Giorno del Ricordo: le iniziative in città

In Consiglio regionale la seduta solenne dedicata alla memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe


Il Giorno del Ricordo in Italia si celebra oggi, 10 febbraio, in memoria delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Anche quest’anno, a Firenze, l’omaggio alle vittime degli eccidi perpetrati durante e alla fine della Seconda Guerra Mondiale ha per protagonisti i giovani delle scuole. Una quarantina di studenti degli istituti secondari di primo grado ha partecipato, questa mattina alla Biblioteca delle Oblate, all’iniziativa dell’assessorato all’educazione per ricordare l’orrore delle cavità carsiche dove, tra il 1943 e il 1947 furono gettati, vivi e morti, migliaia di nostri connazionali. Con loro la vicesindaca e assessora all’educazione Cristina Giachi. La lezione agli studenti è stata svolta da Silvano Priori (Istituto storico della Resistenza in Toscana) su 'Guerra e foibe sul confine orientale italiano' e da Luciana Rocchi (Istituto storico grossetano della Resistenza e dell' età contemporanea) su 'Il lungo esodo dei profughi istriano-dalmata nella storia e memoria toscana di oggi'.

“Oggi ci stringiamo in piena solidarietà con coloro che furono esuli e vittime. Più di 400mila furono costretti a lasciare le loro terre e tanti, tantissimi, furono gettati vivi nelle foibe. Ritengo che la storia renda finalmente ragione di quello che accadde, senza più le coltri che l’ideologia ha, purtroppo, condizionato”. Così il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, ha aperto la seduta solenne dedicata al Giorno del Ricordo. Una giornata coincidente con un altro “momento tristissimo”. Il 10 febbraio di 31 anni fa veniva assassinato, sotto i colpi delle brigate rosse, il sindaco toscano Lando Conti. “Non è stato possibile anticipare la commemorazione di un uomo caduto nell’esercizio delle sue funzioni. Già sindaco di Firenze Conti viene ucciso indifeso, senza nessuna scorta, mentre si recava alla seduta del consiglio comunale”. “Lando – ha ricordato Giani - era particolarmente vicino alla Giornata che stiamo celebrando. Fu tra coloro che per primi vollero darne evidenza e pubblicità. È però con la legge del 2004 che noi celebriamo quella che è diventata, nel sentimento e nel cuore di tutti gli italiani, la Giornata del Ricordo”. Il presidente, ringraziando le molte personalità invitate e intervenute tra cui il procuratore generale della Repubblica di Firenze Marcello Viola e il comandante regionale carabinieri forestale Toscana, Giuseppe Vadalà, ha ricordato le parole scritte dal “nostro illustre concittadino Dante Alighieri, nel IX canto dell’Inferno: Sì come ad Arli, ove Rodano stagna, sì com’a Pola, presso del Carnaro ch’Italia chiude e suoi termini bagna”. “Questo geografo straordinario, padre della lingua italiana, nel 1300 riconosceva le estremità della identità italiana”. “Stiamo parlando – ha continuato – di terra italiana a tutti gli effetti e storicamente data, una terra che visse drammaticamente la seconda Guerra mondiale”. “Oggi – ha concluso – conserviamo e rinnoviamo la memoria di una tragedia italiana”.

“L’istituzione del Giorno del Ricordo è stata un atto di giustizia dopo i prolungati silenzi su questa vicenda, un atto dovuto alle vittime ed i loro familiari, privati per troppo tempo del riconoscimento pubblico e dell’attenzione dovuta alla tragedia del proprio passato”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in apertura del suo intervento alla seduta solenne del Consiglio regionale. “E’ un riconoscimento al dolore ed alle sofferenza di chi perse la vita o vide tagliate le proprie radici, sradicati dalle proprie case e dal proprio mondo – ha aggiunto il presidente - Guardati con sospetto e diffidenza, conobbero spesso un paese ingrato ed un’opinione pubblica distante a volte ostile. Oggi siamo chiamati al risarcimento. Oltre il ricordo e la conservazione della memoria, a suo parere, quei fatti impongono una riflessione, utile anche per il presente. “Leggiamo in questa tragedia la dissoluzione della tradizione civile dell’Europa – ha osservato – di quella cultura universale e del progresso della scienza e della tecnica, che potevano fare del continente un laboratorio di diritti. Tutto questo non avvenne. Ci fu invece regresso, morte”. In questa prospettiva, Rossi ha rilevato che al fondo del dramma c’è “l’onda lunga della grande semplificazione, che in breve volgere di tempo distrusse il patrimonio europeo, costruito sul pluralismo, sulla diversità di lingue, su culture e tradizioni diverse, immolando sulla ideologia del nazionalismo esclusivo ed aggressivo le grandi potenzialità positive che potevano esprimersi”. “La parte giusta per leggere la storia è sempre quella delle vittime – ha aggiunto - La tragedia delle foibe vide un intreccio tra giustizialismo sommario, di cieca violenza, estremismo, oltre al disegno politico di Tito ed i comunisti titini di sradicare la presenza italiana da quel territorio, portando a termine il disegno annessionistico, che poi prevalse nei trattati di pace del 1946”. Una riflessione, quella del presidente, dal significato anche politico. “Sia chiaro: ricordare le foibe non significa rinnegare i valori della Resistenza e della lotta al nazifascismo – ha precisato - Le foibe restano però un’ombra per chi viene da una storia comunista, per l’incapacità di percepire l’umanità e la tragedia di quell’esodo”. Con una punta di orgoglio, Rossi ha rilevato che in queste vicende “non mancò una differenza toscana” ed ha ricordato che nella “rossa Toscana”, a Livorno mille profughi furono accolti in tende a Calambrone e poi si inserirono nel tessuto sociale della città e trovarono alloggio nelle case popolari. “Queste vicende parlano del nostro tempo. E’ necessario un nuovo umanesimo ed una nuova Europa che parlino al mondo – ha affermato il presidente - Per i giovani dobbiamo portare al centro la speranza e la costruzione di un’Europa con obbiettivi credibili, basata sul rispetto degli individui, in grado di garantire lavoro e diritti sociali. Un’Europa che sappia ripristinare i suoi valori fondativi”. Quelle terre, infatti, vedono oggi i profughi che vengono dal Medio Oriente e seguono la ‘rotta dei balcani’”. “Trovano i muri alzati, l’indifferenza e persino l’odio – ha concluso - Sembra che la storia non abbia insegnato nulla”.

Un excursus storico appassionato che ripercorre le vicende del Paese dal desiderio di completamento del disegno risorgimentale allo sterminio delle foibe e dei desaparecidos italiani. Questo l’intervento del professor Stefano Pilotto, esperto di storia e problemi dell’Europa Centro-Orientale e dei Balcani, che ha chiuso la seduta solenne, a palazzo del Pegaso, in occasione del Giorno del Ricordo.

Al convegno di ieri 9 febbraio in Palazzo Medici Riccardi - Firenze sull'Esodo Giuliano-Dalmata e la tragedia delle foibe, Marco Cordone (Comitato Dalla Parte di Abele) e Miriam Andreatini (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), rilanciano la proposta di apporre una targa nel complesso fiorentino di Sant'Orsola per ricordare la tragedia delle Foibe e la permanenza nell'ex convento di circa 400 esuli Giuliano-Dalmati tra il 1947 e il 1955.

«Una vicenda che riguarda tutti noi - ha sottolineato la vicesindaca Giachi - migliaia di italiani non furono uccisi nelle foibe solo per colpa di qualche pazzo isolato. Questo dramma fu possibile perché ci furono tanti vigliacchi, tanti traditori e tanti indifferenti».

Questa mattina i militanti di Azione Studentesca, studenti vicini a Casaggì, si sono ritrovati di fronte all'istituto Russell-Newton di Scandicci in occasione del Giorno del Ricordo, per onorare la memoria dei martiri delle Foibe e le vittime dell'esodo dalle terre irredente dell'Istria, della Venezia-Giulia e della Dalmazia. Un'azione, quella della destra identitaria, volta a ricordare una storia ancora omessa da un sistema scolastico fazioso e ipocrita, ma che rappresenta il patrimonio storico della nostra Nazione e del nostro Popolo. Un gesto simbolico, che si inquadra nella campagna di sensibilizzazione lanciata da Casaggì che, in questi giorni, ha distribuito decine di migliaia di volantini in tutte le scuole della provincia di Firenze.

Mercoledì 15 febbraio alle 21, nella sede di Casaggì in via Frusa 37, si terrà una conferenza per ricordare questa pagina di storia in collaborazione con Fratelli d'Italia: all'evento prenderanno parte il vice-presidente nazionale del "Comitato 10 Febbraio" Emanuele Merlino, il consigliere comunale Francesco Torselli e il consigliere regionale Giovanni Donzelli.

“La storia non si dimentica, Onore ai martiri delle Foibe”, con queste parole scritte su striscioni affissi su molte province toscane, il Blocco Studentesco ricorda le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

A Prato la presidente del Consiglio Ilaria Santi, accompagnata dal Gonfalone del Comune, ha reso omaggio al "Giorno del Ricordo", partecipando alla Messa solenne in Cattedrale e, al termine, recandosi in via Martiri delle Foibe dove è stata deposta la corona d'alloro alla lapide in ricordo dei Martiri. "E' fondamentale - ha affermato la presidente Santi - mantenere vivo il ricordo di un eccidio che è rimasto colpevolmente dimenticato per troppo tempo".

Redazione Nove da Firenze