Franco Mastantuono, il ragazzo dei primati

Dall'università del Real Madrid il nuovo 'diez' della Fiorentina. Il richiamo del sangue da Ripacandida

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
09 Agosto 2026 23:50
Primo allenamento di Mastantuono in viola

L’aria che si respira tra i campi del Rocco B. Commisso Viola Park in questo agosto 2026 ha una densità diversa, quasi elettrica. Tra le geometrie perfette delle strutture di Bagno a Ripoli, l'attenzione dei presenti è calamitata da un movimento: un controllo orientato che sembra sfidare le leggi della fisica, un mancino che disegna traiettorie capaci di svelare angoli di campo invisibili ai comuni mortali. Chi è davvero il ragazzo arrivato da Madrid con l’aura di chi ha già sfidato il mondo? Franco Mastantuono è un predestinato che, a soli 19 anni, sembra aver già vissuto tre carriere distinte, portando con sé a Firenze il peso e la grazia di un destino già scritto.

Prima di calpestare l'erba del Monumental, il destino di Franco sembrava indissolubilmente legato alla racchetta. Ad Azul, sua città natale, Mastantuono non era una semplice promessa, ma un enfant prodige del tennis, capace di issarsi fino alla top 10 dei migliori tennisti argentini della sua categoria. Solo a 11 anni è arrivata la "scelta di campo" definitiva, preferendo il calcio alla terra rossa.

Questa formazione tennistica non è un dettaglio trascurabile, ma la chiave della sua tenuta mentale. La disciplina individuale e la gestione della pressione solitaria tipica del tennis hanno forgiato una coordinazione occhio-piede d'élite e una freddezza glaciale. È in quella solitudine che Mastantuono ha imparato a gestire i momenti critici, come la gestione dei calci piazzati sotto il peso di 80.000 persone: una coordinazione d'élite che oggi gli permette di danzare tra i difensori con una lucidità fuori dal comune.

Approfondimenti

Una volta scelto il calcio, la sua ascesa al River Plate è stata una sequenza ininterrotta di record frantumati. Sotto la guida di Martín Demichelis, Franco ha bruciato ogni tappa del percorso di maturazione. Il 28 gennaio 2024, a soli 16 anni, 5 mesi e 14 giorni, diventa uno dei più giovani esordienti nella storia dei Millonarios. Pochi giorni dopo, contro l'Excursionistas in Copa Argentina, firma il primato come più giovane marcatore della storia del club. Chiude la parentesi argentina con numeri impressionanti: 64 presenze, 10 gol e 7 assist totali, impreziositi da un'ultima stagione da trascinatore con 7 reti in sole 22 partite.

Ma è con l'Albiceleste che avviene la consacrazione culturale. Diventando il più giovane debuttante in gara ufficiale e, soprattutto, indossando la maglia numero 10 nella sfida contro l'Ecuador, Mastantuono ha ricevuto un’investitura che in Argentina rasenta il sacro. Indossare quel numero a quell'età non è un dato statistico, ma il riconoscimento di una leadership tecnica riconosciuta dall'intera nazione.

Il passaggio alla "Casa Blanca" nel 2025 ha rappresentato il Master accademico del suo percorso europeo. Nonostante la concorrenza galattica delle Merengues, Mastantuono ha saputo incidere a referto con una continuità sorprendente per un debuttante nel vecchio continente. Al termine della sua esperienza spagnola, il tabellino recita 35 presenze e 3 gol, con la capacità straordinaria di andare a segno in tre competizioni diverse: Liga, Copa del Rey e Champions League. Sebbene il minutaggio sia stato talvolta centellinato, l'allenarsi quotidianamente con l'élite mondiale ha rifinito la sua maturità tattica, trasformando il talento grezzo in un giocatore capace di leggere i tempi di gioco con la saggezza di un veterano.

Tatticamente, Mastantuono è un rebus per le difese avversarie. Predilige partire dalla fascia destra per assecondare la sua tendenza naturale: il rientro verso il centro per liberare il sinistro. Non è però un semplice esterno; la sua capacità di agire da regista aggiunto gli permette di abbassarsi per facilitare la manovra o di infilarsi nei corridoi centrali come rifinitore puro, servendo filtranti millimetrici. Il suo tiro da fuori, già letale nel Superclásico contro il Boca Juniors con una punizione telecomandata, è una sentenza costante.

"I numeri... non raccontano la naturalezza con cui il pallone si adagia sul suo piede durante lo stop, la qualità dei passaggi con cui manda in porta i compagni, la facilità con cui sa nascondere la sfera per farla riapparire alle spalle del marcatore."

Esiste un filo rosso — o meglio, viola — che lega Mastantuono a Firenze ben prima del suo arrivo. Il fantasista vanta infatti origini lucane, precisamente di Ripacandida (Potenza). Questo legame con la Basilicata crea un ponte emotivo immediato con la città e con la proprietà stessa della Fiorentina. L'annuncio della nomina di Mastantuono a socio onorario dell'Associazione Culturale Lucana Firenze è il simbolo di un ritorno alle radici. A Firenze, Franco non troverà solo una squadra, ma una comunità pronta a riconoscerlo come uno dei propri figli.

L’approdo di Franco Mastantuono in riva all'Arno segna l'inizio di un capitolo potenzialmente rivoluzionario per la Fiorentina. Con il bagaglio di chi ha già espugnato il Monumental e calcato il Bernabéu, il giovane "diez" ha ora il compito di trasformare le promesse in una nuova era di successi.

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