Emergenza neve: piccoli comuni in difficoltà

Venerdì possibili nevicate in pianura. Disagi agli allevamenti avicoli, bovini ed ovini. Ingenti i danni subiti da alberi e piante. Black out: i Comuni avanzano le loro richieste ad Enel. A Firenze altri 10 tubi rotti nella mattinata


MALTEMPO — FIRENZE- Nevica ancora sull’Appennino e nell’Alto Mugello, ma a creare difficoltà nelle province toscane sono soprattutto il ghiaccio e il forte vento. Tra le criticità indicate dalle sale operative provinciali della Protezione civile, sono da segnalare:

- a Cutigliano (Pt) il vento ha scoperchiato la palestra comunale e l’Istituto Scolastico Comprensivo A. De Gasperi. Per consentire la messa in sicurezza sono stati chiusi sia gli edifici che l’intera via De’ Papiglioni, dove sono situati.
- a Castell’Azzara (Gr), invece, sono rimasti isolati a causa di cumuli di neve il Podere Radipopoli e l’agriturismo Cornacchino, dove si trovano in tutto 17 persone tra cui una neonata. Le due strutture sono raggiungibili con mezzi speciali del Corpo forestale dello Stato.
- a Montieri (Gr) manca l’acqua corrente nel capoluogo e in parte della frazione di Boccheggiano.
- a Vergemoli (Lu) il forte vento ha creato un grosso cumulo di neve sulla strada comunale di S.Pellegrinetto per circa 4-5km. Il cumulo in alcuni punti è arrivato a 1,5mt di altezza rispetto al piano stradale.
- a Montaione (Fi) la SP62 di Camporbiano è stata riaperta ed è percorribile su una carreggiata con senso unico alternato, mentre ci sono ancora problemi sulla SP65 dell’Ecce Homo.
- sono in atto, sulle zone appenniniche dell'alto mugello, residue ed isolate precipitazioni nevose. Forti raffiche di vento si rilevano in particolare nella parte meridionale della provincia (Tavarnelle circa 42 km/h) e le temperature sono sotto zero per la maggior parte del territorio provinciale con temperatura minima registrata di -8°C al Passo del Giogo. Ancora chiusa una corsia della SP 62 di Camporbiano, per ghiaccio e cumuli di neve, con istituzione di un senso unico alternato.

E' prevista la possibilità di neve in pianura tra venerdì e sabato.

L’emergenza neve di questi giorni sta mettendo in seria difficoltà i piccoli Comuni toscani, che chiedono alla Regione Toscana un aiuto finanziario per sostenere le spese urgenti e indifferibili come l’acquisto del sale o la riparazione dei danni alle principali infrastrutture comunali, suggerendo la possibilità che una parte dei fondi per la protezione civile possano, anche prima della richiesta dello stato di calamità per le zone colpite, essere anticipati ai piccoli comuni in difficoltà per gli interventi più urgenti. E’ questa in sintesi la richiesta che arriva dai piccoli comuni toscani al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, in una lettera a firma del Coordinatore della Consulta Piccoli Comuni di Anci Toscana Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano e del segretario generale di Anci Toscana Alessandro Pesci. “Fra i tanti problemi che i piccoli comuni sono chiamati ad affrontare – si legge nella lettera – c’è anche quello, non certo secondario, rappresentato dalle ben scarse disponibilità finanziarie con le quali fronteggiare spese urgenti e indifferibili come l’acquisto del sale (le importanti quantità disponibili sono andate rapidamente esaurite), il ricorso a ditte esterne convenzionate quando non è sufficiente la dotazione di mezzi e personale per gli interventi urgenti e indifferibili, la riparazione dei guasti e dei danni principali alle infrastrutture comunali”. Di fronte al perdurare del maltempo e a previsioni non certo positive che “richiederanno ancora un grande sforzo che ha bisogno di essere supportato”, i piccoli comuni rappresentati da Anci Toscana chiedono al presidente Rossi “di esaminare la possibilità che una parte dei fondi per la protezione civile, anche prima della richiesta dello stato di calamità per le zone colpite, possano essere anticipati ai piccoli comuni in difficoltà, in modo da far fronte almeno ai maggiori interventi di somma urgenza”.

“Crediamo opportuno che debba essere dichiarato lo stato di emergenza regionale, affinché i comuni dell’Alto Mugello possano far fronte alle enormi difficoltà derivanti dall’eccezionale nevicata che ha interessato in particolare i Comuni di Marraddi, Firenzuola e Palazzuolo sul Senio”. Il Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci e l’Assessore provinciale alla Protezione Civile, Stefano Giorgetti, sostengono le richieste che sono state avanzate dai Sindaci Bassetti, Scarpelli e Menghetti, affinché la Regione Toscana dichiari lo stato d’emergenza. “Le Amministrazioni comunali dell’Alto Mugello – affermano Barducci e Giorgetti - hanno adottato interventi urgenti che al momento sono riusciti con un enorme sforzo organizzativo a garantire l’efficienza e la funzionalità dei servizi ed hanno consentito la percorribilità delle strade di loro competenza e l’apertura delle scuole. Uno sforzo, anche di tipo economico, che ha necessariamente comportato spese straordinarie e rilevanti, poiché la situazione eccezionale che si è determinata dal 31 gennaio ha costretto i Comuni al ricorso massiccio di risorse, sia private che pubbliche”. “Purtroppo – aggiungono Barducci e Giorgetti – gli stessi Comuni, già ora in sofferenza, dovranno affrontare ulteriori difficoltà: le previsioni meteo del Centro Funzionale regionale annunciano ulteriori abbondanti nevicate per i prossimi giorni. A tutto ciò si aggiunge l’allerta per la formazione di ghiaccio che è stato prorogato fino alle a lunedì 13 febbraio”. “A questo punto – dichiarano il Presidente Barducci e l’Assessore Giorgetti – solo la dichiarazione dello stato d’emergenza regionale può consentire ai Comuni dell’Alto Mugello di attivare quelle ulteriori risorse che sono assolutamente necessarie per fronteggiare gli effetti al suolo che sono determinati da eventi meteo eccezionali sia per durata che per intensità”.

Un indennizzo per i cittadini e le imprese della provincia di Siena che hanno subìto danni e disagi dal black out; un rimborso delle spese per gli enti pubblici che hanno supportato Enel, con proprio personale e mezzi; un piano di investimenti per ammodernare la rete elettrica e l’aumento del personale adibito alla manutenzione. Sono queste le richieste emerse oggi, martedì 7 febbraio dall’incontro tra il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini, i trentasei sindaci dei Comuni e i presidenti delle Unioni dei Comuni, convocato con urgenza per affrontare le questioni aperte con Enel, dopo il black out che per giorni ha privato famiglie e aziende dell’energia elettrica. “Stiamo procedendo – afferma il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini – a verificare, insieme ai Comuni e alle Unioni dei Comuni, tutte le possibili iniziative da intraprendere per chiamare Enel alle sue responsabilità. Il prolungato black out, insieme alla disorganizzazione e disinformazione dell’azienda, ha arrecato alle nostre comunità ingenti danni e i disagi. Per questo stiamo lavorando, su più fronti, per concretizzare, in tempi brevi, le nostre richieste che vanno dall’individuazione di forme di risarcimento per i cittadini e le imprese alla copertura totale delle spese sostenute dagli enti locali per supportare Enel. Chiediamo inoltre con forza a Enel che sia presentato un programma di investimenti sulla rete elettrica della provincia di Siena che rinnovi gli impianti e potenzi il personale addetto alla manutenzione. Infine per ovviare ai problemi che si sono avuti sul fronte dell’informazione, chiediamo ad Enel che sia previsto un piano di emergenza, da condividere con enti locali ed utenti, che preveda l’attivazione di strumenti di comunicazione adeguati, in caso di black out diffuso e prolungato”. Nei prossimi giorni sarà costruito un gruppo di lavoro tecnico istituzionale che avrà punti di riferimento in tutte le aree della provincia per supportare cittadini, aziende ed enti locali nelle azioni di tutela.

Continua l’emergenza ghiaccio e per le basse temperature che stanno mettendo a durissima prova la rete idrica più vetusta in tutto il territorio gestito da Publiacqua. Il gelo continua a rompere tubature che hanno alle spalle almeno 50 anni di servizio e a congelare condutture e contatori esterni non protetti. Problemi anche ai fontanelli e molte chiamate al numero verde guasti 800314314. Le squadre di Publiacqua e le ditte impegnate dall’azienda stanno lavorando anche di notte per riparazioni e per ridurre al minimo i disagi. Al numero verde solo stamattina sono arrivate altre 1200 segnalazioni. Dall’inizio del gelo siamo oltre le 7000. Per la rottura di alcune tubature limitrofe agli impianti sono bloccati i fontanelli di Campo di Marte (giardini Curva Fiesole) e Piagge a Firenze e nel Chianti a Tavarnelle e San Donato. “Abbiamo tutte le nostre squadre con centinaia di tecnici e lavoratori e le ditte dell'indotto impegnati ormai da giorni a gestire una situazione eccezionale e mai registrata a memoria d'uomo in queste dimensioni nelle nostre zone - spiega Erasmo D'Angelis presidente di Publiacqua - ma non e' finita e ci prepariamo per altre giornate e nottate di emergenza. Resta importantissima la prevenzione e la collaborazione. Proteggiamo tubi e contatori esterni con panni di lana, vecchi vestiti, giornali o polistirolo e altri materiali isolanti”.

Un servizio di emergenza per far fronte ai problemi riscontrati nelle scuole dopo l’abbassamento delle temperature. Lo ha attivato la direzione servizi tecnici su richiesta dell’assessorato all’educazione del Comune di Firenze. «In questi giorni - ha spiegato l’assessore Rosa Maria Di Giorgi – il consumo di gas è aumentato in maniera esponenziale e in alcune zone della città ci sono stati abbassamenti della pressione che hanno causato sia un calo del rendimento delle centrali termiche che il loro spegnimento». Ieri nella zona di Rifredi-Careggi diverse scuole hanno avuto questi tipo di problemi: la secondaria di primo grado Poliziano, la Marconi (infanzia e primaria), la Ramberg (infanzia) e la Don Minzoni (infanzia e primaria). Oggi, nel Quartiere 2, gli interventi hanno riguardato la Diaz (infanzia e primaria), la Giotto (infanzia e primaria) e la Desiderio da Settignano (infanzia e primaria). Alla La Pira ci sono stati invece problemi per l’acqua calda. «Per far fronte a questa situazione imprevedibile – ha aggiunto l’assessore all’educazione – i nostri servizi tecnici hanno provveduto a istituire, con le ditte di manutenzione, un servizio di emergenza aumentando il numero delle squadre d’intervento. All’asilo nido Aquilone Rosso, in via Burci, vista temperatura bassa in una sezione, come primo intervento abbiamo fatto arrivare una stufetta». «Per quanto riguarda i servizi idrici – ha proseguito Rosa Maria Di Giorgi – abbiamo consigliato, per le strutture più a rischio, di far scorrere l’acqua anche durante la notte in modo per impedire il congelamento delle tubazioni da un rubinetto posto al piano più basso controllando, naturalmente, che lo scarico non sia otturato. Anche in questo caso la direzione servizi tecnici ha messo in campo tutte le risorse possibile per evitare e eliminare disagi e disservizi». La scuola all’infanzia e primaria Galilei, ad Arcetri, era rimasta senza acqua da ieri per un tubo saltato e il contatore congelato. Il problema è stato risolto nel primo pomeriggio di oggi ma l’istituto, fin da subito, era stato rifornito di acqua con una piccola autobotte della protezione civile. Anche all’asilo nido Pinocchio, in via del Pontormo, un tubo si è rotto per gelo e un bypass ha garantito il rifornimento di acqua. Stesso problema al nido Gelsomino e anche in questo caso il problema è stato risolto.

A Sesto Fiorentino a causa di lavori urgenti la scuola primaria Pascoli di via Fratelli Rosselli sarà chiusa nei giorni di giovedì 9 e venerdì 10 febbraio. La chiusura è stata decisa dall’amministrazione comunale per permettere l’intervento della ditta chiamata a risolvere i problemi di isolamento termico del controsoffitto della scuola.

Questa mattina sono stati completamente riaperti alla cittadinanza due dei principali parchi pubblici di Livorno: il parco di Villa Fabbricotti e il parco di Villa Mimbelli. Per questi due parchi già stati portati a termine tutti i controlli sullo stato delle alberature, per verificarne le condizioni dopo la nevicata di martedì notte. Sono stati rimossi tutti i rami pericolanti, in modo da garantire la sicurezza dei frequentatori.

Il gelo polare frena la produzione di uova. Sta accadendo in Toscana dove gli allevamenti avicoli a terra (detti anche “in voliera”), situati in particolare nella zona del Mugello e nelle aree colpite dalle gelate di questi giorni, stanno registrando un progressivo arresto della produzione di uova intorno al 10%-20% rispetto ad una settimana fa. Le galline sono “stressate” dal freddo siberiano e stanno “faticando” non poco a deporre le uova. Disagi di carattere economici per gli allevamenti in gabbia dove i capannoni sono sempre condizionati (temperatura tra 18-19°) e dove gli imprenditori sono costretti ad extra-energetici per riscaldare gli ambienti. E’ quanto spiega Coldiretti Toscana che sta monitorando le aree più critiche della Regione colpite dalla gelata: “Man mano che la densità di allevamenti aumenta - spiega Coldiretti - rallentano anche gli effetti del freddo: gli animali stanno vicino l’un l’altro e riescono a sopportare bene l’abbassamento delle temperature. A soffrire di più sono i piccoli allevamenti”. Ma non sono gli unici effetti indesiderati del mix neve&gelo che ha colpito la Toscana: la produzione di latte da parte di mucche e pecore è calata nella misura del 30%, percorso inverso per i costi per l’alimentazione (granaglie, maie e cereali) che invece sono cresciuti del 30%. “Quando è freddo mucche, pecore, galline mangiano di più per mantenere le temperature accettabili – spiega Coldiretti – ne consegue un aumento verticale del consumo di razioni giornaliere e quindi, anche di costi per le imprese”. Le altre difficoltà sono state prodotte dal congelamento dei tubi che rendono difficoltoso l’abbeveramento, e dal black out della corrente elettrica che in molte stalle hanno fatto saltare la mungitura. “L’agricoltura sta vivendo, in tutta la Toscana – spiega Tulio Marcelli, Presidente Regionale Coldiretti – forti disagi provocati dall’abbassamento delle temperature; siamo preoccupati per le condizioni meteo, date in peggioramento nei prossimi giorni che potrebbero arrecare danni ben più gravi alle nostre campagna e alle nostre imprese. Se le temperature scendono ancora, e per un periodo prolungato, rischiano tutte le coltivazioni orticole di stagione”. C’è anche chi “gode” delle temperature siberiane. E’ la limousine. Nel Mugello dove questa particolare razza originaria e solida del massiccio centrale francese, ha trovato le condizioni ottimali grazie all’ottimo lavoro dell’Associazione Toscana Allevatori (AIA), si vendono decine e decine di capi a spasso nei pascoli innevati incuranti del freddo. “E’ una razza – conclude Roberto Nocentini, Presidente dell’AIA - che garantisce carni ottime e di qualità capace di vivere al pascolo in qualsiasi clima e temperatura. Anche quando fa molto freddo. I vitellini, già ad ottobre, nascono con il pelo lungo per difendersi dal freddo e questo la dice lunga sull’adattabilità di questa razza anche quando fa freddo”.

Redazione Nove da Firenze