Alla ‘prima’ di Tutto per bene, ha debuttato anche il nuovo Passbook

Lo spettacolo replica fino a domenica 4 novembre, con un riposo giovedì 1 novembre.


TEATRO DELLA PERGOLA — Il primo biglietto Passbook, integrato nel telefono, ha fatto il suo debutto alla Pergola proprio nel giorno della prima di Tutto per bene, assegnando un prestigioso posto di Palco Centrale.
Il Teatro della Pergola, attraverso Box Office Toscana e Boxol.it offrirà anche quest’anno un servizio di biglietteria online potenziato dall’opportunità di acquistare i biglietti digitali con stampa in proprio che già hanno riscosso molto successo tra il pubblico.
Oltre alla possibilità di acquistare i biglietti direttamente dal proprio smartphone con pochi clic, la novità di quest’anno riguarda l’utilizzo dell’applicazione Passbook, il nuovo sistema per i biglietti elettronici integrato da Apple in iPhone 5 e iOS6.

A pochi giorni dal rilascio dell'iPhone 5 e del nuovo sistema operativo che funziona anche sugli altri modelli del “melafonino”, il Teatro della Pergola annuncia con orgoglio di essere il primo teatro italiano a poter utilizzare la nuova applicazione Passbook integrata nei dispositivi Apple

Non sarà necessario scaricare nessuna app perché tutto il necessario è già da ora incluso nei servizi di BOXOL.IT e nel sistema operativo iOS6.

Semplicemente, chi acquisterà un biglietto elettronico su BOXOL.IT potrà richiederne la consegna, gratuitamente, anche sul Passbook del proprio dispositivo (iPhone5, 4s , 4, 3gs e iPodTouch).

Passbook garantirà allo spettatore il comfort di essere avvertito dal proprio smartphone quando si troverà nel luogo e nell’orario dello spettacolo prescelto.

Fino al 4 novembre

(1 novembre riposo)

Teatro di Roma

Gabriele Lavia

TUTTO PER BENE

di Luigi Pirandello

con Gianni De Lellis, Lucia Lavia, Woody Neri, Daniela Poggi, Riccardo Bocci, Dajana Roncione, Giorgio Crisafi, Riccardo Monitillo

danzatrice Alessandra Cristiani

scene Alessandro Camera, costumi Andrea Viotti, musiche Giordano Corapi, luci Giovanni Santolamazza

regia Gabriele Lavia


Nella doppia veste di regista e interprete, Gabriele Lavia propone una delle maschere nude di Luigi Pirandello, ed è di nuovo in scena con Lucia Lavia con cui replica anche in questo spettacolo il ruolo padre/figlia, come nel Malato immaginario delle scorse stagioni.

L’incontro con il grande autore siciliano segue, nel più recente percorso artistico di Gabriele Lavia, le regie dei grandi classici Shakespeare, Moliere, Schiller. “Ho una mia idea su Pirandello - dice il regista - per me è il più grande autore di tutti i tempi e più grande anche dei tre più grandi classici greci; nessuno prima di lui e nessuno dopo di lui potrà mai scrivere qualcosa come chi siete che cosa volete, siamo dei personaggi, che cercate… un autore. Il ribaltamento dalla tragedia alla farsa, che avviene quando dal fondo della platea entrano questi sei personaggi, discriminati, che hanno bisogno di essere rappresentati, ma nel momento stesso in cui vengono rappresentati diventano personaggi di farsa, rende Pirandello il più grande autore di tutti i tempi.”

Gabriele Lavia sceglie una commedia tra le più significative del drammaturgo siciliano, Tutto per bene, recuperando anche alcuni tratti della novella originaria per mettere in scena tutto il dramma di un uomo che scopre di aver vissuto una vita diversa da quella che credeva fosse. Martino Lori, il protagonista, compie la parabola amara di un’esistenza in balia di una società finta e ipocrita: maschera tra maschere di un balletto crudele, nel ‘giallo’ paradossale che gli uomini mettono in scena illudendosi di vivere.

E’ un uomo di mezz’età, vedovo inconsolabile che vive i suoi giorni nel ricordo dell’amata moglie defunta e nella dedizione per la giovane figlia Palma. Ma la realtà è ben diversa da come appare. Ad eccezione del vedovo, infatti, tutte le persone che lo circondano sanno da sempre che la moglie aveva una relazione con il suo datore di lavoro, il potente senatore Salvo Manfroni, e che la sua adorata Palma è il frutto nato da questa infedeltà. La tragica scoperta della verità getta Lori in una crisi profonda, reso di colpo orfano di ogni sua certezza: “Tutto rovesciato; sottosopra. Sì. Il mondo che ti si ripresenta tutt'a un tratto nuovo, come non ti eri mai neppure sognato di poterlo vedere. Apro gli occhi adesso!”. Da figura mite e padre premuroso che era stato fino a quel momento, Lori si scopre essere un uomo senza più identità e senza maschera. Un destino crudele che Pirandello ben sottolinea con lucida ironia: “Chi ha capito il giuoco, non riesce più a ingannarsi; ma chi non riesce più a ingannarsi non può più prendere né gusto né piacere alla vita. Così è.”

Martino Lori compie una discesa nell’abisso della verità per poi emergere nella superficie della normalità. “E’ chiaro che questa storia è un mito – spiega Gabriele Lavia - un piccolo racconto che diventa paradigma di tanti racconti; in altri termini, ciò che io credevo essere qualcosa si è rivelato essere una cosa completamente diversa, questa cosa diversa mi dà una grande delusione, ma supero questa grande delusione e accetto di far finta che quella cosa sia la cosa migliore di questo mondo, come in genere succede a tutti quando siamo costretti ad ingoiare il rospo.” E aggiunge: “Pirandello ribalta il platonismo, facciamo finta di leggere il mito della caverna di Platone: gli uomini sono al buio, incatenati, vedono delle ombre e credono che quelle ombre siano la verità, invece sono solo ombre fatte da un fuoco. C’è un uomo che rompe le catene, va in cima alla caverna e vede il sole; prima viene accecato dal sole, ma poco alla volta riesce ad intravedere, poi a vedere, quella che è la verità, perché la verità è solo quella alla luce del sole. Pirandello rivolta con il suo sentimento del contrario questa teoria: la verità si scopre solo al buio e così sarà anche per Martino Lori.” La regia sottolinea questa teoria ribaltata: “Purtroppo non ho avuto il coraggio di fare 20 minuti di scena completamente al buio: nel secondo atto Lori, quando scopre di non essere il padre di Palma è al buio, solo dopo si riaccende la luce. Solo ora, mentre provo la ripresa dello spettacolo, allungo ancora quel buio di almeno 3 minuti, però il coraggio di farla tutta al buio non l’ho avuto. Anche Pirandello non ha il coraggio di ambientarla completamente al buio, ma sotto una luce leggera leggera, di una lucina di quelle che rischiarano le notti dei bambini.”

In questa edizione di Tutto per bene, con Gabriele Lavia nel ruolo di Martino Lori, recitano Gianni De Lellis (Salvo Manfroni), Lucia Lavia (Palma Lori), Woody Neri (Flavio Gualdi), Daniela Poggi (La Barbetti), Riccardo Bocci (Carlo Clarino), Dajana Roncione (La Signorina Cei), Giorgio Crisafi (Veniero Bongiani), Riccardo Monitillo (Un cameriere) e Alessandra Cristiani (Danzatrice).

Le scene sono di Alessandro Camera e sono state premiate con Le Maschere del Teatro; i costumi di Andrea Viotti; le musiche di Giordano Corapi; le luci di Giovanni Santolamazza.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato: ore 20.45, domenica: ore 15.45.

Prezzi biglietti interi: Platea: € 27 + € 3 (diritto di prevendita) € 30, Posto Palco: € 20+ € 2 (diritto di prevendita) € 22, Galleria: € 13,00 + € 2 (diritto di prevendita) € 15

Redazione Nove da Firenze