La prossima settimana c'è Cortonantiquaria

Dal 22 agosto al 6 settembre a Cortona, Arezzo, sarà di scena la 47° edizione della "Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato". Ad arricchirla una mostra sui 'libri proibiti' fra il 1500 ed il 1900 e un'altra sugli oggetti dei Templari.


ESTATE IN TOSCANA — Cortonantiquaria è un appuntamento ormai obbligato nonché atteso per gli appassionati dell’antico e dell’antiquariato, ma è anche un richiamo quasi di moda sempre più in voga nel calendario di fine estate e che già guarda all’autunno.
Un appuntamento, unico nel suo genere, che si caratterizza per l’esclusiva capacità di coniugare felicemente il fascino specialistico delle opere di antiquariato a eventi mondani e più “salottieri”, dalle degustazioni con aperitivo alle mostre ‘impertinenti’, dalle conversazioni d’autore al Premio Cortonantiquaria che ogni anno si conferisce a personaggi della cultura: momenti che offrono a tutti i visitatori la possibilità di avvicinarsi all’arte e all’antiquariato senza sentirsi inadeguati o fuori posto.
Un appuntamento irrinunciabile insomma, per tutti coloro che si definiscono amanti del bello e non solo per i collezionisti d’arte, ma anche per visitatori esigenti perché è una mostra assai raffinata, con pezzi rari selezionati da specialisti dell’antiquariato e della storia delle arti decorative per categoria merceologica, geografica o per periodo.
Il percorso espositivo, con oltre 1.000 pezzi importanti di vario genere e poi tanti piccoli oggetti da collezione, si snoda attraverso le sale di Palazzo Cagnotti, uno dei palazzi meglio conservati di Cortona, che torna a vivere proprio nei giorni della mostra allestita in sale che racchiudono il fascino di storie, stili, gusti diversi. Ogni stanza un mondo a sé, eppure un percorso unico.
Anche quest’anno si può a ragione parlare di alta qualità in mostra tanto che, sulla scia di quanto avvenuto nella scorsa edizione, si registra la presenza di antiquari storici e si rinnova il segnale forte in direzione dell’internazionalità. Fucina di idee ed iniziative, Cortonantiquaria 2008 ha presentato una novità che si conferma anche in questa edizione: “Cortona ospita” uno spazio espositivo per un’opera di pregio portata in esposizione a Palazzo Vagnotti dalle maggiori gallerie d’antiquariato nazionali o internazionali.
Quest’anno, poi, si completa il mix di offerta attraverso l’inserimento in mostra di categorie merceologiche nuove. Alle categorie classiche presenti come argenti e bronzi, mobili italiani e francesi dal ‘600 all’800, suppellettili orientali, dipinti d’alta epoca, oggettistica da collezione, gioielli, arredi da esterno, si affiancherà infatti la new entry dei pizzi. Molto atteso anche il ritorno dei tappeti.
Una mostra, di oltre 40 espositori, che guarda al mercato internazionale partendo da alcune realtà regionali italiane tra le più ricche e interessanti di mercati antiquariali. Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Veneto al Lazio, per la prima volta quest’anno anche la Puglia e Abruzzo e ancora, il Trentino Alto Adige, l’Umbria, la Liguria, le Marche, l’Emilia Romagna e la Toscana, ovviamente! Bellissimi i mobili toscani del ‘600 presenti, in particolare credenze e un cassettone con ceramiche della Manifattura Chini, tra cui una piccola collezione di formelle. Tra le curiosità più raffinate, le litofanie di note manifatture europee (rare piastre in porcellana bisquit che, una volta illuminate, rivelano immagini di grande bellezza e originalità). Nell’antiquariato etnico spicca una conchiglia tibetana dei primi dell’Ottocento, ad uso di monaci, fittamente lavorata, incastonata con corallo fossile turchese. Molto più mondana ma certo non effimera la collana lunga più di 1 metro di perle e oro giallo. Tra le opere pittoriche si segnala “Sogno” di Giuseppe Mascarini, un olio su tela del 1909.
Oltre la mostra storica, come è tradizione di Cortonantiquaria, mostre collaterali che catalizzano l’attenzione.
In particolare quest’anno riflettori puntati su una mostra unica e assai insolita, quella su “I Libri Proibiti” organizzata insieme alla notissima e prestigiosa libreria antiquaria di Londra Quartich e alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Saranno esposti 40 libri oggetto di censura, una carrellata che copre quattro secoli e che chiama in causa le motivazioni più varie: religione, politica, eros...
Eresia, sommossa, indecenza. Le tre grandi accuse che hanno condotto libri (e spesso autori) al rogo, alla soppressione o alla mutilazione sono state da sempre larghi e capaci ombrelli in grado di coprire libri di ogni tipo. Un’ovvia ironia storica ha in realtà assicurato l’immortalità a questi testi, gli strumenti di repressione (liste e denunce) trasformatisi in pubblicità di opere da possedere. Un tema stimolante e curioso...
Moltissimi studi e mostre hanno raccontato la storia della censura libraria; la mostra proposta da quella che è tra le più conosciute librerie antiquarie al mondo, che compra e vende libri e manoscritti antichi e rari dal 1847, e dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che celebra quest’anno il sessantesimo anniversario della sua istituzione, si propone di esibire libri che furono soppressi o nascosti, di narrarne le storie a tratti curiose, scandalose, violente, buffe. Tra le proposte, un viaggio tra le ‘colonne d’Ercole’ del pensiero superate da Bacone, la prima biografia di Hobbes che bruciò alcune delle proprie carte per difendere il resto della sua opera, l’eretico alchimista Barnaud che elencò in un novello Satyricon ‘l’esatto numero’ di prostitute, eunuchi, figli illegittimi e servi al seguito degli ecclesiastici di ogni diocesi della Francia del Cinquecento e venne perseguito per l’esattezza delle sue informazioni; e ancora un censore che scrive nel Seicento una apologia dell’attività repressiva, Machiavelli e i suoi eredi, le meravigliose anatomie rinascimentali, frutto proibito della pratica ‘immonda’ della dissezione, un ‘empio’ Corano inglese del Seicento, Hume, Voltaire e i philosophes negatori di miracoli e autorità, adattamenti attenuati dell’Ars amatoria di Ovidio, Ludovico Muratori che supera la censura ecclesiastica ma viene fermato da quella civile, la secolare semiclandestinità del Manifesto di Marx ed Engels.
Strutturata per temi, la mostra toccherà episodi di censura “illustre”, quella ecclesiastica o governativa della prima età moderna. Suggerirà il nesso tra produzione erotica e sedizione politica, traccerà lo sforzo di emancipazione della scienza e del pensiero dal dogma, proporrà “finestre” su momenti di censura colti sull’atto, mostrerà come una lettura antologica dell’Index librorum prohibitorum diventi quasi l’indice di un qualunque moderno manuale del pensiero occidentale, con gli stessi protagonisti: Galileo, Campanella, Copernico o Darwin solo per citare alcuni esempi, ma anche Dante, Boccaccio, o la stessa Bibbia.
Saranno offerti esempi di autocensura, libri occultati per decenni dagli stessi autori, si osserverà la dialettica sette-ottocentesca tutta italiana tra pensatori cattolici “liberi” e ortodossia dei ranghi ecclesiastici, e si proporranno documenti vicinissimi ai nostri tempi, come quelli provenienti dal Fondo Perestrojka e dalla collezione di materiali di Piazza Tian’an Men della Fondazione Feltrinelli.
Mostre collaterali che fanno parlare di sé. E’ il caso di una delle due collaterali, “Amuleti Templari - esoterismo, culto e magia”.
Da una selezione della Collezione Museo Federico II e il Medioevo, l’Associazione Culturale Terza Esperide di Palermo presenta alcuni rarissimi e sconosciuti oggetti medievali, espressione di uno spaccato di misteriose credenze, spesso nascoste da antichi e segreti riti collegati al culto dei Cavalieri del Tempio.
Monaci guerrieri pronti a mettere in gioco la vita per un Sacro Ideale possessori di medaglioni, anelli, bracciali ed amuleti che riuniscono il culto religioso con simbolismi rituali di chiara ispirazione orientale. Questi oggetti databili tra il XII e gli inizi del XIV secolo, a volte in bronzo, in ferro o raramente in argento, sono stati rinvenuti in trent’anni di pazienti ricerche, presso collezioni private siciliane. Il misterioso ‘Baphomet’, il ‘Pentacolo Magico’, la sabbia di Gerusalemme, l’occhio che sempre vede… con tutta la positiva ed antica forza dei Cavalieri del Tempio.
Fedele ad un format ormai di successo Cortonantiquaria si conferma ‘agone’ colto e appena lievemente spregiudicato nell’accendere il dibattito magari anche in modo impertinente sulle attribuzioni, tanto da fare di Cortonantiquaria un tavolo di dibattito puntuale su metodologie, criteri e tecniche relative al tema dell’attribuzione, appunto.
Quest’anno è il caso di una splendida testa di Federico II su cui saranno puntati i riflettori. Federico II in persona, possiamo dire, ‘presenzierà’ alla mostra, raffigurato in un’eccezionale ed inedita (ed ancora in studio) testa medievale in marmo bianco, la cui fisionomia dovrebbe essere proprio quella di un Federico II giovanissimo, incoronato, ritratto nel XIII secolo.
Passando a momenti più conviviali, lunga la lista degli appuntamenti di Cortonantiquaria, divenuti ormai un must per i visitatori.
Anche per l’edizione 2009 si conferma il felice sodalizio tra la Tenuta La Braccesca di proprietà della famiglia Antinori e Cortonanatiquaria creatosi con gli ormai immancabili “aperitivi culturali”, momenti d’incontro su temi intriganti dell’arte e dell’antiquariato piuttosto informali e dinamici, organizzati secondo la formula del talk show, e accompagnati, grazie alla collaborazione con la Tenuta da degustazioni guidate. Il tutto nel suggestivo scenario del chiostro di Palazzo Vagnotti.
Dai vini alla buona cucina il passo è breve. Nel centro storico di Cortona, infatti, seguendo un circuito di ristoratori aderenti a “Vetrina Toscana a tavola” si avrà l’opportunità di degustare menù tipici della tradizione culinaria toscana ad un prezzo fisso, fare acquisti di tipicità, nonché ricevere un biglietto di ingresso alla mostra per ogni menù ordinato.
Ora non resta che godersi una passeggiata tra i vicoli e le strade segrete e silenziose di una città che è tutta a misura d’antico, fitta di botteghe di rigattieri, gallerie, laboratori di restauro. Una città che vanta una tradizione antiquaria di gran prestigio e tuttora vivissima.

Redazione Nove da Firenze