Amici della Musica Firenze: Opere conosciute ed autori immaginati con Alexander Lonquich e il Quartetto Artemis da Mozart a Rihm


Sabato 15 Dicembre (ore 16), alla Pergola, il pianista ALEXANDER LONQUICH prosegue l’interessante ciclo “Ravvicinamenti: opere conosciute ed autori immaginati” (realizzato in collaborazione con l’Accademia Bartolomeo Cristofori - Amici del fortepiano): una serie di concerti dove pagine tratte dal più consueto repertorio pianistico, ma suonate su strumenti d’epoca, vengono accostate a musiche che, per varie ragioni, non rientrano invece nel repertorio più diffuso della letteratura pianistica. Stavolta, tocca allo Schumann della Toccata op. 7 e di Fantasiestücke op. 12 conoscere le sonorità limpide e raccolte d’un fortepiano d’epoca, mentre nella prima parte del concerto avremo modo di entrare in contatto con la dimensione pianistica per lo più sconosciuta di autori come Fauré e Messiaen.
Un programma ancora originale, e che non c’è da stupirsi concepito da Lonquich, oggi uno dei più attenti ed intelligentemente critici osservatori della crisi nel mondo dell’interpretazione classica. L’accostamento di “opere conosciute” e di “autori immaginati” vuole essere anche un modo per portare il pubblico verso nuove prospettive d’ascolto, verso nuovi orizzonti di conoscenza che sulla carta apparirebbero invece limitati. Del resto, l’indagine di Lonquich nell’universo dell’interpretazione musicale si è finora tradotta in diversi momenti: interventi durante convegni, lezioni-concerto, e soprattutto la ricerca condotta sulle interazioni fra linguaggi, con una particolare attenzione al rapporto fra musica ed espressioni teatrali. Non a caso, il pianista è membro fondatore del Villon Ensemble, un gruppo di ricerca scenica e musicale che affianca alle performances un’intensa attività di laboratori ed incontri teatrali/musicali. Come interprete, Lonquich non ha bisogno di particolari presentazioni: nato a Trier, in Germania, ma ormai fiorentino d’adozione, si è rivelato a soli sedici anni vincendo il primo premio al Concorso “Casagrande” di Terni, e da allora ha intrapreso una brillante carriera internazionale, come solista ed accanto a celebri direttori d’orchestra; si ricorda in particolare il suo sodalizio artistico con Sandor Vegh, il compianto direttore della Camerata Academica Salzburg. Anche l’attività di direttore coinvolge gli impegni di Lonquich, che come tale oltre che come solista ha collaborato con l’Orchestra da Camera di Mantova, la Camerata Academica Salzburg e con la Mahler Chamber Orchestra. La curiosità musicale ed intellettuale lo ha inoltre portato a guardare con una sempre più viva attenzione alla musica da camera: negli ultimi anni, ha collaborato con artisti di fama come Shlomo Mintz, Steven Isserlis, Wolfram Christ, Tabea Zimmermann, Karl Leister e Frank Peter Zimmermann. La collaborazione con quest’ultimo, testimoniata anche da pregevoli incisioni discografiche, ha portato a numerosi riconoscimenti internazionali. Ai fitti impegni concertistici, Lonquich affianca inoltre un importante impegno in campo didattico.

Il calendario dei concerti di Dicembre si chiude Domenica 16 (ore 21), al Saloncino della Pergola, con il QUARTETTO ARTEMIS, giovane ma promettente quartetto d’archi tedesco che torna a suonare per gli Amici della Musica dopo lo straordinario debutto di tre anni fa. Leonardo Pinzauti parlò allora di “bel suono tornito” e di “intonazione impeccabile”, sottolineando come l’intelligenza musicale dei quattro giovani fosse sempre sostenuta da un “gioioso entusiasmo”. Il programma impagina, secondo consueti affascinanti equilibri, classici e contemporanei: un Mozart maestro del contrappunto, che crea pensando a Bach e lo trascrive (Preludi e Fughe KV 405, nn. 2 e 5), il giovane Beethoven dei calchi haydniani dell’op. 18 n. 2 e quello della maturità che scrive la Grande Fuga op. 133, applicando alla forma principe del contrappunto la sostanza di una sinfonia; ed in mezzo il Quartetto n. 4, pagina dominata da brucianti tensioni emotive che il compositore tedesco Wolfgang Rihm ha composto nel 1981 per il noto Quartetto Alban Berg.
Vincitore al Concorso Internazionale per Quartetto d’archi Premio “Paolo Borciani” (1997), il Quartetto Artemis è formato da Natalia Prishepenko e Heime Müller (che si alternano per le parti del primo violino), da Volker Jacobsen (viola) ed Eckart Runge (violoncello), tutti artisti diplomati alla Scuola Superiore di Musica di Lubecca. Riuniti sotto il nome della dea della caccia, Artemide, i quattro giovani si sono affermati conquistando la vittoria in una serie di prestigiosi concorsi internazionali, e da allora ogni loro apparizione pubblica è stata accolta con unanimi consensi di pubblico e critica. Sostenuti e preparati fin dagli esordi da Walter Levin, membro del Quartetto LaSalle, i quattro musicisti si sono in seguito perfezionati con il Quartetto Emerson, il Quartetto Juillard ed il Quartetto Alban Berg, rinomate formazioni con le quali continuano ancora oggi un proficuo scambio d’idee ed uno stimolante rapporto di collaborazione. Per quanto già noti ed apprezzati, i quattro giovani musicisti proseguono difatti nell’ammirevole intento di crescere in professionalità ed esperienza: dal 1998, il Quartetto Artemis ha la sua residenza a Vienna, per poter approfondire ed allargare il repertorio e la conoscenza musicale attraverso la guida autorevole del Quartetto Alban Berg. In questa ottica, i quattro musicisti hanno accettato l’invito dell’Accademia delle Scienze di Berlino, che ha chiesto loro di lavorare intensamente per alcuni mesi scambiando la propria esperienza con grandi personalità di altri campi, come fisici, scrittori, pittori, storici. Dopo importanti debutti al Concertgebouw di Amsterdam, alla Carnegie Hall di New York ed alla Wigmore Hall di Londra, il Quartetto Artemis è stato impegnato in tournées negli Stati Uniti, Italia e Francia, ed in concerti a Londra, Bruxelles, Istanbul, ai Festival di Salisburgo e di Rheingau. Oltre al repertorio squisitamente per quartetto d’archi, l’Artemis si è cimentato in altre forme cameristiche, collaborando con il pianista Leif Ove Andsnes e la clarinettista Sabine Meyer; si è unito anche a Thomas Kakuska (viola) e Valentin Erben (violoncello) del Quartetto Alban Berg, formando così un sestetto che si è esibito con strepitoso successo anche presso la nostra Associazione. Sempre l’Alban Berg ha invitato il Quartetto Artemis a partecipare ad una co-produzione per il famoso film “La morte e la fanciulla”.

Redazione Nove da Firenze