Teatro della Pergola: presentata oggi la Stagione di Prosa 2008/2009


Firenze, 18 giugno 2008- Classici contemporanei del secolo appena trascorso occupano l’intera Stagione di Prosa 2008/2009 del Teatro della Pergola di Firenze, con rare incursioni di autori di fine Ottocento. Un immortale testo shakesperiano, caro alla storia della Pergola, MACBETH, è lo spettacolo che segna una rinnovata e più feconda collaborazione col Maggio Musicale Fiorentino e racchiude la chiusura della Stagione di Prosa della Pergola e l’avvio del 72° Maggio Musicale Fiorentino.
Del Novecento si indagano e attraversano istanze e temi che impregnano l’attualità quotidiana, riportando all’originalità del palcoscenico partiture rese celebri dal grande schermo e viceversa raccogliendo il successo di hit cinematografiche per proporle alla prova della scena.
Apre la stagione SINFONIA D’AUTUNNO (11/16 novembre) capolavoro pluripremiato di Ingmar Bergman che la regia di Maurizio Panici sceglie per l’inedito incontro di due signore della scena italiana Rossella Falk e Maddalena Crippa, madre e figlia tra odio, amore, solitudine e incomunicabilità. Glauco Mauri e Roberto Sturno portano in scena - dopo Variazioni enigmatiche - un altro testo di Eric-Emmanuel Schmitt, IL VANGELO SECONDO PILATO (18/23 novembre), adattamento teatrale firmato dallo stesso autore francese, tratto da un suo romanzo di grande successo, che indaga l’eterno incessante confronto tra fede e ragione. Lello Arena è il protagonista di LASCIO ALLE MIE DONNE (25/30 novembre) una delle tre commedie sull’amore di Diego Fabbri, ideale seguito della più famosa Il seduttore, diretta dal figlio Nanni Fabbri quarant’anni dopo la memorabile interpretazione data al debutto nel 1969 da Paolo Stoppa e Rina Morelli.
Gianrico Tedeschi misura la sua arte con l’ultimo testo teatrale di Italo Svevo LA RIGENERAZIONE (2/7 dicembre). Del grande scrittore triestino, critico e sarcastico analista dell’“uomo in crisi” colto in tutta la sua fragilità, si riconfermano e sottolineano l’incredibile capacità di anticipare temi non incrinati ad oggi dal trascorrere del tempo, la regia è di Antonio Calenda.
Nanni Garella compone per Alessandro Haber un nuovo allestimento del dramma giovanile di Anton Cechov PLATONOV (9/14 dicembre); tragicommedia sterminata, che contiene, scompostamente, in germe tutto il futuro drammaturgico dell’autore, che negli anni ha collezionato illustri regie da Strehler a Chereau fino ad ispirare una doppia trasposizione, prima cinematografica, poi scenica, di Nikita Michalkov con un indimenticabile Marcello Mastroianni. Tra dicembre e gennaio si concentra l’omaggio ad una pietra miliare della drammaturgia italiana del Novecento: Luigi Pirandello. Quattro tra i titoli più famosi e frequentati impaginano una rassegna che nell’ordine vede: il successo della scorsa stagione COSÌ È SE VI PARE (16/21 dicembre) diretto da Massimo Castri con una compagnia di giovanissimi attori, un testo che ha frequentato nell’arco della sua carriera già due volte e che gli è valso il Premio Ubu come miglior regia nel 1980; la nuova produzione di Geppy Gleijeses, IL GIUOCO DELLE PARTI (6/11 gennaio) per il felice ritorno alla regia di Egisto Marcucci, lontano dalle scene teatrali negli ultimi anni a causa di un infausto incidente, sua anche la drammaturgia a cui collabora Elisabetta Courir, nel cast Luciano Roman e Marianella Bargilli. Dopo il successo de L’uomo, La bestia e la virtù Leo Gullotta è il protagonista di IL PIACERE DELL’ONESTÀ (20/25 gennaio) tema di lacerante contesto in questa nostra travagliata epoca, la regia è nuovamente di Fabio Grossi. Giulio Bosetti, regista e interprete, torna invece al dramma più noto dello scrittore agrigentino SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE (27 gennaio/1 febbraio) così a lungo frequentato nella sua carriera. Fu infatti “il Figlio” nella messa in scena con maschere curata da Gianfranco De Bosio, per poi passare a dirigerlo negli anni Settanta; lo replicò a lungo recitando il ruolo del “Padre”, ancora fu “il Padre” negli anni Ottanta, per la regia di Peppino Patroni Griffi. Due spettacoli dai toni decisamente antitetici si inseriscono nella sequenza di titoli pirandelliani.
Gianfelice Imparato adatta e interpreta accanto ad Erica Blanc per le scene italiane la commedia NIENTE SESSO SIAMO INGLESI (29 dicembre/4 gennaio). Scritta da Marriott e Foot, è (tra i più duraturi successi nella storia del moderno teatro inglese) andata in scena ininterrottamente nel West End dal 1971 al 1987 con il record di 6761 rappresentazioni consecutive; nel 1973 Cliff Owen ne diresse anche una divertente trasposizione cinematografica. In Italia la commedia fu portata in scena, per tre stagioni consecutive, nella fortunata edizione di Garinei & Giovannini. Di segno totalmente opposto e dagli echi di cronaca è IL DUBBIO (13/18 gennaio) spettacolo di John Patrick Shanley, vincitore del Premio Pulitzer 2005, incentrato sulla vicenda di un sacerdote sospettato di pedofilia, in servizio in una scuola parrocchiale del Bronx nel 1964, un anno dopo la morte di J.F.Kennedy. E’ il ritorno alle scene teatrali di Stefano Accorsi accanto a Lucilla Morlacchi per la regia di Sergio Castellitto.
Un rapido cambio di scena e genere per il nuovo spettacolo musicale di Gianluca Guidi FACCIAMO L’AMORE (3/8 febbraio) commedia d’amore costruita sul meccanismo classico del teatro nel teatro per mostrare tutto il fascino del mondo dello spettacolo.
D’ispirazione sospesa tra cinema e letteratura I PONTI DI MADISON COUNTY (10/15 febbraio), intensa, singolare storia d’amore raccontata dal romanzo di Robert James Waller, già tradotta in immagini da Clint Eastwood e Meryl Streep, viene ora riadattata e diretta per la scena da Lorenzo Salveti, per l’interpretazione di Paola Quattrini e Ray Lovelock, con Ruben Rigillo.
Un vero e proprio percorso di riscrittura del testo, per avvicinare i protagonisti della storia agli spettatori che la guardano, è quello operato da Leo Muscato sul capolavoro di Henrik Ibsen: CASA DI BAMBOLA L’altra Nora (17/22 febbraio) trova così, nell’interpretazione stralunata di Lunetta Savino e nel suo attualizzarsi, nuova forza e nuova credibilità per le scandalose domande della protagonista.
Luca Barbareschi incontra, insieme a Chiara Noschese, il grande Giorgio Gaber di IL CASO DI ALESSANDRO E MARIA (24 febbraio/1 marzo), portato in scena dallo stesso Gaber e da Mariangela Melato nel 1982: una delle quattro commedie sugli “assurdi spostamenti del cuore” composta con l’inseparabile compagno di successi Sandro Luporini. Isa Danieli, dopo la straordinaria interpretazione di Filumena Maturano, veste i panni di Anna Fierling, vivandiera senza scrupoli nella Germania della sanguinosa Guerra dei Trent’anni (1618-1648) protagonista del capolavoro di Bertolt Brecht MADRE CORAGGIO (3/8 marzo), ora come allora diretta da Cristina Pezzoli. Vanessa Gravina e Edoardo Siravo sono i protagonisti de LA SIGNORINA GIULIA (10/15 marzo) di August Strindberg. Il fulminante scandaloso atto unico che nel tempo ha ispirato un cineasta come Sjoberg, un teatrante come Bergman e in Italia Luchino Visconti, ispira una spiazzante rilettura caratterizzata dall’indeterminatezza del finale nella coraggiosa regia di Armando Pugliese. Mario Scaccia è interprete e regista di un vaudeville del maestro francese George Feydeau IL SIGNORE VA A CACCIA (17/22 marzo), che tradizionalmente tra commedia e farsa segue le giravolte vorticose di adulteri e gelosie.
Attilio Corsini cercava per la sua nuova produzione un autore che rappresentasse il disagio, il malessere, l’insofferenza di chi è costretto a vivere in una società imbarbarita occupandosi di cultura, con l’ironia, la profondità e la leggerezza di un Cechov. Il colpo di fulmine è scoccato con LE INVASIONI BARBARICHE (24/29 marzo) di Denys Arcand pronto, dopo il successo cinematografico, per il palcoscenico ad opera della Compagnia Attori e Tecnici. Dopo la sosta per la Pasqua, un finale diviso in due parti entrambe interessanti e curiose. Dal 14 al 19 aprile si poserà sulla Pergola un inedito terzetto: Peppe Barra incontra Andrè De La Roche nel segno di Apuleio e di AMORE E PSICHE: LA FAVOLA DE L’ASINO D’ORO. Recitazione e danza trovano punti di contatto traendo ispirazione dalla migliore tradizione dell’antichità classica. Chiuderà la stagione, ma solo per tracciare un ponte ideale e fattivo allo stesso tempo verso un evento che seguirà di lì a poco, MACBETH (5/10 maggio), cuore e coscienza del teatro, un testo decisivo per chi voglia comprendere sino in fondo gloria e bassezze dell’animo umano. Lo interpreta un attore che ha bisogno di poche presentazioni, Gabriele Lavia, alla sua ennesima, dolente e immaginativa frequentazione delle opere di William Shakespeare. Questo spettacolo farà da glorioso anfitrione a un gradito ritorno, quello del Maggio Musicale Fiorentino che ambienterà di nuovo dopo tre anni di assenza una propria produzione alla Pergola. Non si tratterà di mera ospitalità, ma di una vera e propria partnership culturale che segue quella sperimentata quest’anno in occasione dell’Erodiàs di Testori, messa in scena da Sandro Lombardi nel Cortile del Museo Nazionale del Bargello.

Redazione Nove da Firenze