La genesi di Santa Maria Novella

La posa della prima pietra della Basilica avvenne il 18 ottobre di 741 anni fa


Oggi, 18 ottobre, ricorre un anniversario molto importante per i fiorentini e per gli amanti dell’Arte in genere. Perché il 18 ottobre, giorno della festa di San Luca, nel 1279 venne posta la prima pietra (sebbene i lavori fossero cominciati già prima) della Basilica di Santa Maria Novella, punto di riferimento per quello che era l’ordine dei domenicani. Una Basilica conosciuta in tutto il mondo anche per la ricchezza di opere d’arte che ospita: basti pensare alla “Trinità” di Masaccio ed ai crocifissi di Giotto e Brunelleschi, ma anche opere del Botticelli, del Bronzino, del Ghirlandaio e la lista continuerebbe ancora a lungo.

Fu il Cardinale Malabranca, nipote del Papa Niccolò III, ad impartire la benedizione, trovandosi in città alla ricerca di un accordo di pace tra Guelfi e Ghibellini.

La facciata delle Basilica di Santa Maria Novella, realizzata tra il 1456 ed il 1470 da Leon Battista Alberti, è rivestita da marmi policromi ed in stile tipicamente rinascimentale, sebbene sia stata iniziata in periodi precedenti. A tal proposito possiamo notare uno stile decisamente gotico nella ripidissima copertura cuspidata del campanile.

L’interno della chiesa, sapientemente ristrutturato dal Vasari, vanta numerose cappelle di famiglie di spicco della Firenze d’allora: Strozzi, Rucellai e Gondi, tanto per dirne alcune. Ed è proprio nella cappella Gondi che avvenne la cerimonia della posa della prima pietra, che oggi andiamo a ricordare.

Qui la storia ha recitato da maestra di palcoscenico, con eventi che hanno segnato questa città e molto altro, dagli studi di padre Ignazio Danti che ci hanno “regalato” il calendario come noi lo conosciamo (riforma gregoriana del calendario), alle prime, burrascose, invettive di frate Caccini contro il modello astronomico di Galileo.

Oggi la Basilica è, come tutti sappiamo, una delle più significative della città, puro concentrato di arte senza tempo oltre a simbolo e centro pulsante del quartiere.

Antonella Cimmino