“Il ritorno dell’ordine” all’Archivio storico del Comune

La mostra sulla visita di Hitler in città. L’assessore Givone: “Una lezione di storia importante per non dimenticare”


FIRENZE — Ci sono foto, documenti d’archivio, disegni e soprattutto riproduzioni degli allestimenti ideati per l’occasione, ovvero per la visita di Hitler a Firenze avvenuta il 9 maggio 1938. Ma non mancano anche testimonianze del dissenso che pure esisteva in città, come quella passata alla storia del Cardinale Elia Dalla Costa. Tutto questo e molto altro è esposto, da oggi pomeriggio, presso la sede dell’Archivio storico del Comune nell’ambito della mostra “Il ritorno all’ordine. 1938 - L’immagine di Firenze per la visita del Fuhrer”. “Quella allestita a Firenze fu grande rappresentazione per evidenziare la supremazia culturale dell’Italia nei confronti della Germania – ha dichiarato l’assessore alla cultura Sergio Givone – . Una rappresentazione basata su un equivoco per cui il Rinascimento frutto dell’Umanesimo, e come tale permeato da valori come la dignità e la libertà dell’uomo, viene sostituito dal Rinascimento della forza, della volontà di dominio, del principe”. Un Rinascimento snaturato, quindi, per veicolare alla nazione alleata, ma guardata con sospetto, l’immagine di un paese forte e superiore almeno dal punto di vista culturale. “Si tratta di un equivoco all’interno di un più grande equivoco – ha continuato Givone – , ovvero quello che tra i due paesi e tra i due leader ci fosse un rapporto di solidarietà e di vera intesa. In questo triste momento per la storia della città, una sola voce si leva a testimoniare il legame di Firenze con l’anima vera del Rinascimento. È quella del Cardinale Elia Dalla Costa che fece chiudere le porte della sede vescovile e le porte delle chiese al passaggio del Fuhrer. Questa mostra non è una celebrazione di una giornata sciagurata foriera di terribili auspici per il futuro; al contrario è un’occasione per fare luce di quello che accadde quel giorno, una lezione di storia importante per non dimenticare”. Come hanno spiegato i curatori della mostra (Luca Brogioni, Giuseppe Cuscito, Francesca Gaggini, Giulio Manetti, Maise Silveira), per la visita del Fuhrer la città della cultura mette in scena una rappresentazione della sua storia dai colori cupi e irreali (un Medioevo romanticamente vissuto come archetipo e un Rinascimento centro delle glorie cittadine e della “supremazia culturale” fiorentina) spezzati dalla modernità razionalista delle nuove architetture. Il punto finale “der höhepunkt” del Viaggio in Italia del cancelliere germanico diviene così il simbolo del legame della nuova alleanza con il Reich tedesco e il punto di partenza di un nuovo ordine. Mentre un’altra Firenze sta crescendo nello studio delle culture europee, del diritto (violentato dal regime totalitario e dalle leggi razziali) e nell’ironia contro il “nuovo” tanto esaltato quanto vuoto. La mostra si inserisce in una collaborazione con la Fondazione Strozzi che ha da pochi giorni inaugurato l’esposizione “L’Arte italiana degli anni Trenta” a Palazzo Strozzi. All’anteprima di oggi era presente anche il direttore della Fondazione James M.Bradbourne a sottolineare questa sinergia e Ugo Caffaz.

Inoltre, sempre all’Archivio storico del Comune, è in programma una serie di iniziative collaterali su “Firenze in età fascista: celebrazioni, feste, apparati”. Si inizia il 18 ottobre con la “Marcia dei martiri”: la traslazione in Santa Croce dei caduti fascisti (27 ottobre 1934), il 25 ottobre il tema dell’appuntamento sarà “Hitler a Firenze: apparati e liturgie del potere; passando all’8 novembre quando l’incontro sarà incentrato su “Le Feste dell’Uva a Firenze: la campagna e la città”. Infine il 15 novembre dedicato a “Il Calcio storico tra fascismo e primo dopoguerra: le continuità di una retorica della tradizione fiorentina”. La mostra sarà aperta fino al 31 ottobre presso la sede dell’Archivio Storico del Comune, via dell’Oriuolo 35 con i seguenti orari: lunedì e venerdì dalle 10.30 alle 16; martedì, mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 18; sabato e domenica dalle 10 alle 13. L’ingresso è gratuito. Per informazioni e prenotazioni di visite guidate: tel. 055/2616527; archstor@comune.fi.it.

Redazione Nove da Firenze