Prato: alla contromanifestazione 5.000 persone

Fotografie dell'agenzia www.dire.it

Enrico Rossi dal palco: "In questa piazza la vera Toscana antifascista". La vicesinda Giachi: "Per il fascismo non c'è posto in alcuna piazza"


FOTOGRAFIE — PRATO- Un successo la contromanifestazione convocata per rispondere al presidio di Forza Nuova 'contro l'immigrazione', che si svolgeva a circa un chilometro dal centro storico di Prato, in piazza del Mercato Nuovo.

Poco più di 100 persone invece alla manifestazione convocata da Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, in piazza del Mercato Nuovo: "La procura ha aperto un fascicolo? Mi fa piacere, ci dicessero chi ha fatto apologia, ma soprattutto a quanti italiani interessa il reato di apologia del fascismo".

"Io credo che oggi in questa piazza si è manifestata una Toscana vera antifascista, qualcosa che sembrava nascosto sotto la cenere. La ferita che è stata portata alla città di Prato ha risvegliato questa Toscana e la reazione è stata bella, importante". E' quanto ha detto il presidente Enrico Rossi, parlando oggi pomeriggio alla piazza della manifestazione antifascista. "Io penso che è stato fatto prima di tutto un errore da parte delle autorità dello Stato. Bisognava tener conto dell'opinione del sindaco, che aveva detto che non si doveva fare la manifestazione per celebrare la costituzione dei Fasci di combattimento cento anni fa a Milano, che la città avrebbe reagito. E io mi ero rivolto a Salvini perché intervenisse, l'uomo della sicurezza aveva una buona ragione per fare sicurezza democratica reale, per impedire che i commercianti dovessero chiudere i loro negozi, mettere le paratìe davanti alle vetrine, e far sì che questo fosse un normale sabato in una normale città democratica e antifascista come Prato. Noi accusiamo il ministro Salvini di non essere intervenuto e di aver creato tensioni in questa città". "Poi siamo qui per ricordare cosa è stato veramente il fascismo - ha proseguito il presidente -, perché chi edulcora la memoria, chi la stravolge, chi la cambia commette un reato per le generazioni future. Questo è il compito che noi abbiamo: trasmettere alle generazioni future la verità su cosa è stato il fascismo, la Resistenza e la costruzione della democrazia attraverso la Costituzione nel nostro Paese. Il fascismo fin dai suoi inizi è stato violenza e squadrismo, nacque nelle città con l'appoggio di qualche industriale, erano piccoli borghesi, arditi, poveracci alcuni, delusi dalla guerra, spaventati, di ritorno dal fronte; il fascismo utilizzò questi, proclamandosi antiborghese e antisocialista. Poi ebbe il successo nelle campagne, protetto dagli agrari, che non volevano riconoscere le lotte contadine. Gli operai furono picchiati all'uscita delle fabbriche se erano socialisti. Non ci sono solo i diritti civili, ci sono anche quelli sociali. Furono incendiate le sedi dei partiti democratici e prima di tutto del partito socialista, le leghe furono chiuse, i dirigenti bastonati, i giornali furono attaccati, la libertà di stampa conculcata. Alcuni preti, come don Minzoni, furono uccisi davanti alle chiese perché si proclamarono antifascisti. Questa è la verità. E poi il fascismo si mise il doppio petto. Ricordiamo cosa disse il duce: quest'aula sorda e grigia avrei potuto trasformarla in un bivacco per i miei manipoli. Così disse Mussolini. Attenti all'antiparitto, alle cariche anti-istituzionali. Si comincia così e non si sa dove si finisce. Dobbiamo ricordarlo. E poi i grandi assassinii: Giovanni Amendola, un liberale, il padre di Giorgio Amendola, un grande comunista; i fratelli Rosselli. E poi fecero marcire in carcere Antonio Gramsci, il grande leader, studiato oggi in tutto il mondo". "Poi la nefandezza delle leggi razziali, firmate proprio qui a San Rossore - ha ricordato ancora Rossi - E poi la scesa in guerra, le colonie, un giorno andrà pure scritta la storia del nostro nefando colonialismo in Libia, in Eritrea: l'Italia deve fare ancora qualche conto su tutto ciò. Abbiamo compiuto sotto il fascismo nefandezze inenarrabili, che la storia deve scoprire, raccontare e iniziare a insegnare nelle nostre scuole. E poi con Hitler il progetto della barbarie su tutta l'Europa. Se i nazisti avessero vinto insieme ai fascisti l'Europa sarebbe diventata un immenso lager, un immenso campo di sterminio. Lo vogliamo ricordare a quei trecento disperati che sono laggiù... Cento, mi dicono. Regaliamo, trecento. Sono una farsa, ci fanno sorridere, sono soltanto dei nostalgici post-fascisti, ci fanno spavento magari quando fanno le ronde, le loro passeggiate. Io se li incontrassi mi prenderebbe un po' di paura. Voglio dirlo chi aro anche qui, e invito i cittadini, i sindaci, a ribellarsi. Niente ronde, è lo Stato democratico che deve garantire la sicurezza. Lo chiederemo alle Prefetture, dobbiamo scendere in piazza, la sicurezza non è di un gruppetto di esacerbati, di nostalgici che si vestono in modo spaventoso, machisti. Ho scorso su internet un po' di loro foto, non ho trovato una donna. Ma che gli hanno fatto le donne a questi post fascisti?" "E poi vogliamo anche dire che siamo qui perché abbiamo un'inquietudine - ha detto ancora Enrico Rossi - Voglio dire a questo gruppo sparuto che è nell'altra piazza: si ficchino in testa che noi il fascismo lo abbiamo sconfitto, lo hanno sconfitto i grandi eserciti democratici dell'Inghilterra di Churchill, della Russia di Stalin e dell'America di Roosevelt, e la bandiera rossa dell'Armata Rossa fu piantata per prima sul Reichstag. Nessuno deve cancellare questa storia. Delitti e problemi sì, ci sono stati, e l'autoritarismo ha lo stesso segno spesso, ma la barbarie fu fermata, la trasformazione dell'Europa in un immenso lager fu fermata dalla grande unità di queste forze. Se lo ficchino in testa quel gruppetto di disperati che sta nell'altra piazza: il fascismo lo abbiamo vinto. Ma siamo inquieti. Io provo un'inquietudine profonda. Io vorrei che Salvini almeno si proclamasse, come il suo predecessore Bo ssi, antifascista. Non l'ho mai sentito dire a Salvini. Lo dica, dobbiamo sfidarlo. Come mai la Lega è assente da questa piazza? E' una domanda che faccio, voglio una risposta anche su questo. E poi l'intolleranza, il creare in una comunità il colpevole di tutti i problemi. Qui a Prato ci sono i cinesi, che sono un problema, ma è anche una comunità laboriosa. Convivenza e integrazione sono le nostre prospettive, non ne abbiamo altre. Battiamoci per questi ideali e per queste prospettive, che sono le uniche ragionevoli. Il nazionalismo l'abbiamo già sentito una volta, era nella pancia di quel fascismo di cui loro celebrano la nascita e le rivoluzioni. Ho sentito dire da Fiore oggi che lo Stato è morto perché gli ha proibito il corteo. Io non credo che lo Stato democratico sia morto, noi lo difenderemo contro questi attentati alla convivenza civile, contro il fatto che si calpestano diritti umani e diritti civili". "Voglio chiudere con un appello - ha concluso Rossi - Abbiamo alle spalle tante storie diverse anche in questa piazza, fatte a volte di polemiche e di divisioni. Se vogliamo fermare questa deriva illiberale, poco democratica, nazionalista, io penso che bisogna riprendere a dialogare tra tutti noi. Soltanto l'unità delle forze democratiche può battere questi signori, che mi sembrano come dei dissodatori del terreno: loro intervengono scagliando le bombe che fanno rumore e poi viene qualcuno che raccoglie, questo mi sembra il nesso che c'è tra quei signori e qualcuno che si è ripromesso di venire in Toscana per far cessare la storia, detta in modo spregevole, della Toscana rossa. Si accorgeranno che hanno sbagliato i loro conti, ad una condizione: che si realizzi quell'unità. Un grazie di cuore a tutti e un auspicio: non perdiamoci di vista, perché ce ne sarà bisogno per la democrazia".

“Forza Nuova è una forza dichiaratamente fascista che fa propaganda razzista ed è stato un errore consentire questo evento". Lo ha detto la vicesindaca e assessora all'educazione Cristina Giachi "Non è possibile ignorare il dolore e la perdita di tante vite come quella dei cinque martiri del fascismo che appena ieri, ad esempio, abbiamo ricordato a Campo di Marte - ha aggiunto la vicesindaca - è un errore ignorare la Costituzione e il divieto esplicito di dar campo a idee che si rifacciano al partito fascista. E' grave anche violare il principio sacrosanto della doverosa memoria civile”.

Anche i gruppi di +Europa Firenze a Prato hanno partecipato alla contromanifestazione antifascista. Hermanin: "Oltre 5000 persone per la società aperta e contro la nostalgia per i nazionalismi".

"Hanno vinto le istituzioni, ha vinto la costituzione, ha vinto il buon senso -ha commentato il Deputato di Forza Italia, Giorgio Silli- Non permettere a qualcuno di esprimersi sarebbe stata la fine dello stato di diritto, sarebbe stato come utilizzare metodi fascistissimi per combattere il fascismo stesso. Preferisco essere un antifascista liberale che un fascista-antifascista. Se la procura ravviserà apologia di fascismo sarà giusto anzi indispensabile che chi ha sbagliato paghi, ma questo c’entra poco con l’operato di Prefetto e Questore, contestati ingiustamente nelle ore passate. Il loro operato non solo e’stato legittimo ma encomiabile visto come è stata gestita la fase precedente alle manifestazioni e per come è stato gestito l’ordine pubblico con zero incidenti (tranne alcuni elementi della sinistra radicale che si erano recati nelle vicinanze della manifestazione di FN con chiare intenzioni provocatorie). Sarà mia cura segnalare personalmente il loro operato al sottosegretario agli interni Molteni che era informato e ha seguito la vicenda. Spesso in molti farebbero bene a contare fino a 10 prima di attaccare chi serve lo Stato con dedizione solo perché trascinati dall’onda emotiva del momento".

"Informata che ai giornalisti impegnati nei servizi sulla manifestazione di Forza nuova a Prato sono stati fotografati i tesserini, l'Ast, sindacato unico e unitario dei giornalisti, si rivolge al signor prefetto e al signor questore di Prato per conoscere i motivi di tale, inusuale procedura". Lo scrive il sindacato della stampa toscana, dopo i controlli condotti dalle forze dell'ordine ai varchi che delimitavano la manifestazione di Forza Nuova "Il fatto che sia riprodotta, e quindi conservata, la tessera professionale desta quantomeno delle perplessità e può aprire la strada a supporre che possa trattarsi di una schedatura", aggiunge l'Ast.

Redazione Nove da Firenze