Giorno della Memoria: il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, si celebra quest'anno il 62° anniversario della liberazione del campo


Firenze - Quest’anno il Consiglio regionale solenne per celebrare la Giornata della memoria si svolgerà a Siena nella giornata di venerdì 26 gennaio. Nella sala Mappamondo del Civico Palazzo, in piazza del Campo, l’Assemblea toscana si riunirà alle ore 11,30. Sono previsti gli interventi del presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini, del vicepresidente del Consiglio toscano Alessandro Starnini, del presidente della Giunta regionale toscana Claudio Martini, del sindaco di Siena Maurizio Cenni, del presidente della Provincia senese Fabio Ceccherini, del presidente dell’Istituto storico della Resistenza toscano Ivan Tognarini, del consigliere della sezione di Siena della Comunità ebraica Lamberto Piperno Corcos e del presidente della banca Monte dei Paschi di Siena Giuseppe Mussari.
Come è noto, il 27 gennaio del 1945 i soldati dell’Armata rossa entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz abbattendo i cancelli del più esteso luogo di sterminio nazista. Con un’apposita legge del luglio 2000, la Repubblica Italiana ha riconosciuto il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come il Giorno della memoria per ricordare la Shoah, ovvero lo sterminio del popolo ebraico. In occasione del Giorno della memoria sono organizzati anche in Toscana incontri ed iniziative per conservare il ricordo di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro Paese e dell’Europa, con l’obiettivo che, attraverso la riflessione e l’elaborazione, simili eventi non accadano mai più.
Quest’anno la scelta di svolgere il Consiglio regionale solenne a Siena è stata determinata anche dal fatto che proprio in quella città, sempre il 26 gennaio, verrà inaugurato un nuovo percorso museale, le Stanze della memoria, che vedrà la luce presso la ex Casermetta di via Malavolti. Tale edificio fu sede, a Siena, del Partito nazionale fascista e proprio in quei locali gli antifascisti vennero sottoposti a interrogatori e torture. L’inaugurazione del nuovo sito museale si terrà alle ore 15,30. Ad essa interverranno il vicepresidente dell’Assemblea toscana Starnini, il presidente dell’Istituto storico della Resistenza senese Vittorio Meoni e il progettista dell’allestimento Paolo De Simonis.

Come è ormai sua tradizione da diversi anni, fin dalla istituzione per legge del "Giorno della Memoria", il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dedica al ricordo dell'Olocausto un concerto ad ingresso libero che si terrà al Teatro Goldoni la sera di venerdì 26 gennaio.
"DONNE NELL'OLOCAUSTO" si intitola l'appuntamento di quest'anno, ideato dal Primo Violino dell'Orchestra del Maggio Yehezkel Yerushalmi, e dalla regista Marina Bianchi che ne ha curato la drammaturgia, e che ricalca la linea tracciata l'anno scorso per raccontare la vita di Alma Rosé, nipote di Gustav Mahler, figlia della sorella del compositore e di un celebre violinista, e musicista lei stessa, fondatrice a Vienna di un'orchestra di successo formata da sole donne, le "Wiener Walzermaedeln", e infine direttrice dell'orchestra femminile del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, dove la Rosé concluse un'esistenza avviata all'arte e ai palcoscenici, e che invece la portò a formare e gestire un complesso di donne che dovevano suonare per il piacere dei loro aguzzini: tutte le componenti riuscirono a sopravvivere allo sterminio tranne proprio la direttrice, morta nel campo per malattia il 5 aprile 1944.
La regista Marina Bianchi mette in scena, avvalendosi di suggestive luci e proiezioni, la vita e la morte di Alma, ricreandone la breve esistenza e il repertorio di quest'orchestra davvero speciale, e la direttrice Carla Delfrate guida le strumentiste dell'Orchestra del Maggio, il mezzosoprano Anastasia Boldyreva e l'attrice Giovanna Bozzolo, che legge testi di Fania Fenelon - cantante e componente dell'orchestra di Auschwitz - e brani tratti dalla biografia della Rosé, in alternanza a Lieder composti da Gustav Mahler e da sua moglie Alma, e a musiche di Bach e Webern, le stesse che Alma Rosé suonava da violinista libera, che si avvarranno dell'interpretazione delle prime parti del Maggio, per concludere con una suite arrangiata appositamente da Stefan Heucke per l'orchestra femminile, dove appaiono brani celeberrimi - e tanto più struggenti se collocati in quel contesto - come il "Bel Danubio blu " di Strauss, Un bel dì vedremo dalla "Butterfly" di Puccini, e poi pagine amaramente festose di Schubert, Schumann, Beethoven, Suppé, scelte allora per risuonare negli spazi lugubri e tragici del capo di sterminio.
L'ingresso al Teatro Goldoni (via S. Maria 15 in Oltrarno), alle 20.30, è libero e gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Il concerto fiorentino costituisce un'anteprima, dedicata alla città, dell'appuntamento che la sera successiva, nell'anniversario esatto della liberazione del Campo di Concentramento di Auschwitz, il Maggio Musicale Fiorentino è stato invitato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali a tenere a Carpi, nell'ambito dell'iniziativa nazionale "Liberi di ricordare" promossa sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, che attraverso la musica e la recitazione - vi prenderanno parte anche Michele Placido e Maria Grazia Cucinotta - intende rendere vivo il ricordo di ciò che avvenne nel vicino Campo di transito di Fossoli, dove passarono circa tremila ebrei destinati ai capi di sterminio, ed altrettanti oppositori politici.

Venerdì 26 gennaio il Comune di Pienza celebrerà la Giornata della Memoria con la proiezione del film-documentario "Viaggio nella notte", in programma alle ore 21.15 presso la sala convegni del Palazzo comunale. L'iniziativa sarà seguita, a partire dalle ore 22, dal dibattito sul tema "Gli ebrei di fronte alla persecuzione nazi-fascista. La memoria come monito per prevenire ogni nuova violenza e disumanizzazione" che vedrà la partecipazione di Massimo Pomi, assessore alla pace del Comune di Pienza e di Roberto Vigevano, scrittore e sociologo. A mezzanotte, inoltre, è prevista l'accensione di una fiaccola che brucerà per l'intera giornata di sabato 27 gennaio, il giorno dedicato alla memoria dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz e alla fine dello sterminio del popolo ebraico da parte dei nazi-fascisti. "L'iniziativa promossa per ricordare la Giornata della Memoria - afferma Alfiero Petreni, assessore alla cultura del Comune di Pienza - rappresenta un appuntamento molto importante e significativo. Il documentario "Viaggio nella notte", tratto da "La notte" di Elie Wiesel, è stato realizzato da Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni, legati alla nostra città da tempo, anche dopo un lavoro su Mario Luzi. In questo documentario si racconta, in maniera inedita, un incontro con un uomo straordinario, Elie Wiesel, Premio Nobel per la pace nel 1986, che legge in lingua originale, per la prima volta, i brani più importanti della sua testimonianza. Il risultato è un drammatico viaggio all'inferno che mette in luce, con scarna lucidità, la deportazione ed i suoi itinerari". "L'appuntamento - continua Petreni - sarà arricchito dal dibattito con Massimo Pomi e Roberto Vigevano, anche lui legato al nostro territorio, ebreo, che racconterà le terribili esperienze vissute dagli ebrei italiani nei campi di concentramento. La serata si chiuderà con un evento simbolico, l'accensione di una fiaccola che verrà collocata nella sala del consiglio comunale di Pienza e rimarrà accesa tutto il giorno di sabato 27 gennaio. Questa sarà un'ulteriore testimonianza della vicinanza della città di Pienza alle celebrazioni per la Giornata della Memoria".
Elie Wiesel, nasce nel 1928 a Sighet, in Transilvania, e all'età di quindici anni viene deportato dai nazisti ad Auschwitz, insieme alla sua famiglia. Qui perde la madre e la sorella minore, mentre le due sorelle maggiori si salvano. Elie ed il padre vengono successivamente portati a Buchenwald, dove il padre muore poco prima che il campo sia liberato, nell'aprile del 1945. Dopo la guerra Elie Wiesel studia a Parigi e diventa giornalista. L'idea di scrivere sulle sue esperienze nei campi di sterminio nasce nel corso di un'intervista con Francois Mauriac e questo lavoro lo porta a realizzare una testimonianza forte, "La Notte", apprezzata in tutto il mondo e tradotta in più di trenta lingue. Nel 1978 il Presidente americano Jimmy Carter lo nomina responsabile della Commissione sull'Olocausto. Wiesel fonda, nel 1980, il United States Holocaust Memorial Council e, successivamente, l'Accademia Universale delle Culture a Parigi, soggetti attraverso i quali difende la causa di ebrei russi, indios Miskito del Nicaragua, desaparecidos argentini, rifugiati cambogiani, curdi, vittime della fame in Africa, vittime dell'apartheid in Sud Africa e vittime della guerra nella ex-Jugoslavia. Cittadino americano dal 1963, vive a New York con la moglie e il figlio e dal 1976 è professore di scienze umane presso la Boston University. Nel corso della sua carriera, Wiesel ha scritto più di quaranta libri, romanzi, testimonianze, racconti, testi teatrali e due volumi di memorie autobiografiche ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti negli Stati Uniti per le sue attività letterarie e a favore dei diritti umani.

Redazione Nove da Firenze