Rubrica — In cucina

Una passeggiata tra le vigne a Rocca delle Macìe

La famiglia Zingarelli mostra ad amici ed addetti ai lavori i filari dai quali ottiene il prezioso vino che produce


Passeggiare tra le vigne in pieno luglio. Ascoltarne i rumori e odorarne i profumi in una piacevole e rilassante serata d'estate lasciandosi avvolgere dalla magìa del paesaggio.

Nel cuore del Chianti Classico la famiglia Zingarelli mostra i propri gioielli ad amici e conoscenti in uno speciale tour tra una tenuta e l'altra con degustazione dei vini realizzati in quelle stesse vigne dove tra poche settimane si rinnoverà l'antico e affascinante rito della vendemmia.

Una festa d'estate per un amante del vino, della vigna e della natura, ma anche del buon cibo grazie a una cena finale affacciata su una bellissima terrazza naturale della tenuta di Fizzano.

Il tour inizia dalla Tenuta Le Macìe da cui prende il nome l'azienda della famiglia acquistata dal padre di Sergio, Italo Zingarelli che lavorava come produttore cinematografico nella fiorente Roma del cinema tra gli anni Sessanta e Settanta e che per amore della terra Toscana e della vigna la acquistò nel 1973.

E' il cuore dell’azienda dove hanno sede gli uffici e le cantine. Conta 85 ettari di terra di cui 42 coltivati a vigneto tra Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot e 13 ad oliveto. Proprio in questo luogo si ammirano alcuni dei più bei vigneti dell’azienda dove tra l'altro sono stati fatti imponenti lavori di reimpianto studiando i terreni e l’equilibrio idrico e geologico con lo scopo di ottenerne la migliore qualità possibile rispettando l'ambiente.

L'altra tenuta di famiglia è Sant’Alfonso che venne acquistata sempre da Italo Zingarelli nello stesso anno: 125 ettari totali di cui 50 a vigneto Sangiovese, vero protagonista grazie alla composizione dei terreni, più ricchi in argilla e più poveri in scheletro rispetto agli altri, unita a specifici cloni di Sangiovese che favoriscono una maturazione ottimale dei grappoli con maggiore concentrazione di polifenoli e sostanze aromatiche. Da queste uve viene prodotto uno dei prestigiosi Cru dell'azienda con Sangiovese in purezza: il Chianti Classico Tenuta Sant'Alfonso. Altri 15 ettari sono ad oliveto.
La terza visita è alla Riserva di Fizzano, acquistata nel 1984 e formata da un borgo risalente all'XI secolo ristrutturato negli anni. Qui sono circa 61 gli ettari di terreno con una ottima esposizione dei vigneti, 35 dei quali a Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot e 10 ad oliveto. All’interno del borgo è situato anche il frantoio aziendale dove vengono frante le olive delle proprietà per la produzione di un pregiato olio extravergine d'oliva. Dagli edifici dell'antico borgo è stato ricavato uno splendido Relais fulcro dell'ospitalità di Rocca delle Macìe.
Nell’ottica di un miglioramento e diversificazione della base produttiva viene acquistata nel 1998 Le Tavolelle, oggi composta da 22 ettari di cui 16 a vigneto, prevalentemente Sangiovese, e 1 ad oliveto. Qui è stata predisposta una nuova cantina per la maturazione di prestigiose selezioni di vini rossi composta da una modernissima barricaia con nuovi e avanzati sistemi di gestione che ha la capacità di accogliere quasi 1000 barriques.

Ogni tappa del viaggio nelle vigne della famiglia, cui ha preso parte l'intera famiglia: Sergio Zingarelli e la moglie Daniela, i figli Andrea e Giulia, insieme all'enologo Luca Francioni e all'agronomo Alfio Auzzi, ha visto la degustazione di un vino d'eccellenza. Tra questi anche un Sergio Zingarelli Gran selezione 2012.

Il gran finale è con la cena con vista sulla vigna della Tenuta di Fizzano che oltre ad un ricco menù ha visto la degustazione di un ottimo Vermentino CampoMaccione 2015, un sorprendente Rosato CampoMaccione 2015 e un piacevole Riserva di Fizzano Chianti Classico Gran Selezione 2012. Ma le sorprese non sono finite poiché la famiglia ha voluto regalare l'assaggio di due pregiate bottiglie: una Riserva di Fizzano Chianti Classico 1994 in bottiglia magnum, e una Riserva di Fizzano Chianti Classico 1998. Due vini che si sono divisi il parere positivo degli esperti presenti alla serata.

I momenti più piacevoli sono stati quelli del racconto da parte di Sergio Zingarelli della famiglia, del padre che ha messo le basi per quello che è oggi Rocca delle Macìe.

Ma anche l'esperienza in vigna di agronomo e in cantina dell'enologo non hanno risparmiato aneddoti e interessanti passaggi per la realizzazione dei vini di Rocca delle Macìe.

La curiosità
La famiglia Zingarelli nel 1998 spinta da una lungimirante filosofia imprenditoriale, ha deciso di allargarsi fino alla Maremma all'interno della Doc del Morellino di Scansano acquistando la tenuta Campomaccione: 80 ettari destinati alla coltivazione di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah con moderni impianti di 6000 ceppi per ettaro. I terreni asciutti e collinari, uniti al clima caldo e tendenzialmente siccitoso della zona, favoriscono la buona maturazione delle uve, mentre l'aria salmastra, proveniente dal mare, è fondamentale per lo sviluppo di peculiari caratteristiche aromatiche che vengono trasferite dalle uve al vino. Da questa tenuta prende il nome il Morellino di Scansano Campomaccione, primo vino dell'azienda proveniente dagli investimenti fatti nella provincia di Grosseto.

Nel 2003 è arrivata una nuova proprietà a rafforzare la partecipazione di Rocca delle Macìe nella zona di Scansano con l'acquisto della Fattoria Casamaria. Circa 67 ettari di terreno di cui 15 già messi a dimora. In quest'ultima tenuta sono stati impiantati i primi ettari di uve Vermentino che hanno dato vita al secondo vino prodotto in questa zona: l'Occhio a Vento. Questa terra assolata e baciata dal mare con le sue potenzialità ha dato e probabilmente darà grandi risultati ad un'azienda che, come Rocca delle Macìe, si propone come obiettivo il miglioramento qualitativo nel rispetto del territorio. 

Ph. Marco Savino

Rocca delle Macìe, una passeggiata tra le #vigne

In cucina — rubrica a cura di Stefania Guernieri

Stefania Guernieri

Stefania Guernieri — Giornalista professionista ed esperta di comunicazione e social media. Nata come cronista nelle redazioni dei quotidiani, si è occupata di cronaca nera e cronaca giudiziaria per oltre 10 anni. In qualità di redattrice ha curato varie inchieste giornalistiche. Oggi scrive di cibo e vino, motori, running e altri sport, politica. Ha esperienze in uffici stampa e gestione eventi, gestione campagne elettorali, ed ha curato l'organizzazione di numerose manifestazioni legate al settore enogastronomico.

E-mail: stefania.guernieri@gmail.com