Tuscan Sun Festival, con Nina Kotova

Il Tuscan Sun Festival continua ad ospitare nuove stelle della musica, accanto ai suoi artisti affezionati, per offrire al pubblico appuntamenti unici, imperdibili, come quello che ci sarà il 14 giugno al Teatro della Pergola a Firenze


PERGOLA — Il magico pianoforte di Ivo Pogorelich insieme alla madrina, “musa” del Festival del Sole, Nina Kotova, e all’Orchestra della Toscana diretta dalla trascinante Alondra de la Parra, giovedì 14 giugno calcheranno la scena del Teatro della Pergola per una serata eccezionale con musiche di Chopin, Saint-Saëns e Beethoven

Il Tuscan Sun Festival continua ad ospitare nuove stelle della musica, accanto ai suoi artisti affezionati, per offrire al pubblico appuntamenti unici, imperdibili, come quello che ci sarà il 14 giugno al Teatro della Pergola a Firenze.
Per la prima volta si esibirà il pianista Ivo Pogorelich, artista acclamato a livello mondiale per le sue performance di grande carisma ed eleganza, entrato ormai da 30 anni a far parte della rosa dei più grandi artisti della musica internazionale.
Altra new entry del Festival sarà la direttrice d’orchestra Alondra de la Parra, salita alla ribalta dopo essersi aggiudicata il Disco di Platino per il suo CD ‘Mi Alma Mexicana’ dove, insieme al suo ensemble, ha raccolto molte musiche tradizionali messicane mai incise prima. È oggi considerata come una delle direttrici d’orchestra più “avvincenti” del panorama musicale.
Altra protagonista di questo concerto, la violoncellista Nina Kotova, direttrice artistica e “icona” del Festival, che, sin dalla prima edizione, continua ad affascinare il suo pubblico con le sue performance trascinanti, in cui unisce la grinta pura del suo sangue russo alla grazia della sua naturale femminilità.

La serata sarà aperta dal Concerto per Pianoforte in Mi minore n°1 di Fryderyk Chopin, interpretato da Ivo Pogorelich, con l’Orchestra della Toscana diretta da Alondra de la Parra.

Il Concerto n° 1 opera 11 fu eseguito per la prima volta al Teatro Nazionale di Varsavia l’11 ottobre 1830. Si presenta ricco di virtuosismi alternati a momenti di pacata melodia; l’orchestra ha un ruolo più interlocutorio che dialogico in quanto i temi che suggerisce e imposta vengono poi sempre sviluppati e portati a termine dallo strumento solista.

Il movimento di apertura, Allegro maestoso, molto ampio e costruito in forma-sonata, inizia con una lunga introduzione dell’orchestra che espone i due temi principali. Il pianoforte solista entra con grande vigore riesponendo i temi con passaggi da sonorità robuste a deliziose cantabilità, fino a giungere ad un fortissimo, eseguito con tutta l’orchestra. La chiusa è affidata ai vibranti interventi del solista che trovano risoluzione nel tutti orchestrale. La Romanza invece ha un carattere “piuttosto romantico, tranquillo, malinconico, per dare l’impressione di uno sguardo gentile …”, così come si legge in una lettera dello stesso autore. Nel movimento conclusivo, Rondò: vivace l’ingresso del pianoforte è preceduto da una energica introduzione orchestrale; sviluppato il tema iniziale, i violini, con il pizzicato dei contrabbassi, introducono un secondo tema. Sono numerosi gli episodi di brillante virtuosismo, soprattutto nel finale, dove riecheggia il tema della Krakoviac, la danza nazionale polacca. Chopin è sempre stato un compositore caro a Ivo Pogorelich, sin dalla sua eliminazione al terzo turno del Concorso Internazionale Chopin di Varsavia nel 1980, quando si scatenò un’accesa polemica che attirò su di lui l’attenzione dell’intero panorama musicale che crebbe negli anni con lo sviluppo della sua brillante carriera sulla scena internazionale.

Il secondo brano in programma sarà il Concerto per violoncello n°1 di Camille Saint-Saëns, con l’eleganza e il virtuosismo di Nina Kotova.
Il compositore ultimò il brano nel 1872, e lo dedicò al solista Auguste Tulbecque, che, l’anno seguente, ne fu il primo interprete al Conservatoire di Parigi.
La partitura possiede una fisionomia peculiare e piuttosto dissimile da quella degli altri grandi concerti romantici per violoncello, eccetto, per alcuni versi, quello di Robert Schumann. C’è innanzitutto una organizzazione formale che vede ciascuno dei tempi legato al successivo senza soluzione di continuità, secondo un flusso continuo. Altrettanto importante è il particolare rapporto che si instaura fra il solista e l’orchestra: un rapporto solidale, fatto di continui scambi e intrecci del materiale melodico. Questo dialogo tra il solista e la compagine orchestrale si evince già dall’Allegro non troppo iniziale, si sviluppa nell’Allegretto con moto per poi essere ripreso, con nuovo vigore, nel movimento conclusivo: Tempo Primo.

La serata si concluderà con la Sinfonia n°1 in Do maggiore di Ludwig Van Beethoven, interpretata dall’Orchestra della Toscana, diretta da Alondra de la Parra.

Ultimata fra il1799 e il 1800, la Prima Sinfonia fu eseguita per la prima volta il 2 aprile 1800 a Vienna. È un’opera dall’identità incerta, divisa tra i riferimenti al passato e tratti che lasciano presagire il cambio di stile che segnò il compositore nella storia.

La composizione fu dapprima abbozzata negli anni tra 1794 e il 1795 e da questo periodo fino al suo completamento, la principale preoccupazione dell’autore fu di elaborare una strategia compositiva tale da contenere tutta la ricchezza delle sue idee all’interno dell’architettura propria dello stile classico.

La Sinfonia risulta comunque assai vicina a Haydn, anche se si ritrovano anche caratteri di Mozart; ma, all’opposto mostra anche alcuni tratti innegabilmente nuovi, puramente beethoveniani. Nel primo tempo per esempio, scritto in forma-sonata, sono simili allo stile di Haydn sia il tema principale che il fatto che questo tema abbia forti parentele col secondo tema e con il “ponte” che lega l’uno all’altro. Ma già Beethoven si annuncia nel sorprendente inizio dell’introduzione Adagio Molto.

Una reminiscenza mozartiana è nel tema principale del secondo tempo (Andante cantabile con moto), che ricorda molto nettamente quello del secondo tempo della Sinfonia in sol minore, uno dei culmini di tutto Mozart.

La grande novità di questa sinfonia è il terzo tempo; che Beethoven intitola Minuetto ma che del minuetto classico conserva ben poco. Il compositore mantiene lo schema formale del minuetto, ma tramuta la sua fisionomia di danza atteggiata e cerimoniosa in un carattere più vivace.

Il finale, Adagio-Allegro molto e vivace, è in forma-sonata ed è un brano di grazia ed eleganza perfette che, seppure riprende il modello di Haydn, ha molte innovazioni tipiche di Beethoven, tra cui la breve introduzione che decanta lentamente le note della scala ascendente che formeranno l’inizio del tema principale.

Questa Sinfonia, proprio per la varietà di stili che presenta, è di grande effetto e richiede grande maestria del complesso orchestrale e quindi consona all’Orchestra della Toscana, ormai nota al pubblico per le sue eccezionali interpretazioni del repertorio sinfonico, dal barocco al novecento. Alondra de la Parra darà poi grande impeto all’intera serata, con la sua direzione energica e raffinata, dallo Chopin del leggendario Ivo Pogorelich, alla raffinata Nina Kotova con il suo concerto di Saint-Saëns, per salutare il pubblico con la magia di Beethoven.



Giovedì 14 giugno 2012, 20.30 - Teatro della Pergola

Ivo Pogorelich, pianoforte

Nina Kotova, violoncello

Alondra de la Parra, direttrice

Orchestra della Toscana

Chopin: Concerto per Pianoforte in Mi minore No. 1, op.11

***
Saint-Saëns: Concerto per Violoncello in La minore No.1, op. 33

Beethoven: Sinfonia No. 1 in Do maggiore, op. 21

e contrabbasso)


Ivo Pogorelich è nato a Belgrado nel 1958. Ha ricevuto le prime lezioni di pianoforte all’età di sette anni, e in seguito si è trasferito a Mosca alla Scuola di Musica Centrale e poi al Conservatorio Čajkovskij. Nel 1976 cominciò uno studio intensivo sotto la guida della celebre pianista e insegnante Aliza Kezeradze, che Pogorelich sposò nel 1980, fino alla prematura scomparsa della donna nel 1996. Nel 1978 vinse il Concorso Casagrande di Terni, e nel 1980 il Concours Musical International de Montréal. Nel 1980 partecipò al Concorso Internazionale Chopin di Varsavia, e la sua eliminazione al terzo turno scatenò un’accesa polemica che attirò sul pianista l’attenzione dell’intero panorama musicale.
Fin dal suo primo recital nel 1981 alla Carnegie Hall di New York, le performance di Ivo Pogorelich hanno riscosso successo in tutte le principali sale da concerti del mondo, in Europa e oltre. Ha collaborato con molte orchestre prestigiose tra cui la Berliner e la Wiener Philarmoniker, tutte le orchestre di Londra, la Chicago Symphony, la Boston Symphony Orchestra, la New York Philharmonic e l’Orchestre de Paris. Ivo Pogorelich contribuisce da sempre ad incentivare la musica e i nuovi talenti sostenendo molti giovani musicisti. Nel 1986, in Croazia, ha istituito una fondazione benefica per offrire borse di studio ai giovani artisti, spronandoli a perfezionarsi all’estero. Dal 1989 Bad Wörishofen ospita un festival annuale dedicato a lui. Nel 1993 la California ha ospitato il primo Concorso internazionale per pianoforte promosso da Ivo Pogorelich.
Nel 1994 ha istituito una fondazione a Sarajevo con lo scopo di raccogliere fondi per costruire un ospedale e fornire assistenza medica agli abitanti. Ha tenuto anche svariati concerti di beneficienza a supporto della Croce Rossa e della ricostruzione di Sarajevo. Nel 1988 l’UNESCO lo ha nominato “Ambasciatore di buona volontà”. Nel 1982 è divenuto artista esclusivo della Deutsche Grammophon, con cui ha pubblicato oltre 15 album tra cui le Sonate per pianoforte di Mozart, quelle di Liszt e Scriabin, le Suite di Bach e il Concerto n. 1 per pianoforte di Čajkovskij. Il suo ultimo CD del 2002, include la Sonata per pianoforte n. 2 di Chopin, Gaspard de la Nuit di Ravel e la Sonata per pianoforte n. 6 di Prokofiev. Negli ultimi anni si è esibito varie volte in Europa, Europa dell’Est, Israele, Stati Uniti e Asia.

Nina Kotova ha studiato al Conservatorio di Mosca e alla Musikhochschule di Colonia, in Germania, e a undici anni ha tenuto la sua prima esibizione da solista accompagnata da orchestra. Nel 1986, a Praga, fece il suo esordio sulla scena musicale dell’Europa occidentale con la Prague Radio Orchestra, dopo aver vinto il Concorso Internazionale di Praga, e successivamente debuttò alla Wigmore Hall, al Barbican Centre di Londra, alla Carnegie Hall di New York e al Concertgebouw di Amsterdam.
Da allora Nina Kotova si è esibita come solista insieme alle orchestre sinfoniche di tutto il mondo, tra cui la Filarmonica della Repubblica Ceca, l’Orchestra Nazionale Russa, l’Orchestra Sinfonica di Stato Russa, la Filarmonica Cinese, la Royal Philharmonic e la Royal Opera House Orchestra, la BBC Orchestra, l’Orchestra Sinfonica di Budapest, la Dallas Symphony Orchestra, la Filarmonica di Hong Kong, l’Orchestra Sinfonica Gulbenkian di Lisbona e la Mozarteum Orchestra di Salisburgo. Ha suonato nella Piazza Rossa di Mosca, per la famiglia imperiale del Giappone e a Buckingham Palace. Tra gli impegni futuri spiccano performance in Sudamerica e all’Al Bustan Festival.
Ha collaborato con molti tra i più grandi musicisti internazionali. Come compositrice ha scritto svariate opere per violoncello e orchestra. Il suo primo Concerto per violoncello debuttò a San Francisco nel 2000.
Sebbene siano state le sue performance e registrazioni del Concerto per violoncello di Dvořák a fruttarle i più grandi elogi, Nina Kotova ha mostrato da sempre un profondo interesse nell’espandere il repertorio esistente per violoncello. A sua volta compositrice ed esperta di musica contemporanea, incaricò illustri compositori di scriverle un Concerto per violoncello; tra questi figurava un suo recente collaboratore, il compositore Christopher Theofanidis. Attualmente si esibisce con lo strumento reso celebre da Jacqueline Du Pre nei primi anni Sessanta e suonato da Lynn Harrell negli ultimi vent’anni.

Nata a New York City nel 1980, all’età di due anni Alondra de la Parra si trasferì in Messico con i genitori. A 7 cominciò a suonare il pianoforte, a 13 il violoncello, e quello stesso anno decise che sarebbe diventata una direttrice d’orchestra. A 15 anni andò a studiare in un collegio inglese e si diplomò in musica. Al suo ritorno in Messico frequentò un corso di composizione al Centro di Studi Musicali di Città del Messico prima di trasferirsi a New York City all’età di 19 anni e frequentare la Manhattan School of Music, dove studiò pianoforte con Jeffrey Cohen e direzione d’orchestra con Kenneth Kiesler. Nel 2004 ha fondato la Philharmonic Orchestra of the Americas (POA) con sede a New York e in breve tempo ha riscosso un notevole successo e attualmente compie frequenti tour in Messico, Nel 2010 Alondra de la Parra e la POA si sono esibiti durante le celebrazioni nazionali per il Bicentenario dello Stato messicano alla Colonna dell’Indipendenza (El Ángel). L’album di debutto di de la Parra, Mi Alma Mexicana (“la mia anima messicana”) accompagnato dalla POA, fu pubblicato da Sony Classical nel 2010. È un cofanetto di 2 CD che includono 200 anni di musica orchestrale del paese, che in parte non era mai stata incisa su disco. L’album è subito entrato nella top 10 della Billboard Classical Chart statunitense, e in meno di due mesi ha conquistato il “Disco de Platino” in Messico, che nessun album di musica classica aveva vinto negli ultimi dieci anni.
Ha diretto numerose orchestre sinfoniche in USA, Messico, in Europa, Uruguay, Argentina, Venezuela e oltre. Dal 2005 è Direttore Musicale del Music Festival of the Americas a Stowe, nel Vermont.

L’Orchestra della Toscana si è formata a Firenze nel 1980 ed è composta da 45 musicisti, che si suddividono anche in agili formazioni cameristiche.
Interprete duttile di un ampio repertorio che dalla musica barocca arriva fino ai compositori contemporanei, l’Orchestra riserva ampio spazio a Haydn, Mozart, tutto il Beethoven sinfonico, larga parte del barocco strumentale, con una particolare attenzione alla letteratura meno eseguita. Accanto ai grandi capolavori sinfonico-corali si aggiungono i Lieder di Mahler, le pagine corali di Brahms, parte del sinfonismo dell’Ottocento con una posizione di privilegio per Rossini. Una precisa vocazione per il Novecento storico, insieme a una singolare sensibilità per la musica d’oggi, caratterizzano la formazione toscana nel panorama musicale italiano.
Ospite delle più importanti Società di Concerti italiane, si è esibita con grande successo al Teatro alla Scala di Milano, al Maggio Musicale Fiorentino, al Comunale di Bologna, al Carlo Felice di Genova, all’Auditorium “G. Agnelli” del Lingotto di Torino, all’Accademia di S. Cecilia di Roma, alla Settimana Musicale Senese, al Ravenna Festival, al Rossini Opera Festival e alla Biennale di Venezia.
A partire dal 1992 si è esibita più volte nei teatri della Germania, del Giappone, del Sud America e poi a Cannes, Edimburgo, Hong Kong, Madrid, New York, Parigi, Salisburgo e Strasburgo e ha al suo attivo un gran numero di incisioni.


Call center biglietteria: +39 055 7476610
Orari di apertura: dal lunedì al sabato 10:00-18:00

www.tuscansunfestival.com

Redazione Nove da Firenze