Manciano (Grosseto): cinque mesi di cultura del buon vivere tra arte contemporanea e pecorino


Una terra fecondata dagli dei, una terra per la creatività degli uomini. Dal 16 marzo al 13 luglio del 2002 Manciano, cuore antico della Maremma toscana, arcipelago di borghi e casali sparsi nelle colline tra il Monte Amiata e la Costa d'Argento, apre le sue porte ai Quattro Venti, all'energia creativa che sale da radici millenarie e si alimenta incrociando i fermenti del presente e del futuro. Culla della civiltà etrusca, paradigma del benessere termale, custode di ancestrali tradizioni rurali ancora vivissime, il territorio di Manciano - con le sue perle Montemerano e Saturnia - si propone oggi distretto del “buon vivere”. Qui, in un ambiente naturale miracolosamente preservato, le materie prime di agricoltura e pastorizia vengono trasformate da piccole e moderne aziende artigianali in prodotti intrinsecamente biologici e di altissima qualità.
E' “l'arte del territorio” - olio, formaggi, vino, miele, salumi. - che diventa richiamo fortissimo per un “turismo dolce“ attraverso il circuito degli agriturismi, del termalismo, della ristorazione d'eccellenza, delle emergenze storico-archeologiche disseminate in ogni angolo o raccolte in strutture museali.
Quattro Venti, manifestazione promossa dal Comune di Manciano, lancia la sfida di mettere a contatto, se non addirittura in fertile contrasto, questa antica e pulsante tradizione con alcune fra le più innovative e radicali esperienze dell'arte contemporanea europea.
Non nella consunta logica della “vetrina”, ma in quella assai più stimolante del “laboratorio”. Il progetto artistico di Quattro Venti è basato infatti sull'interazione vitale fra arte e territorio, inteso quest'ultimo non già come semplice contenitore ma come sistema umano in perenne mutazione. Ecco allora una serie di spazi, generalmente non deputati all’arte, aperti all'irruzione non dell'oggetto d'arte, ma del processo creativo: case private, cantine, strade, campi, aziende, messi a disposizione di giovani ma già affermati artisti contemporanei che lavorano nel campo delle arti plastiche, invitati ad allestire - hic et nunc, qui e ora - opere suggerite da questi luoghi e per questi luoghi pensate e realizzate.
E' “l'arte nel territorio”: spazio cittadino, ambiente, pubblico e arte antica gli elementi imprescindibili con cui gli artisti si sono dovuti relazionare per far nascere in situ lavori in grado di avviare un dialogo riflessivo tra se stessi, il territorio e i visitatori.
Perino & Vele (Italia), Sara Rossi (Italia), Peter de Cupree (Belgio), Hans Winkler (Germania), Rute Rosas (Portogallo), Alberto Zanazzo (Italia), Paul Thuile (Italia), Filo Art (Sarajevo), Sejla Kameric (Sarajevo), Paola De Pietri (Italia), Hubert Duprat (Francia), Pia Stadtbaumer (Germania) e Leonardo Pivi (Italia), si misurano con un contesto diverso da quello museale, costruendo un percorso-evento unico e non ripetibile.
Ma non per questo effimero, perché Quattro Venti si ripeterà con cadenza annuale, e perché l'amministrazione comunale di Manciano si farà promotrice, al termine della manifestazione, dell'acquisizione di almeno un'opera, una traccia per documentare nel tempo lo scopo di un progetto che si propone come work in progress.
Guide e specialisti per viaggiare tra le installazioni e comprenderne il significato, guide e specialisti per Le opere d'arte saranno visitabili per l'intera durata di Quattro Venti. Un richiamo per gli appassionati, gli addetti ai lavori, ma anche per semplici turisti e curiosi. A tutti costoro, il Comune di Manciano apre uno straordinario Salotto dell'ospitalità, rivoluzionaria forma di accoglienza che punta a coniugare arte del territorio e arte nel territorio.
Per cinque mesi, dunque, sarà un susseguirsi di incontri, spettacoli, degustazioni, per condurre gli ospiti di Quattro Venti alla scoperta di quel sottile e prodigioso filo rosso che lega le radici più antiche di Manciano, le sue sopravvivenze storico-archeologiche, alla nuova tradizione agroalimentare, fino al nuovissimo fermento culturale.
viaggiare fra i tesori dell'agricoltura e della gastronomia locale. Viaggi sorprendenti, all'interno di ciascuna delle oltre sessanta aziende che hanno aderito alla manifestazione, e che offriranno il meglio della loro produzione in decine di serate nelle quali la degustazione si accompagnerà al dibattito culturale, alla musica, al teatro, alla danza.
Cinque gli eventi centrali:
sabato 16 marzo inaugurazione ufficiale, a Manciano, con il concerto di Lee Konitz, mostro sacro del jazz, affiancato da Pietro Tonolo;
dal 18 al 20 aprile i tre giorni dell'olio;
dal 6 all’11 maggio i tre giorni del formaggio;
dal 19 al 21 giugno i tre giorni del vino;
dall'18 al 20 luglio la grande manifestazione di chiusura.
Sommelier ed esperti di fama nazionale a disposizione del pubblico, alberi della cuccagna, fiere-mercato, artisti di strada, musica tradizionale e non, mostre, visioni, conferenze, assaggi, teatro, cantastorie.
Arte del territorio, arte nel territorio: contaminazioni creative per un fantastico viaggio nei sensi.
Info: Comune di Manciano tel. 0564 625329.

Redazione Nove da Firenze