Plures Multiutility: 14 sindaci chiedono tariffe sostenibili

Palagi: Anche Firenze si schieri per il pubblico"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
30 Giugno 2026 14:20
Plures Multiutility: 14 sindaci chiedono tariffe sostenibili

Firenze, 30 giugno 2026 - Si è svolta ieri l’Assemblea dei soci di Plures Multiutility, durante la quale non è solo stato presentato il bilancio, ma è stata l’occasione per i rappresentanti delle comunità locali per chiedere una nuova fase di governo della società, fondata sulla centralità dell’interesse pubblico, sulla sostenibilità delle tariffe e su un ruolo più forte degli enti locali.

14 Comuni hanno sottoscritto una nota che chiede a Plures "qualità del servizio, tariffe sostenibili e un ruolo più forte degli enti locali". Chiedono che la società "non abbia come obiettivo la massimizzazione della remunerazione del capitale". Riconoscono le "criticità strutturali della gestione". Definitivamente accantonata l’ipotesi di quotazione in Borsa, i sindaci hanno ribadito la necessità che Plures resti pienamente orientata alla propria missione pubblica, non solo nella proprietà, ma soprattutto nelle strategie e negli obiettivi.

Il comunicato è sottoscritto dai sindaci dei Comuni di Agliana, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Carmignano, Castelfranco Piandiscò, Gambassi Terme, Londa, Rufina, San Godenzo, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vicchio.

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Nel corso dell’Assemblea quindi è stato discusso il bilancio d’esercizio. I sindaci, richiamando le indicazione dell’Autorità d’ambito, hanno preso atto del lavoro svolto per superare le criticità contabili emerse nei mesi scorsi e hanno condiviso la scelta prudenziale del consiglio di amministrazione di destinare integralmente gli utili a riserva, in considerazione del permanere di elementi di incertezza.

Molti dei sindaci presenti, raccogliendo il malcontento dei territori, hanno richiamato l’attenzione sulle criticità strutturali della gestione, sulle difficoltà nel mantenere il decoro di molte aree urbane e sollecitando un deciso percorso di efficientamento per innalzare la qualità del servizio.

«Una società interamente pubblica che gestisce servizi essenziali deve avere come obiettivo un servizio più efficiente, maggiore attenzione ai bisogni dei piccoli Comuni, delle zone periferiche e tariffe sostenibili, non la massimizzazione della remunerazione del capitale», affermano i sindaci. «Se è vero che i dividendi sono fondamentali per i bilanci dei Comuni, non dobbiamo dimenticare che si tratta di entrate da tariffe, e non da una tassazione che risponde al criterio egualitario della progressività.

È tempo di rafforzare la solidità dell’azienda, migliorare l’organizzazione, sostenere gli investimenti sulle infrastrutture per contribuire a ridurre progressivamente il peso delle tariffe su cittadini e imprese. Una riorganizzazione che deve valorizzare le professionalità esistenti all’interno e all’esterno dell’azienda, in collaborazione anche con le organizzazioni sindacali, per migliorare la qualità del servizio in ogni comune, a seconda delle proprie caratteristiche e specificità, che ha permesso di raggiungere alti livelli di raccolta differenziata e diminuire la produzione quotidiana di rifiuti».

I Comuni soci hanno chiesto, in maniera pressoché unanime, un maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche della società ed un rafforzamento delle funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo, affinché la governance aziendale operi in piena coerenza con gli obiettivi del servizio pubblico che sono riduzione, riciclo, recupero e corretto smaltimento. Infine, in vista del rinnovo degli organi sociali, i sindaci hanno condiviso la proposta di una proroga tecnica temporanea dell’attuale governance fino al 30 settembre 2026.

«L’Assemblea ha rappresentato un passaggio importante e coerente con l’indirizzo politico indicato», dichiarano i sindaci. «Continueremo a esercitare il nostro ruolo politico affinché Plures operi nel pieno rispetto della propria natura pubblica, perseguendo gli indirizzi politici di efficienza, trasparenza, responsabilità e sostenibilità, con l’obiettivo prioritario di garantire servizi di qualità, investimenti nei territori e tariffe eque per cittadini e imprese».

"È esattamente ciò che come gruppo sosteniamo da mesi, con dati di bilancio alla mano -dichiara Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune- La domanda va fatta al Comune di Firenze, primo socio con il 36,8% del capitale: perché quattordici Comuni più piccoli hanno trovato le parole per dirlo in assemblea, mentre la Giunta fiorentina non ha ancora risposto alla nostra interrogazione del 23 giugno, né ha riferito al Consiglio comunale con quale mandato e su quale base politica abbia votato a favore della distribuzione dei dividendi?

Le realtà firmatarie chiedono anche un rafforzamento delle funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo e un maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche. Mentre il rinnovo degli organi è stato rinviato al 30 settembre e la fusione con Estra avanza, la governance è sospesa in una proroga tecnica. Non è il momento di aspettare: è il momento in cui Firenze potrebbe (e dovrebbe) esercitare il suo peso da azionista di riferimento.

La multiutility è una realtà che ha solo soci pubblici: non aprire un dibattito vero e aperto sarebbe gravissimo".

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