Rubrica — In cucina

Taste 2019 alla Leopolda dal 9 all'11 marzo

Impasti di pizza, gin experience, degustazioni di tartufi e di ogni prelibatezza in anche a FuoridiTaste


Sarà la Stazione Leopolda -in Viale Fratelli Rosselli 5 a Firenze- la consueta di Taste 2019 il salone delle eccellenze dell’enogastronomia, in scena a Firenze dal 9 al 11. Laboratori gratuiti inclusi nel biglietto di ingresso alla manifestazione con prenotazione obbligatoria (posti limitati): 055.3693304 - eventi@pittimmagine.com.

Sabato 9 (alle 10:30) alla Buonerìa in Via del Fosso Macinante 4- evento gratuito per bambini dai 4 anni: preparare del semplice pane può essere un modo per stimolare la fantasia e la creatività. In questo laboratorio 20 mini chef impasteranno da veri artisti sotto la guida di un mastro panificatore della Buonerìa. A fine laboratorio una gustosa merenda con pane e cioccolata.

La storica gioielleria Cassetti Firenze di Ponte Vecchio apre le sue porte ad un evento del food con un partner d’eccezione: Savini Tartufi. A legare questi due mondi apparentemente distanti un unico filo conduttore: i diamanti. Cassetti Firenze realizza, per i clienti di tutto il mondo, gioielli artistici dove oro e diamanti sono i protagonisti indiscussi. Per l’azienda Savini Tartufi i profumati e pregiati tuberi sono l’elemento base di ogni prodotto e non a torto proprio i tartufi sono definiti i diamanti della terra. Uno speciale allestimento coniugherà i due mondi per dar vita non ad un semplice evento ma un vero e proprio percorso sensoriale che coinvolgerà la vista ed il palato, senza tralasciare l’olfatto, per vivere una esperienza all’insegna totale del lusso. Gli ospiti avranno modo di ammirare le preziose creazioni della maison Cassetti, poste all’interno di campane di vetro, abbinate ai prodotti Savini Tartufi. In anteprima Taste sarà presentato il Truffle Crunch (proposto in bustine da 120 g.), noccioline tartufate e fritte, rivestite da una pasta super croccante, ideale da gustare durante un aperitivo o una semplice pausa. Nel corso della serata saranno degustate tre tipi di salse al tartufo (con carciofi, crema di parmigiano, funghi) le prelibate peschiole e le fragranti patate al tartufo con olio di oliva. Il tutto accompagnato da un beverage d’eccezione dell’azienda Le Filigare che per l’occasione ha scelto un Brut Rosè (dai profumi floreali e di fragoline di bosco, crosta di pane e cenni agrumati) ed un Chianti Classico D.O.C.G. (al gusto si presenta fresco e fruttato, note pulite ed intense di fiori freschi e frutti croccanti).

Un distillato totalmente made in Tuscany si fa ambasciatore della Tuscan Way of Life, con le prime esperienze full immersion dedicate al gin Peter in Florence, nell’Eco Resort Podere Castellare, casolare originario del XIII secolo completamente ristrutturato, sede dell’unica distilleria in Italia esclusivamente dedicata al gin. I percorsi saranno sperimentabili in preview alla Stazione Leopolda, in occasione della prossima edizione di Taste. Peter in Florence sarà inoltre protagonista del calendario Fuori di Taste, sabato 9 marzo in chiave streetfood, con l’aperitivo “Gin & Porchetta, Coppia Perfetta”, dalle ore 19 in accoppiata con i salumi Mannori (S. Forno, via S. Monaca 3r), e in versione deluxe domenica 10 marzo, in accompagnamento alle ricette elaborate da Edoardo Tilli, chef del Podere Belvedere (Plaza Hotel Lucchesi, lungarno della Zecca Vecchia, 38). Tra le “experience” presentate in anteprima a Taste: visite guidate alla distilleria, con nozioni sul metodo per produrre il gin e fine tasting (livello basic e versione “master”), botanical tour “sul campo” nel senso letterale del termine, per riconoscere le erbe aromatiche che crescono attorno a Podere Castellare e vengono usate nel processo di distillazione, full immersion di una giornata con pranzo o cena di degustazione in abbinamento a cocktail a base di Peter in Florence, fino alla formula “Weekend Tonic”, con aperitivo con vista sulla vallata, pernottamento, late check out e massaggio rigenerante agli oli essenziali delle erbe aromatiche. Alla Stazione Leopolda sarà possibile fare un tour virtuale della distilleria, grazie al visore 3D appositamente sviluppato, oltre a partecipare a degustazioni bendate guidate direttamente dal master distiller Stefano Cicalese, per imparare a distinguere le 14 botaniche che conferiscono al Gin Peter in Florence il caratteristico aroma e la finezza che lo contraddistingue. La zona dove Peter in Florence viene prodotto vanta una lunga tradizione nella coltivazione delle botaniche e della produzione del gin: primi tra tutti a cimentarsi in questa specialità furono i monaci della vicina Abbazia di Vallombrosa (sorta nel 1036). Dal 1400 fino alla soppressione napoleonica i monaci coltivarono erbe mediche e botaniche; a Vallombrosa ancora oggi utilizzano le stesse ricette del 1400 e il processo di macerazione con le bacche di ginepro in infusione. Nel corso del tempo anche Podere Castellare si è trasformato, diventando prima un’azienda agricola da 35 ettari e un eco resort poi, attorno al quale si coltivano ancora oggi iris e ginepro. Nella vecchia cantina dove si produceva il vino, adesso si trova il laboratorio di produzione del gin. Peter in Florence mette al centro l’iris, icona della città, di cui vengono usati non solo la radice, come da tradizione, ma anche i petali. E’ un gin classico, in osservanza alle regole del London Dry Gin, ma innovativo, anche per l’uso delle varie botaniche. Quattordici in tutto quelle che lo compongono, quasi tutte locali: oltre al ginepro e all’iris, la scorza di bergamotto fresca, quella di limone essiccata, il coriandolo, le bacche di rosa, i fiori di lavanda e di rosmarino freschi. Tutti provenienti da micro-produttori locali specializzati e bio. A cui si aggiungono: la radice di angelica dalla Francia, la corteccia di cassia dalla Cina, il cardamomo dal Marocco, le mandorle amare dalla Spagna e i grani del Paradiso dall’Africa Occidentale. Fondamentale l’acqua, che viene raccolta dal pozzo di Podere Castellare, analizzata in laboratorio e trattata con l’osmosi inversa, raggiungendo i più elevati standard qualitativi internazionali previsti dall’industria beverage. La ricetta prevede la combinazione di infusione liquida e infusione a vapore. La “vapour infusion” fu introdotta da Thomas Dakin utilizzando un alambicco Carterhead, il cui progetto è stato reinterpretato per Peter in Florence utilizzando le migliori tecnologie disponibili, come la fluidodinamica numerica, ma mantenendone il design che lo contraddistingue da quasi 200 anni. Lo speciale alambicco, realizzato in esclusiva da Green Engineering, è una versione ridotta dello storico Carterhead utilizzato per la produzione di alcuni tra i migliori gin al mondo. Il design mantiene quello originale del 1831, ma le caratteristiche tecnologiche lo rendono all’avanguardia, unico in Italia, permettendo di controllare con un altissimo grado di precisione tutti i parametri fondamentali della distillazione, quali grado alcolico, densità e temperatura, garantendo una elevata qualità. Si tratta anche del primo alambicco in Italia che utilizza l’infusione a vapore, permettendo una estrazione più delicata e naturale di oli essenziali e aromi.

Incontri di gusto sulla CRESSta dell’onda al Cordon Bleu di Firenze. La Scuola di Arte Culinaria ospita un Fuori diTaste d’eccezione, sabato 9 marzo (orario dalle 18.30 alle 20.30, costo: 10 euro, prenotazione obbligatoria al numero 055 2345468). Protagonisti di una lezione-aperitivo unica nel suo genere i micro ortaggi dell’azienda Koppert Cress e la cucina della chef Deborah Corsi del ristorante “La perla del mare” di San Vincenzo (Livorno).In degustazione finger food di pesce e i “cress” dell’azienda olandese. Sarà servito in abbinamento il Vermentino Phylika 2018 della Tenuta Poggio Rosso. Le eccellenze della Costa Toscana incontrano quindi il micro-mondo di sapori, profumi e colori firmato Koppert Cress. Una lezione aperitivo dove tradizione e innovazione dell’arte culinaria si fondono. Koppert Cress porta anni di esperienza e sperimentazione proponendo micro ortaggi in grado di avere ognuno uno specifico effetto sui sensi: dal sapore al profumo e all’aspetto. La cucina di Deborah Corsi (JRE-Jeunes Restaurateurs d’Europe) riflette le sue grandi passioni: il mare e la pittura. Si ispira alla tradizione culinaria della sua terra che reinterpreta in chiave contemporanea con un tocco creativo. L’incontro tra i due mondi avviene al Cordon Bleu di Firenze. La scuola di Cristina Blasi e Gabriella Mari, che di Cordon Bleu sono l’anima da trentatré anni, segue la costante evoluzione dell’arte di cucinare e propone corsi e lezioni rivolte a professionisti e amatori per apprendere le nuove tecniche. Non vengono trascurati gli aspetti legati a storia cultura e tradizione della gastronomia per offrire un quadro il più ampio possibile dell’arte culinaria.

Redazione Nove da Firenze