Elezioni regionali 2015: Tommaso Fattori

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Le risposte di Tommaso Fattori alle nostre domande sulla Regione Toscana


Tommaso Fattori, classe 1971, è rappresentante degli studenti al Liceo Classico Michelangiolo di Firenze e all’Università guida la lista unitaria degli Studenti di Sinistra nel 1995. E’ stato membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Università di Firenze. Organizzatore del primo Forum Sociale Europeo e portavoce del Social Forum di Firenze nel 2002, è stato anche tra gli organizzatori del Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua, del Klimaforum, di Altersummit, di Firenze 10+10. Membro fondatore del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e della Rete Europea dell’Acqua (European Water Movement), tra i promotori dei referendum che nel giugno 2011 hanno portato alle urne 27 milioni di cittadini registrando il 96% di Sì per l’acqua pubblica.
Ambasciatore europeo per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “Water is a Human Right”, è anche coordinatore italiano per l’ICE sulla libertà di stampa e il pluralismo dei media. È direttore di Transform!Italia e membro del comitato direttivo dell’European Network of Political Foundations a Bruxelles. Dal 2011 al 2014 ha collaborato come consulente con il Consiglio d’Europa di Strasburgo per lo sviluppo di progetti per la lotta alla povertà per l’accesso universale a servizi pubblici e beni comuni.

Nel 2014 si è candidato alle elezioni europee con la lista L’Altra Europa con Tsipras ottenendo 10.055 preferenze nella circoscrizione dell’Italia Centrale di cui 6.908 nella sola Toscana.

Sanità pubblica: come razionalizzare la spesa?  "Negli ultimi anni ogni volta che si usa il termine “razionalizzazione” in realtà s'intende "tagli indiscriminati". Purtroppo la sanità toscana non è più quell’eccellenza che è stata in passato: troppo spesso i cittadini, scoraggiati da liste d’attesa sempre più lunghe e ticket sempre più alti, sono spinti a rivolgersi al privato e a pagare di tasca propria gli esami, le prestazioni diagnostiche, quelle specialistiche fino ad arrivare alla drammatica decisione di rinunciare alle cure. La contro-riforma sanitaria voluta da Rossi accentra la scelta di programmazione socio-sanitaria allontanando il potere organizzativo dai territori, chiude i presidi ospedalieri più piccoli e impoverisce di servizi quelli che restano, non taglia dirigenti e poltrone ma medici e infermieri. In Toscana c’è un patrimonio essenziale che va riorganizzato, non dismesso. Vogliamo porre fine alla devastazione rappresentata dai tagli lineari e dalle politiche di austerity, promuovendo l’equità e combattendo la corruzione, i veri sprechi, le inefficienze, la gestione clientelare della sanità per fini politici".

 Come diminuire le liste d'attesa e allo stesso tempo risparmiare risorse?
 "Con reparti per la diagnostica e per la specialistica aperti 16 ore al giorno, mentre oggi le macchine vengono fatte lavorare poche ore: la spesa non viene ammortata, le liste aumentano e al privato si lasciano le attività più remunerative". 


Lavoro. Formazione e orientamento per i giovani che cercano stabilità economica ed i meno giovani che chiedono un reddito utile. Cosa farà la Toscana per diminuire la disoccupazione? 

"La crisi economica e la delocalizzazione delle imprese mostrano il conto anche in Toscana: il tasso di disoccupazione, nel 2014, è arrivato al 10,1% della popolazione in generale e al 35,7% tra i giovani. Noi proponiamo un New Deal basato sulla conversione ecologica dell’economia, sull’innovazione e sulla cultura".
Esempi? "Quanti posti di lavoro creerebbe la conversione ecologica della produzione di industrie inefficienti? E quanti posti deriverebbero dall’affidamento dei 666 musei, aree archeologiche e complessi monumentali a cooperative di giovani laureati in archeologia o storia dell'arte? E quanti posti di lavoro darebbe un piano di piccole opere utili per la manutenzione del territorio e la difesa dal rischio idrogeologico? Migliaia di posti di lavoro si creerebbero con l'adozione della strategia rifiuti zero e con la raccolta differenzia spinta. In più dobbiamo incentivare la creazione di reti d’impresa, che valorizzino le nostre tante vocazioni territoriali, in campo manifatturiero, agroalimentare e artigianale: le piccole, talvolta piccolissime, imprese del nostro territorio sono indebolite da frammentazione e incapacità di fare sistema. Infine dobbiamo dotarci di una politica industriale regionale degna di questo nome. L’indirizzo da dare è chiaro: economia digitale e applicazione generalizzata delle tecnologie informatiche ai processi produttivi. Una strategia che potrebbe dare lavoro stabile nei prossimi decenni".


Trasporti e Grandi Opere: la Tav ad esempio è ancora un'opera strategica?  "Oggi le risorse sono tutte concentrate su grandi opere inutili e non si investe sulle linee per i pendolari o su forme di trasporto alternative. Il sottoattraversmento TAV di Firenze è un’opera sbagliata, dannosa e costosissima che ha un' alternativa di superficie altrettanto efficiente ma molto meno costosa. Con i soldi previsti per questa opera inutile - oltre 1,6 miliardi di euro - potremmo fare moltissimo per migliorare le reti e le infrastrutture del trasporto pubblico locale. Abbiamo una rete ferroviaria capillare su tutta la Toscana che viene dismessa anno dopo anno. È necessario rovesciare questa impostazione e realizzare un moderno ed efficiente trasporto metropolitano toscano di superficie, interconnesso con il servizio degli autobus. Noi diciamo Sì a una rete di trasporti pubblici efficienti, con una giusta integrazione tra rotaia e gomma, dando la priorità ai servizi per i pendolari. Questo vuol raddoppiare i tratti ferroviari a binario unico e incrementare i servizi degli autobus. Ma anche incentivare in ogni modo le forme di mobilità alternativa: bicicletta e condivisione di mezzi privati (car sharing e car pooling)".

Siamo pronti ad una grande mobilità regionale su gomma?"La Regione prevede di bandire una gara unica per la mobilità urbana e per parte della mobilità extraurbana, escludendo alcune delle cosiddette linee deboli, cioè le tratte che dal punto di vista economico non sono redditizie ma che sono assolutamente fondamentali per i tanti concittadini che vivono in luoghi scomodi e difficilmente raggiungibili. Noi invece crediamo che tutte le linee deboli debbano rientrare pienamente nella programmazione regionale. Occorre una sorta di compensazione virtuosa: migliorando il servizio sulle reti dove la domanda è forte, molte più persone sceglieranno di muoversi con i mezzi pubblici, e in questo modo la rete diventa più redditizia. Allo stesso tempo devono essere garantite le corse anche là dove la domanda è debole. In questo modo possiamo raggiungere due obiettivi allo stesso tempo: sia il rafforzamento che la garanzia dei servizi".

Aeroporto Firenze - Pisa, una nuova realtà aziendale che fa i conti con le polemiche dei comuni interessati. "Siamo contrari al raddoppio dell’aeroporto di Firenze e favorevoli al potenziamento di Pisa. Fare di Peretola un aeroporto internazionale di vaste dimensioni è l’ennesima follia trasportistica, che avrebbe impatti negativi su salute e ambiente in una piana già devastata. Gli abitanti avrebbero gli scarichi degli aerei a poche decine di metri sopra la loro testa, non avrebbero i finanziamenti per un sistema di collegamento veloce con lo scalo di Pisa e per un servizio di trasporto metropolitano decente, i turisti invece, tra un selfie e l'altro, rischierebbero di fotografare un boeing che passa sopra il campanile di Giotto, dato che almeno il 10% dei voli, secondo ENAV, dovrebbe sorvolare Firenze. Sono decine d’anni che in Europa non si fanno aeroporti internazionali in città. La Toscana deve avere un solo importante scalo, quello di Pisa, da rafforzare e da collegare in modo efficiente con il resto della regione, mentre l'aeroporto di Peretola deve essere messo in sicurezza e diventare un piccolo City Airport. Le scelte di Rossi e di Renzi sono sbagliate, vecchie, funzionali a far fare profitti a qualcuno. L’unico ad esser contento, infatti, sarà il privato a cui enti pubblici e Regione hanno venduto la maggioranza azionaria delle due società aeroportuali di Pisa e Firenze, dopo aver tra l'altro fatto cospicui investimenti con i soldi di tutti noi contribuenti, e che pochi giorni fa ha potuto ultimare la fusione societaria. Una politica insensibile ai bisogni di chi vive sul territorio e all'interesse collettivo".

Turismo, passato l'Expo, la Toscana come intende difendere il "prodotto tipico" dalla concorrenza straniera? "Diciamo che Expo è servito più a Rossi per fare campagna elettorale che alla Toscana per farsi conoscere nel mondo. Ma a parte Expo, noi crediamo molto nell’agricoltura contadina a filiera corta e di qualità, tassello fondamentale di una buona economia regionale, oltre che elemento costitutivo del paesaggio toscano e della bellezza che i turisti cercano nella nostra terra. Il paesaggio e l’agricoltura sono il biglietto da visita della Toscana nel mondo, a maggior ragione va sviluppata la filiera corta, va incoraggiata la diffusione su tutto il territorio dei mercati dell’agricoltura tipica e di qualità, della vendita di prodotti di cui possiamo godere sia noi sia i turisti che accogliamo".

Export? "L'esportazione di prodotti tipici e di qualità deve essere incoraggiata e sviluppata, anche attraverso la tutela dei marchi a tutela dell'origine geografica protetta, oggi messa a rischio da accordi internazionali in via di negoziazione come il TTIP, il Trattato Translatlantico sul Commercio e gli Investimenti in discussione fra Usa e Ue, rispetto a cui la Toscana deve alzare la voce. Il trattato privilegerà le grandi imprese agroalimentari estere a discapito delle piccole aziende toscane e privilegerà, nei fatti, gli USA, che possiedono un tessuto aziendale caratterizzato da grandi soggetti che possono penetrare più facilmente un mercato che mette in secondo piano la qualità. Questo processo accelererebbe la crisi dei settori toscani più in difficoltà e stroncherebbe quelli che resistono. Gli USA chiedono anche di cancellare l'origine geografica protetta dei nostri prodotti, in quanto ritenuta di ostacolo al libero commercio: insomma, nel nome del così detto libero mercato si vorrebbero cancellare le tipologie Dop, Igp, Doc e Docg del vino, dell'olio, dei formaggi, delle carni, dei fagioli, delle patate e di tutti gli altri prodotti tipici toscani. Insomma, una prima difesa dalla concorrenza straniera è quella di opporsi al TTIP anche come Regione Toscana e difendere e ampliare i marchi di origine geografica protetta a garanzia della qualità dei nostri prodotti. Serve rinsaldare il nesso tra paesaggio e patrimonio storico e artistico, investendo sul recupero di complessi storici legati alla produzione agricola, rimettendoli in grado di funzionare secondo un modello equo e sostenibile. Questo è un grande patrimonio culturale, artistico e umano che merita di essere difeso e valorizzato".

Dissesto idrogeologico, con il Piano sarà più facile difendere il territorio? "Le politiche di tutela del territorio in Toscana non sono state all’altezza. Pensiamo al fatto che, secondo i dati ISPRA, nel 2014 il tasso di cementificazione della nostra regione è più alto della media nazionale. Oggi non c'è da costruire, siamo già pieni di edifici e costruzioni spesso abbandonate: semmai c'è da recuperare e riqualificare quel che c'è già. E' necessario un piano di tante piccole opere per la salvaguardia della nostra terra e il recupero delle terre agricole oggi abbandonate. Il piano paesaggistico di Anna Marson che alla fine, grazie ad una vera e propria sollevazione dell'opinione pubblica in suo favore, è stato faticosamente approvato - un piano ferito ma non stravolto, rispetto alla sua originaria formulazione - adesso deve essere attuato. E questa è certamente la fase più difficile, perchè il piano rischia adesso di rimanere solo sulla carta, fatto a pezzi dalle lobbies in fase di attuazione. Ma noi diciamo anche che non basta il monitoraggio e il controllo in senso tradizionale, serve una massiccia opera di "prevenzione civile", basata sulla conoscenza del territorio, sul coinvolgimento delle realtà locali, sulla diffusione di comportamenti necessari ad anticipare e limitare i danni potenzialmente creati dal maltempo".

Antonio Lenoci