Vino di Toscana: tracciabilità online e controlli sugli scaffali

La produzione soddisfa la richiesta interna ed i toscani non farebbero mai a meno del prodotto locale


Abbiamo raggiunto a Bordeaux, Giuseppe Liberatore presente al Vinexpo 2015, direttore del Consorzio del Chianti Classico, presidente AICIG Associazione Nazionale dei Consorzi delle Dop e IGP italiane che rappresenta circa il 95% delle produzioni ad indicazione geografica è anche vicepresidente di Federdoc e membro del Consiglio della Commissione di degustazione presso il Ministero.

In Toscana si beve toscano? "Abbiamo una grande predisposizione all'export, ci sono aziende che producono ed esportano l'80% del prodotto. Ma la produzione è alta, possiamo fornire tranquillamente il territorio. I toscani bevono bene: dal mare fino alle colline e fino alla parte più interna della regione ci sono prodotti ottimi, ad iniziare dal Sangiovese che non si trova in nessuna altra parte del mondo, ed altri ai quali il nostro palato è abituato ormai e difficilmente i toscani cadrebbero su vini pesanti, senza intensità e senza profumo. Non temiamo la concorrenza, non credo proprio che concorrenti nazionali o internazionali possano mettere in discussione il nostro prodotto".

In Toscana un modello mondiale per la tracciabilità? "Il consumatore in ogni parte del mondo può inserire il codice identificativo della bottiglia nel data base presente online e reperire tutte le informazioni utili e necessarie a capire cosa si sta bevendo. Il servizio è attivo su varie tipologie di vino. Quando abbiamo adottato questo sistema ci guardavano con stupore, e non credo ci siano altri Paesi in grado di adottare una procedura così semplice che già in passato praticavamo attraverso un Sms".
Altri controlli? "La sicurezza è alta: enti pubblici e privati coordinati dal Ministero si occupano di vigilare sul mondo della produzione, dalla raccolta dell'uva fino all'imbottigliamento. Oltre il controllo che arriva fino alla bottiglia ci sono poi i nostri agenti consortili previsti dalla nuova normativa che svolgono analisi a campione sugli scaffali dei negozi. Se la verifica sull'etichetta e la degustazione non danno esito positivo scatta la segnalazione al reparto frode alimentare".

Il vino toscano. Elevati standard di qualità sono garantiti anche per il 2014? "Una annata data per spacciata, ma ci siamo difesi bene. Nel campo del vino siamo preparati a rispondere a certe situazioni" sottolinea Liberatore.
"Molte cantine hanno dovuto investire in manodopera supplementare per controllare i problemi derivanti da eccessiva umidità, da diradamento, essiccazione e disinfezione delle aree più a rischio" recita una nota in inglese del Consorzio del Chianti Classico di inizio anno.

A fine estate i viticoltori del centro-nord Italia si aspettavano uno dei raccolti più difficili della storia: "Nell'area del Chianti Classico la pioggia ha favorito l'infestazione da parassiti con un riscontro dato dall'elevata acidità misurata a fine estate su uve non ancora mature. Settembre ed ottobre hanno avuto un clima estivo e questo ha permesso una maturazione graduale e completa che ha consentito la vendemmia a metà ottobre: vini equilibrati con eccellenti componenti aromatiche e acidi perfetti per la successiva maturazione. I nuovi vini che diventeranno Chianti Classico 2014 sono molto profumati e aromatici, grazie anche al fatto che il contenuto di alcol non è alto e non prevale sull'equilibrio aromatico raggiunto durante la fermentazione" questa la spiegazione tecnica offerta ai buyer.

Le truffe online. Lunedì 15 giugno, il Ministro Maurizio Martina, durante gli Stati Generali delle Indicazioni Geografiche, ha sottolineato: “Siamo leader in Europa con 523 denominazioni riconosciute nel settore del vino. Un primato che conferma l’eccellenza del Made in Italy e che vogliamo continuare a far crescere puntando sulla distintività del nostro agroalimentare soprattutto all’estero, anche grazie al segno unico distintivo. La difesa del nostro modello di qualità è per noi una priorità, oltre che una garanzia per i consumatori. Per questo siamo in campo con un sistema di controlli unico al mondo per contrastare contraffazioni e frodi sia sugli scaffali che sul web". Il Presidente Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro, ha trattato il tema del contrasto alle contraffazioni sul web dei vini a denominazione d’origine e proprio a Marzo scorso presso l’area Mipaaf all’interno di Vinitaly, è stato siglato il Protocollo d’intesa per la realizzazione di attività di promozione, valorizzazione, informazione e tutela delle produzioni nel settore vitivinicolo sulla piattaforma online eBay. Circa 160 i falsi Made in Italy segnalati, per un controvalore di circa 50 milioni di euro. "La nuova frontiera di presidio è quella web e l’Italia c’è” ha specificato Martina.

Il vino. Il Ministero delle politiche agricole lo presenta così: "Il vino è il prodotto della fermentazione alcolica, in presenza oppure in assenza di vinacce, che viene operata dai lieviti presenti sulla buccia dell'acino. Il succo contenuto nell'acino si trasforma da liquido zuccherino a liquido alcolico tramite delle reazioni chimiche. E' un prodotto dell'uomo e della natura, quest'ultima da sola produrrebbe solo aceto!".

E per quanto riguarda l'azione sull'organismo? "Piccole quantità di vino svolgono una funzione di stimolazione ed attivazione della digestione, contrastano l'insorgenza di calcoli biliari, stimolano la diuresi; il potassio presente nel vino tonifica e stimola i muscoli, migliora la circolazione, soprattutto i rossi, che abbassano il colesterolo favorendo la produzione del cosiddetto colesterolo buono. Infine l'alcol etilico fluidifica il sangue, aiuta a prevenire l'insorgenza di malattie cardiovascolari, stimola le difese immunitarie e previene l'invecchiamento cellulare, perché alcune sostanze antiossidanti combattono i radicali liberi, in più dà gioia all'organismo, visto che l'alcol etilico in piccole quantità può fungere da parziale antidepressivo".

Colore, sapore e profumo. "Il vino non rimane mai immobile ma evolve continuamente. La sua evoluzione può essere notata tramite il suo colore, il sapore ed il suo profumo. Ogni vino attraversa diverse fasi: acerbo, giovane, pronto, invecchiato e vecchio ed esistono diverse tecniche per garantirne la finale "stabilità" e l'aspetto che appare al consumatore".

Antonio Lenoci