25 aprile: gli eventi in tutta la Toscana per il 73° anniversario della Liberazione nazionale

Memoriale di Auschwitz: i cantieri a Gavinana partiranno in autunno, l’inaugurazione a primavera 2019. Il restauro dell’opera è finanziato da Fondazione CR Firenze


Va avanti il progetto del Memoriale italiano di Auschwitz, opera d’arte collocata nel museo presso l’ex campo di sterminio e poi smantellata, che ha trovato una nuova casa a Firenze e precisamente presso il centro Ex3 nella zona di Gavinana: la giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo che prevede la ristrutturazione degli spazi per renderli capaci di accogliere il Memoriale. Il costo, un milione di euro, è stato finanziato dalla Regione. I lavori cominceranno in autunno, dopo l’espletamento della gara d’appalto, e l’opera sarà inaugurata la prossima primavera. Il Memoriale sarà intanto sottoposto ad un restauro da parte dell’Opificio delle Pietre Dure grazie ad un finanziamento della Fondazione CR Firenze. “Finalmente – ha dichiarato il sindaco Dario Nardella – questa straordinaria opera d’arte sta per tornare visibile a tutti, monito contro le atrocità della seconda guerra mondiale e di tutta la barbarie umana. Aver dato il via libera al progetto proprio a pochi giorni dalla Liberazione mi pare un ben segnale e un regalo per la città e per le nuove generazioni. Abbiamo fortemente voluto questo Memoriale a Firenze quando c’era il rischio concreto che finisse smantellato e dimenticato perché la nostra città, medaglia d’oro della Resistenza, è un luogo ideale per parlare di memoria ma anche di futuro, di pace, di vita. Mi auguro che, alla fine dei lavori, vengano a visitarlo non solo cittadini e turisti ma anche tanti giovani: è a loro che consegniamo la nostra eredità più importante, il saper distinguere il bene dal male”.

“Anche questa volta dalla Toscana e da Firenze arriva una risposta chiara e forte a chi cerca di cancellare la storia e la memoria della deportazione – hanno ricordato il presidente della Regione Enrico Rossi e la vicepresidente Monica Barni -. Una vicenda nata sotto i peggiori auspici, quando nel 2011 le autorità polacche, a preludio dei più recenti tentativi di negazionismo di Stato, vollero la chiusura del Memoriale italiano di Auschwitz, ha trovato nella nostra terra una soluzione positiva, 'nuova vita'. Nel 2013, quando l'allora presidente dell'Aned Gianfranco Maris ci scrisse chiedendoci di salvare il Memoriale, noi ci dichiarammo disponibili ad accoglierlo. E così abbiamo fatto. La Toscana ha avuto un ruolo importante nella Resistenza e le nostre popolazioni hanno pagato un tributo di sangue altissimo all'occupazione nazifascista. Furono più di 1.800 i deportati toscani nei campi di sterminio. L'apertura del Memoriale a Firenze è un dovere civile e umanitario. Le parole di Primo Levi contro la negligenza e la perdita di memoria sono ancora le migliori: 'Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa, andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi'. Il nostro impegno istituzionale ed economico per tenere viva la memoria si rafforza e cresce. Lavoriamo da molti anni su questo e lo facciamo con iniziative e progetti di ricerca e di cooperazione come il treno della memoria e il meeting del Mandela forum, che sono esperienze straordinarie per migliaia di ragazze e ragazzi toscani. Coltivare una vaccinazione contro la violenza, contro la sopraffazione, è un investimento importantissimo per la Toscana”.

“Preservare la memoria di eventi purtroppo anche drammatici e tragici – ha sottolineato il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze Umberto Tombari– è uno dei doveri fondamentali non solo degli storici di professione, ma di quanti hanno a cuore il benessere della propria comunità e il futuro delle giovani generazioni. Senza il passato, il futuro non può essere costruito su basi solide. Ecco perché la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ha inteso intervenire in questo restauro. Siamo convinti che, con la collaborazione del Comune e dell’Opificio delle Pietre dure, questo progetto costituisce una nuova dimostrazione della felice sinergia fra pubblico e privato all’insegna della tutela del patrimonio culturale comune e della memoria collettiva. Ci auguriamo che questo luogo possa essere visitato soprattutto dai giovani e assicuriamo anche il nostro impegno perché il Memoriale diventi una occasione di testimonianza, di conoscenza, di incontro, di arricchimento umano e morale’’.

Il Memoriale è una delle prime opere multimediali europee frutto di una progettazione collettiva e corale a cui contribuirono lo studio di architettura di Milano BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers), lo scrittore Primo Levi, il pittore Mario “Pupino” Samonà, il regista Nelo Risi ed il compositore Luigi Nono. Fu inaugurato ad Auschwitz nel 1980 e all’ingresso presenta una targa scritta da Primo Levi: ‘Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile,che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai’. Il Memoriale è costituito da una passerella lignea circondata da una spirale ad elica all’interno della quale il visitatore cammina come in un tunnel. La spirale è rivestita all’interno con una tela composta da 23 strisce dipinte da Pupino Samonà, seguendo la traccia di un testo scritto da Primo Levi, mentre dalla passerella sale la musica di Luigi Nono intitolata ‘Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz’.

I lavori

Il progetto per l’installazione del Memoriale prevede la completa ristrutturazione dell’Auditorium Ex3 da parte dei servizi tecnici del Comune mediante la realizzazione, all’interno della sala espositiva principale, dell’altezza utile interna di oltre 11 metri, di un solaio che la divida orizzontalmente in due parti in modo da raddoppiare la superficie espositiva. All’area museale si accederà dall’ingresso su Viale Giannotti. Nel prossimo futuro, a completamento dell’idea progettuale, è prevista per il piano terreno dell’edificio la definizione di un allestimento museale con attività didattiche che prevede un ulteriore finanziamento da parte della Regione Toscana e impegno per la gestione da parte del Comune con la collaborazione di Aned.

Il restauro

Contestualmente ai lavori all’Ex3 il Memoriale, usurato da troppi anni di conservazione in un ambiente non ottimale in Polonia, sarà restaurato grazie l’intervento dell’Opificio delle Pietre Dure e grazie alla messa a disposizione da parte di Firenze Fiera di un locale sufficientemente grande per ospitare l’opera durante il restauro, finanziato da parte della Fondazione Cassa Di Risparmio di Firenze con un ‘contributo in opera’ nell’ambito della normativa sull’Art Bonus. Questa operazione sul Memoriale rappresenta un caso eccezionale di restauro di un’opera di arte contemporanea, considerate sia le grandi dimensioni che le sue caratteristiche multimediali intrinseche.

"La mia resistenza è un soffitto pieno di stelle". E' la storia di quel 'maschiaccio' di Norma Parenti, la partigiana di Massa Marittima Medaglia d'oro al valor militare, al centro di una delle iniziative del 25 Aprile. Parco delle Sughere, Donoratico. La proiezione del film su Norma è alle ore 16. Ma dovrete anche mettervi in sella. Salire su una bicicletta e percorrere il Torrente Pescia di Collodi se vorrete partecipare ad un altro evento in ricordo della Liberazione. E' la biciclettata della Liberazione tra Altopascio e Ponte Buggianese. Alle ore 11 partenza da Ponte ai Pini. Fino al campionato di corsa in montagna. Siamo a Sant'Anna di Stazzema, Marignana – Camaiore. Il campionato comincia alle ore 16.

Il 73° della Liberazione nel ricordo di Aladino Bartaloni, giovane di Castelfiorentino che venne impiccato nel giugno 1944 al passaggio a livello di Granaiolo, in seguito ad un’operazione di rallestramento avvenuta all’indomani del conflitto a fuoco di Collepatti. Il 25 aprile coinciderà con l’inaugurazione della nuova lapide alla memoria di questo giovane operaio di Coiano (in sostituzione della vecchia ormai irrimediabilmente danneggiata), che ebbe solo la sventura di trovarsi nel luogo e nel momento sbagliato. La celebrazione della ricorrenza, un’occasione anche per favorire il passaggio del testimone tra vecchie e nuove generazioni, prenderà il via martedì 24 con la premiazione del Concorso “Come vedo il 25 aprile” (10° edizione), in programma nell’auditorium dell’Istituto “F. Enriques” (ore 11.00) con la partecipazione degli studenti e dei giovani ANPI di Castelfiorentino, Poggibonsi e San Gimignano. A seguire, mercoledì 25 (ore 12.30) il “pranzo partigiano” organizzato dall’ANPI (info e prenotazioni: Silvia 339.1165723). Nel pomeriggio, dalle ore 16.00, la partenza da Piazza Gramsci del corteo automobilistico per la deposizione delle corone di alloro a cippi e monumenti: Nello Niccoli (cimitero comunale), Aladino Bartaloni (Granaiolo), Caduti in guerra (Castelnuovo d’Elsa) e Mario Bustichini (Dogana), quest’ultimo direttamente legato alla vicenda di Bartaloni in quanto era il partigiano caduto a Collepatti insieme a un tedesco della Wermacht (Hanno Schimanski). A Granaiolo, come si è detto, è prevista l’inaugurazione della nuova lapide dedicata a Bartaloni, al posto di quella danneggiata e recentemente oltraggiata con una vernice spray, che aveva disegnato una svastica. A conclusione del corteo automobilistico, le autorità faranno ritorno in Piazza Gramsci per la deposizione delle corone di alloro al monumento a Cesare Manetti e a quello ai caduti. Non prevista, solo per quest’anno, la deposizione della corona di alloro alla lapide di Giuseppe Garibaldi, che si trova sulla facciata del Municipio, in quanto sono in corso i lavori di rifacimento della stessa. Alle 17.15 ci sarà poi (sempre in Piazza Gramsci) il concerto della Filarmonica “G. Verdi”, gli interventi del Sindaco, Alessio Falorni, e del presidente dell’ANPI, Marco Cappellini. Alla ricorrenza partecipa anche una delegazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi.

Tre eventi particolari anticiperanno a Livorno le iniziative per celebrare il 73° Anniversario della Liberazione Nazionale. Alla Goldonetta infatti lunedì 23 aprile alle ore 21, verrà proiettato il film di Paolo e Vittorio Taviani “Una questione privata” (2017). Interverranno Catia Sonetti (direttrice ISTORECO), Enrico Mannari (Luiss School of Government) e lo scrittore Simone Lenzi. Martedì 24 aprile alle ore 21 al Teatro Goldoni andrà in scena lo spettacolo teatrale “Ceneri” con le scuole di danza e promosso da ANED, ANPPIA, ANEI, ANPI e ARCI. Alle 22 sarà ricordato Garibaldo Benifei, scomparso tre anni fa proprio alla vigilia del 25 aprile, con una serata a lui dedicata al The Cage (via del Vecchio Lazzeretto 20). L'evento a cura di ANPPIA, vedrà sul palco i Modena City Ramblers in concerto. Alle ore 10 del giorno della Liberazione Nazionale, 25 aprile, in piazza della Vittoria, si svolgerà la deposizione delle corone da parte delle Autorità Cittadine al Monumento ai Caduti in Guerra, con gli Onori Militari e Civili. Alle 10.20, le Autorità si recheranno al Bassorilievo del Partigiano per la deposizione delle corone e per rendere gli Onori Militari e Civili. A seguire ci sarà il trasferimento a Palazzo Comunale con il corteo accompagnato dalla Banda della Città di Livorno. Dopo il ricevimento delle Autorità Civili, Militari, Religiose e delle Associazioni Combattentistiche e della Resistenza, ci sarà il saluto del sindaco Filippo Nogarin e una prolusione a cura di Gianluca Fulvetti dell'Università di Pisa. Nel pomeriggio, alle ore 15, sugli scali Novi Lena si svolgerà il Trofeo Liberazione, una gara remiera promossa da Cantina Labrone, Anpi, Anppia, Anei e Aned. Il programma delle celebrazioni dell'anniversario della Liberazione si concluderà Al Cisternino di Città il 4 maggio (ore 15) con un una conferenza dal titolo “Donne ribelli. Dall'antifascismo alla ricostruzione. Primetta Cipolli Marrucci.” Presenta l'incontro Catia Sonetti e interverranno esponenti della CGIL insieme a Renza Bendinelli e Chiara Nespolo. Le iniziative della giornata del 25 Aprile sono state promosse dal Comune insieme ad Aned, Anppia, Anei, Anpi e Istoreco.

Il monumento ai caduti collocato in Piazza Vittorio Veneto (giardini del Prato) nel centro storico di Chiusi è tornato all’antico splendore grazie ad all’intenso lavoro di restauro effettuato in questi giorni. Il monumento, realizzato in marmo e travertino e inaugurato il 13 maggio del 1923, ha riacquisito il colore originale e le incisioni con i nomi dei caduti sono adesso pienamente leggibili. “E’ una grande soddisfazione – dichiarano il sindaco di Chiusi Juri Bettollini e l’assessore ai lavori pubblici Andrea Micheletti – vedere il risultato dei lavori svolti al monumento del Prato. Questo intervento ha un grande valore culturale e identitario perché la memoria ha bisogno anche di quei simboli che rappresentano la testimonianza di quanto crudele sia stata la realtà delle nostre città nel recente passato che abbiamo il dovere di non dimenticare. Prosegue anche così il nostro percorso di valorizzazione della memoria che il prossimo 25 aprile si rinnoverà con le celebrazioni in tutta la città che siamo certi saranno come sempre molto partecipate dalla cittadinanza. Ringraziamo di cuore i nostri uffici comunali, la soprintendenza ai beni culturali, i nostri operai e le operatrici specializzate che hanno accettato questo prezioso incarico.” Terminato il restauro al monumento i lavori si sposteranno sulle siepi e sul verde interno ed esterno al monumento stesso con l'obiettivo di dare al "Prato" una nuova connotazione e una nuova vivibilità e sicurezza. Nel frattempo è già stato deciso il programma per le celebrazioni del 25 aprile e del 73° anniversario della Liberazione. Il programma, organizzato dal Comune della Città di Chiusi in collaborazione con l’associazione ANPI e la Filarmonica Città di Chiusi, come ogni anno porterà l’omaggio del sindaco e del corteo ad ogni monumento ai caduti della città. La partenza è prevista alle ore 9.15 da Montallese e proseguirà alle ore 9.45 a Macciano, alle ore 10.30 a Rione Carducci, alle ore 11.15 a Chiusi Scalo (Piazza Garibaldi e Piazza Dante) e alle ore 12.15 a Chiusi Città (il Prato e Largo Cacioli).

Redazione Nove da Firenze