Rubrica — Mostre

Giornate Fai d'autunno: visita alla Centrale termica della stazione di SMN

Due weekend per scoprire le bellezze nascoste di Firenze


La Centrale termica della stazione di Santa Maria Novella, progettata tra il 1932 e il 1934 da Angiolo Mazzoni per riscaldare lo scalo ferroviario. È una delle mille aperture a contributo libero in 400 città in tutta Italia, previste dalle Giornate Fai d'autunno. Quest'anno, per per la prima volta in 36 edizioni, si raddoppia l'appuntamento: due i weekend in programma, il 17-18 ottobre e ancora il 24-25 ottobre. Un'edizione speciale che, oltre a sostenere la campagna Ricordiamoci di salvare l'Italia (sms 45582), è dedicata al tema della salute e al ricordo della fondatrice del Fai, Giulia Maria Crespi, scomparsa a luglio. 

Il programma fiorentino è stato presentato, questa mattina a Palazzo Vecchio, dalla vicesindaca Cristina Giachi e Lucia Mannini, capo delegazione Fai Firenze.
Nella nostra città i visitatori potranno immergersi in architetture d’avanguardia (Centrale della stazione di Santa Maria Novella), in uno scrigno di inaspettate bellezze (Galleria Rinaldo Carnielo) o nell' atmosfera di una casa di colti collezionisti (Fondazione Carlo Marchi), per poi concedersi una passeggiata all’interno di uno dei più bei giardini di Sesto Fiorentino (Villa Guicciardini Corsi Salviati).
A chi percorre il viale Filippo Strozzi o arriva a Firenze con il treno, non può passare inosservato un edificio che spicca grazie alle sue alte cimiere e alsuo color rosso mattone: si tratta della Centrale termica della stazione di Santa Maria Novella, progettata nei primi anni Trenta del Novecento da
Angiolo Mazzoni per l’allora Ministero delle Comunicazioni. La sua originale volumetria e le inedite soluzioni formali che richiamano il Futurismo italiano, il Costruttivismo russo, ma anche le forme metafisiche di Giorgio De Chirico e di Mario Sironi, sono aspetti solo recentemente messi in evidenza dalla critica, che ha rivalutato quest’opera dell’architettura italiana tra le due guerre. Per la prima volta aperto al pubblico, l’edificio della Centrale termica potrà rivelare le qualità del progetto architettonico e della scelta dei materiali, ma potrà dare anche testimonianza del funzionamento delle caldaie a carbone grazie al sopravvissuto sistema di carelli e tramogge. Se la zona di Santa Maria Novella, nella cui trasformazione urbanistica si inserisce questo edificio, ci parla di una città storica alle prese con le esigenze del rapido evolversi della vita moderna, non meno significativo nel tessuto storico cittadino è la zona di piazza Savonarola, nata all’indomani delle demolizioni necessarie alla nuova Capitale del Regno. Sulla piazza si affaccia la Galleria Rinaldo Carnielo, che custodisce le opere dello scultore, ma le cui porte non sono più aperte in modo continuativo dal 1989. Costruito negli anni Ottanta dell’Ottocento, fu per lui l’abitazione, lo studio e la galleria; ristrutturato nel 1911, dopo la morte dello scultore (1910), divenne la celebrazione della sua carriera e dei suoi successi artistici, oltre che quasi un’antologia del gusto della scultura ottocentesca, passato poi al Comune di Firenze grazie a un lascito del figlio Enzo Carnielo (1957).
A pochissima distanza, un elegante villino progettato nel 1928 dall’architetto Ugo Giovannozzi come abitazione di Giulio Marchi, fratello di Carlo. Si tratta della sede della Fondazione Carlo Marchi (apertura riservata agli iscritti Fai). L’atmosfera degli interni, rimasti inalterati da circa ottant’anni, permette di apprezzare appieno la dimensione intima e domestica che contraddistingue la sede della Fondazione, istituita nel 1983 su volontà testamentaria di Cesare Marchi e intitolata al padre Carlo, attiva nella diffusione della cultura e del civismo tramite pubblicazioni e il sostegno a progetti scolastici e di inclusione sociale.
Solo nel secondo fine settimana (24 e 25 ottobre) sarà possibile la “gita fuori porta”, per conoscere il parco della Villa Guicciardini Corsi Salviati, che nella storia dei giardini storici rappresenta un celebre capitolo, per la sua bellezza e come testimonianza delle trasformazioni succedutesi in tre secoli. Il giardino cinquecentesco, annesso alla villa Corsi, viene ampliato tra il Sei ed il Settecento, abbellito da giochi d’acqua, dotato di una grande ragnaia, di un vasto parterre di fiori. Attorno al 1815 il parco si adegua ai gusti romantici con l’introduzione di piante esotiche. All’inizio del Novecento la villa passa al conte Giulio Guicciardini Corsi Salviati, che vi attua uno dei primi restauri nella storia dell’architettura dei giardini. Il parco si trova all’interno di una residenza privata e viene aperto al pubblico eccezionalmente.
“Il nostro patrimonio culturale ci definisce, ci dà identità e costituisce come comunità – ha sottolineato la vicesindaca Giachi – è una risorsa a cui possiamo ricorrere soprattutto nei momenti difficili. E per questo è preziosa sempre, e ancora di più quest’anno, l’iniziativa del Fai. Durante le giornate del Fai, per la prima volta, apriamo la Fondazione Carnielo, che ha trovato nuova vita grazie ad un protocollo d'intesa con l'Accademia delle Belle Arti. Per noi è un simbolo: Carnielo era un luogo bello ma privo di una valorizzazione specifica. In questi anni, invece, l'ha trovata grazie all'accordo che il Comune ha stretto con la Accademia di belle arti e ora, per merito del Fai, apriamo questa collezione ai cittadini”. “Fai – ha aggiunto – conferma così la sua funzione vitale di snodo tra gli enti, le istituzioni ed il territorio e tra il patrimonio culturale e la cittadinanza”.
Questa nuova edizione delle Giornate Fai d’autunno sarà caratterizzata dalla modalità di accesso ai beni aperti. Il necessario rispetto delle norme anti-contagio da Covid-19 impone di proporre un evento per piccoli gruppi e su prenotazione. Per garantire le norme di sicurezza sarà pertanto necessario prenotare la visita sul sito www.giornatefai.it, scegliendo il giorno e l’orario preferiti tra quelli disponibili e versando un contributo in favore del Fai. Le prenotazioni saranno aperte a partire da martedì 6 ottobre, fino ad esaurimento posti per ogni slot di visita.

Il programma è consultabile su:
https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-autunno/i-luoghi-aperti/?search=Firenze

Redazione Nove da Firenze