Turismo: alla ricerca di nuove strategie di promozione

Dal 17 al 19 febbraio torna al Palacongressi “tourismA”, il salone internazionale organizzato da Archeologia Viva. A Volterra focus sul Testo unico. Agriturismi: nel 2016 Toscana regina, con +31% della domanda. E’ il Museo dell’Opera del Duomo quello che offre a Firenze la migliore esperienza di visita culturale


Dal nuovo Testo Unico, alle strategie di promozione 2017 fino alle politiche messe in campo a supporto del turismo. Saranno questi i temi al centro del convegno “Turismo Toscana: legge regionale, ecosistema digitale e social media” in programma a Volterra giovedì 16 febbraio (dalle 10,30 alle 18 – Torre Toscano). L’iniziativa, alla quale parteciperà l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo, è organizzata da Comune di Volterra, Comune di San Gimignano, Centro Studi Turistici, Regione Toscana e Toscana Promozione Turistica e vedrà la partecipazione di politici, tecnici e esperti del settore. La mattina sarà dedicata all’analisi della governance del turismo in Toscana; nel pomeriggio invece verranno affrontati aspetti più tecnici, quali il funzionamento dei bandi servizi qualificati, il sistema digitale del turismo in Toscana fino all’uso dei social media da parte degli operatori turistici. Tra gli interventi in programma quelli di Stefano Romagnoli, dirigente regionale del turismo; Alberto Peruzzini, direttore di Toscana Promozione; Alessandro Tortelli, direttore del Centro studi Turistici di Firenze; Davide De Crescenzo, Fondazione Sistema Toscana.

240 relatori, oltre 30 convegni, 100 espositori da tutto il mondo. Dopo il successo delle edizioni precedenti, torna per il terzo anno consecutivo “tourismA”, il Salone Internazionale dell'Archeologia e del Turismo Culturale, al Palazzo dei Congressi di Firenze da venerdì 17 a domenica 19 febbraio (con inaugurazione la sera del 16 in Palazzo Vecchio). Quest'anno ospite d'onore è l'Egitto celebrato da un testimonial d'eccezione, il noto archeologo Zahi Hawass che aprirà la manifestazione con un convegno interamente dedicato alla tanto discussa figura di Tutankhamon. Cresce intanto l'attesa per la copia esatta della celebre camera funeraria del “faraone bambino”, ricostruita in scala 1:1 e visitabile per tutti i giorni di “tourismA”. Spetterà invece al Ministro dei Beni e delle Attività Culturale e del Tursimo Dario Franceschini in persona consegnare a Piero Angela l'ambito premio speciale “R. Francovich” per il suo impegno nella divulgazione scientifica. Altri protagonisti di tourismA 2017 sono i Longobardi, con lo storico Franco Cardini che rivede – e corregge – la loro cattiva nomea di distruttori. Omaggio doveroso anche ai “padroni di casa” gli Etruschi, questa volta con una scoperta sconvolgente in Valdichiana che fa parlare addirittura di... sacrifici umani. Partecipa anche l’Università di Firenze col rettore Luigi Dei ad aprire le comunicazioni sulle ricerche dell’Ateneo fra Oriente e Africa. Poi il fascino misterioso della Preistoria d’Italia: quando e come fu popolata la Penisola? Ne parleranno gli esperti di sei diversi atenei che da decenni svolgono indagini nel settore. Inoltre, per la prima a Firenze, arriva Ötzi, l’Uomo del Similaun, che non cessa di stupire con le notizie fornite dallo studio della sua mummia e che verranno presentate in anteprima a “tourismA” dal Museo dell’Alto Adige. Spazio anche alle ultime scoperte a Pompei illustrate direttamente dal soprintendente Massimo Osanna. Tra speranze di rinascita e cronache di distruzione, si parlerà dello stato dei beni culturali in Iraq e Siria (con le ultime da Palmira). Tanti i nomi della divulgazione storico- archeologica a corredare il già ricco programma. Sarà Valerio Massimo Manfredi a farci rivivere i terribili momenti (per i Romani) della battaglia di Teutoburgo, mentre sapremo qualcosa di più delle donne nell’antica Roma grazie all'intervento di Marisa Ranieri Panetta. La ministra greca della cultura Lydia Koniordou sarà presente insieme a Louis Godart, consigliere culturale del nostro Presidente della Repubblica, per sostenere la causa della restituzione ad Atene dei marmi del Partenone che sono al British Museum. Mentre il gran finale toccherà ad Alberto Angela che parlerà di Leonardo e la Gioconda. “TourismA” è anche una grande occasione per parlare di parchi, musei e turismo culturale con proposte di nuovi tour nei Paesi mediterranei più ricchi di testimonianze del passato: saranno presenti Egitto, Giordania, Turchia, Croazia, Cipro, Algeria. Per la Croazia interverrà il Ministro del Turismo Gari Cappelli per presentare il nuovissimo Museo di Lussino dedicato alla preziosa statua greca dell’Apoxyomenos (a “tourisma” verrà esposta la fedele copia in bronzo) a suo tempo restaturata dall’Opificio delle Pietre Dure. A grande richiesta è stata ampliata infine la proposta di Archeolaboratori per grandi e piccoli, dove sarà possibile simulare lo scavo di una tomba etrusca, sperimentare la scheggiatura della pietra e l’accensione del fuoco, praticare l’antica arte della tessitura, scrivere in geroglifico, giocare alla longobarda. Soddisfatto il direttore della manifestazione, Piero Pruneti: «In tempi di crisi profonda, “tourismA” rappresenta una realtà culturale e fieristica in piena espansione. Abbiamo creato, anche grazie alla collaborazione di FirenzeFiera e sotto l’egida del Comune di Firenze, il più importante evento europeo dedicato alla promozione dei beni culturali e ambientali».

Il Museo dell’Opera del Duomo offre la migliore esperienza di visita culturale a Firenze. Il risultato eclatante emerge da una ricerca condotta da Sociometrica per conto dell’Opera di Santa Maria del Fiore,che per la prima volta ha preso in esame ilsentiment, ovvero il giudizio, la valutazione dell’esperienza della visita. La ricerca, che è stata realizzata attraverso l’impiego della tecnologia di Expert System, ha analizzato semanticamente oltre 14 mila commenti, in lingua inglese, pubblicati sui social media da turisti stranieri che hanno visitato Firenze, tra ottobre e dicembre 2016. Sotto la lente di ingrandimento dieci tra le principali attrazioni di Firenze: Il Museo dell’Opera del Duomo e gli altri monumenti del Grande Museo del Duomo (Battistero, Cupola del Brunelleschi, Cattedrale e Campanile di Giotto), la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, il Complesso di Boboli, Palazzo Pitti e le Cappelle Medicee. Grazie all’analisi semantica i testi sono stati indicizzati, classificati e su questa base è stato estratto e calcolato il sentimentriferito a ciascun singolo museo con una scala da 0 a 100. Il Museo dell’Opera del Duomo ha raggiunto il punteggio maggiore con 90 punti su 100. Questo a significare che la sua visita offre le maggiori emozioni, che vanno dalla sorpresa alla bellezza, dal valore alla sensazione di magnificenza, senza le difficoltà anche d’ordine pratico che talvolta accompagnano le visite nei luoghi più celebri. Ottimi anche i giudizi per gli altri musei fiorentini. Al secondo posto troviamo il Battistero con 89 punti, al terzo posto la Galleria dell’Accademia e la Cupola del Brunelleschi con 88. Seguono, con 87 punti, il Complesso di Boboli, Palazzo Pitti e la Cattedrale di Firenze. Le Cappelle Medicee ottengono 86 punti, mentre il Campanile di Giotto 84 (su cui pesa la conformazione architettonica che rende la visita più faticosa della media). Infine, la Galleria degli Uffizi con un punteggio di 83 su 100, su cui incidono fenomeni critici di contesto extra-museale. “Nel complesso Firenze - scrive sul report Sociometrica - si delinea come la città che riserva la migliore esperienza di visita culturale, perché la media del sentiment, espresso verso le sue dieci maggiori attrazioni, è di 87 punti su 100. In analoghe ricerche, che hanno preso in esame altre città e i principali musei italiani, il grado di soddisfazione è stato inferiore a quello registrato a Firenze”. Nel caso del Museo dell’Opera, e in varia misura anche per gli altri musei, i dieci concetti più usati sono stati: beautiful, worth, good, amazing, enjoy, interesting, nice, unique, best e wonderful. Tra i termini negativi troviamo principalmente:“affollamento” e “tempi d’attesa”. Un caso a se è quello della Galleria degli Uffizi che ha il maggior numero di citazioni in assoluto ed è l’attrazione di cui si parla di più a Firenze dopo il David. Molti sono i termini positivi, anzi entusiastici, ma numerosi sono anche quelli critici, tanto che il punteggio si ferma a 83 punti su 100. Non si tratta di critiche rivolte al Museo, ma piuttosto a quello che vi ruota attorno e che, influenza la qualità e la percezione dell’esperienza della visita. La seconda ricerca di Sociometrica, dal titolo “Di più, di meglio”, mette a confronto i flussi turistici a Firenze (calcolati sul numero degli arrivi) e quelli dei visitatori del musei nei sei anni che vanno dal 2010 al 2015 (non essendo ancora disponibili nella loro completezza i dati del 2016). Per la prima volta viene, inoltre, presentata una classificazione dei turisti in base alla religione prevalente nel paese di provenienza, che identifica cambiamenti di rilievo dei flussi turistici a Firenze e in Italia. In sei anni l’andamento complessivo del turismo e quello delle visite ai principali musei sono stati paralleli: il turismo è cresciuto del 21% ( dai 2 milioni e 179 mila del 2010 ai 2 milioni e 637 mila alla fine del 2015) mentre i visitatori dei principali musei del 20%. E’ cambiata, invece, notevolmente la composizione geografica con un incremento del 77% di turisti provenienti da paesi non cristiani ( 384 mila del 2010 ai 682 mila cinque anni dopo). Oggi il 25,9 % dei turisti a Firenze proviene da un paese non cristiano (era il 17,6 % nel 2010), di questi, solo l’11,9% visitano il complesso del Grande Museo del Duomo a significare di una difficoltà a comprendere le attrazioni del Grande Museo del Duomo connotate da un significato religioso. Se si analizza i paesi di provenienza non cristiani, si nota che i turisti dal Giappone sono scesi del 12,9 %, al contrario quelli provenienti dalla Corea sono cresciuti di quasi quattro volte (+ 390 %) e quelli cinesi di tre (+ 300 %); molto elevata anche la crescita dei turisti dall’India (+ 210 %) e dalla Turchia (+ 155%). Se consideriamo i paesi di religione islamica, questi sono passati da 40 mila del 2010 a 78 mila nel corso del 2015, si tratta praticamente di un raddoppio della presenza in sei anni. Per quanto concerne i visitatori dei musei fiorentini in cima alla classifica è La Galleria degli Uffizi che ha superato nel 2016 la soglia di 2 milioni (2.010.631), un numero comprensivo dei biglietti gratuiti che sono stati 420 mila. Se andiamo a considerare il numero degli ingressi del 2015, escludendo i gratuiti, la Galleria degli Uffizi ha totalizzato 1 milione e 554, al secondo posto troviamo il Grande Museo del Duomo con 1 milione e 373 mila (solo 181 mila in meno degli Uffizi) e al terzo posto la Galleria dell’Accademia con 1 milione e 129 mila. A seguire: il circuito museale di Boboli con 579 mila ingressi, la Galleria Palatina e Palazzo Pitti con 248 mila, le Cappelle Medicee con 221 mila. Per quanto riguarda il Grande Museo del Duomo bisogna tenere presente che nel 2013 è entrato in vigore il biglietto unico, mentre in precedenza ogni monumento aveva un ingresso singolo. Da allora le visite alle attrazioni sono aumentate, soprattutto per quelle che erano ritenute “minori”. Se le cose sono cambiate abbastanza per la Cupola, che passa dai 519 mila visitatori del 2010 ai 710 mila del 2016 (crescita che ha costretto a limitare gli ingressi nei momenti di superamento di un numero massimo di visitatori accettabile), per il Campanile di Giotto c’è più di un raddoppio da 333 mila a 730 mila. L’aumento più sorprendente è per la Cripta di Santa Reparata, che passa da appena 84 mila visitatori ai quasi 500 mila, e per il Battistero, da 300 mila a oltre 800 mila visitatori, quasi tre volte tanto. In buona sostanza, l’adozione del biglietto unico ha costituito un vantaggio reale per i visitatori che hanno potuto vedere di più, arricchendo la loro esperienza di visita. Allo stesso tempo non si è registrata una caduta dei biglietti venduti, nonostante l’inevitabile aumento del prezzo da 10 a 15 euro, per via dell’apertura del nuovo Museo dell’Opera del Duomo.

Gli agriturismi si confermano strutture ricettive sempre più amate da italiani e stranieri. Il portale Agriturismo.it, partner di Casevacanza.it e leader del settore, ha fatto il punto sul 2016: un anno positivo in cui se l’offerta sul territorio nazionale è aumentata di circa il 3%, la domanda ha fatto di meglio, +7%. Stabili i prezzi: quasi l’80% dei proprietari o gestori di agriturismi ha dichiarato di non aver variato i prezzi rispetto al 2015; la media del costo del soggiorno per notte a persona è stata di 43 euro. La Toscana si conferma regina: l’offerta continua a crescere a ritmi sostenuti (+8,4% nel 2015 secondo l’Istat) e la domanda sale, e di molto (+31% in un anno). Considerando la richiesta di alloggio su scala nazionale, la regione arriva a raccogliere il 33,1% del totale. Considerando singolarmente le province, la classifica vede tante località toscane pronte a contendersi il podio: è Grosseto a vincere sulle altre, raccogliendo, da sola, ben l’8,8% di tutta la domanda del 2016. Segue a ruota Siena, con l’8,1%, mentre Firenze è quarta (4,5%) e settima e ottava sono rispettivamente Livorno e Pisa. In un momento in cui l’agriturismo si sta affermando sempre più come trait d’union tra qualità agroalimentare e valorizzazione del territorio, a riconoscere il valore di questa struttura tipicamente italiana sono sempre più gli stranieri: nel 2016 questi hanno rappresentato il 26% di tutta la domanda. In Toscana questa percentuale sale ben oltre la media nazionale.

Matrimoni in esclusive location

Anche nel 2017 è possibile celebrare il rito civile di nozze al di fuori del palazzo comunale di Pontassieve, scegliendo il Castello del Trebbio, la Villa il Trebbiolo, la Fattoria Lavacchio e Villa d'Arte Agriresort e la Tenuta Villa Bossi (quest'ultima si aggiungerà a breve portando a 5 il numero di location che già nel 2016 sono state protagoniste di questo progetto). Realtà importanti del territorio che hanno risposto "presente" al progetto promosso dal Comune di Pontassieve e che nel corso del 2016 ha visto molte coppie celebrare il giorno del matrimonio nelle loro tenute, dimore storiche e residenze di pregio scoprendo anche la storia, le tradizioni, che questi luoghi custodiscono. Sposi in location, oltre ad offrire una luogo alternativo alla Sala delle Eroine per il rito civile del matrimonio, ha lo scopo di valorizzare la cultura e il patrimonio storico-artistico, un modo, insomma, per scoprire il territorio e il sistema ricettivo-turistico dando alle strutture, la possibilità di rendere ancora più speciale un giorno così importante per i neo-sposi. Pontassieve e i suoi scorci, i suoi panorami, le sue bellezze artistiche e paesaggistiche si candidano così a diventare la scenografia per questo momento unico e particolare. Ulteriori candidature che si rendessero disponibili in futuro e che venissero ritenute idonee alla celebrazione dei matrimoni civili, potranno essere individuate con successivi provvedimenti dalla Giunta Comunale. Pertanto si invita chi fosse interessato ad avanzare la propria candidatura a prendere contatti con l'ufficio demografici del Comune.

SpoSì in Location

Redazione Nove da Firenze