In Toscana 155mila cittadini alla mensa dei poveri, il 28% in più dal 2010

Complessivamente hanno superato la soglia di 155.000 i nostri concittadini che si sono rivolti nel 2013 alle organizzazioni no-profit per ricevere pacchi alimentari o pasti gratuiti con un incremento, rispetto al 2010, del 28%


CRISI — 34.096 “nuovi poveri” in Toscana costretti a chiedere aiuto per mangiare e sopravvivere rispetto a 3 anni fa. Complessivamente hanno superato la soglia di 155.000 i nostri concittadini che si sono rivolti nel 2013 alle organizzazioni no-profit per ricevere pacchi alimentari o pasti gratuiti con un incremento, rispetto al 2010, del 28%. Dei 155mila indigenti, 15.585 sono bambini tra i 0 ed i 5 anni (+3,6%). A rilevarlo è l’analisi di Coldiretti Toscana (info su www.toscana.coldiretti.it) dei dati contenuti nel Dossier “Le nuove povertà nel Belpaese. Gli italiani che aiutano” diffuso in occasione dell’ultimo Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione che si è tenuto a Cernobbio.

In un paese dove 4,1milioni di abitanti sono costretti a chiedere aiuto per mangiare e sono assistiti dagli enti caritativi nell’ambito dei piani Agea, la Toscana ha fattoregistrare a livello generale variazioni meno pesanti rispetto alle altre regioni e al 2012 con “soli” - si fa per dire - 3.366 cittadini entrati nella condizione di povertà, la cui metà è però, purtroppo, composta da bambini: il 53% dei toscani passati dalla condizione di sussistenza a quella di indigenza nell’ultimo anni hanno al massimo 5 anni di età con un incremento, rispetto al 2012, del 3,64%. I bambini considerati indigenti erano 13.779 nel 2012, a gennaio 2013 sono 15.582. Un dato prodotto dalla pesante crisi economica che si è abbattuta sulla regione che ha portato al conseguente crollo dell’occupazione e della capacità delle famiglie di procurarsi il necessario ed essenziale per far crescere ipropri figli. L’altra fascia debolissima della nostra comunità è formata dagli anziani con oltre 65 anni di età: 20mila, pari al 13.05% del totale.
Secondo una stima Coldiretti, gli aiuti alimentari promossi nella nostra regione da Agea attraverso le sette organizzazioni riconosciute e le loro strutture periferiche (Croce Rossa Italiana, Caritas Italiana, Fondazione Banco Alimentare, Banco delle Opere di Carità, Associazione “Sempre insieme per la Pace”, Comunità di Sant’Egidio, Associazione Banco Alimentare Roma) sono 5milioni gli interventi assicurati nel 2013 tra pasti gratuiti in mensa o in residenza e distribuzione di pacchi di prodotti alimentari. A sorprendere è il dato record a livello nazionale degli indigenti che hanno mangiano alla mensa nel 2012, pari al 23% del totale, circa 35mila, mentre il 75% ha fatto richiesta del pacco alimentare; una tipologia di aiuto, quest’ultima, che rispecchia le aspettative dei “nuovi poveri” come pensionati, disoccupati recenti, famiglie con figli piccoli etc. L’aumento della condizione di povertà generale ha prodotto un effetto “solidarietà” da parte delle famiglie “fortunate” e senza problemi di natura economica. Nel corso del 2013 il 15% delle famiglie ha offerto aiuto alimentare ai più bisognosi. Se il dono alimentare è la forma più diffusa di sostegno, il 10% dei connazionali – spiega ancora Coldiretti - dichiara di aver prestato denaro a parenti e amici più del passato, l’8% di fare più volontariato e la stessa percentuale (8%) di aver aumentato le donazioni in denaro, mentre il 7% ha fatto l‘elemosina anche per strada o ai semafori lungo gli incroci.

Per quanto riguarda la tipologia di cibo offerto - conclude la Coldiretti - i formaggi rappresentano circa il 28% in valore, seguiti da pasta e pastina per bimbi e anziani, dal latte con il 14%, dai biscotti (12%), dal riso (8%), dall’olio di girasole (6%), dalla polpa di pomodoro (4%) e, a seguire, legumi, confetture e farina.

LE NUOVE POVERTA’ NEL 2013: IL QUADRO TOSCANO
155.001 toscani costretti a chiedere aiuto per mangiare nel 2013
+28% l’aumento degli assistiti rispetto al 2010 (erano 120.905)
10.585 bambini tra i 0 e i 5 anni alimentati grazie agli aiuti
5 milioni di interventi (pasti, pacchi alimentari)
23% gli indigenti che mangiano alla mensa dei poveri
75% gli indigenti che scelgono i pacchi alimentari come forma di aiuto.

Redazione Nove da Firenze