Coronavirus: da lunedì i fiorentini potranno fare domanda per i buoni spesa

La consegna da martedì. L’assessore Vannucci: “Siamo al lavoro per stare vicino ai cittadini più fragili. Grazie ai Quartieri per la collaborazione”. Unicoop Firenze lancia la Spesa Sospesa. Cibo dai produttori agricoli Coldiretti-Campagna Amica alle mense della Caritas. La solidarietà si espande in tutta la Toscana. A Livorno già consegnati buoni per 500 mila euro a 1.531 nuclei familiari. A Pisa 11 linee telefoniche e un indirizzo mail dedicato. A Lucca Gambini Spa consegna 12 mila rotoli di carta igienica. Nei supermercati Carrefour di Siena sconto extra del 10%


In questi giorni difficili, di isolamento e impegno collettivo per sconfiggere l'epidemia da covid-19, non si ferma la solidarietà alle famiglie e alle persone del territorio più in difficoltà, che scontano le conseguenze drammatiche, anche dal punto di vista economico e sociale, dell'emergenza sanitaria.

Da lunedì i fiorentini che stanno vivendo un periodo di grave difficoltà economica a causa dell’emergenza causata dal Coronavirus potranno richiedere i buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari. Da martedì pomeriggio poi inizierà la distribuzione a chi ha fatto domanda e ne ha diritto presso le sedi dei Quartieri e la Direzione Servizi sociali. I buoni spesa sono una delle due misure di solidarietà alimentare, che sono state messe a punto dall’assessorato al Welfare dopo lo stanziamento da parte del governo di 400 milioni di euro destinati al ‘soccorso alimentare’ degli italiani a causa della crisi per il Covid-19. Oltre ai buoni spesa ci sono infatti anche i pacchi alimentari, distribuiti a partire da giovedì scorso grazie alla collaborazione di Caritas e Banco alimentare. Il Comune di Firenze ha già fatto un primo acquisto di buoni spesa per un totale di 1 milione di euro (si tratta della prima tranche di acquisti, a ruota arriverà la seconda) dall’azienda Edenred, che opera nel settore dei servizi per le imprese, per il settore pubblico e per i privati. Il Comune, che ha messo a disposizione per l’acquisto di buoni spesa la somma di oltre 2 due milioni di euro, ha ottenuto da Edenred l’applicazione di uno sconto del 19,50%; questo significa che l’amministrazione comunale avrà la possibilità con lo stesso importo di avere più buoni a disposizione per soddisfare così un numero maggiore di domande presentate dai cittadini.

“Da lunedì i fiorentini più in difficoltà, sia famiglie che singole persone, potranno presentare on line la domanda per richiedere i buoni spesa - ha detto l’assessore a Welfare Andrea Vannucci -. Si tratta di una misura che va incontro a coloro che hanno risentito maggiormente della crisi per il Coronavirus e che dall’inizio dell’emergenza non hanno la possibilità di fare la spesa perché, ad esempio, hanno perso il lavoro o poiché messi in cassa integrazione hanno avuto una riduzione del reddito a disposizione. Penso a chi è solo, ma anche alle tante famiglie con figli. Con il sindaco e la Direzione Servizi sociali siamo al lavoro per stare vicino ai cittadini più fragili. Nessuno deve sentirsi abbandonato e nessuno deve rimanere indietro”. “La città sta dimostrando un grande impegno e una grande solidarietà in questo difficile periodo che stiamo vivendo - ha continuato l’assessore -. Anche i presidenti dei Quartieri sono operativi al massimo per stare vicino ai cittadini, soprattutto a quelli più fragili, e hanno dato la disponibilità, da martedì pomeriggio, alla distribuzione dei buoni spesa presso le sedi dei Quartieri. Li ringrazio perché hanno fatto molto per far sì che la rete di distribuzione dei buoni spesa fosse il più capillare possibile. Ringrazio anche i dipendenti comunali che hanno lavorato e lavoreranno per questa iniziativa e la Direzione Sistemi informativi che sta lavorando sulla parte informatica”.

I cittadini che hanno diritto ai buoni spesa riceveranno buoni cartacei nominali del valore di 10 euro l’uno da spendere nei supermercati e nei negozi di vicinato convenzionati. I buoni spesa hanno un valore che va da un minimo di 150 euro per il nucleo monoparentale fino a 500 euro circa per le famiglie numerose. Il valore varierà in base al numero di figli del nucleo familiare, la presenza di minori e/o disabili e non autosufficienti. I buoni danno diritto ad acquistare beni alimentari negli esercizi commerciali, sia supermercati che piccoli negozi di generi alimentari convenzionati. Non sarà possibile, ad esempio, acquistare alcolici e superalcolici. Lunedì mattina l’avviso pubblico per la richiesta dei buoni sarà pubblicato nella Rete civica del Comune, mentre dal pomeriggio sarà online il sito www.firenzebuonispesa.it (accessibile anche dalla Rete civica del Comune). Da entrambi i siti, dove da lunedì sarà possibile consultare anche l’elenco dei punti vendita convenzionati, è accessibile il servizio di richiesta dei buoni e di prenotazione per il ritiro. Chi farà domanda con le credenziali Spid, carta di identità elettronica o carta sanitaria dei servizi (tessera sanitaria regionale) saprà subito il numero di buoni spesa a cui ha diritto e potrà prenotarsi on line allo Sportello al cittadino presso la sede del suo quartiere per ritirare i buoni assegnati. In ogni Quartiere saranno organizzati due Sportelli. Chi invece non ha le credenziali Spid potrà comunque fare la compilazione del modulo on line e dopo la validazione del Comune riceverà una e-mail con specificato il numero di buoni spesa assegnati e il link all’agenda di prenotazione on line per prenotarsi allo sportello della Direzione Servizi sociali in viale de Amicis, civico 21, dove ci saranno sei sportelli attivi per il ritiro. Chi prende i buoni spesa dovrà firmare un documento che attesta il ritiro. Non è consentito presentarsi a ritirare i buoni spesa alle sedi dei Quartieri e alla Direzione dei Servizi sociali senza l’appuntamento, ovvero senza aver ricevuto la mail con l’indicazione del giorno e dell’orario per il ritiro. Nell’occasione del ritiro dei buoni spesa saranno messe in atto da parte dei dipendenti del Comune dei Quartieri le misure di sicurezza necessarie per evitare il contagio del Coronavirus; misure che dovranno essere messe in atto anche dai cittadini. Per ogni nucleo familiare la richiesta potrà essere effettuata da parte di un solo componente maggiorenne. I beneficiari dei buoni spesa dovranno risiedere nel Comune di Firenze e dovranno avere in banca un patrimonio mobiliare che non supera la soglia di 12 mila euro e rientrare in una delle tre fasce di popolazione che possono usufruire del sostegno alimentare. Ne hanno diritto: le persone e i lavoratori che in questa situazione di emergenza causata dal Covid-19 hanno subito forti decurtazioni del reddito: nello specifico possono usufruire del sostegno coloro che dallo scorso mese di febbraio hanno perso il lavoro (licenziamenti, tempi deteminati non rinnovati, badanti che avuto contratto interrotto); coloro che sono stati messi in Cassa integrazione o strumenti similari (come ad esempio il Fondo d’integrazione salariale), che hanno avuto una forte contrazione del reddito; le partite IVA, titolari di piccole aziende che hanno drasticamente ridotto il loro volume d’affari (rientranti nei codici Ateco definiti dagli ultimi dpcm) e lavoratori intermittenti, che pur avendo contratti attivi, hanno avuto drastiche riduzioni nelle chiamate; le persone in stato di bisogno già seguite o che vengono intercettate adesso dai Servizi sociali del Comune in situazioni di emergenza causata dal Covid-19; le persone e i nuclei familiari invisibili che vivevano di lavori irregolari e saltuari, sempre in situazioni di emergenza causata dal Coronavirus. Il controllo della veridicità delle dichiarazioni presentate al momento della domanda per i buoni spesa sarà a cura del Comune e in caso di accertata mendicità provvederà al recupero delle somme erogare è alla denuncia all’autorità giudiziaria. Coloro che hanno bisogno di informazioni sui buoni spesa possono chiamare dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 il Call center del Progetto #iorestoacasa del Comune (0553282200) oppure il Segretariato sociale del Comune (800508286).

Parte oggi la Spesa Sospesa nei punti vendita Unicoop Firenze, con l'obiettivo di raccogliere fondi per offrire una spesa alle persone bisognose, ancora più vulnerabili in questo momento di emergenza sanitaria e di crisi economica. Fino al 30 aprile, tutti potranno contribuire alla casse dei Coop.Fi con almeno un euro o 100 punti della carta socio. La Fondazione Il Cuore si scioglie raddoppierà l’importo di ogni donazione. I fondi raccolti finanzieranno l’acquisto di pacchi spesa che arriveranno, tramite le associazioni di volontariato del territorio, alle persone che vivono in condizioni di povertà e a quanti stanno attraversando momenti difficili a causa della crisi economica innescata dall'emergenza Coronavirus. Un aiuto che può fare la differenza per tante famiglie che in questi giorni faticano a trovare le risorse per mettere in tavola un pasto caldo, come testimonia l'aumento di richieste di sostegno giunto alle associazioni di volontariato. L’iniziativa si aggiunge alle precedenti misure messe in campo da Unicoop Firenze e Fondazione il Cuore si scioglie per fronteggiare l'emergenza alimentare sul territorio toscano, come avvenuto con i 300 mila euro in buoni spesa messi a disposizione delle associazioni attive nella lotta alla povertà.

Con Spesa Sospesa rilanciamo il nostro impegno nell’aiutare chi ha più bisogno. Abbiamo deciso di farlo insieme ai tanti soci e clienti che in questi giorni ci hanno contattato per esprimere il desiderio di dare una mano a chi è in difficoltà. Siamo convinti che facendo rete sul territorio, anche questa volta, potremo dare una risposta importante alle necessità di molte persone”, fanno sapere da Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie.

Carrefour Italia ha istituito un servizio gratuito per le persone che necessitano maggiormente di un sostegno in questo momento di emergenza. In 4 Carrefour Express della città di Firenze sono attivi dei numeri telefonici per ordinare la spesa e riceverla comodamente a domicilio. Negli Express di via Carducci, via Delle Ruote, via Romana e via De’ Ginori, contattando i numeri dedicati* dalle 10.30 alle 18.30, gli anziani potranno ordinare la propria spesa selezionando attraverso un apposito volantino tra oltre 80 prodotti di prima necessità disponibili. Gli ordini verranno consegnati entro la giornata o al più tardi entro la mattinata successiva. Il servizio è gratuito ed è attivo fino al 30 aprile, destinato alle zone limitrofe dei quattro punti Express.

A Firenze, tramite la Caritas, dalle aziende agricole del territorio arrivano alle persone più bisognose cibo ed ingredienti di prima qualità: dal farro, all’olio extravergine bio, alla pasta toscana. “In questa fase di emergenza assoluta è indispensabile dare il nostro contributo, per aiutare a combattere la crescente emergenza alimentare che tocca non poche famiglie -dichiara Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Firenze-Prato-. I nostri produttori hanno risposto con tanta generosità all’iniziativa di Coldiretti che ha carattere nazionale. Un impegno che continuerà, in collaborazione con la Caritas Diocesana”. La Caritas fiorentina utilizza i prodotti nelle mense o per confezionare i pacchi famiglia che distribuisce. Olio extravergine bio, confezioni di farro e porri sono già stati consegnati e presto, grazie alle generosità di altri produttori arriveranno carne, farina, e tante verdure di stagione, legumi, formaggio. Le prime aziende a donare sono state: azienda Mauro Baglioni di Firenze, azienda Bellavista di Sesto Fiorentino, società agricola Vaianino, agriturismo di Gambassi Terme, Coop Agricola Firenzuola del Mugello, azienda Andrea Capasso di Empoli, l’azienda agricola Stefano Pizzolato di Certaldo. Quest’ultima ha realizzato un’etichetta ad hoc "Io aiuto, tu aiuti, noi aiutiamo" per il suo vino. Il ricavato dalle vendite sarà utilizzato per l’acquisto prodotti da consegnare alle famiglie bisognose. “Per aiutare a combattere la nuova crisi alimentare anche nel nostro territorio –spiega Ciampoli-, all’aiuto diretto, abbiamo aggiunto l’iniziativa ‘Spesa sospesa del contadino a domicilio’ che mutua l’usanza campana del ‘caffè sospeso’, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto. In questo caso i cittadini che ricevono la spesa a casa attraverso i produttori Campagna Amica possono decidere di donare un pacco alimentare a chi ha più bisogno”.

Oltre alle misure di sicurezza, applicate e confermate dai vari DPCM susseguitisi nel mese di marzo, a Signa anche la messa in opera di un piano fattivo di sostegno ai nuclei familiari svantaggiati dalla perdita o la sospensione del lavoro (come da ordinanza della Protezione Civile n.658).

“In questi ultimi giorni, insieme al Direttore della Società della Salute, ai Sindaci e agli Assessori della zona Nord-Ovest, abbiamo definito le linee guida per la distribuzione dei buoni spesa. I fondi, arrivati dal governo e distribuiti fra le amministrazioni pubbliche, sono un aiuto sincero e fattivo per tutte le persone che con questa tragica epidemia si trovano a vivere in una condizione economicamente sfavorita”, dice l'assessore alle Politiche Sociali Chiara Giorgetti. Un servizio di solidarietà alimentare offerto ai cittadini impossibilitati a soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali e grazie al quale garantire generi di prima necessità (prodotti alimentari, per l'igiene personale e per l'igiene della casa). “Siamo vicini a tutta la nostra cittadinanza e lavoriamo costantemente per gestire al meglio questa emergenza”, dice il sindaco Fossi. “Aiutare chi ha più bisogno è un dovere per noi e per l'istituzione che rappresentiamo; per questo, con il coordinamento dell'assessore Giorgetti, ci siamo adoperati fin da subito a mettere in pratica questa ordinanza”. “Già da ieri abbiamo attivato la distribuzione dei pacchi alimentari”, prosegue l'assessore Giorgetti, “e per questo voglio ringraziare la Protezione Civile, la Pubblica Assistenza, la Misericordia di San Mauro, Caritas di Signa, Casa di Betania, Un pozzo per Edoardo che si sono mobilitate per aiutarci nelle consegne. In più, da lunedì 6 aprile sarà possibile trovare sul sito del Comune di Signa le informazioni necessarie ed il modulo da compilare on line per la richiesta dei buoni spesa (in tagli da 10-20-50 euro), spendibili negli esercizi commerciali che aderiranno all’avviso di partecipazione”. Conclude la Giorgetti: “Siamo a disposizione dei cittadini, il Comune è operativo e a vostra disposizione per chiarimenti e necessità”.

L’Unione comunale del Chianti fiorentino ha attivato in rete il percorso per l’erogazione dei buoni spesa. A seguito delle norme relative al “Buono spesa”, contenute nel DPCM del 28 marzo 2020, i Comuni di Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti e San Casciano in Val di Pesa, che gestiscono in Unione le Politiche sociali, hanno avviato e organizzato in maniera condivisa e coordinata l’attività di sostegno alle famiglie in difficoltà nell’ambito della solidarietà alimentare. “La spesa che non ti lascia solo” è il messaggio solidale che informa il complesso delle azioni predisposte dall’Unione comunale sull’iniziativa dei buoni spesa. I cittadini che possiedono i requisiti richiesti possono già accedervi e consultare il materiale on line, corredato di informazioni puntuali sui contenuti dell’intervento di supporto, le finalità, i beneficiari, le modalità di accesso.

“In pochi giorni abbiamo messo in moto tutta la macchina organizzativa - dichiarano i sindaci Paolo Sottani, David Baroncelli e Roberto Ciappi – per l’attivazione dei buoni spesa, un’operazione complessa che ha previsto l’individuazione dei criteri di chi ne ha diritto, le modalità di spesa, ci siamo organizzati per costituire un elenco degli esercizi commerciali aderenti. E’ un intervento fondamentale che ci permetterà di restare vicini a chi in questo momento, aggravato dall’emergenza del Coronavirus, soffre dal punto di vista economico e sociale per i bisogni e le criticità che ha visto acuirsi improvvisamente. A questa si affiancano e seguiranno altre azioni che lavoreranno, insieme alle associazioni di volontariato e alle nostre comunità, nella direzione del supporto concreto alle fasce deboli”.

L'amministrazione comunale di Empoli sostiene e lancia la campagna di sensibilizzazione "la spesa sospesa". Si tratta di una iniziativa già presente nella nostra città e che coinvolge alcune attività commerciali di generi di prima necessità. L’obiettivo è quello dare l’opportunità a tutti i cittadini di aiutare famiglie più bisognose e più provate dalla chiusura delle attività a causa della pandemia. Come? Acquistando alimenti e destinandoli ad altre persone. I prodotti saranno raccolti e donati a chi non ha risorse per comprarli. Un gesto di solidarietà urbana sociale per le persone più fragili e in difficoltà. È tutto molto semplice: chi si reca al supermercato, alla bottega di frazione o comunque in qualsiasi esercizio commerciale che aderisce alla campagna, potrà comprare generi alimentari per sé e contemporaneamente potrà fare un'altra piccola spesa per chi ne ha bisogno. I prodotti saranno quindi lasciati in un punto di raccolta messo a disposizione dal negozio. Il principio è quello della ‘colletta alimentare’: se compro un pacco di pasta per me, posso comprarne uno in più per un'altra famiglia che vive con difficoltà questo momento.

«L'idea è quella di innescare una catena di aiuti rivolta a tutta la cittadinanza e rafforzare un valore fondamentale, la solidarietà di vicinato, che caratterizza da sempre gli Empolesi – spiega l’assessore alle politiche sociali Valentina Torrini –, affinché sia possibile aiutare coloro che vivono accanto a noi, nella nostra stessa via, frazione o comunità e che sono in difficoltà proprio a causa dell'emergenza sanitaria. Oggi più che mai prendersi cura dell'altro significa prendersi cura di noi stessi».

La distribuzione dei prodotti è molto semplice e lasciata all'iniziativa di coloro che partecipano alla raccolta, a seconda delle sensibilità e della tipologia dei soggetti che vivono o si trovano in prossimità dell'esercizio. Il negozio che aderisce alla campagna potrà infatti prevedere direttamente la consegna dei prodotti, al suo interno, a coloro che li richiedono per sè o per altre persone oppure consegnare quanto raccolto alla parrocchia della frazione, al comitato di quartiere, al circolo, a gruppi di cittadini, insomma a tutte le realtà del territorio che decidono di organizzarsi per la distribuzione a chi ne ha bisogno. I prodotti non distribuiti con queste modalità potranno essere conferiti a RE.So ‘Recupero Solidale’, chiamando il numero telefonico 3281552608. Re.So è la realtà empolese che dal 1998 si occupa ad Empoli di ritiro delle merci invendute e della loro distribuzione a chi vive in condizione di bisogno. Con la "spesa sospesa" potranno essere raccolti preferibilmente generi alimentari a lunga conservazione, tra i quali pasta, pane, riso, latte, tonno, carne in scatola, pelati, legumi, patate e cipolle, ma anche prodotti per l'infanzia o comunque non alimentari come quelli per l'igiene intima, i detersivi, gli utensili e molto altro. I cittadini che partecipano alla campagna di sensibilizzazione promossa dal Comune potranno pubblicare sui social le testimonianze di chi in questi giorni sta cercando di tendere una mano all'altro e le proprie foto con l'hashtag #SpesaSospesaEmpoli. Informazione molto importante: i negozi che vogliono aderire alla campagna di sensibilizzazione potranno inviare una mail con ‘oggetto’ Spesa Sospesa a suap@comune.empoli.fi.it con nome, indirizzo e numero telefonico dell’attività commerciale. Saranno così inseriti all'interno di un elenco pubblicato sul sito del Comune e riceveranno una locandina da mostrare nel proprio punto vendita.

“Il consiglio comunale non poteva restare fermo di fronte al nemico. Così, di fronte ad un evento talmente drammatico da coinvolgere la vita e la salute delle persone, che ha comportato problemi economico-finanziari nella maggior parte delle famiglie, abbiamo deciso di dare il nostro contributo e metterci materialmente al servizio della comunità”. Così Romina Renzi, Presidente del Consiglio Comunale di Certaldo, spiega l'idea di organizzare e presidiare di persona una raccolta alimentare nei giorni di oggi e di ieri di fronte ai due supermercati esistenti sul territorio comunale di Certaldo, ovvero Coop ed Eurospin. Una raccolta resa nota solo alla fine, per evitare che qualcuno uscisse di casa appositamente per questo motivo; raccolta rivolta quindi solo a chi aveva già programmato di uscire per motivi di necessità andando a fare la spesa. “Credo che nella nostra realtà comunale il Consiglio abbia dato prova di quanto sia utile al momento abbassare la bandiera delle ideologie e unirsi per lottare la stessa battaglia contro il Covid-19. Questa esperienza contro il male – dice Romina Renzi – sta avendo anche effetti positivi: ci sta insegnando la pari dignità degli esseri umani, ha rimosso ogni maschera sociale e ci ha messi tutti sullo stesso piano, sconfiggendo l’indifferenza. Gli ottimi risultati raggiunti con questa raccolta testimoniano grande vicinanza e solidarietà tra cittadini. Ringraziamo la cittadinanza, le associazioni Croce Rossa Italiana, Misericordia, Prociv Arci, Caritas, Auser, per il loro ausilio nella raccolta, il loro lavoro in questa emergenza, e perché renderanno poi possibile la distribuzione dei pacchi alimentari; i negozi Coop ed Eurospin che ci hanno consentito di fare questa attività. Ringraziamo l’assessore Jacopo Masini che ci ha coadiuvati ed il sindaco Giacomo Cucini per averci sostenuto in questa iniziativa e per il suo impegno in prima linea, anche con le informazioni che ogni sera diffonde alla popolazione rendendola edotta della situazione attuale. Un pensiero particolare va poi alla consigliera Arianna Migliorini, che non ha partecipato fisicamente alla raccolta perché impegnata in prima linea nella sanità, e con lei a tutti i medici, infermieri, il personale sanitario e i volontari che sono in trincea e mettono a rischio la propria vita per salvarne altre. Il consiglio comunale c'è e non lascerà soli i cittadini, non solo intervenendo sulle decisioni che l'amministrazione gli porterà sul banco, ma anche materialmente si darà da fare per sostenere tutta la cittadinanza. Ed ora, conclusa questa raccolta, ogni consigliere tornerà a casa propria e ci resterà, adempiendo così al dovere cui ogni cittadino, in questo periodo, è chiamato”.

Arci Pistoia, insieme a Rifondazione Comunista, promuove in vista della Pasqua la consegna a domicilio di pacchi alimentari. L'iniziativa denominata "Resistenza solidale" andrà avanti anche oltre la Pasqua mirando a creare un rete anche con altre associazioni. Il progetto dell'Officina della Solidarietà di Arci Pistoia allarga la collaborazione a Rifondazione Comunista e Nove Alpi. La Nove Alpi, infatti, ha deciso di donare all'Officina della Solidarietà un carico di colombe pasquali, che saranno distribuite a domicilio, nei prossimi giorni, dai volontari di Arci Pistoia e Rifondazione Comunista. Insieme alle colombe, i volontari distribuiranno anche pacchi alimentari realizzati grazie alle donazioni di alcuni circoli Arci del territorio nonché dei privati cittadini che vorranno contribuire. Rifondazione Comunista contribuirà con una somma di 500 euro per una prima spesa. È possibile contattare i numeri 353.3342172 oppure 345.8191075 per chi volesse fare delle donazioni di beni alimentari (solo su appuntamento) alle sedi dell'Officina di Solidarietà (via Fiorentina 696/D) o di Rifondazione Comunista (via XX settembre 7/9).

Da lunedì 6 aprile sarà possibile fare richiesta dei Buoni Alimentari. Sulla home page del sito del Comune di Pisa da questa mattina è pubblicata la scheda che descrive chi sono i beneficiari, le modalità per fare la richiesta e come avverrà la consegna, le attività commerciali convenzionate dove utilizzarli.

«In pochi giorni abbiamo modificato l’organizzazione interna degli uffici comunali – ha dichiarato il Sindaco di Pisa Michele Conti - per essere pronti a una distribuzione capillare che inizierà da lunedì mattina. Ho voluto mettere a disposizione della cittadinanza un’unità operativa di oltre 20 persone fra operatori telefonici e amministrativi, per dare risposte rapide, come il momento richiede. Ringrazio i dirigenti, gli uffici, i dipendenti e anche la Polizia Municipale per essersi messi a disposizione per svolgere questo importante compito. La distribuzione domiciliare garantirà che i buoni arrivino a chi ha i requisiti per averli senza far muovere nessuno da casa per il ritiro. Faccio un appello a tutti i pisani: questi buoni sono pensati per aiutare coloro che sono nella condizione di non avere più soldi da spendere per il proprio sostentamento; la distribuzione andrà avanti fino a esaurimento delle risorse, quindi il servizio andrà avanti per molti giorni. Non intasate le linee il primo giorno, noi ci assicureremo di far arrivare ai più bisognosi fino all’ultimo centesimo a disposizione»

I Buoni Alimentari sono riservati ai nuclei familiari che hanno subìto una riduzione di entrate economiche a seguito dell’emergenza Coronavirus e rientrano nell’ambito degli interventi urgenti di solidarietà previsti dalla Ordinanza del 29 marzo scorso del Dipartimento della Protezione civile, che assegnano al Comune di Pisa 471 mila euro. Per venire incontro alle esigenze dell’utenza, sono state attivate undici linee telefoniche (divise in tre zone, Pisa centro, Riglione-Oratoio-Putignano e Litorale) a cui risponderanno altrettanti operatori per coadiuvare i richiedenti nella compilazione del documento di autocertificazione. Altrimenti è stata creata una apposita casella di posta elettronica (buoni@comune.pisa.it) per inoltrare la domanda. Si potrà chiamare tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Soltanto lunedì 6 aprile il servizio inizierà alle ore 11.00. Questi numeri: Pisa centro (t. 050910349, t. 050910403, t. 050910518, t. 050910257, t. 050910320, t. 050910311, t. 050910325, t. 050910634, t. 050910547), Riglione, Oratoio, Putignano (t. 0503161398), Marina, Calambrone, Tirrenia (t. 05036307).

A Livorno circa 2.600 richieste arrivate per mail e allo sportello, tra l’1 e il 2 aprile; 16.663 buoni da 50 euro stampati e punzonati a tempo di record dalla stamperia comunale il 3 aprile; un totale di 500 mila euro in buoni già consegnati, tra le 9 e le 20 di sabato 4 aprile in 18 sportelli comunali, a 1.531 nuclei familiari livornesi con i requisiti per ritirarli. Tutte persone che hanno dimostrato di aver perso il lavoro o aver subito gravi danni economici a causa delle misure restrittive da Covid 19. Si è svolta con grande celerità, se non addirittura con ritmi frenetici, l’operazione con cui il Comune di Livorno ha trasformato gli 833 mila euro, assegnati a fine marzo dal Governo nell’ambito del fondo di solidarietà alimentare, in borse della spesa di beni di prima necessità da acquistare nei centri livornesi di grande distribuzione e nei negozi di vicinato.

“Anche se ci dicono che siamo tra i primi grandi Comuni ad aver completato l’operazione, non ci interessano medaglie in una ipotetica gara tra Enti locali su chi ha fatto prima nel consegnare questi soldi ai cittadini – commenta il sindaco di Livorno Luca Salvetti. “Ci premeva invece puntare sulla concretezza e sulla velocità, per far sì che le persone in questo momento più fragili, ovvero quelle che si sono trovate in difficoltà economica a causa dell’emergenza coronavirus, avessero immediatamente disponibili delle risorse gestire la quotidianità dal punto di vista alimentare. Perchè l’emergenza socioeconomica – evidenzia Salvetti - rischia sicuramente di essere altrettanto grave in Italia dell’emergenza sanitaria, con tante attività chiuse e tante persone mandate a casa”. Da lunedì la Giunta comunale sarà al lavoro per individuare le modalità per assegnare i restanti 333 mila euro del Governo, cifra alla quale saranno aggiunti fondi donati dai cittadini livornesi attraverso un conto corrente aperto dal Comune proprio per queste finalità di sostegno socio-economico, con l’obiettivo di far rientrare nella contribuzione chi è rimasto fuori dalla distribuzione odierna per pochi requisiti mancanti. Il primo cittadino coglie l’occasione per ringraziare i dipendenti comunali che in un momento così difficile si sono prestati a lavorare con impegno e in fretta senza risparmiarsi, così come i colleghi della Provincia che hanno collaborato alla distribuzione. “Voglio ringraziare inoltre - dice il sindaco Salvetti - tutte le associazioni di volontariato che hanno collaborato con la Protezione Civile comunale fin dal primo momento, la Polizia Municipale e le altre Forze dell’ordine che verificano senza sosta che le persone rispettino le regole. E un ringraziamento a tutti livornesi per come stanno affrontando questo difficile periodo”.

L'assessore al Sociale Andrea Raspanti, tramite l’ufficio Associazioni, si è fatto promotore di una mappatura dei diversi soggetti cittadini, senza scopo di lucro (associazioni, fondazioni, parrocchie, quartieri eco solidali ecc.), che in questa emergenza da Covid-19 si sono attivati nel territorio livornese per raccogliere beni di prima necessità per la successiva distribuzione a persone che si trovano in situazione di fragilità. E’ un modo per facilitare tanti livornesi che vorrebbero aiutare i loro concittadini e che cercano dei riferimenti anche vicini alle loro abitazioni. E’ nel contempo un modo per orientare coloro che desiderano mettere volontariamente il loro tempo a disposizione di associazioni impegnate accanto alle persone che si trovano in maggior difficoltà. L’elenco è pubblicato sul sito del Comune, con tutte le informazioni utili relative al periodo dell’emergenza coronavirus e nelle pagine del settore Sociale. La “mappatura” sarà tenuta aggiornata e implementata, man mano che i vari soggetti si presenteranno al Comune con le loro referenze e attività in corso.

“Sono tante le iniziative di solidarietà che si sono messe in moto spontaneamente sul nostro territorio - evidenzia l’assessore Andrea Raspanti - e sono tante le persone che, in questo drammatico frangente, ci contattano per capire come poter dare il loro contributo, piccolo o grande, allo sforzo delle famiglie che versano in condizioni di particolare difficoltà e non riescono a provvedere in modo autonomo al loro sostentamento nell’emergenza in corso”. “Abbiamo ritenuto opportuno che proprio il Comune - sottolinea l’assessore - si attivasse per facilitare l’incontro tra chi ha bisogno di aiuto e chi ha il desiderio di mettersi al servizio degli altri. Sono convinto che anche il più piccolo gesto di solidarietà abbia una carica generativa e metta in moto catene di generosità che rinsaldano i legami comunitari e rammendano le troppe lacerazioni che attraversano il nostro tessuto sociale”.

Colletta alimentare ad Altopascio per le persone in difficoltà economica a causa del Coronavirus, che più di altre stanno subendo gli effetti dell’emergenza nazionale. È la nuova idea promossa dal Comune di Altopascio insieme a Conad Altopascio, con la collaborazione dei gruppi di volontariato cittadina del Tau, per stimolare la solidarietà e garantire pacchi-spesa gratuiti per le famiglie fortemente penalizzate dalla crisi che stiamo vivendo. A partire da lunedì 6 aprile, al supermercato Conad di Altopascio sarà possibile lasciare prodotti alimentari e generi di prima necessita nei carrelli posizionati dietro le casse: chi va a fare la spesa e vorrà contribuire, potrà acquistare un pacco in più di pasta o di biscotti, o magari di prodotti in scatola o per l’igiene. Inoltre, per tre giorni a settimana (martedì, mercoledì e giovedì), dalle 10 alle 12, saranno presenti anche i volontari dei gruppi Caritas di Altopascio, Marginone e Spianate e dei Fratres di Spianate, che coinvolgeranno ulteriormente i cittadini.

“Ci siamo mossi da subito per dare una risposta concreta e chiara a tutti coloro che stanno vivendo in modo drammatico gli effetti economici del Coronavirus - spiegano il sindaco, Sara D’Ambrosio e l’assessore al sociale, Ilaria Sorini -. Siamo stati tra i primi a partire con l’erogazione dei buoni alimentari e acquisto generi di prima necessità e sono già tante le persone che si sono rivolte al Pronto intervento sociale per richiedere i buoni, spendibili nei supermercati e nelle botteghe del nostro paese. A questo abbiamo deciso di aggiungere la colletta alimentare: così abbiamo coinvolto il supermercato più grande e frequentato di Altopascio con cui già altre volte abbiamo condiviso progetti di solidarietà, per fare in modo che la risposta sia ampia e immediata. Una sorta di spesa sospesa, ma continuativa nel tempo. Ringraziamo Conad Altopascio per la disponibilità e i gruppi Caritas per essere sempre presenti quando si tratta di dare una mano a chi ha più bisogno: sappiamo che il nostro paese risponderà all’appello. È giusto che in questo momento chi ha di più dia qualcosa a chi ha poco o niente”.

Dello stesso avviso il proprietario della Conad Altopascio, Roberto Toni, che all’iniziativa dell’amministrazione comunale ha voluto aggiungere anche un ulteriore aiuto. “A ogni cittadino che si presenterà con il buono alimentare abbiamo deciso di regalare il 10 per cento del valore del buono che gli ha attribuito il Comune - commenta Toni -. Ci sembrava giusto e doveroso fare anche noi la nostra parte in questo momento così drammatico per tante persone. Parteciperà anche Conad alla colletta alimentare dei cittadini: alla fine della settimana, infatti, implementeremo la spesa con i prodotti mancanti e, visto che ci troviamo nel periodo pasquale, se ci sarà bisogno aggiungeremo anche colombe e uova di Pasqua”.

È attivo il Pronto intervento sociale del Comune di Altopascio, che si occupa di raccogliere le domande e di erogare i buoni alimentari. Chi ha necessità di richiedere il buono, può collegarsi a questo link: http://www.comune.altopascio.lu.it/pa/domanda-per-buoni-spesa-ordinanza-685/ compilare il modulo e mandarlo per email a buonialimentari@comune.altopascio.lu.it. Oppure può chiamare i numeri: 0583.216353; 0583.216907 (attivi dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13; il martedì e il giovedì dalle 15 alle 17). 

A Lucca Gambini Spa ha in consegna oltre 12.000 rotoli di carta igienica, che ha realizzato a partire da un jumbo roll da una tonnellata e mezzo di tissue appositamente donato dalla Fine Hygienic di Dubai in aiuto all’Italia in questo momento di difficoltà. L’azienda di Lucca ha messo i 12.000 rotoli a disposizione dei Comuni della zona, in modo che attraverso le strutture dedicate, possano essere consegnati a persone e famiglie in difficoltà. Gambini Spa, che opera nella Piana di Lucca, con stabilimenti produttivi a Badia Pozzeveri, è azienda leader nella progettazione, sviluppo e costruzione di sistemi per la produzione di carta tissue per uso consumer e professional. Il settore in cui opera è ritenuto dal Governo tra quelli essenziali al funzionamento dello Stato e quindi è aperta e operativa con sanificazione dei locali, uso di mascherine e guanti, smart working, turnazione del personale, ferie ed in ultimo la polizza assicurativa attivata con Generali Italia.

“Queste misure di copertura assicurativa – spiega il presidente, ingegner Giovanni Gambini, nella lettera ai dipendenti che accompagna la misura straordinaria -, non devono far abbassare il livello di guardia necessario per evitare i contagi. Tutti noi dovremo continuare a mantenere un comportamento responsabile, sia al’interno che al di fuori dell’azienda. Forte deve essere il richiamo al rispetto delle misure di contenimento del virus, nessuna esclusa. Tutelare noi stessi per tutela re le persone che abbiamo a casa. Tentare di portare avanti l’attività produttiva, seppure tra mille difficoltà, è possibile ed assume di ora in ora un significato civico molto profondo. Ci auguriamo di riprendere al più presto il cammino là dove lo avevamo interrotto”.

Sono aperte fino alle ore 12 di martedì 7 aprile, le richieste da presentare al Comune di Castellina in Chianti per i buoni spesa sostenuti dalle risorse del Governo e rivolti a famiglie in difficoltà nell’emergenza Coronavirus. I fondi ammontano a circa 15 mila euro e saranno erogati fino a esaurimento. Il modulo è disponibile sul sito Internet del Comune.

“L’amministrazione comunale - afferma il sindaco di Castellina in Chianti, Marcello Bonechi - è vicina ai propri cittadini in questo momento straordinario e cercherà di aiutare le famiglie più in difficoltà nonostante le limitate risorse stanziate dal Governo per il nostro territorio. Ringrazio gli esercizi commerciali che sono rimasti aperti per fornire generi alimentari e beni di prima necessità e che hanno accettato da subito l’iniziativa dei buoni spesa. Rinnovo, inoltre, l’appello a tutta la comunità a rispettare le disposizioni governative previste e a limitare al massimo gli spostamenti per superare al più presto questo difficile momento e le sue ripercussioni sociali ed economiche”.

Nei supermercati Carrefour di Siena e provincia sconto extra del 10% sui buoni spesa messi a disposizione dal Governo. I negozi Carrefour, gestiti da Etruria Retail, azienda che opera nel settore della grande distribuzione, sostengono le famiglie in difficoltà a causa dell'emergenza Coronavirus, offrendo un piccolo contributo per stare ancora più vicino alle comunità. Lo sconto extra del 10% sui buoni spesa messi a disposizione dal Governo sarà applicato al cliente, osservando le modalità di erogazione dei buoni previste dai Comuni.

Domande aperte fino alle ore 12 di giovedì 9 aprile a Monteriggioni per richiedere i buoni spesa previsti dal Governo per l’assistenza alimentare di famiglie in difficoltà. Il sussidio è destinato ai cittadini che si trovano in difficoltà economica per far fronte all’emergenza Coronavirus e potrà essere utilizzato presso gli esercizi commerciali che aderiranno all’avviso pubblicato dal Comune di Monteriggioni aperto fino alle ore 16 di martedì 7 aprile. Il Comune di Monteriggioni ha aperto anche una raccolta fondi per rafforzare il sostegno economico rivolto alle famiglie in difficoltà nel far fronte all’emergenza Covid-19 (Coronavirus). L’iniziativa si chiama “#Monteriggionisolidale - Insieme siamo più forti: sostieni l’emergenza COVID-19 attraverso una donazione” ed è possibile donare utilizzando le coordinate bancarie presenti sul sito Internet del Comune. La donazione è detraibile ai sensi dell'articolo 66 del D.L. n.18/2020.

“In questo periodo straordinario - afferma il sindaco di Monteriggioni, Andrea Frosini - molte famiglie si sono trovate a far fronte a un’improvvisa crisi sociale ed economica. Per questo motivo, abbiamo deciso di aprire un conto corrente che accolga donazioni destinate a implementare i fondi indirizzati a coloro che, sul nostro territorio, hanno necessità di aiuto economico. Monteriggioni è da sempre una comunità che si caratterizza per lo spirito di solidarietà e, dunque, confido nella sensibilità dei cittadini, a cui fin da ora rivolgo il mio più sentito ringraziamento”.

La donazione, seguendo le coordinate bancarie disponibili anche sul sito del Comune, deve essere intestata a Comune di Monteriggioni, Iban IT87F0103071881000000660609, con causale Donazione Emergenza Covid19.

“E’ una misura importante – dichiara il sindaco del Comune di Chiusi Juri Bettollini – che darà un supporto concreto ai nuclei familiari più in difficoltà del nostro territorio. Per questo faccio appello alla responsabilità dei nostri cittadini e a presentare la domanda solamente per una situazione di emergenza reale. I giorni che stiamo vivendo sono difficili per tutti, ma per alcune famiglie, che già avevano una situazione precaria, possono essere veramente drammatici. Per questo crediamo che il buono spesa rappresenterà una boccata d’ossigeno che ovviamente non risolverà tutti i problemi ma che consentirà di trascorrere qualche giorno con maggiore tranquillità. Un particolare ringraziamento al nostro funzionario Marco Socciarelli per il supporto e il lavoro svolto in questo periodo di emergenza. Auspichiamo che il Governo metta in campo ulteriori risorse sia a sostegno delle famiglie sia dei Comuni che rischiano concretamente il dissesto finanziario se la situazione d’emergenza continuerà ancora a lungo.”

La somma complessiva a disposizione del Comune di Chiusi stanziata attraverso l’ordinanza del Capo dipartimento della Protezione Civile è pari a 51. 324, 26 euro. Per l’erogazione del buono spesa, i cui criteri sono stati adottati dalla Giunta Comunale in base alla proposta elaborata dalla Società della salute Amiata Senese Val d'Orcia- Valdichiana Senese per avere uniformità sul territorio, sarà considerato introito la sommatoria delle entrate economiche, di ciascun componente del nucleo familiare percepita a qualsiasi titolo (es. stipendio, reddito di cittadinanza, REI, cassa integrazione, pensione di vario genere, fondo integrazione salariale, NASPI, contributi economici a vario titolo e altre forme di risorse economiche). Dalla misura di sostegno saranno comunque esclusi nuclei familiari il cui patrimonio mobiliare complessivo (depositi bancari e/o postali, libretti di deposito) sia superiore a 10 mila euro. Le domande dovranno essere presentate al Comune della Città di Chiusi, all’indirizzo di posta elettronica certificata protocollo.chiusi@legalmail.it. Alla domanda deve essere allegata la copia di un documento di identità in corso di validità. E’ possibile inviare la richiesta per email anche senza stamparla e sottoscriverla allegando la copia scansionata (anche con foto del cellulare) della carta di identità – in tal caso verrà chiesta successivamente la regolarizzazione della domanda. E’ possibile inviare la documentazione tramite PEC con documento firmato digitalmente (anche da parte di un delegato) o tramite mail con file firmato a mano e scansionato con copia del documento di identità. Per info contattare i seguenti numeri: 0578/713711 (Assistenti sociali) oppure 0578 223626 – 0578223662 (Comune di Chiusi).

“Tempo zero per compilare la domanda, sostegno telefonico per chi non riesce a farlo, invio ‘personalizzato’ del link del Comune a tutti coloro che sono in prima linea e che possono conoscere persone in disagio a cui la misura è destinata: questo, in tre mosse, il piano del Comune di Arezzo per i cosiddetti ‘buoni spesa’. Ma non solo: coinvolgimento di tutte le associazioni di categoria perché la rete dei negozi sia ampia e diffusa. La parola d’ordine è informare più persone possibili tra coloro che hanno diritto a questa opportunità. Per tale ragione ho inviato una mail a mia firma a chi da sempre rappresenta in città un presidio di aiuto e sostegno, dal volontariato alle pubbliche assistenze, dai sindacati all’esercito dei volontari singoli che in queste settimane stanno dando un contributo importantissimo. Nella mail vi è una breve nota sulle informazioni base e il link diretto al sito del Comune per poter compilare la domanda”. Così commenta l’assessore Lucia Tanti il perfezionamento delle modalità per richiedere i buoni spesa, la misura di solidarietà alimentare prevista in questa fase di emergenza. Le domande vanno inviate non più per mail ma utilizzando direttamente la piattaforma web. La piattaforma consente un’immediata accessibilità, tuttavia, per le persone che incontrassero eventualmente difficoltà resta disponibile un servizio di assistenza telefonica per la compilazione del modulo, per richiedere informazioni e per esigenze di qualsiasi genere. Gli operatori rispondono ai numeri: 0575 377777 - 0575 377179 - 0575 377264. Non cambiano il termine di presentazione, le ore 20 di venerdì 10 aprile, così come la successiva fase di controllo che il Comune effettuerà in merito alla veridicità delle dichiarazioni rese. Ovviamente chi ha presentato già la domanda non deve preoccuparsi. Sono fatte salve tutte quelle giunte finora all’indirizzo di posa elettronica del protocollo del Comune.

Redazione Nove da Firenze