Terza Festa Nazionale delle ciliegie del 26-27 maggio a Lari (Pisa)


Dal 1957, ogni anno nell’ultima domenica di maggio, si svolge a Lari la Sagra delle Ciliegie per valorizzare la fiorente produzione locale del frutto, tipico delle colline pisane. Quest’anno si festeggia dunque il cinquantesimo anniversario dell’antica tradizione in concomitanza con la Festa Nazionale della Ciliegia indetta dall’Associazione “Città delle ciliegie” di cui Lari é tra i comuni fondatori. Fin dai tempi antichi si svolgeva nella cosiddetta “Piazza dei Polli” il mercato settimanale che richiamava gente da numerose città toscane come Firenze, Livorno, Pisa e Lucca, che accorreva per poter apprezzare le gustose ed originali qualità delle ciliegie tipiche di Lari. La sagra vede ancor oggi incontrarsi annualmente tutti i produttori di ciliegie del Comune che si danno appuntamento ai piedi del castello mediceo del borgo di Lari allestendo i caratteristici banchi del mercato a ricordare quelli del passato. La loro fantasia e i loro prodotti vengono premiati con un concorso promosso dall’amministrazione comunale che, col patrocinio della Provincia di Pisa e della Regione Toscana, premia il banco con l’allestimento più suggestivo e il produttore col miglior esemplare per ognuna delle tredici varietà di ciliegia prodotte sul territorio larigiano. Viene infine assegnata la “Ciliegia d’Oro” al miglior produttore mentre tutti gli altri partecipanti al mercato della sagra vengono premiati con dieci piante di ciliegio. Alla Festa Nazionale delle Ciliegie partecipano 16 comuni provenienti da tutta Italia, che allestiscono un banchetto al mercatino nella piazza di Lari promuovendo la loro particolare qualità di ciliegia assieme ad altri prodotti tipici locali. Un frutto “no global” L’Italia è uno tra i principali produttori europei di ciliegie e anche se la produzione più consistente avviene in Puglia, Campania, Emilia-Romagna e Veneto la maggior parte delle sue regioni ne sono produttrici. La raccolta avviene nei mesi maggio, giugno e luglio ma il frutto gode di un breve ciclo di vita. Saverio Senni, docente dell’Università degli Studi della Tuscia, ha infatti definito la ciliegia un frutto “no global” riferendosi appunto alla sua breve durata che è motivo della sua difficile esportabilità sul mercato globale, a meno che non venga trattata e conservata attraverso la produzione di prodotti derivati. “Qualche ciliegia al giorno leva il medico di torno” Secondo recenti studi americani (Michigan State University) le ciliegie possono considerarsi alla stregua di veri e propri farmaci naturali con importanti effetti terapeutici contro l’artrite e le malattie cardiovascolari, possedendo inoltre un’azione antidolorifica molto simile a quella dell’aspirina grazie agli antociani, sali presenti in grande quantità nel frutto maturo. Leggermente lassative e diuretiche sono ricche di vitamine (A e C) e sali minerali come potassio, calcio e ferro. Queste caratteristiche le rendono un ottimo alimento estivo nonché dietetico con 38 calorie per ogni 100 grammi di prodotto (0.8 grammi di proteine, 0.1 di grassi e 9 di carboidrati). Non solo salutari, le ciliegie si rivelano utilissime anche per trattamenti naturali di bellezza, possono infatti essere usate per la preparazione di prodotti cosmetici naturali. Tra le ricette che dimostrano i molteplici usi della ciliegia, la tisana ai gambi di ciliegia contro la cistite; le ciliegie schiacciate e applicate sulla fronte per combattere le emicranie; la maschera alla ciliegia per pelli grasse con funzione astringente per i pori dilatati; il decotto di peduncoli per rinfrescare e tonificare le pelli screpolate. Ciliegie in cucina Oltre al tradizionale consumo fresco, le ciliegie possono essere utilizzate per produrre marmellate, sciroppi, succhi di frutta, canditi, salse, distillati, sorbetti, mostarde e liquori come il maraschino, il ratafià, il cherry e il brandy da utilizzarsi nelle più svariate e fantasiose ricette sia dolci che salate. I più golosi possono mettere le ciliegie sotto spirito o tuffarle nel cioccolato fondente fuso, o ancora gustare il miele ai fiori di ciliegio dal sapore che ricorda quello dello zucchero caramellato.

Redazione Nove da Firenze