Arte ed eros: i letterati angloamericani ‘ribelli’ a Firenze

Lastri: “Un punto di osservazione originale: il contributo alla cultura europea degli angloamericani che scelsero Firenze come dimora tra il 1861 e il 1915 e gli intrecci con i fermenti intellettuali nella Toscana di quegli anni”


LETTERATURA —
Ci furono personalità eccellenti, ribelli, anticonformiste, creative e benestanti tra i letterati angloamericani che, negli anni 1861-1915, scelsero Firenze per il suo fascino e per le idee libertarie di una città aperta e promotrice di scambi culturali.
È quanto sta portando alla luce il convegno “Una sconfinata infatuazione”, che si è aperto stamani in Consiglio regionale. Molti gli intellettuali come Henry James, Edith Sitwell, Mina Loy, Isadora Duncan, Gordon Craig, Radclyffe Hall, Gertrude Stein, E. M. Forster, che nello splendido isolamento delle ville sulle colline fiorentine si sentirono liberi di seguire i loro orientamenti sessuali, di vestire in modo non convenzionale, di esprimere idee antimilitariste e socialiste, e di allacciare relazioni amorose.

“Il convegno – ha detto Daniela Lastri, segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale - bene si inserisce nelle proposte del Consiglio sull’Unità d’Italia ma con un punto di osservazione originale: il contributo che questi letterati, che elessero Firenze come dimora, hanno portato alla cultura europea e gli intrecci e gli scambi con i fermenti intellettuali presenti in Toscana in quegli anni”. L’idea portante di “Una sconfinata infatuazione. Firenze e la Toscana nelle metamorfosi della cultura angloamericana: 1861-1915” curato da Serena Cenni e organizzato in collaborazione con The British Institute of Florence, il Gabinette Viuesseux e l'Associazione culturale Il Palmerino, è quella di esplorare, per la prima volta in modo organico, gli intrecci artistici e le trame esistenziali ed erotiche che questi intellettuali tesserono nella nostra regione. Cenni ha ricordato che “le immagini di ‘Pulcinella con piffero’, ‘Beppe Nappa e i due Arlecchini’ scelte come rappresentative del convegno sono di Gino Severini, dagli affreschi del Castello di Montegufoni, dimora fino agli anni ’70 del ‘900 dei fratelli Sitwell”.Sono di quegli anni i legami della poetessa Mina Loy, autrice di aforismi futuristi, con Marinetti e Papini; l’amore contrastato tra Isadora Duncan e lo scenografo Gordon Craig, ma anche delle relazioni omoerotiche e lesbiche come quella di Radclyffe Hall e Una Troubridge, Gertrude Stein e Alice Toklas, a Osbert Sitwell, a Reginald Turner, che era stato vicino a Oscar Wilde fino alla sua morte.Alcuni esempi dei luoghi scelti: l’ereditiera americana Mabel Dodge, a Villa Curonia (sotto Arcetri), aprì un importante salotto letterario; Bernard Berenson, rese Villa I Tatti (Fiesole) una fucina di incontri e di idee innovative sull’arte e l’estetica; Vernon Lee, nella sua dimora, Il Palmerino, ricette nomi importanti della cultura europea (da Rilke a Gide, da Hofmannsthal, ai Noufflard e a Sargent).

Il convegno prosegue domani, venerdì 17 giugno alle 9.30 al British Institute. Tra gli interventi: Alyson Price “Janet Ross at Poggio Gherardo”, Margherita Ciacci “Mabel Dodge tra Firenze e New York: da Arcetri all’armory show””, Nick Ceramella “If Garibaldi had been prouder”, Mark Roberts “Reginald Turner and Florence”. Venerdì alle 15.30 il convegno si sposta a Villa Il Palmerino con la presentazione in anteprima di filmati inediti di Vernon Lee dal fondo Andrè Noufflard, Mémoire audiovisuelle/Pole image, Haute Normandie. Tra gli interventi: Elisa Bizzotto “Vernon Lee e Eugene Lee-Hamilton: autobiografia e riscrittura in un dialogo a distanza”, Federica Parretti “Isadora Duncan a Firenze: ispirazione e mediazione”, Susan Payne “Aldous Huxley in Toscana, Carla Locatelli “Sinestesie geometriche: il ritratto di Mable Dodge a Villa Curonia di Gertrude Stein”.

Redazione Nove da Firenze