​Pasqua a Firenze: il fuoco, la colombina, il raccolto ed il Calcio Storico

Appuntamento in piazza Duomo a Firenze con lo Scoppio del Carro


Il 27 marzo, giorno di Pasqua, a Firenze c'è lo Scoppio del Carro. Un carro scortato da 150 fra armati, musici e sbandieratori del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina abbandona la rimessa del piazzale del Prato, trainato da due paia di buoi infiorati ed arriva in Piazza del Duomo.
Collocato fra il Battistero e la Cattedrale alle ore 11, al canto del “Gloria in Excelsis Deo”, attende una Colombina che volando all'interno di Santa Maria del Fiore, esce sulla piazza ed incendia mortaretti e fuochi d’artificio.

A partire dal diciassettesimo secolo la cerimonia assume le caratteristiche attuali, con quattro buoi agghindati che trainano il "Brindellone", termine che appartiene al gergo fiorentino e che definisce una persona alta, ma malferma che suscita simpatia.
Può darsi che il termine derivi da un'altra tradizione locale legata alla festa del 24 giugno. Il giorno di San Giovanni un carro partiva dalla Torre della Zecca e faceva il giro della città, trainando un uomo vestito di stracci chiamato appunto brindellone perché tendeva a ciondolare.

Dietro la tradizione si cela la storica famiglia de' Pazzi. Il capostipite Pazzino de’ Pazzi prende parte alla Crociata del 1099, quella che vede la temporanea conquista del Santo Sepolcro. Pazzino, secondo la leggenda, avrebbe scalato a mani nude le mura di Gerusalemme, primo cavaliere ad entrare nella città santa apre la strada alla conquista dei crociati.
Goffredo da Buglione lo premia con tre schegge di silice provenienti dal Santo Sepolcro. Rientra a Firenze nel luglio 1101, accolto con tutti gli onori.
Le tre pietre restano nella residenza di famiglia per essere poi trasferite al Mercato Nuovo e consegnate alla chiesa di Santa Maria Sopra a Porta, poi dedicata a San Biagio e soppressa nel 1785. Le sacre reliquie finiscono così nella chiesa dei Santi Apostoli, qui, al termine della navata sinistra, c'è il tabernacolo di Giovanni della Robbia che da allora le custodisce.
Il "Vecchio Duomo". Non è mai stata la Cattedrale, ma una targa sulla facciata attribuirebbe la chiesa all'anno 800, sarebbero stati presenti quel giorno Carlo Magno ed il prode Orlando (morto però 22 anni prima, nel 778), l'innamorato e furioso della lettaratura italiana, l'eroe della Chanson de Roland e della Prima Crociata.
La chiesa si apre su piazza del Limbo, qui sorgeva un cimitero per i bambini morti prima di essere battezzati coloro che Dante nella Divina Commedia inserisce nell'indefinito mondo ultraterreno, il limbo.

Filippo Giovannelli, Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico, è un valore aggiunto per una città ricca di arte che vive di turismo e vuole investire sulla sua tradizione. Primo pensiero del nuovo direttore, succeduto a Luciano Artusi, è stato reclutare figuranti per il corteo in modo da aprire le porte alla partecipazione della città.
Molto attivo sui Social Network Giovannelli merita di essere seguito con attenzione dagli amanti della tradizione popolare: capita spesso di imbattersi in un suo autoscatto intento a descrivere particolari nascosti di una Firenze da tanti osservata, ma da pochi conosciuta.

"Le celebrazioni della Pasqua in realtà iniziano il giorno della vigilia - ricorda a Nove da Firenze Filippo Giovannelli - la sera del sabato 26 marzo. Alle 20,45 infatti il Gonfalone della città lascia Palazzo Vecchio per recarsi alla chiesa dei Santi Apostoli dove, alle 21, vengono prelevate le pietre del Santo Sepolcro. Una volta portate in Duomo, alla presenza del Vescovo della città, verso le 21,30 si procede alla cerimonia solenne dell’accensione del fuoco, simbolo della Resurrezione. Sarà lo stesso fuoco che la Colombina porterà verso il Brindellone".

"Credo sia importante soffermarsi un istante sul ruolo del fuoco nella tradizione popolare - sottolinea Giovannelli - visto che ha un significato particolare legato a motivi storici e devozionali che ritroviamo ad esempio in altri luoghi d'Italia, in quelle piazze in cui il fuoco rappresenta la purificazione. Prima del Carro pirotecnico si accendeva un fuoco davanti alla Cattedrale, una fiamma santa che arrivava a tutta la cittadinanza".

Il percorso del Corteo è legato alla rimessa del Carro, oppure è studiato? "Oggi si tratta di un percorso dettato dalle necessità logistiche, non tanto a causa del seguito di pubblico visto che le persone tendono a recarsi in piazza Duomo per prendere posto ed assistere allo spettacolo pirotecnico. C'è però una particolarità. Anni fa il Brindellone passava da via Palazzuolo e via della Spada, ce lo ricorda l'aneddoto dei lampioni con la cerniera che serviva per piegarli al passaggio del Carro. Perché segare dei lampioni anziché cambiare strada? Molto spesso si adottavano queste scelte abbastanza curiose in modo da mantenere la tradizione e passare sempre dalla stessa strada".
Su Vecchia Firenze Mia, Archivio Digitale fotografico creato da Gianni Greco, troviamo alcuni scatti d'epoca di Sergio Tassi che scrive "Quando il Brindellone da Via Il Prato passava da Via Palazzuolo, Via della Spada, Via Strozzi. 1962". Lo stesso Tassi risponde a chi esclama "Questa è Borgo Ognissanti" che "Questa è via Palazzuolo angolo via De' Canacci la ripresa è fatta dal terzo piano, ci abitavo. Da Borgognissanti ha cominciato a passarci molti anni dopo perchè era asfaltata e dondolava meno".

Il volo della Colombina è legato alle sorti della Città del Fiore. Per secoli seguendo quel volo dall'altare maggiore del Duomo al Carro i cuori dei contadini hanno sussultato, perché nelle campagne la buona annata sarebbe dipesa dalla corretta accensione del carro. "Negli ultimi anni - spiega Giovannelli - o meglio da quando l'agricoltura ha perso il suo ruolo centrale nella vita della città, il buono o cattivo presagio è legato in generale alla vita nella città di Firenze. Ricordiamoci che nella Pasqua del 1966 il volo non riuscì.. e fu quello l'anno della grande Alluvione della quale ricorre quest'anno il cinquantenario".

Lo Scoppio del Carro è legato anche al Calcio Storico Fiorentino. "Dopo l'interruzione della Guerra - spiega ancora Giovannelli - il Corteo si è affrancato dalle partite di esibizione tra Bianchi e Verdi, ovvero tra la compagine a destra ed a sinistra dell'Arno. Quando si sono formate le squadre dei 4 Quartieri e sono diventate indipendenti c'è stata la necessità di fare gli abbinamenti per le semifinali del Torneo. Il sorteggio si fa con delle uova di marmo colorate. Quando lo Scoppio del Carro si faceva il sabato sera aveva luogo anche il sorteggio che oggi si svolge la mattina di Pasqua alle 10 alla presenza dei capitani delle squadre e del Presidente del Calcio Storico che tiene in mano una bisaccia in pelle con le uova di marmo. Le partite nel 2016 ci saranno l'11 ed il 12 giugno con finale il 24".

Negli scatti di Monica Caleffi gli istanti più suggestivi della mattinata di Pasqua a Firenze.

Antonio Lenoci