40° dell'alluvione: decine di iniziative in tutta la città e on line


Il 4 novembre 1966 è una data che i fiorentini - ma anche il mondo intero - non dimenticheranno facilmente. L'Arno ruppe gli argini e la città fu invasa da milioni di metri cubi di acqua, fango e detriti. Quarant'anni dopo il Comune di Firenze con le maggiori istituzioni pubbliche cittadine e regionali, decine di associazioni, fondazioni, enti, la Curia e l'Esercito, i Vigili del Fuoco, le scuole e i musei, il volontariato e le categorie economiche (in tutto 112 soggetti promotori) ha organizzato un calendario di appuntamenti per ricordare quel tragico evento. Con il clou rappresentato proprio dalla giornata del 4 novembre.
La giornata del 4 novembre si aprirà alle 9.30 in Duomo con la santa messa celebrata dal cardinale Ennio Antonelli in ricordo delle vittime dell'alluvione. Alle 10.30 nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio il sindaco Leonardo Domenici ringrazierà a nome della città gli "Angeli del fango", i protagonisti che da tutto il mondo arrivarono a Firenze, assieme all'Esercito, per "rimboccarsi le maniche" e salvare il patrimonio artistico e culturale. Saranno presenti il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, il prefetto Andrea De Martino, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini, il presidente del Consiglio Regionale Riccardo Nencini e quello della Provincia di Firenze Matteo Renzi. Nel corso dell'iniziativa in Salone dei Cinquecento il sindaco Domenici saluterà in piazza della Signoria (dove sarà allestita una mostra con mezzi storici) il raduno nazionale dei Vigili del Fuoco in congedo, anch'essi protagonisti di quei giorni di 40 anni fa. Alle 11 spettacolare discesa dalla facciata di Palazzo Vecchio con dispiegamento della bandiera tricolore e di quella del Comune di Firenze. Queste iniziative potranno essere seguite in diretta (dalle 10.30 alle 11.15 e fino alle 11.55 solo per la Toscana) su Rai Tre. A seguire avrà inizio la l'esercitazione di soccorso in Arno, nel tratto compreso tra il Ponte alle Grazie e Ponte Vecchio. In particolare viene simulato il soccorso ad una vettura caduta nel fiume con 2 persone a bordo. La simulazione di soccorso avviene anche per alcune persone che sono rimaste bloccate su una zattera al centro del fiume nei pressi del Ponte alle Grazie. Le riprese video dell'operazione (così come la cerimonia in Salone dei Cinquecento) verranno inviate a un maxi-schermo posizionato sull'arengario di Palazzo Vecchio e trasmesse via satellite, con l'impiego di due carri "Gemini" a cura del Centro Nazionale di Telecomunicazioni Vigili del Fuoco al Centro Operativo del Ministero dell' Interno (Palazzo del Viminale) e in tutte le sedi di servizio dei Vigili del Fuoco.
Nel pomeriggio nel Salone dei Cinquecento convegno "1966: l'alluvione a Firenze. Il passato, il presente", promosso da Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Regione Toscana, Dipartimento di Protezione Civile, Prefettura, Direzione regionale Vigili del Fuoco, Autorità di Bacino fiume Arno. Dopo un saluto del sindaco Domenici, del presidente della Provincia di Firenze Renzi e del Prefetto De Martino, saranno presentati, dagli assessori alla protezione civile Eugenio Giani e all'ambiente Claudio Del Lungo, il piano comunale per il rischio idraulico del fiume Arno, del progetto per la salvaguardia del patrimonio culturale w gli interventi di prevenzione del Comune di Firenze. L'assessore provinciale Stefano Giorgetti presenterà il piano provinciale d'emergenza e l'assessore regionale all'ambiente Marino Artusa il sistema regionale di Protezione Civile. Concluderà il capo dipartimento della protezione civile della presidenza del Consiglio dei Ministri Guido Bertolaso. Durante il convegno il sindaco Domenici consegnerà un riconoscimento al figlio di Carlo Maggiorelli, dipendente dell'acquedotto travolto dalle acque mentre era in servizio.

Fra le oltre 100 iniziative organizzate per celebrare il 40° anniversario dell'alluvione, un contributo importante è arrivato dai Consigli di Quartiere, che hanno promosso un gran numero di appuntamenti per ricordare questo tragico evento per la nostra città. Vediamoli in dettaglio. Quartiere 1 Fino al 19 novembre, in collaborazione col circolo Acli Cestello e l'associazione Anziani zona Centro, è in corso la mostra fotografica "Arno: croce e delizia dei fiorentini". La mostra si svolge presso l'ex chiesa San Carlo dei Barnabiti (via Sant'Agostino 23). Il 3 novembre, in collaborazione con San Jacopino Centro Studi Storici del Quartiere 1, in via delle Carra (8.30-13) "Archivio storico aperto". Alle 16 posa di una lapide commemorativa e alle 19, presso la chiesa di San Giuseppe (via San Giuseppe) concerto di musica classica. Sempre il 3 novembre (fino al 10), presso la facoltà di architettura in piazza Ghiberti, mostra "Acqua alta e architettura - La facoltà durante l'alluvione del 4 novembre 1966". Il 3 novembre è programmata la mostra fotografica e di plastici realizzati da Guglielmo Pratesi "L'Arno, le attività e le alluvioni nella storia della città" curata dal Gruppo di ricerca Storica e Cartografica del Quartiere 1, presso la Biblioteca di via delle Carra 2. Orario di apertura 8,30 - 13. Il 4 e 5 novembre, all'Oratorio della parrocchia di Sant'Ambrogio (Borgo La Croce) mostra fotografica "Immagini dell'alluvione". Il 4 novembre (ore 18) alla chiesa di San Giuseppe santa messa in suffragio delle vittime dell'alluvione. Il 5 novembre (ore 21), al Teatro Cestello concerto "Laudi fiorentine e dintorni". Iniziativa in collaborazione col Circolo Acli Cestello. Sempre al Teatro Cestello, in collaborazione con l'associazione culturale "Oltre le immagini", il 12 novembre è in programma lo spettacolo teatrale "Danno di fuori le fogne". Quartiere 2 Il 3 novembre (ore 21), in collaborazione con MMProduzioni, presso il Teatro 13 (via Nicolodi 2), spettacolo teatrale "Lalluvione", regia di Massimo Stinco. Il 4 novembre (ore 21) al Teatro della parrocchia Santa Caterina da Siena (via del Mezzetta 1/a) commedia in vernacolo "L'alluvione", di Emilio Caglieri del gruppo SancaTeatro. Quartiere 3 Il 4 novembre (ore 21) al circolo Nave a Rovezzano (via Villamagna 111), in collaborazione con la società Canottieri Comunali e l'Associazione Albereta 2000, proiezione del documentario "L'ultimo Caronte", di Cinzia Th Torrini. Fino al 6 novembre, al circolo Vie Nuove (viale Giannotti), è in corso la mostra fotografica "Sulle rive dell'Arno", realizzata dal gruppo fotografico "Il Grillo". Dal 3 all'11 novembre (ore 21) al Circolo Teatro Affratellamento (via Giampaolo Orsini 3), spettacolo teatrale "Città di fango", realizzato dal Teatro di Vie Nuove. Lo stesso spettacolo è in programma anche l'11 novembre (ore 21) al Teatro Reims (via Reims 30). Quartiere 4 Il 13 dicembre (ore 21) al Teatro Florida (via Pisana 101/r) spettacolo teatrale "Non siamo angeli" cura di Franco Quercioli, Laura Forti e Gianfranco Pedullà. Quartiere 5 Nei circoli didattici 6 e 7 fino al mese di dicembre, in collaborazione con l'Associazione Culturale Allibratori, è in corso il progetto "Memorie in piena" rivolto alle scuole per ricordare le fasi salienti dell'alluvione. Fino all'11 novembre, in collaborazione con l'Associazione 334, alla biblioteca dell'associazione (via di Brozzi 334) mostra fotografica "L'alluvione del '66 a Brozzi". Sempre fino all'11 novembre, alla saletta della sezione soci Coop delle Piagge (via Lombardia 15), motra di cartoline d'epoca "Lungo i fiumi e sull'acqua: vita, arti e mestieri in riva all'Arno e ai suoi affluenti".
Fotografia, musica e il racconto di Marco Paolini per ricordare il 4 novembre di 40 anni fa quando l'Arno ruppe gli argini e inondò la città. Sono tre gli eventi clou concentrati nel giorno che rimarrà per sempre impresso nella memoria dei fiorentini: le immagini dell'alluvione immortalate dall'obiettivo di David Lees fotografo di Life nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio, il racconto dei drammatici giorni dell'inondazione che farà Marco Paolini al Teatro Verdi (4 novembre alle 21), il concerto aperto alla cittadinanza che si svolgerà al Teatro del Maggio Musicale il 4 novembre (20,30). La mostra "David Lees for Life. Triumph from Tragedy - I giorni dell'alluvione"sarà aperta al pubblico a partire dal 4 novembre ed è realizzata dal Comune insieme a Life Magazine e Splendor of Florence con la collaborazione della Fondazione Palazzo Strozzi e l'associazione Toscana - Usa. L'esposizione ripropone le tre fasi che caratterizzarono l'evento: la devastazione, il recupero e il restauro. David Lees visse quasi tutta la sua vita in Italia e in particolare a Firenze, dove era nato, diventando uno dei fotografi di punta dell'editoria americana e soprattutto del gruppo Time Inc. del quale faceva parte la testata Life. La selezione delle foto in mostra nella sala d'Arme è stata esposta a New York nel 2004, nell'ambito del Festival Splendor of Florence. In occasione dell'inaugurazione della mostra, il 3 novembre, sarà effettuato l'annullo filatelico per il 40esimo dell'alluvione. A raccontare l'alluvione la notte del 4 novembre ci sarà Marco Paolini che sarà al Teatro Verdi (gentilmente concesso dalla Fondazione Ort) alle 21 per interpretare "4 novembre '66. La guerra grande dell'Arno" un testo del toscano Francesco Niccolini. Insieme a Paolini sul palco salirà anche Sandro Lombardi e la popolare attrice toscana Anna Meacci. Nello spettacolo organizzato dal Comune insieme al Teatro Puccini sarà una cronaca di quei giorni: incalzante, ora dopo ora; di più: minuto dopo minuto. Di come in ventiquattro ore piovve l'acqua di 100 giorni, di come le dighe furono aperte, di come la città non fu avvertita. Un lungo racconto affidato, oltre che alla voce di Paolini, alle testimonianze dell'epoca , per ricostruire una storia corale, che parla di vita e di bene comune, di oblio e di un'umanità intera. Lo spettacolo potrà essere seguito da tutti i cittadini anche sul maxischermo allestito in piazza Santa Croce dove verrà proiettato in diretta dal Verdi lo spettacolo. E poi il ricordo del Maggio Musicale Fiorentino con il concerto aperto alla cittadinanza: la "Petite Messe Solennelle" di Gioacchino Rossigni, una pagina celebre e significativa per la circostanza. L'ultimo capolavoro di uno dei massimi operisti italiani, e al contempo una Messa, sacra e laica insieme , con cui il compositore volle accomiatarsi dalla scrittura e dalla vita, sperando in un Paradiso e raccomandandosi a Dio. Per l'occasione saranno presenti tutte le componenti del Teatro Orchestra, Coro, Solisti, Maestri e Tecnici. Il concertò dura meno di un'ora con inizio previsto alle 20,30. L'ingresso è libero per tutti a partire dalle 19,45, fino ad esaurimento posti.
Effetti di luce, un concerto jazz, proiezioni, mostre, in piazza Signoria, Santa Croce, Piazzale Michelangelo, Borgo San Jacopo, su ponti e lungarni, al mercato centrale. E poi laser per simulare con linee di luce il livello dell'acqua raggiunto in quei drammatici giorni. Si chiama "Correva l'Arno '66" ed è un'iniziativa pensata come un percorso urbano, rielaborata attraverso le moderne tecniche di rappresentazione, concepita per coinvolgere l'intera città e i suoi visitatori in un viaggio nei sensi e nella memoria. Questo il cuore di una manifestazione che nasce per celebrare un evento drammatico, ma che nel contempo, dichiara il grande desiderio della città di riorganizzare se stessa e il territorio. L'inaugurazione dell'evento sarà caratterizzata da una location quale Ponte Vecchio dove avverrà il simbolico taglio del nastro che segnerà l'inizio delle celebrazioni. Il 4 novembre, e per i giorni a seguire, i ponti di Firenze cambieranno colore, si animeranno con videoproiezioni, ospiteranno spettacolari installazioni di luce a cura del Comitato Inverno a Firenze. Macchine da fumo a livello dell'acqua e apparecchi laser sul Ponte alle Grazie simuleranno l'altezza dell'Arno nel '66 fra Ponte Vecchio e Ponte alle Grazie. Anche la facciata di Santa Croce verrà illuminata con la simulazione dell'altezza raggiunta dall'acqua in quei giorni. Per alcuni istanti, come allora, fotoelettriche illumineranno i monumenti dal Piazzale Michelangelo. Una gigantesca proiezione sotto la Loggia dei Lanzi ci trasmetterà emozioni e ricordi da piazza della Signoria. Le foto di Bubi Orlandi campeggeranno con 20 pannelli sui Lungarni con una incursione nello storico mercato centrale di San Lorenzo dove saranno esposte 5 gigantografie. Quest'ultima iniziativa sarà inaugurata domani alle 12 dall'assessore alle attività produttive Silvano Gori che consegnerà al 78° reggiomento Lupi di Toscana un riconoscimento per l'opera svolta in quei gorni per far ritornare alla normale atività il mercato di San Lorenzo. A chiusura del ciclo di eventi, l'11 novembre (ore 16) all'interno del mercato centrale si svolgerà "Jazzmarket" un concerto organizzato in collaborazione con la città di New Orleans. Parteciperanno Irvin Mayfield, Mia Cooper, Nico Gori e Gegè Telesforo. "Correva l'Arno '66" è realizzata col contributo della Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Unipol, Terravision, e degli sponsor tecnici Ricoh, Targetti, Silfi, Nordlight, Natali.

“Nel novembre del 1966 furono in molte le strutture associative, tra circoli, Case Popolo, e Società di Mutuo Soccorso a subire danni dall’Alluvione, ma tante, comprese quelle che rimasero colpite dall’esondazione, furono le strutture che si mobilitarono per attivare in città la rete di accoglienza e soccorso, ricordata oggi come simbolo di partecipazione e solidarietà”. Così, Francesca Chiavacci, presidente dell’Arci di Firenze, assieme a tutta l’associazione e ai circoli affiliati, sul 40° anniversario dell’Alluvione di Firenze.
Firenze in quei giorni conobbe il contributo indimenticabile degli Angeli del Fango. Allo stesso tempo, la città, in ginocchio, trovò in tanti circoli un aiuto fondamentale. Sms Andrea del Sarto, Url San Niccolò, il Circolo dell’Isolotto e a Brozzi: sono solo alcuni dei casi in cui i fiorentini decisero di autorganizzarsi per far fronte all’emergenza e poi alle difficoltà e ai ritardi della autorità. Sorsero ambulatori medici, centri di smistamento delle informazioni per individuare alloggi per chi era rimasto senza casa. La Casa del popolo Buonarroti (attuale sede dell’Arci di Firenze) divenne la più grande mensa per gli Angeli del Fango.
E oggi nella costellazione di iniziative che celebrano i 40 anni dall’Alluvione, ci sono anche quelle dell’Arci di Firenze e di molti suoi circoli. Un ricordo iniziato sin dai primi mesi di quest’anno (in allegato, l’elenco delle iniziative, n.d.r.).
In alcuni casi, infatti, mostre incontri e dibattiti si sono già tenuti nei mesi scorsi, altre iniziative si svolgono in questi giorni (Circolo Arci Vie Nuove – ‘Sulle rive dell’Arno’ e Url San Niccolò – ‘1966 - 4 novembre 2006’), il 4 novembre prossimo se ne terranno altre come all’Sms F.lli Taddei (ore 17,00 proiezione de ‘L’Arno straripa a Firenze’ di F. Mariani), e al Circolo Lavoratori Porta al Prato (inaugurazione della mostra ‘Ricordo a 40 anni dall’alluvione’).
Tutte le iniziative, autorganizzate, delle Case del Popolo e dei Circoli dell’Arci di Firenze, parteciperanno andranno a costituire una grande mostra cittadina, che si aprirà alla fine di novembre presso la sede dell’Arci in piazza dei Ciompi a Firenze in occasione della Festa della Toscana, dedicata quest’anno al volontariato. Alla mostra si affiancherà anche il convegno, in preparazione, dal titolo ‘Un fiume di parole, un mare di solidarietà – una riflessione sull’associazionismo e sul volontariato a 40 anni dall’Alluvione’ a cui parteciperanno studiosi, personalità del mondo politico, istituzionale e dell’associazionismo (dalle ore 17,00 in piazza dei Ciompi 11).
Inoltre l’Arci di Firenze, anche attraverso il suo Centro Studi e Documentazione sull’associazionismo, ha dato il suo contributo alle iniziative dell’Archivio del Movimento di Quartiere di Firenze, che ha organizzato un convegno, una mostra e relativo catalogo (‘Le radici della partecipazione. Firenze e il suo territorio. Dai comitati di Quartiere ai Consigli di Quartiere: 1966-1976’ - c/o spazi espositivi delle Ex Murate, via dell’Agnolo – Firenze).
Infine, dal 5 novembre sino al 26 novembre prossimi, sui 101.5 Mhz di Novaradio, la radio dell’Arci di Firenze, ogni domenica alle 11,00 andrà in onda ‘Un fiume di parole per ricordare quel 4 novembre del 66’, un documentario in 4 appuntamenti da 10 minuti di testimonianze da chi nei circoli dell’Arci di Firenze ha vissuto quel tragico evento.

Mostra nello Studio di Piero Bargellini in via delle Pinzochere 3
Piero Bargellini, sindaco di Firenze durante l'alluvione del 1966, è diventato famoso in tutto il mondo per come seppe condurre i soccorsi e la ricostruzione della città.
Il suo palazzo nel quartiere di Santa Croce fu tra le case più colpite dal diluvio. Era sempre aperto a tutti i cittadini che vi cercavano aiuto, ma anche alle autorità e ai giornalisti che, obbligati dal sindaco a venirvi, dovevano così rendersi conto degli effetti devastanti di acqua, fango e nafta nelle zone più sfortunate di Firenze.
Lo studio privato di Bargellini, luogo d'incontro per le più grandi personalità della cultura italiana, in quei giorni servì da centro soccorsi.
Da allora è rimasto pressoché identico, grazie alla figlia Bernardina che vi conserva anche l'archivio con una vasta raccolta di documenti relativi all'alluvione: manoscritti, diari, agende di Piero Bargellini e di sua moglie Lelia; ritratti e fotografie; carte dall'ufficio del sindaco; lettere degli alluvionati; quaderni con offerte e soccorsi; onorificenze e oggetti; una ricca collezione di periodici. Il percorso della mostra (solo su prenotazione allo 055 241724) nasce dalle suggestioni di questo materiale, in gran parte inedito.
Bernardina Bargellini Nardi e suo figlio Gregorio sono a disposizione dei visitatori per accompagnarli in un viaggio attraverso le testimonianze esposte nel luogo che fu al centro degli avvenimenti e dell'azione del sindaco.

Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze quarant’anni dopo
Dopo quarant’anni dalla tragica Alluvione del 1966 il Museo Archeologico Nazionale di Firenze riapre il Salone del Nicchio e la storica entrata su Santissima Annunziata ed espone imponenti e celebri reperti etruschi non visibili da decenni. “Archeologia e Restauro in Toscana” è la mostra che si inaugura sabato 4 novembre 2006, ore 18.
Il grande e magnifico frontone del Tempio di Talamone (alto 147 centimetri e largo 882) risalente alla seconda metà del IV secolo a.C. è un eccezionale esempio di frontone tardo-etrusco completo di rivestimento e rilievo figurato. Probabilmente era dedicato a Tinia, il dio supremo degli etruschi e a una divinità femminile. L’Urna della Tomba “del Duce” risalente al 650 – 630 a.C., ritrovata a Vetulonia, in bronzo rivestito di lamina d’argento e riccamente decorata, è considerata, per certi aspetti, una delle più straordinarie testimoninanze provenienti dall’Etruria settentrionale. Il currus del Tumulo dei Carri di Populonia è un altro eccezionale reperto: la sua ricostruzione è frutto di un annoso lavoro di indagine filologica che ha portato alla ricomposizione del currus. La Statua cinerario di Chianciano, risalente alla fine del V secolo a.C., è straordinaria per la qualità della sua realizzazione e per la figura del demone che eccezionalmente tiene in mano un rotolo, che simboleggia la sorte scritta del defunto. Questi sono alcuni dei celebri pezzi in mostra nel Salone del Nicchio del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
Il restauro dei preziosi avori di Marsiliana d’Albegna, risalenti alla metà del VII secolo a.C., del frontone di Luni e degli altri reperti in mostra testimoniano il livello di eccellenza raggiunto dal Centro di Restauro della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Il Centro, nato all’indomani dell’Alluvione del ’66 come laboratorio di “primo intervento” è diventato un punto di riferimento nel mondo per il restauro archeologico.
Fra i pezzi in esposizione uno spazio particolare è dedicato alla famosa statua della Minerva di Arezzo, acquistata da Cosimo I de’ Medici per la Galleria degli Uffizi e oggi visibile in fase di restauro. L’abito della Dea in bronzo ha da sempre destato l’interesse degli studiosi per alcuni particolari movimenti del tessuto. Un inedito esperimento condotto dal Centro di Restauro in collaborazione con la Maison Enrico Coveri, ha portato ad un interessante risultato: l’abbigliamento della Minerva è stato riprodotto fedelmente nella stoffa e nei drappeggi come lo si vedeva nel bronzo.
In mostra si potrà così ammirare la riproduzione dell’abito della Minerva e una sua reinterpretazione in chiave moderna, firmata Coveri.
A corredo della mostra anche un’installazione Audio-visiva in collaborazione con il Laboratorio Multimediale SBA-TOS. Fotografia: Marco Lanza, graphic Design: Yoko Komatzu, sonorizzazioni: Marco Lamioni, fiati: Simone Santini
“Il Museo Archeologico Nazionale quarant’anni dopo. Archeologia e restauro in Toscana”
4 novembre 2006 – febbraio 2007
Orari: lunedì 14-19; martedì e giovedì 8,30-19; mercoledì, venerdì, sabato e domenica 8,30-14 Prenotazioni allo 055 – 23575
Inaugurazione Sabato 4 novembre 2006, ore 18. Nell’occasione sarà presentato anche il Notiziario 2005 della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.
Alcune notizie sul Centro di Restauro della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
Nato come laboratorio di “pronto intervento” subito dopo la disastrosa alluvione del 4 novembre del 1966 è diventato, in pochi anni, un centro di eccellenza. Oggi è un punto di riferimento per il restauro archeologico in Italia e all’estero. Al Museo Archeologico Nazionale l’acqua dell’Arno raggiunse più di un metro di altezza. Le fragili vetrine di legno e vetro dove erano esposti i reperti che appartenevano al Museo Topografico dell’Etruria, vennero travolte dalla massa di acqua, fango e nafta. Furono centinaia di migliaia i pezzi – gran parte dei quali neppure inventariati – che subirono la furia dell’Arno. Con grande fatica e immensa cura furono prima salvati dal fango, poi avviati alla preziosa opera di ricostruzione. Pezzo dopo pezzo, i restauratori hanno analizzato e restaurato, secondo le più moderne tecnologie sperimentali, le migliaia di reperti alluvionati, tanto che oggi il Museo Archeologico di Firenze può dire di avere recuperato oltre il novanta per cento del suo patrimonio che fu sommerso dal fango. Centro specialistico di altissimo livello nel settore della conservazione dei reperti archeologici provenienti da scavi in corso o da collezioni museali, svolge anche attività di ricerca nel campo delle indagini sullo stato di conservazione e di degrado, sulle tecniche del restauro e del trattamento conservativo. Il Centro dispone di apparecchiature avanzate per l’analisi microscopica elettronica, chimica, diffrattografica e radiografica, e ha in organico l’unico Tecnico Radiologo per l’Archeologia in servizio in Italia.
Fra i restauri effettuati dal Centro si ricorda il primo intervento sui Bronzi di Riace, e il restauro del sarcofago fittile ceretano degli Sposi conservato al Louvre. Il Centro fiorentino collabora con molte Soprintendenze per i Beni Archeologici d’Italia e con i più prestigiosi Istituti di ricerca nazionali e internazionali.
Alcune notizie su “La Minerva veste Coveri”
Il telo di stoffa che andava a comporre la veste era doppio, indossato sulle spalle, fissato su quella sinistra, mentre il lembo esterno veniva raccolto sul dietro… C’è voluto lo studio dei ricercatori del centro di Restauro e la “maestra” esperienza della Maison Coveri per riprodurre una copia fedele all’originale dell’abito della Minerva che, da sempre, ha destato l’interesse degli studiosi per la particolarità di alcuni movimenti del tessuto.
Fonti storiche e studi hanno supportato la ricerca del materiale e l’esecuzione della veste. Restauratori, ricercatori e gli abili artigiani della Maison hanno lavorato fianco a fianco per riprodurre una stoffa grezza, del tutto simile a quella che poteva essere stata usata dagli antichi. Nella creazione del vestito invece sono state riprodotte fedelmente tutte le fasi che hanno portato al drappeggio della veste così come lo si vede nel bronzo. E’ nata così la copia esatta di come doveva essere l’abito della Minerva di Arezzo.
L’idea di riprodurre l’abito è nata dall’osservazione di un frammento del mantello (peplo). Il riferimento a due bordi di stoffa, visibili sul lato destro del bronzo, indicava che era un “peplo aperto”. Da questa inusuale particolarità è nata l’idea di realizzare in stoffa tutto l’abbigliamento della celebre Minerva.
La Minerva di Arezzo fu scoperta casualmente nel 1541, durante lo scavo di un pozzo. Undici anni dopo il suo ritrovamento fu acquistata da Cosimo I de’ Medici. Sette anni più tardi entrerà a far parte delle opere che ornavano il suo Scriptoio. Oggi, nonostante la sua notorietà, la statua risulta sostanzialmente inedita: molti sono ancora gli aspetti oscuri sul suo ritrovamento, sui primi restauri che hanno accompagnato la sua scoperta, sulla sua datazione. E’ un bronzo originale del primo ellenismo - primi decenni del III sec.a.C. - o una variante di un precedente bronzo della prima età imperiale - I sec.d.C. - ? Secondo gli esperti del Centro di Restauro di Firenze il supporto tecnologico fornito dalle analisi effettuate durante il restauro e le caratteristiche tecnologiche usate dal bronzista esecutore della statua, inducono a propendere per la prima ipotesi. L’abbigliamento poi, ha da sempre attirato l’attenzione degli studiosi per la particolarità dei suoi drappeggi.
Il restauro completo della Minerva si prevede concluso nel giugno del 2007. La Minerva di Arezzo è uno dei "grandi bronzi" presenti nel Museo Archeologico di Firenze. La mostra allestita per il quarantesimo anniversario dell’Alluvione offre l’occasione per ammirare il celebre bronzo in fase di restauro, il suo antico abito e grazie alla collaborazione della Maison Enrico Coveri, confrontarlo con una sua moderna interpretazione da loro realizzata.

Redazione Nove da Firenze