Giorno della Memoria: la testimonianza delle sorelle Bucci a Palazzo Vecchio

Nel Salone dei Cinquecento iniziativa dell'assessorato all'educazione sulla Shoah. Nardella: “Ricordare non è solo una questione di umanità. É una questione di conoscenza”. Cerimonia in Prefettura per celebrare la ricorrenza con gli studenti di alcune scuole. Ancora tanti eventi a Firenze. Mostra fotografica di Marco Gabbuggiani e Francesco Ruggeri presso la sede del quartiere 2, a Villa Arrivabene, dal 26 gennaio all'8 febbraio. Domenica 27 a Le Murate spettacolo itinerante sullo sterminio degli omosessuali durante il Terzo Reich


Un Giorno della Memoria che si ispira al settantaquattresimo della liberazione di Auschwitz (il 27 gennaio 1945), e dunque, all’angosciosa scoperta per buona parte degli europei che non sapevano nulla dei lager, delle fabbriche di morte disseminate dai nazisti nel cuore del continente. Protagoniste, questa mattina nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, due sopravvissute ai campi di sterminio, le sorelle Tatiana e Andra Bucci, per ricordare in quanti e quali modi il fascismo e il nazismo deportarono, uccisero, perseguitarono milioni di ebrei ma anche oppositori politici, omosessuali, disabili, rom, sinti e Testimoni di Geova. Con loro Ugo Caffaz, 'anima' del Treno della Memoria e Camilla Brunelli, direttrice Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato.

L’iniziativa rientrava ne 'Le Chiavi della Città', il pacchetto di iniziative e progetti formativi che l’assessorato all’educazione offre ai ragazzi delle scuole dell’infanzia, delle primarie e delle secondarie di primo e secondo grado, in collaborazione con Fondazione CR Firenze (Portale Ragazzi.it). É stata realizzata dall'assessorato all'educazione in collaborazione con la Regione Toscana, l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea, la Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza di Prato, l’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti.

“Andare a ritroso e rievocare fatti di cui non si è stati osservatori è un compito arduo - ha detto il sindaco Nardella - per giunta quando tanti testimoni diretti non ci sono più. È un compito che deve essere dettato dal cuore, non dall’obbligo. Non è un dovere, è un qualcosa che sentiamo dentro. Ricordare non è solo una questione di umanità. É una questione di conoscenza”. “Il razzismo è un fenomeno che non ha mai lasciato l’Europa anche se si è manifestato in forme diverse - ha affermato il sindaco - e se è vero che la storia non si può mai ripetere nelle stesse sembianze, tuttavia i limiti e le debolezze dell’essere umano possono sempre scatenare nuove violenze, nuove persecuzioni e nuovi razzismi. Questo è l’insegnamento del Giorno della Memoria ed è questo che imparano i nostri ragazzi che fanno con le sorelle Bucci, nostre concittadine onorarie, il Viaggio della Memoria nei luoghi della morte, del dolore, della Shoah, ad Auschwitz, a Birkenau. Sono tutte parole che sono ormai parte del vocabolario del nostro Paese e non dovremo mai dimenticarlo”. Il sindaco ha ricordato il partigiano Silvano Sarti scomparso questa notte, invitando tutti i presenti nel Salone a dedicargli un minuto di silenzio: “Era un uomo tenace e pieno di energia. Ha fatto il giro di tutte le scuole di Firenze e non solo, è andato nelle fabbriche, nei circoli. Era un uomo straordinario che non ha vissuto il dolore dei campi di sterminio, ma mentre tanti suoi compagni partigiani ed ebrei venivano uccisi nei campi di concentramento, lui, ragazzo, qui a Firenze cercava con tutte le forze possibili di difendere la sua città e la libertà. Ci mancherà tanto”.

“Dobbiamo ringraziare le sorelle Bucci per la loro preziosa testimonianza – ha detto la vicesindaca Cristina Giachi – che consente di fare l’unica cosa in nostro potere: far sì che il male non sia l’ultima parola. Due anni fa, quando sono stata ad Auschwitz col treno della memoria ho suggerito che diventasse una sorta di 'servizio civile della memoria': andarci obbligatoriamente al compimento del 18° anno di età, quando si può realizzare cosa è stato quel male sistematico perpetrato ai danni di milioni di persone spesso nell'indifferenza, potrebbe diventare un atto civile fondativi dell’esperienza di cittadinanza”.

Gli studenti di alcune scuole dell’area metropolitana fiorentina sono stati i protagonisti della cerimonia, che si è svolta oggi a Palazzo Medici Riccardi, per celebrare il “Giorno della memoria 2019”. Una ottantina di ragazze e ragazzi della scuola media “Dino Compagni” di Bagno a Ripoli, della scuola media “Altero Spinelli” di Scandicci e dell’istituto alberghiero “Aurelio Saffi” di Firenze hanno partecipato alla manifestazione portando i loro contributi. Alcuni hanno letto brani, altri hanno esposto i risultati di una ricerca, altri ancora hanno suonato pezzi musicali. Testimonianze molto sentite che hanno aggiunto un particolare significato ad un evento molto partecipato. Dopo i saluti del prefetto Laura Lega, hanno parlato il rabbino capo della comunità ebraica fiorentina, Amedeo Spagnoletto, e il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, che è intervenuto con la Lectio “Primo Levi fra chimica, letteratura e memoria”. “La democrazia ha bisogno di memoria, ha detto il prefetto Laura Lega. Oggi si incrocia la memoria privata delle famiglie, i cui congiunti hanno vissuto la terribile esperienza dei campi di sterminio, con la memoria collettiva della nostra comunità nazionale, che deve rimanere viva e che ha bisogno di essere costantemente alimentata, soprattutto nei più giovani”. E’ seguita la consegna delle medaglie d’onore del Presidente della Repubblica agli ex deportati della provincia di Firenze nei campi di prigionia nazisti durante il secondo conflitto mondiale. I riconoscimenti, attribuiti alla memoria, sono stati assegnati dal prefetto Laura Lega e dagli amministratori dei comuni di residenza dei familiari che hanno ritirato il riconoscimento: per Gennaro Strino era presente il sindaco di Reggello Cristiano Benucci, per Pompeo Giacomo Basso il vice sindaco di Scandicci Andrea Giorgi e per Dino Calistri l’assessore fiorentino Massimo Fratini. Tra le autorità presenti nel salone Carlo VIII, il sindaco di Firenze Dario Nardella e l’arcivescovo Giuseppe Betori.

Una mostra sui luoghi più tristi della nostra terra e della nostra storia. Per non dimenticare ciò che è accaduto, è questo lo spirito della mostra fotografica “Olocausto. Un viaggio nei luoghi più tristi di una memoria che l'umanità non può più permettersi di perdere” di Marco Gabbuggiani e Francesco Ruggeri presso la sede del quartiere 2, a Villa Arrivabene, dal 26 gennaio all'8 febbraio. La mostra è composta da quattro pannelli di otto foto ciascuno (più un quinto simbolico) che accompagnano il visitatore in una sorta di viaggio all'interno dei vari centri di concentramento. Non c'è una logica geografica ma la volontà di percorrere quel tragico vivere che milioni di essere umani hanno purtroppo subito per mano dei loro stessi simili. Il ricavato della vendita del catalogo verrà devoluto all'associazione “Cure2Children”. Inaugurazione della mostra sabato 26 gennaio, alle ore 18,00 presso Villa Arrivabene. Orario apertura dal Lunedì al Venerdì dalle 8,30 alle 13,00. Il Martedì ed il Giovedì anche dalle 15,00 alle 18,00. Sabato e Domenica dalle 15,00 alle 18,30.

Domenica 27 gennaio, alle ore 18,00 presso la sede del Quartiere 2 a Villa Arrivabene in piazza Leon Battista Alberti, ancora celebrazioni per il Giorno della Memoria: Frammenti di Memoria – Voci dalla Shoah. Altroteatro presenta un montaggio scenico con letture tratte da opere di Louise Jacobson, Peter Weiss, Etty Hillesum, Jiri Weildalle ed interpretate da Carlo Belliti, Benedetta Tosi, Marco Tognetti, Simone Margheri, Chiara Steri e musiche eseguite da Fiamma Ciampi e Gianni Bandini. Regia di Antonello Nave. Ingresso libero.

Uno spettacolo itinerante di natura esperienziale tra rumori, suoni e scomodità, per accendere un faro su un pezzo di Novecento di cui si parla ancora troppo poco: lo sterminio subito da migliaia di persone, durante il Terzo Reich, solo in ragione del proprio orientamento sessuale. Spari, voci fuori campo e carcere duro sono la chiave di lettura di Bent, una pièce che non poteva trovare location migliore dell’ex penitenziario fiorentino delle Murate in occasione della Giornata della Memoria. Domenica 27 gennaio alle 17:30 (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria) è fissato l’appuntamento con lo spettacolo ispirato all’opera teatrale di Martin Sherman che l’Associazione Culturale Masaccio (in collaborazione con Comune di Firenze e Regione Toscana) porta a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea. Lo spettacolo, che ha la regia firmata da Lorenzo Tarocchi ed è interpretato da Henrj Bartolini, Gabriele Giaffreda, Alessio Nieddu, Alessandro Novolissi, Francesco Tasselli con la voce fuori scena di Marcello Sbigoli, porta alla ribalta questa pagina di storia così importante eppure così trascurata, quasi rimossa, ponendo molti interrogativi sulla realtà di oggi. Attraverso la storia del giovane protagonista Max, il testo racconta l’improvviso e traumatico passaggio da una Berlino relativamente aperta nei confronti dei gay, all’inizio di una durissima repressione e persecuzione (in seguito alla “Notte dei lunghi coltelli”) che costrinse molti di loro alla fuga o alla detenzione nei campi di concentramento. La forza di questo spettacolo sta nel porre l’accento, a tratti anche ironico, sulla capacità di prendere coscienza della propria dignità e sul valore dell’amore in una situazione di completa disumanizzazione. La regia di Lorenzo Tarocchi accompagna il pubblico, gradualmente, in un’atmosfera fatta di suoni e rumori, tra situazioni scomode e angusti passaggi che accompagnano nella ricerca di una nuova presa di coscienza.

Alla vigilia della Giornata della Memoria 2019 Unicoop Firenze e l'Associazione nazionale ex-deportati presentano una campagna di crowdfunding per il restauro del Memoriale di Auschwitz. Il memoriale è un’opera d’arte a forma di spirale, che attraverso la pittura e la musica ricorda la deportazione nei campi di sterminio nazisti. Voluta dall’Aned, porta la firma fra gli altri dello scrittore Primo Levi e del compositore Luigi Nono. Dal 1980 è stata ospitata nel Blocco 21 del campo di sterminio di Auschwitz, ma nel 2014 le autorità polacche ne hanno formalizzato lo sfratto, con la motivazione che l’opera non era in linea con le finalità pedagogiche e illustrative del campo. ll Comune di Firenze, con il sostegno di Regione Toscana e Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, si è candidato a ospitare e a restaurare il Memoriale. Il luogo prescelto è il Centro EX3 di piazza Bartali, che dovrebbe aprire le porte al pubblico la prossima primavera. Per l’opera, già in fase di restauro da parte dell’Opificio delle Pietre Dure, si è però presentata la necessità di raccogliere un ulteriore contributo per finalizzare l’intervento. Da qui la disponibilità di Unicoop Firenze per promuovere una campagna di crowdfunding e sostenere ANED Firenze per raggiungere la cifra necessaria di 40 mila euro. Fiorentini e non potranno contribuire al crowdfunding Conserva la memoria dal 27 gennaio al 27 marzo, attraverso i diversi canali che la cooperativa mette a disposizione. La raccolta sarà attiva online su Eppela. Sarà inoltre possibile donare alle casse di tutti i punti vendita Coop.Fi almeno un euro o 100 punti della carta soci. Unicoop Firenze raddoppierà ogni contributo versato alle casse. Nei due mesi del crowdfunding verranno inoltre organizzati eventi e incontri per contribuire. Fra le iniziative sul territorio, realizzate in collaborazione con Comunità ebraica, Arci, Anpi e Cgil anche visite alla Sinagoga, cene e molti altri appuntamenti delle sezione soci Unicoop Firenze. Saranno infatti proprio i soci attivi a portare avanti la raccolta fondi anche con presidi nei punti di vendita Coop.Fi previsti per il mese di marzo. Per informazioni e per partecipare alle attività è possibile contattare Unicoop Firenze all’indirizzo comunica@coopfirenze.it.

Nell’ambito delle celebrazioni per il Giorno della Memoria 2019 il 29 gennaio a partire dalle 10.30 la Biblioteca Marucelliana ospita i ragazzi di tre istituti fiorentini per riflettere sul tema della scuola durante le leggi razziali. Durante l’incontro saranno illustrati i provvedimenti razziali, con particolare attenzione verso quelli relativi alla scuola che, poco più di ottant’anni fa, hanno previsto l’esclusione dei bambini ebrei dagli istituti di ogni ordine e grado. L’incontro prevede, oltre ad alcuni interventi istituzionali che mirano a inquadrare il periodo storico, la lettura del diario del piccolo Leo Neppi Modona, in cui sono raccontate le conseguenze dell’applicazione delle leggi razziali nella sua vita familiare. A commentare questa lettura, insieme con i relatori della mattinata, la professoressa Lionella Neppi Modona Viterbo, sorella di Leo e con lui testimone di quegli episodi ai loro occhi così difficili da comprendere. Introduce il Direttore della Biblioteca Marucelliana, Luca Bellingeri.

Domenica 27 gennaio anche la stagione “Careggi in Musica”, iniziativa di concerti in ospedale a cura di A.Gi.Mus. Firenze, partecipa alle manifestazioni in occasione della Giornata della Memoria. Alle ore 10.30, presso l’Aula Magna del Nuovo Ingresso dell’Ospedale di Careggi (Largo Brambilla 3, Padiglione 3, ingresso libero), si esibiranno in concerto Stefano Zanobini alla viola, Mario Sollazzo al pianoforte e il mezzo soprano Federica Carnevale, che eseguiranno Sechs Gesänge op.13 di Alexander von Zemlinsky, Drei Lieder op. 3a di Adolf Busch e la Sonata per viola e pianoforte di Laszlo Weiner. Il concerto, in collaborazione con CeDoMus e Scuola di Musica di Fiesole – Fondazione O.N.L.U.S., sarà l'occasione per presentare una recente donazione alla Biblioteca della Scuola di composizioni di Laszlo Weiner (1916-1944), musicista ungherese vittima della Shoah. Allievo di Zoltán Kodály, Weiner divenne direttore d’orchestra all’Accademia Musicale di Budapest. Nel febbraio del 1943 venne deportato nel campo di lavoro di Lukov, in Slovacchia. La donazione delle musiche è avvenuta da parte di László Tréfás, congiunto del musicista, che sarà presente al concerto. Anche gli altri due autori in programma sono legati al tema della Giornata. Compositore tedesco naturalizzato americano, Adolf Busch emigrò a Basilea, in Svizzera, dopo la presa di potere di Adolf Hitler. Busch non era ebreo ed era popolare in Germania, ma si oppose con fermezza fin dai primi tempi agli ideali del nazismo e nel 1933 ripudiò la sua cittadinanza tedesca, emigrando quindi negli Stati Uniti. Un destino analogo fu quello di Alexander von Zemlinsky, austriaco, contemporaneo e amico di Arnold Schönberg, che dopo l’avvento del Terzo Reich, nel 1938 si trovò costretto ad emigrare in America.

Domenica 27 gennaio all'auditorium di Scandicci Claudio Vercelli, illustre storico contemporaneista, parlerà di un romanzo di estrema importanza in questa fase socio politica:I sommersi e i salvati di Primo Levi. Il Libro della Vita è un ciclo progettato e promosso dal Comune di Scandicci in cui ospiti provenienti dal mondo della letteratura, della cultura e dello spettacolo raccontano il libro che gli ha cambiato la vita. La rassegna, ospitata nel Nuovo Auditorium di Scandicci, si propone come evento culturale metropolitano che mette al centro la lettura.

Il Comune di Lastra a Signa celebrerà il Giorno della Memoria per ricordare tutte le vittime dell’Olocausto e del nazifascismo con un’iniziativa al Teatro delle Arti di via Matteotti. Lunedì 28 gennaio a partire dalle 9 si terrà la proiezione del film “Vento di primavera" di Roselyne Bosch, preceduta dai saluti del sindaco Angela Bagni e introdotta dalla presidente del consiglio comunale Gemma Pandolfini. A seguire avrà luogo l’incontro con gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado Leonardo Da Vinci e con il Consiglio comunale dei ragazzi, a cui parteciperanno Moreno Cipriani dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, sezione di Firenze e Davide Sadun della Comunità ebraica di Firenze.

Redazione Nove da Firenze