Rubrica — Editoria Toscana

1820-2020: i duecento anni del Gabinetto Vieusseux

Programma di due anni di mostre, pubblicazioni e incontri nel nome della lettura e del progresso civile


Il 25 gennaio 2020, con l’inaugurazione a Palazzo Corsini Suarez della mostra Il Vieusseux dei Vieusseux. Libri e lettori tra Otto e Novecento. 1820 – 1923 a cura di Laura Desideri, con la collaborazione di Francesco Conti, partono le iniziative per celebrare i duecento anni di attività ininterrotta del Gabinetto Vieusseux, oggi diretto - ed è la prima volta nella sua storia - da due donne: Alba Donati, Presidente e Gloria Manghetti, Direttore.

La data non è scelta a caso: Giovan Pietro inaugura proprio il 25 gennaio 1820 il suo gabinetto di lettura, ben provvisto di giornali e riviste in lingua inglese, francese, italiana e tedesca, nel clima di grande prestigio nazionale e internazionale della Firenze di allora.

La mostra propone un percorso articolato, supportato da documenti originali e installazioni multimediali, attraverso le sale del Gabinetto Vieusseux nel suo primo secolo di attività, quando era uno “stabilimento” privato, gestito dalla famiglia Vieusseux, ma strettamente intrecciato con la storia di Firenze dell'Otto-Novecento.

Il fondatore Giovan Pietro (1819-1863), dotato di un indubbio talento di uomo d’affari, impianta un’impresa che è insieme mercantile e culturale, basata su un gabinetto di lettura e su un’attività editoriale orientata ad accordare in un’azione comune le forze sparse dell’intellettualità fiorentina e toscana. L’impresa passa poi al nipote Eugenio (1864-1892), a cui succede il figlio Carlo, direttore dal 1892 fino alla cessione al Credito Italiano (1919).

In mostra vengono ricostruiti tre ambienti che evocano sale e persone presenti nelle prime tre sedi: Palazzo Buondelmonti (1820-1873), Palazzo Feroni (1873-1898), Palazzo Vieusseux, via Vecchietti (1898-1923), con oggetti del tempo, quadri, foto di interni, piante, ma anche descrizioni rintracciate nelle lettere e nei diari dei frequentatori, oppure nei romanzi ambientati a Firenze, con riferimenti al Gabinetto come Indian summer di Howells del 1886.

I libri esposti sono scelti tra quelli pubblicati nelle fasce cronologiche delle tre sedi: una selezione di novità individuate tra le prime edizioni francesi, inglesi, tedesche, russe (oltre che italiane), a partire dall’edizione ‘ventisettana’ dei Promessi Sposi fino alla Recherche proustiana.

Ogni ambiente si popola di libri e lettori dell’epoca, ricostruendo alcuni episodi ormai leggendari, come la serata in onore di Giacomo Leopardi il 25 giugno 1827 - allora un giovane letterato - o quella del 3 settembre 1827 dedicata ad Alessandro Manzoni, che fu accolto da Vieusseux, Pietro Giordani, Giovan Battista Niccolini e dallo stesso Leopardi: tutto al secondo piano di Palazzo Buondelmonti, dove ogni settimana si svolgevano le celebri serate organizzate da Vieusseux e dal suo circolo.

Dal Libro dei soci e dai Libri del prestito riprodotti su touch screen si ricostruiscono ulteriormente le presenze eccellenti in città, le loro letture e preferenze, ad esempio Dostoevskij a Palazzo Buondelmonti, Gide a Palazzo Feroni, Bennett in via Vecchietti, per citare solo gli stranieri.

In mostra sono presenti anche le riviste pubblicate da Giovan Pietro in quarant'anni di lavoro: dall'Antologia, al Giornale agrario, alla Guida dell'educatore, all'Archivio storico italiano. E sempre al secondo piano di Palazzo Buondelmonti su un grande schermo si ripropongono le immagini del catalogo, accompagnate dalle musiche di Listz, Berlioz e Mascagni, anch’essi frequentatori del Gabinetto Vieusseux.

Per assecondare il gusto del pubblico e incrementare il prestito dei libri, Eugenio apre le porte di Palazzo Feroni alla cosiddetta letteratura amena, così entrano al Vieusseux numerosi “books for children” con le opere di Lewis Carroll e Louisa May Alcott, insieme ai “proto-gialli” di Poe, Collins e Dickens, presenti in mostra.

Come leggiamo nel Libro dei soci, al termine della Guerra di Secessione arrivano più numerosi gli americani: William Dean Howells, Henry James e Mark Twain per citarne solo alcuni.

Dopo la morte di Eugenio, nel 1892, il figlio Carlo si impegna nell'acquisto di un edificio in Via Vecchietti, dove il Gabinetto viene trasferito, nel 1898.

Già capitale d’Italia, Firenze arriva agli anni della Prima Guerra Mondiale con una nuova fisionomia, quella di un centro di cultura avanzato e brillante, dove trovano spazio anche le pubblicazioni dei giovani 'rivoluzionari', come il Leonardo di Papini e La voce di Prezzolini.

Ma il dato più rilevante degli anni di via Vecchietti è il numero degli abbonamenti femminili, che sorpassano quelli maschili, posizionandosi al 56-58% rispetto al totale delle iscrizioni. Le abbonate sono fiorentine e non fiorentine, aristocratiche, borghesi, insegnanti, traduttrici (Giulia Celenza e Eva Kühn Amendola), scrittrici (Ida Baccini e Amelia Rosselli), forestiere residenti in città (Vernon Lee), insieme a straniere di passaggio (Isadora Duncan e Gertrude Stein), fino a Letizia Schmitz Svevo, profuga da Trieste durante la Prima Guerra Mondiale.

Con la testimonianza della figlia di Svevo, ritornata al Vieusseux nel 1979, in occasione delle celebrazioni sveviane, si chiude il percorso del “Vieusseux dei Vieusseux”: le sue parole da frequentatrice di antica data testimoniano la trasformazione del Gabinetto Vieusseux nel secolo scorso: dalla costituzione dell’Ente morale di proprietà del Comune di Firenze (1925), all’arrivo a Palazzo Strozzi, nel 1940. La grande biblioteca circolante dei Vieusseux è diventata un importante centro culturale, che «irradia nel mondo» la sua singolare storia, unico gabinetto di lettura sopravvissuto in Europa, da sempre dedito alla promozione della lettura e, attraverso di essa, del progresso civile.Sabato 25 gennaio si inaugurerà la mostra con la partecipazione di Giorgia Muratori, Segretariato Regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per la Toscana e un intervento di Lina Bolzoni e Cosimo Ceccuti, Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della fondazione del Gabinetto G.P. Vieusseux. Dario Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, la cui presenza era prevista per domani, interverrà sabato 8 febbraio, prima data del ciclo #VieusseuxDieciParole, con Ferruccio De Bortoli che racconterà la parola “Europa”.

Palazzo Corsini Suarez, via Maggio 42 _Firenze

Ingresso libero

Inaugurazione: 25 gennaio ore 11

Apertura al pubblico: 27 gennaio - 30 giugno 2020

Orari: Lunedì, Martedì e Venerdì dalle 10 alle 14 - Mercoledì e Giovedì dalle 10 alle 17

Con possibilità di aperture straordinarie e visite guidate

Curatela scientifica: Laura Desideri con la collaborazione di Francesco Conti

Coordinamento: Gloria Manghetti

La mostra e il catalogo sono stati realizzati con i contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario del Gabinetto G.P. Vieusseux.

200 anni di una grande intuizione

Il Vieusseux è un’istituzione che da due secoli forma generazioni di lettori, a partire dall’apertura di una biblioteca che metteva a disposizione degli abbonati libri e riviste nelle varie lingue europee. La sua missione è la promozione delle arti e delle scienze attraverso una circolazione senza censura delle idee. La divulgazione e lo studio sono stati i mezzi scelti dal suo fondatore per sostenere le varie forme di progresso: civile, economico, scientifico, culturale.

Un centro di ricerca e di studio che – diretto da personalità come il suo fondatore, Giovan Pietro Vieusseux,e più avanti da Eugenio Montale, Alessandro Bonsanti, Enzo Siciliano. Il centro è oggi presieduto da Alba Donati e diretto da Gloria Manghetti ed è la prima volta nella storia dell’istituto che due donne ricoprono questi ruoli.

Per celebrare duecento anni di attività dedicate alla promozione della lettura e, attraverso di essa, del progresso civile è stato ideato un programma di mostre, incontri, conferenze e appuntamenti aperti al pubblico e gratuiti che si svolgeranno nell’arco di due anni. Si approfondiranno #VieusseuxDieciParole del nostro tempo, emblematiche della storia del Gabinetto, si pubblicheranno carteggi inediti come quello straordinario intercorso per 30 anni tra Alessandro Bonsanti e Carlo Emilio Gadda, si discuterà di autori centrali dell’Otto e Novecento, come André Gide ed Ezra Pound, mentre scrittori e scrittrici tra i quali Antonio Scurati e Claudia Durastanti ci racconteranno i classici contemporanei. Inoltre, su iniziativa di Alba Donati, si realizzerà un Archivio delle scrittrici del nuovo millennio, che metterà a disposizione libri e materiali ceduti dalle maggiori scrittrici italiane contemporanee, come Silvia Avallone, Silvia Ballestra, Melania Mazzucco, Michela Murgia, Valeria Parrella, Elena Stancanelli, Nadia Terranova, Chiara Valerio, Simona Vinci.

Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha accolto l’istanza per l’istituzione di Comitato Nazionale per il Bicentenario del Gabinetto Vieusseux, presieduto da Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini-Nuova Antologia Firenze, che si è insediato il 4 dicembre 2019.

Redazione Nove da Firenze