74° Anniversario della Liberazione Nazionale: il programma delle celebrazioni

Mercoledì 24 aprile l'inaugurazione del Murale dedicato alla Resistenza al Quartiere 4. A Montelupo Fiorentino una piazza per Lina Paci. A Castelfiorentino uno spettacolo teatrale al Ridotto del Teatro del Popolo. La storia dei 29 martiri di Figline di Prato diventa un romanzo. L’eurodeputato Nicola Danti (PD) apre la campagna a Sant’Anna di Stazzema


Una tradizione che non si perde ma anzi si consolida e si rafforza. Chi rinnega il 25 aprile, al pari di chi non ne riconosce il valore, interpreta la storia in modo fantasioso e la piega a fini politici. Il significato di questa festa rischia di essere offuscato da polemiche strumentali. In questi giorni ha fatto molto rumore la presa di posizione di Ubaldo Bocci, candidato del centrodestra alla carica di sindaco di Firenze, riguardo al 25 aprile. L’ex presidente della Fondazione Unitalsi, l’associazione cattolica che si occupa dei pellegrinaggi nei santuari internazionali, ha reso noto che non prenderà parte alle commemorazioni del giorno della Liberazione perché “quella data è diventata un appuntamento ideologico”. Ma il 25 aprile non è la festa di una fazione politica, è la festa di tutti gli italiani, perlomeno di quelli che credono nella libertà, nella democrazia, e nella Repubblica Italiana.

Prosegue fino al 25 aprile l’edizione 2019 di “Aprile Resistente”, organizzata dal Quartiere 4, dall’Archivio Movimento di Quartiere Firenze e dall’Anpi Isolotto ‘Circolo Sergio Rusich’, e dedicata alla memoria di Silvano Sarti, il partigiano ‘Pillo’.

Due giornate di eventi per celebrare il 74° anniversario della Liberazione: sono quelle promosse dal Comune di Lastra a Signa insieme alla sezione locale dell’Anpi Bruno Terzani di Lastra per i prossimi 25 e 29 aprile. In particolare il programma prevede giovedì 25 aprile a partire dalle 10 in sala consiliare l’inaugurazione della mostra di pittura “Tratti e ritratti” di Piero Ciaramelli. Successivamente si terrà il consiglio comunale aperto sul tema “Fascismo e discriminazioni”. I saluti istituzionali saranno a cura del sindaco e della presidente del consiglio comunale, a seguire interverranno Valeria Galimi dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea e Mauro Marzi dell’Anpi Bruno Terzani di Lastra a Signa. Concluderanno la mattinata le domande e gli interventi del Consiglio comunale dei ragazzi. Alle 11.30 saranno deposte corone di alloro al monumento ai Caduti di piazza Sandro Pertini con l’esibizione della banda musicale della Misericordia di Malmantile e alle 12 saranno deposte corone di alloro ai cippi e ai monumenti ai Caduti sul territorio comunale. La giornata si concluderà alle 18 al Circolo Arci di Tripetetolo con lo spettacolo “Se vi assiste la Memoria, parole e canzoni della Resistenza Italiana" a cura della Compagnia teatrale Il Vaso di Pandora. Lunedì 29 aprile al Teatro delle Arti si terrà invece una giornata dedicata agli studenti della scuola secondaria di primo grado Leonardo Da Vinci: a partire dalle 9 la mattinata sarà introdotta dai saluti istituzionali del sindaco e della presidente del consiglio comunale, seguirà la proiezione del film “La notte di San Lorenzo” diretto da Paolo e Vittorio Taviani. Sempre durante la mattinata si terrà un incontro degli studenti delle classi terze della scuola con Nicola Coccia, giornalista e scrittore e autore del libro “L’arse argille consolerai. Carlo Levi, dal confino alla Liberazione di Firenze attraverso testimonianze, foto e documenti inediti”. Coordina Mauro Marzi dell’Anpi di Lastra.

Il primo 25 aprile del Comune di Barberino Tavarnelle sarà una festa dedicata ai valori dell'antifascismo per riaffermare l'identità di un paese libero, democratico, solidale. Ancora una volta Barberino e Tavarnelle uniscono le loro comunità percorrendo insieme il camminamento pedonale che collega i due territori lungo via Cassia. Una passeggiata che si potrà 'ascoltare' e condividere, passo dopo passo verso il punto di arrivo fissato in piazza Matteotti a Tavarnelle Val di Pesa, nel segno della Resistenza, dei diritti umani e sociali e dell’attuazione piena dei principi della Costituzione. Ad incorniciare la celebrazione chiantigiana del 74^ anniversario della Liberazione nazionale, una serie di letture a cura dei cittadini che affronteranno il tema anche in chiave contemporanea, le musiche e i ritmi eseguiti dal gruppo musicale itinerante "Banderas", formato esclusivamente da percussioniste.

Il 25 aprile a Montelupo Fiorentino si festeggia anche intitolando una piazza a Lina Paci (all’anagrafe Maria Bianchi Paci). Nata a Montelupo Fiorentino l’8 marzo del 1908 e morta sempre a Montelupo nel 1992 è stata attiva nel percorso di liberazione dell’Italia e negli anni successivi nelle lotte di affermazione dei diritti fondamentali. Durante la Seconda Guerra Mondiale ha prestato aiuto, presso la propria abitazione, a chiunque richiedesse sussistenza alimentare e dopo la guerra si è prodigata nel dare una mano ai bisognosi, entrando nel comitato “Maternità e Infanzia” e nell'“Ente comunale di assistenza”. Un impegno quello sociale e politico che ha caratterizzato tutta la sua vita. Si è attivata preso il Provveditorato affinché anche le frazioni del Comune di Montelupo Fiorentino avessero il ciclo scolastico completo (allora garantito solo alla scuola della frazione Capoluogo) e si è interessata alle colonie marine e montane per permettere ai bambini di conoscere il significato della parola “vacanza”. Negli anni ha contribuito alla diffusione del giornale “Noi Donne” ed è tra le fondatrici dell’UDI (Unione Donne Italiane). Inoltre si è impegnata attivamente nel sindacato delle fiascaie, lavoranti presso la vetreria Nardi della Torre. Ha partecipato a molte battaglie civili, tra le quali le lotte per pace, per le pensioni alle casalinghe, per la legge sul lavoro a domicilio, per richiedere l’attivazione degli asili nido, le iniziative a sostegno delle leggi sul divorzio e sull’aborto. La piazza individuata è quella da cui si accede al parcheggio sotterraneo, contigua a piazza dell’Unione Europe.

Il pranzo del 25 aprile alla casa del Popolo di Casenuove è organizzato dal Partito democratico di Empoli insieme all’Arci. L’appuntamento è per giovedì alle 13.00. Il menù del pranzo prevede antipasto toscano, pappardelle al capriolo, arrosto misto girato, insalata, dolce, spumante, vino, acqua e caffè. Il tutto a 15 euro per gli adulti e 10 per i bambini. Informazioni e prenotazioni allo 0571/ 929395 casa del popolo; 0571/700023 e 3318489169.

“La festa della Liberazione è la festa di tutti coloro che tengono in vita il ricordo della Resistenza e che sanno dove nasce la nostra Repubblica, di coloro che credono nella democrazia, nella libertà e nell’uguaglianza. Per noi celebrare la Liberazione, ricordare la Resistenza significa combattere studiare, informarsi, ragionare con la propria testa, confrontarsi, rifiutare le verità assolute e le risposte facili. Significa infine, più di ogni altra cosa, sapere da dove veniamo e a chi dobbiamo la nostra libertà. Per noi anche pranzare insieme significa festeggiare e ricordare, per questo invito tutti a Cortenuova”, così Lorenzo Cei, segretario Pd Empoli.

La ricorrenza a Castelfiorentino è molto sentita, e si è concluso pochi giorni fa un concorso dedicato alle nuove generazioni (studenti e giovani ANPI), allo scopo di trasmetterne i valori, i sentimenti, le sensibilità. A questo proposito, merita di essere segnalata la scelta dei vincitori dell’ultima edizione (Davide Bellomo e Mario Borrelli, giovani ANPI di Castelfiorentino) di destinare metà del premio al restauro del memoriale italiano di Auschwitz (che è stato trasferito a Firenze), a conferma di un sostegno attivo e disinteressato alla preservazione e alla tutela della memoria storica del nostro paese. A Castelfiorentino, la giornata del 25 aprile prenderà il via alle 12.30 con il “pranzo partigiano” organizzato dall’ANPI (info e prenotazioni: Silvia 339.1165723). Nel pomeriggio, dalle ore 16.00, la partenza da Piazza Gramsci del corteo automobilistico per la deposizione delle corone di alloro a cippi e monumenti: Nello Niccoli (cimitero comunale), Aladino Bartaloni (Granaiolo), Caduti in guerra (Castelnuovo d’Elsa) e Mario Bustichini (Dogana). A conclusione del corteo automobilistico, le autorità faranno ritorno in Piazza Gramsci per la deposizione delle corone di alloro al monumento a Cesare Manetti e a quello ai caduti. Non prevista quest’anno la deposizione della corona di alloro alla lapide di Giuseppe Garibaldi, che si trova sulla facciata del Municipio, in quanto sono in corso i lavori per la nuova pavimentazione della piazza. Sempre in Piazza Gramsci, è in programma il concerto della Filarmonica “G. Verdi”, cui seguiranno gli interventi del Sindaco, Alessio Falorni, e del presidente dell’ANPI, Marco Cappellini. Alla ricorrenza parteciperà anche una delegazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Alle 17.15 è in programma al Ridotto del Teatro del Popolo lo spettacolo di Gatteatro “Ma oggi è dopo la guerra, vero?” di Laura Allegrini e per la regia di Nicola Pannocchi (ingresso gratuito). Protagoniste una giovane ausiliaria della RSI (Adele) che si trova allo sbando dopo la morte di Mussolini (28 aprile), e una bambina ebrea (Rebecca), le quali si ritrovano per un beffardo gioco del destino a convivere in uno spazio ristretto, all’interno di un rifugio. Fra di loro nasce, inaspettatamente, una tenera amicizia: le paure dell'una sono – in fondo - le paure dell'altra, che vivono intensamente il dramma della guerra civile. Un barlume di umanità sembra accendersi nel buio della catastrofe nazionale. Quella bambina, a cui è stata sterminata la famiglia in Germania, si troverà infatti nelle condizioni di “salvare” colei che è stata complice di quello sterminio. Ma sarà la giovane ausiliaria ad andare incontro al suo tragico destino compiendo un gesto che sa di “giustizia” terrena. Lo spettacolo è interpretato da Giulia Sapio (Rebecca) e Stefania Capodarca (Adele), musiche Ludovico Einaudi, Elie Botbol.

Il Comune di Scarperia e San Piero organizza una mattinata dedicata all'anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, e per rendere onore ai caduti di tutte le guerre, nei luoghi-simbolo del territorio. Si inizierà alle 9.30, al Parco della Rimembranza di San Piero a Sieve, accanto alla Pieve, dove ha sede il monumento ai caduti e dove si svolgerà la cerimonia di deposizione della corona di alloro. Alle 10.15, ritrovo nella Piazza dei Vicari di Scarperia, per la partenza del corteo verso il monumento ai caduti presso i giardini pubblici, per depositarvi la corona di alloro. L’ultimo spostamento sarà nella direzione della località Omomorto alle ore 11,15 dove verrà reso omaggio ai caduti con la deposizione della corona. Alle 12.00, in Piazza dei Vicari, il rintocco dello storico campanone.

Una nuova scultura impreziosirà i giardini di Piazza della Vittoria a Vicchio. L’opera “Life and Death”, che sarà ufficialmente inaugurata il prossimo 25 Aprile nel corso delle celebrazioni per la Liberazione dal nazifascismo, porta la firma dello scultore irlandese Paddy Campbell che sarà presente nel giorno dell’inaugurazione per il taglio del nastro ufficiale insieme al Sindaco di Vicchio. La scultura, alta 9 metri, poggia su una base circolare e ritrae due figure umane; le loro mani si toccano quasi, ma sono separate dall’infinita distanza tra la Vita e la Morte, Life and Death. “Life”, il personaggio femminile, è la parte più concreta della scultura: la sopravvissuta che, straziata dal dolore, desidera con tutta sè stessa di ricongiungersi a “Death”, lo spirito materializzato di quello che fu il suo amore. Le tre lunghe barre che racchiudono la scultura convergono in alto, in un punto che rappresenta il passaggio tra il tempo e l’eternità; lo spazio tra di essi racchiude la vita e la morte, la speranza e la disperazione. È un luogo in cui la vittoria non significa nulla. Lo scultore irlandese Paddy Campbell fa parte di quella schiera di artisti italiani e stranieri innamorati della Toscana e di quello che ha rappresentato e rappresenta nel mondo della cultura. Nel 2010 il Sindaco di Vicchio chiese a Paddy Campbell di realizzare una scultura da posizionare su di un piedistallo davanti all’obelisco monumentale già presente nel centro della cittadina, eretto nel 1923 per commemorare i caduti della Prima Guerra Mondiale. In origine una grande scultura in bronzo alta 6 metri e raffigurante un soldato completava il monumento: occupò il piedistallo per 20 anni, per poi essere fusa durante la Seconda Guerra Mondiale a causa della scarsità di metallo, e usata per la produzione di armi e proiettili. Per le due figure di Life and Death Paddy Campbell ha usato anche resti di alcune pallottole di quel conflitto mescolandoli al bronzo della scultura. Proprio nel 2010 a Vicchio, Paddy Campbell, molto apprezzato nel panorama scultoreo contemporaneo in Europa, fu protagonista di una bella mostra nelle sale della Casa di Benvenuto Cellini che insieme a quella che si teneva nella sede fiorentina della Provincia, a Palazzo Medici Riccardi, lo fece conoscere in Toscana. A ricordo dell’esposizione, l’artista fin d’allora ha lasciato a Vicchio un’opera, allocata nel Museo del Beato Angelico; in seguito, tuttavia, affascinato dal paese natale di Giotto e del Beato Angelico, ha voluto donare anche una scultura monumentale, per la quale ebbe ispirazione proprio a Vicchio, ascoltando i racconti dei tragici avvenimenti di Padulivo. Contro tutte le guerre plasmò Life and Death, che lo scorso anno ha presentato nella mostra da lui allestita a Pietrasanta. Contro le barbarie e la morte che la guerra rappresenta l’opera troverà posto in piazza della Vittoria, nei giardini quotidianamente vissuti dai vicchiesi, adulti e bambini, una composizione scultorea che è un poetico inno alla vita e, insieme, un monito affinché il male non abbia mai più il sopravvento. Il 25 Aprile l’opera sarà inaugurata con una conferenza di presentazione in Sala del Consiglio Comunale alle 11 e poi con il taglio del nastro alle 12, in concomitanza con le celebrazioni istituzionali per il giorno della Liberazione.

A Dicomano un 25 aprile "per la Libertà, la Resistenza, la Pace". S'inizia mercoledì 24 aprile alle 17 nella sala del Consiglio comunale con "L'eredità della Resistenza 75 anni dopo". Dopo i saluti dell'Amministrazione comunale, interverranno il giornalista e scrittore Bruno Confortini e Loriana Tagliaferri del Centro di Documentazione della Storia mugellana nell'Età contemporanea e nella Resistenza. Fino alle 21 "Biblioteca ambulante", spazio dedicato alla Resistenza, mentre alle 21,15 verrà proiettato il film "Una questione privata" di Paolo e Vittorio Taviani. La cerimonia dell'anniversario della Liberazione, giovedì 25 aprile, avrà inizio alle 8,15 con la celebrazione della messa a in piazza della Repubblica, a cui seguirà, alle 9, il corteo con la deposizione delle corone ai monumenti ai caduti e alle 10,30 l'intervento del sindaco. Alle 11 il concerto del gruppo Mediterranea. Le celebrazioni termineranno alle 12 con la deposizione di corone a Contea, Santa Lucia, Larciano e Capraia.

Raccontare una delle tante stragi naziste compiute in Toscana, quella che per Prato è sempre presente nelle celebrazioni del 6 settembre (data di liberazione della città) e ogni giorno tra le viuzze del piccolo borgo di Figline. L’intento è quello di approfondire una storia che molti conoscono solo a sommi capi, vista la scarsità di fonti a disposizione. Da qui l’idea di un breve romanzo, in uscita in questi giorni per iniziativa dell’editore fiorentino “Jolly Roger”, scritto da Ciro Becchimanzi e che contiene una introduzione del sindaco Matteo Biffoni e due contributi storici di Enrico Iozzelli, responsabile didattica Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e della Resistenza di Prato e di Matteo Mazzoni, direttore Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea. Il volume contiene anche alcuni scatti del fotografo pratese Endrio Corrado. Il libro sarà presentato giovedì 25 aprile, alle ore 18, presso il Museo della Deportazione: insieme all’autore saranno presenti il sindaco Biffoni, la presidente della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza Aurora Castellani, Iozzelli e Mazzoni.

«La storia dei 29 partigiani impiccati a Figline nel settembre del ’44 – racconta Becchimanzi – mi ha sempre incuriosito e appassionato, fin dal 1989, quando appena arrivato a Prato risiedevo proprio a due passi dal luogo dell’eccidio. Come tanti pratesi, poi, ho quasi sempre partecipato alla fiaccolata del 6 settembre e lì, più volte, mi sono chiesto quanto si conoscesse realmente di quella strage, quanto i giovani sapessero di come si erano svolti i fatti, di come era, insomma, la città in quegli anni tragici della guerra e dell’occupazione nazifascista. Cominciai quindi a cercare fonti, scritti e saggi storici: tra questi una vecchia pubblicazione del Comune di Prato, un piccolo opuscolo dal titolo “Come si muore per l’Italia libera”, che riportava la trascrizione di diari e racconti orali. Mi venne quindi l’idea di provarne a farne un breve romanzo, intrecciando diverse vicende di quei giorni, sempre con l’assillo di non eccedere in fantasia. Spero che questa mia velleità possa risultare utile a riaccendere i riflettori su quella strage, che fu il tragico epilogo di una rappresaglia crudele quanto inutile da parte di un esercito ormai sconfitto. Che possa, quanto meno incuriosire i giovani, in questi tempi così difficili, dove i valori come libertà e antifascismo, che altre generazioni avevano nel dna, sono messi in discussione, a volte oltraggiati e calpestati. Anche per questo ho voluto dedicare questo libro alla memoria di Lorenzo Orsetti, partigiano della libertà del terzo millennio. Voglio ringraziare – conclude – tutti coloro che hanno reso possibile la pubblicazione ed in particolare la Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza, alla quale andrà parte dei ricavati delle vendite».

Festa della Liberazione solenne a Vernio, celebrata dal Comune con la collaborazione del Gruppo Alpini e dell’Associazione nazionale partigiani. La giornata comincia alle 9,30 al monumento delle Rocce con l’alzabandiera, segue la deposizione della corona da parte del sindaco e la commemorazione dei caduti per la libertà. Alle 10,15 c’è la Messa concelebrata da don Maurizio Corradini, parroco di San Quirico, don Alessandro Bigagli, parroco di Mercatale e don Giuseppe Riaz, parroco di Sasseta (in caso di pioggia si terrà all’ex Meucci). La festa viene anticipata da una iniziativa di riflessione storica, promossa dal Comune con Fondazione CDSE, Anpi e Arci. Martedì 23 aprile, alle 21,15, all’Ex Meucci si parlerà di Calcio e Resistenza con un intervento dello storico Massimo Cervelli. Il titolo è Il pallone va alla guerra: fascismo, leggi razziali e liberazione. “La politica sportiva, il calcio in particolare, rappresenta un potente angolo di osservazione del regime fascista, della sua pervasività nella vita collettiva e individuale, l’uso propagandistico, l’organizzazione dell’attività sportiva delle masse, l’applicazione delle leggi razziali-- spiega Cervelli - In Italia, sparirono calciatori e prestigiosi allenatori di origine ebraica. Nelle colonie; i campionati di calcio, prima misti, vennero riservati a giocatori di nazionalità e cittadinanza italiana”. Di calcio e Resistenza si tornerà poi a parlare il 24 maggio, al Circolo La Spola d’oro della Briglia, con la presentazione del volume Cuore d’oro- La storia dei calciatori professionisti nella Resistenza italiana, di cui è autore Edoardo Molinelli.

Come in un passaggio di testimone ideale tra passato, presente e futuro, il 25 aprile di Altopascio unirà il ricordo e la memoria con l’impegno degli studenti delle scuole. La Festa della Liberazione, organizzata da Comune, Anpi e Istituto comprensivo di Altopascio, comincerà alle 9.30 alla chiesina di San Rocco, in piazza Umberto I, dove si terrà il saluto istituzionale e la deposizione della corona. A seguire i ragazzi della scuola elementare di Altopascio leggeranno la loro "lettera al partigiano", scritta dagli stessi studenti, che la consegneranno poi al presidente dell’Anpi - sezione di Altopascio. Alle 10 il corteo si sposterà in piazza Ospitalieri passando da Porta dei Vettori: altri ragazzi della scuola elementare di Badia Pozzeveri terranno una rappresentazione per omaggiare Andrea Bianchi, il partigiano Ras, ucciso nell’eccidio di Vizzola. Davanti al muro del cimitero di Vizzola il 21 marzo 1945 furono fucilati tre giovani partigiani: Giuseppe Azzolini, di 17 anni. “Andrej” era il suo nome di battaglia, faceva il calzolaio con suo padre. Ferdinando Bremi, di 16 anni, detto “Milan” perché nato a Milano, e abitante a Santa Maria del Piano nel comune di Langhirano. Andrea Bianchi, di 27 anni, con il nome di “Ras”, nato ad Altopascio, sposato e padre di un bimbo. Erano stati catturati il 14 marzo durante un rastrellamento, a Castrignano di Langhirano, dai bersaglieri della divisione Mameli. Una volta arrestati, i bersaglieri della divisione ‘Italia’ ne pretesero la consegna e trasportarono i prigionieri a Sala Baganza dove il 21 marzo incontrarono i familiari. Questi vennero rassicurati dal comandante che i loro congiunti sarebbero stati rilasciati. La sorella di Giuseppe riuscì a vedere per pochi momenti il fratello da una finestrella: il giovane, con il volto livido, chiese alla sorella se anche lei fosse stata arrestata e affermò di non aver parlato. I parenti tornarono a casa sollevati, ma subito dopo la loro partenza i ragazzi furono caricati sui camion e condotti a Riccò dove alloggiavano altri bersaglieri della stessa divisione. Dal paese il gruppo di militari condusse i ragazzi a piedi attraverso i campi fino al luogo più appartato di Vizzola: davanti al cimitero vennero trucidati. Alla scena assistettero in lontananza diversi abitanti, alcuni dei quali ricordano oggi come allora quel drammatico episodio. Altri furono avvertiti dagli strilli di una donna che si trovava nelle vicinanze. Superato il primo momento di paura alcuni di loro si recarono sul luogo della tragedia, solo per constatare come i giustizieri si fossero accaniti sui corpi dei giovani. Alcuni si misero a raccogliere i resti e li composero dentro la cappella del cimitero: unico gesto pietoso rivolto ai tre ragazzi.

L’europarlamentare Pd Nicola Danti aprirà simbolicamente la sua campagna elettorale a Sant’Anna di Stazzema, martedì 23 aprile alle 11.30 presso il Monumento Ossario. «Contro i sovranisti che negano i valori fondanti dell’Europa, contro la destra che non celebra il 25 aprile e neanche si vergogna più di dirlo, riparto da Sant’Anna di Stazzema.» «Lì – prosegue Danti – dal luogo che ha conosciuto il punto più basso della storia del nostro continente, inizierò ufficialmente la mia campagna elettorale. Lo farò insieme a un gruppo di ragazze e ragazzi figli dell’Ue senza confini e barriere, per dire ancora Europa, Avanti! Perché il sogno dei nostri padri, nato sulle ceneri di tragedie come quella di Sant’Anna, è l’unico orizzonte possibile per i nostri figli.»

Redazione Nove da Firenze