetti, chef della Fattoria del Colle e Donatella Varlunghi chef dell’Osteria delle Crete di San Giovanni d’Asso, che presenteranno un buffet di piatti di cucina toscana rielaborati sul tema greco della serata. Per i toscani più convinti non mancheranno piatti tradizionali come la pasta al forno al sugo bugiardo di Trequanda, il baccalà e i pomodori al forno fiorentini.Donatella Cinelli Colombini proporrà i suoi due vini il Rosa di Tetto IGT e il Leone Rosso Orcia DOC per accompagnare il buffet. Al termine ballo sotto gli alberi illuminati dallo scenografo Philip Robinson ( lo stesso di Quattro matrimoni e un funerale) e giochi divertenti come la portata greca delle uova. Per chi vorrà raggiungere la Fattoria già dal pomeriggio, alle 18.00 potrà partecipare gratuitamente alla degustazione itinerante: 4 assaggi di IGT Toscana bianco Sanchimento, Chianti Superiore DOCG” , Orcia Doc “Cenerentola” e Brunello di Montalcino DOCG tutti di produzione aziendale. Gli assaggi avvengono durante un percorso che inizia con il brindisi di benvenuto davanti al panorama delle Crete senesi e della Val d’Orcia. L’itinerario costeggia i vigneti di Chianti e di Orcia per tornare alla cappella cinquecentesca di San Clemente e dopo entra nella villa del Colle visitando la sala degli stemmi, dove avviene il secondo assaggio. Segue la cucina storica e la sala del biliardo. L’ultima parte del percorso è nella cantina. Nella bottaia del vino Orcia Cenerentola i visitatori gustano proprio questo vino. Dopo la visita della vinsantaia e dell’infernotto del Brunello d’antiquariato la visita si conclude con un brindisi di Brunello.

Redazione Nove da Firenze