Giorno del Ricordo: le iniziative organizzate dalla Giunta regionale

FDI: “Porteremo la questione davanti al Segretario generale e al Collegio di Garanzia”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 Febbraio 2026 18:50
Giorno del Ricordo: le iniziative organizzate dalla Giunta regionale

Firenze, 7 febbraio 2026- La Giunta regionale toscana ha organizzato iniziative di approfondimento sulle drammatiche vicende del Confine orientale, scegliendo di avvalersi della competenza degli Istituti Storici, con interventi qualificati di storiche e storici. A curare iniziative e progetti regionali sono infatti, da anni, l'Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea e l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, con la collaborazione dell'Ufficio Scolastico Regionale nel coinvolgimento delle scuole.

Quest'anno doppio appuntamento: la mattina del 9 febbraio, con il momento di approfondimento "Sulle tracce della storia. Viaggio sul confine orientale italiano" rivolto alle studentesse e agli studenti toscani, mentre il pomeriggio del 10 febbraio con la presentazione del volume di Susanna Bino Profughi dalla Venezia Giulia a Firenze: la vicenda dei Vanchetoni (1947-1948).

Lunedì 9 febbraio, Firenze

Approfondimenti

Il 9 febbraio si terrà l’iniziativa: “Sulle tracce della storia. Viaggio sul confine orientale italiano”, appuntamento a partire dalle ore 9.30 presso l’Auditorium dell’Innovation Center di Fondazione CR a Firenze, Lungarno Soderini 21. La mattinata inizierà con i saluti istituzionali di Alessandra Nardini, assessora all'istruzione e cultura della Memoria, Alessandra Papa dell'Ufficio Scolastico Regionale e di Matteo Mazzoni, direttore dell'Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea.

Seguirà la lectio magistralis di Costantino Di Sante, Università degli Studi del Molise, su “Le tragedie del confine orientale: guerra, foibe ed esodo giuliano-dalmata”. Sarà inoltre proiettato il video “L’Archivio Museo storico di Fiume e il Villaggio giuliano di Roma”, una visita guidata virtuale a cura di Marino Micich, direttore della Società di studi fiumani – Archivio Museo storico di Fiume. Il video è una produzione Isgrec/Regione Toscana con la regia di Luigi Zannetti.

Dopo il dialogo con Silva Rusich, figlia di Sergio Rusich, deportato politico ed esule istriano, nella seconda parte della mattinata sarà dato spazio agli esiti del progetto “Sulle tracce della storia. Viaggio sul confine orientale italiano”, che la Regione ha sostenuto e che l’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea ha realizzato in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza in Toscana e l’Ufficio scolastico regionale. Luca Bravi dell'Università di Firenze e Ilaria Cansella, direttrice dell'ISGREC, si collegheranno con la Scuola italiana TSS-SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie, partner per l’anno scolastico 2024-2025, per poi presentare i progetti dei 5 gruppi di studentesse e studenti toscani che hanno partecipato al gemellaggio Toscana-Buie del 2025.

L'intervento conclusivo è affidato al presidente Eugenio Giani. Alcune classi toscane potranno partecipare in presenza all'iniziativa e molte altre lo faranno a distanza.

Martedì 10 febbraio, Firenze

Il 10 febbraio alle ore 17.30 nella Sala Pegaso di palazzo Strozzi Sacrati, in piazza Duomo 10 a Firenze, si terrà la presentazione del volume di Susanna Bino “Profughi dalla Venezia Giulia a Firenze: la vicenda dei Vanchetoni (1947-1948)".

Dopo i saluti istituzionali dell'assessora Alessandra Nardini e di Stefano Cecconi, presidente della Congregazione dei Vanchetoni, l’autrice dialogherà con il direttore dell’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea, Matteo Mazzoni. È stato invitato il presidente della Regione Eugenio Giani. Il volume fa riemergere dall’oblio una storia dimenticata, quella dell’accoglienza dei profughi giuliani a Firenze nell’Oratorio dei Vanchetoni, uno scrigno di bellezza dell’arte medicea del Seicento. La vicenda riemerge in una polifonia di voci: articoli di giornale, resoconti, telegrammi, lettere di grandi personaggi dell’epoca, testimonianze di chi ha vissuto la vita da profugo.

Inoltre, l'assessora Nardini parteciperà il giorno successivo, mercoledì 11 febbraio alle ore 17.30, all'iniziativa organizzata a Grosseto dall'Istituto storico grossetano della Resistenza e dell'eta contemporanea, dalla Provincia di Grosseto e dal Comitato provinciale ANPI "N. Parenti".

Nella Sala Pegaso del Palazzo della Provincia di Grosseto, è organizzato un pomeriggio di riflessione sui temi del Giorno del Ricordo. L'Assessora porterà i saluti della giunta regionale toscana, a cui seguiranno quelli del presidente della Provincia di Grosseto Francesco Limatola, del presidente ISGREC Lio Scheggi e della presidente del Comitato provinciale Anpi “N. Parenti” di Grosseto Antonella Coppi.

Successivamente gli interventi di Ilaria Cansella, direttrice dell'ISGREC, su “I luoghi del Ricordo”, per un itinerario di conoscenza storica; di Elisabetta Tollapi, insegnante del Polo scolastico Bianciardi, che parlerà del viaggio sul confine orientale italiano come esperienza didattica. Ampio spazio sarà dedicato a “Verso casa”, il progetto delle due studentesse grossetane della Va Architettura – Polo Bianciardi, Yasmin Khouribech e Chiara Scotto, che hanno partecipato nell’anno scolastico 2024-2025 al progetto della Regione “Sulle tracce della storia. Viaggio sul confine orientale italiano” e al gemellaggio con studentesse e studenti di Buie.

"La censura sulle Foibe colpisce ancora: questa volta è toccato a Italo Bocchino, invitato per la seduta solenne in Consiglio Regionale per il Giorno del Ricordo.Ancora una volta la sinistra si dimostra per ciò che è davvero: nemica della propria storia. Una pagina che vogliono silenziare, un insulto per tutti quegli italiani infoibati ed esuli, che sono scappati da quella dittatura. Noi ricordiamo. Non ci facciamo intimorire dalle censure e dalla propaganda. Il ricordo è più vivo che mai" lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Jacopo Cellai.

“La decisione unilaterale del Presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi di cambiare il programma delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo, escludendo l’intervento del direttore Italo Bocchino è un attentato alle procedure democratiche del Consiglio regionale toscano. Abbiamo proposto di invitare il direttore Bocchino perché ha curato la realizzazione di un cortometraggio sul nonno – esule istriano – dell’imprenditrice toscana Federica Martini Masoni.

Nel programma licenziato da tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale era prevista anche la proiezione del cortometraggio. Ieri il presidente Saccardi ha deciso che martedì non ci saranno interventi esterni; quindi, non interverrà Bocchino e non sarà trasmesso il cortometraggio. Decisione assunta dopo le pressioni da parte di Anpi, Aned e Sce a cui non è andata giù la presenza del giornalista. È gravissimo che il Parlamento della Toscana sia del tutto assoggettato al volere degli estremisti, non è mai successo prima.

Invitiamo chiunque abbia a cuore le nostre istituzioni democratiche ad unirsi all’appello che rivolgiamo al presidente Saccardi di tornare a quanto stabilito in Ufficio di Presidenza.

Inoltre, non si tratta solo di una scelta politica sbagliata, ma di una palese violazione delle prassi e delle norme procedurali che regolano la vita del nostro Consiglio. La partecipazione del direttore del Secolo d’Italia non era un’ipotesi, ma una decisione già assunta dall’Ufficio di Presidenza e regolarmente ratificata dalla Conferenza di programmazione dei lavori. Se la Presidenza intende oggi portare avanti un programma che escluda interventi esterni, ha l'obbligo di riportare la discussione nelle sedi opportune: prima in Ufficio di Presidenza e poi nuovamente in Conferenza di programmazione.

Data la gravità della situazione e la violazione delle decisioni già ratificate, abbiamo deciso di portare formalmente la vicenda all’attenzione del Segretario Generale del Consiglio Regionale, Monica Piovi, e del Collegio di Garanzia, al quale chiediamo di esprimere un parere. Non permetteremo che la memoria dei martiri delle foibe sia ostaggio di veti ideologici che calpestano persino i regolamenti interni della massima assemblea toscana” dichiarano il vicepresidente del Consiglio regionale toscano Diego Petrucci e il consigliere segretario Vittorio Fantozzi.

“La vicenda della censura a Italo Bocchino, violentemente estromesso dalla cerimonia del Giorno del Ricordo, dopo che le caratteristiche di quella giornata erano state deliberate dall’Ufficio di Presidenza, è una delle pagine più sgradevoli e preoccupanti degli ultimi anni. Tutti i complici di un determinato pensiero, si dovrebbero vergognare, perché hanno così innescato una deriva antidemocratica. La Toscana, Il presidente della Regione Eugenio Giani e il presidente del Consiglio Stefania Saccardi, sono evidentemente ormai divenuti ostaggio degli estremisti, mentre ancora una volta l’Anpi fa propria la licenza di decidere chi può parlare e chi non può farlo.

Sul dramma delle foibe e degli esuli giuliano dalmati, non rinunceremo mai a raccontare la verità e a rendere onore ai nostri connazionali barbaramente uccisi dai partigiani comunisti titini. A Italo Bocchino va la solidarietà di Fratelli d’Italia Toscana, partito nel quale nessuno ha mai neppure immaginato di censurare chi la pensa diversamente. La Regione Toscana ha imboccato una deriva estremista, ma la storia e l'identità sono più forti delle censure e della prepotenza comunista” scrive, in una nota, il deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti.

«Sono gravissime le parole del governatore della Toscana Eugenio Giani, che ha difeso la decisione della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi di escludere Italo Bocchino dalla seduta solenne del 10 febbraio. Giani ha giustificato la clamorosa estromissione del direttore editoriale del Secolo d’Italia con motivazioni risibili in contraddizione con lo spirito democratico che deve essere nel Dna delle nostre istituzioni. Un'esclusione inaccettabile ma purtroppo non inedita.

Parte della sinistra infatti ha il vizio di togliere il diritto di parola a chi non sposa i suoi dogmi ideologici. Sulle foibe non ci possono essere opinioni, chi lavora per escludere voci non conformi al proprio pensiero politico non onora la Giornata del ricordo, anzi, la svilisce. Rinnovo, quindi, la massima solidarietà all’amico e collega Italo Bocchino, che ha come unica colpa per Giani e compagni di essere di destra» dichiara Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia eletta in Toscana.

“Le parole di Giani sono di una gravità assoluta, peggiori della decisione del Presidente Saccardi di censurare l’intervento di Italo Bocchino. Quando si dice che la toppa è peggio del buco. Svelano infatti l’incapacità della sinistra di prendere le distanze dagli orrori perpetrati dai partigiani comunisti italiani che si schierarono a fianco dei titini nel terribile eccidio delle foibe. Giani parla di ‘dibattito tra le forze politiche’ e di ‘diverse opinioni’ ammettendo che tra i banchi di un’istituzione democratica - e nella fattispecie tra le forze che sostengono la sua giunta - siedano persone che hanno una ‘diversa opinione’ sull’eccidio di 20 mila italiani sull’esodo di altri 350 mila.

Una cosa inaccettabile. Su fatti come questo, caro Presidente Giani, non può e non deve esserci dibattito, perché non devono esserci distinguo. Esiste una sola verità: alcuni partigiani italiani scelsero di trucidare i propri connazionali per servire la bandiera rossa anziché quella tricolore. Mi meraviglio che a difendere l’indifendibile sia un uomo come Eugenio Giani che, 15 anni fa, ebbe il coraggio di partecipare - da presidente del Consiglio Comunale di Firenze - al Corteo per i Martiri delle foibe che organizzavo da allora responsabile dei giovani di Alleanza Nazionale” A dichiararlo è l’eurodeputato Francesco Torselli

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